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In una stagione nella quale le prime cinque avevano perso solo 6 punti con le “altre”, a metà pomeriggio questa è parsa una domenica di ordinaria follia.

Con l’Inter già bloccata sull’1-1 dal Torino, la Juventus si è trovata sotto di un gol con il Benevento, mentre la Roma pareggiava 2-2 a Firenze, per non dire del Napoli che non riusciva a schiodarsi dallo 0-0 contro il Chievo che faceva muro sugli attacchi della squadra di Sarri.

Poi qualcosa è cambiato: la Juventus ha pareggiato e poi vinto una partita che poteva solo vincere (il Benevento aveva tutte e undici le precedenti partite), mentre la Roma ha ribadito a tutto che la Fiorentina potrà anche essere bella, ma a certi livelli è ancora acerba. Il Napoli no, il Napoli no: a Verona si è visto respingere costantemente gli attacchi e ha dovuto accontentarsi dello 0-0.

Sinceramente, dopo il pareggio dell’Inter abbiamo tifato anche per il pareggio delle altre, non per “fede”, ma perché sarebbe stato un bel messaggio da parte di chi dovrebbe far si che questo non sia un campionato tra cinque squadre che corrono e una serie di comprimarie da annichilire quando affrontano l’avversario fuori portata.

Ora la Serie A va in letargo, perché scende in campo la Nazionale, il bene supremo. La Nazionale che contro la Svezia deve conquistare la qualificazione ai Mondiali. E cosa possa accadere in caso di sconfitta non lo vogliamo assolutamente pensare.