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Quando parla dei giovani del Milan, Adriano Galliani ha gli occhi si illuminano. E ha ragione, perché esordire in prima squadra dopo aver frequentato il settore giovanile è il premio più bello. Per la società e per il giocatore, che si “afferma” in casa.

All’estero ogni esordio è salutato dal pubblico con un’ovazione, da noi dopo la curiosità iniziale, si inizia a criticare, magari parte pure qualche sibilo.

Adriano Galliani, invece, ha un merito: spesso va in tivù e a margine di un suo intervento parla di un giovane, che come ama dire: “Vedrete presto”.

Negli ultimi tempi è andata così: dopo l’affermazione di De Sciglio, Galliani ha speso belle parole per Bryan Cristante (che poi è emigrato prima di rientrare al Pescara), poi per Petagna (che a causa di un fisico quasi eccessivo è maturato con più calma, ma ieri ha affossato il Napoli). Soprattutto, l’amministratore delegato, ha “spinto” Donnarumma verso l’esordio.

Qualcuno pensava fosse troppo presto, ma Gigio non ci ha messo troppo a far intendere a tutti di essere un predestinato. Galliani, nel frattempo, aveva già parlato di Calabria (utilizzato da Mihajlovic contro il Palermo) e soprattutto continuava a spendere parole per Manuel Locatelli. Un ragazzo della Primavera, che malgrado il centrocampo del Milan non entusiasmasse, non trovava posto in prima squadra. A ogni brutta prestazione del Milan, lo scorso anno, nel post partita si parlava di Locatelli.

Di Locatelli si è parlato anche in estate e nelle prime giornate. Montella lo ha utilizzato, con la parsimonia dovuta. Ma contro il Sassuolo, quando è parso evidente che la manovra fosse troppo lenta e prevedibile, Montella ha mandato in campo Manuel. E lui che fa? Ispira il 2-3, segna un gol splendido per il 3-3.

E Galliani? Ride, felice. Perché nei suoi giovani è il primo a crederci. Sempre!

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