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La domenica che non ti aspetti. Certo, i primi vagiti di un week-end particolare ci sono stati intorno alle 20 di sabato, quando Inglese ha stordito la Lazio e regalato tre punti al Chievo (che aveva perso le ultime quattro).

Ma il pomeriggio di domenica è stato semplicemente fantastico. Neanche 15’ e tutto sembrava normale: Juve, Roma e Milan in vantaggio, all’appello mancava la sola Fiorentina che per segnare ci ha messo un po’ di più, questione di minuti, perché Ilicic l’ha messa al 17’.

La rivolta dei “peones”, però, inizia presto: la Sampdoria con Praet pareggia al 21’; l’Udinese al 31’ fa 1-1 con Thereau. La Juventus, invece, continua a correre senza intoppi. Ma questa è un’altra storia, proprio un’altra storia.

A inizio secondo tempo, il sussulto della Roma e il 2-0 della Fiorentina sembrano riportare tutto nell’alveo della normalità, invece… Invece la Samp in 2’ segna due volte e stende la Roma che prova ad attingere anche alla fantasia di Totti per non vedere fuggire la Juventus. Niente da fare, perché Puggioni si fa perdonare l’errore in occasione dell’1-2.

E a proposito di 1-2 e di errori dei portieri, Donnarumma deve fare l’esame di coscienza sul tiro di De Paul che affossa il Milan. Mentre la Fiorentina da 2-0 si fa raggiungere sul 2-2, segna il terzo gol, ma non può evitare la rimonta del Genoa.

Cosa ci lascia questa giornata di campionato? La sensazione che la Juventus, come abbiamo sempre scritto, abbia qualcosa in più di tutte le rivali, mentre la Roma dà l’impressione di poter inciampare quando meno te lo aspetti. Un problema, a distanza di un anno, che Spalletti non è riuscito a risolvere. Mentre il Milan, in una settimana, ha sprecato parte del buono fatto fino a ora.

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