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Prima di sedersi a tavola, regalarsi una partita di calcetto con gli amici è uno dei piaceri della festa di compleanno. Per noi comuni mortali va così, ma se sei Francesco Totti no. Il regalo per i tuoi quarant’anni te lo fai da solo e segni il gol numero 250 (in Serie A) di una carriera inimitabile, che neppure chiudendo gli occhi avresti potuto pensare così bella e infinita. Già quando si parla di gol, bisogna specificare in Serie A, perché con la maglia della Roma, Francesco ne ha segnati 306, ai quali ne vanno aggiunti altri 9 in Nazionale.

C’è chi dice abbia vinto poco, non importata: Totti ha vinto con la squadra per la quale fa il tifo, della sua carriera non cambierebbe una virgola. Compresi i no al Milan, al Real Madrid e a tutti gli altri club che gli volevano fare indossare la loro maglia “numero 10”.

Solo chi abita a Roma, capisce esattamente cosa rappresenti Totti per la città. Hanno provato a pensionarlo e non ci sono riusciti, non solo perché Francesco non si senta ancora pronto per dire addio, ma perché il “suo popolo” ha fatto intendere che allo stadio si va per lui. E le dimostrazioni non sono mancate, tra i suoi compagni c’è chi lo ha detto apertamente: “All’Olimpico il tifo si accende solo quando entra Totti…’’

Tante volte abbiamo sentito dire che i club e le squadre non sono di presidenti, allenatori e giocatori, ma dei tifosi. E i tifosi hanno votato per acclamazione.

Rinunciando ai top club che lo hanno inseguito, Francesco ha rinunciato a vincere molto di più di un unico scudetto, in cambio però il suo popolo gli ha donato l’immortalità. Sarà lui scegliere quando uscire di scena. E quel giorno la Roma non sarà più la stessa.

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