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Che da ridere ci sia poco è evidente, però poteva andare peggio. Un sorriso, lo avrebbe strappato solo il Leicester, poi tutte le altre hanno più di un perché per essere temute. Ma quando nell’urna sono rimaste solo le palline con i nomi delle quattro grandi (Juve, Real, Bayern e Barca), l’accoppiamento con il Barcellona è parso il più abbordabile.

La squadra di Luis Enrique, al di la della leggendaria rimonta contro il Psg, sta conducendo una stagione nella quale non sempre riesce a esprimersi sui livelli di gioco cui ci aveva abituati. Come si è visto al “Parco dei Principi”, il Barca può essere aggredito con un pressing alto che alla Juve riesce benissimo con il 4-2-3-1 che Allegri sta utilizzando da inizio 2017.

Ancora, tutti riconoscono al mister della Juventus la capacità di allenare la propria squadra nel rendere difficoltose le linee di passaggio. E si sa, se la Juve chiude o solo sporca le linee di passaggio, il gioco degli spagnoli diventa lento. E se diventa lento è pure arginabile.

E poi. E poi ci sono le caratteristiche proprie della squadra, costituita da campioni che non perdonano. Gli attaccanti non hanno bisogno di troppi palloni per fare gol, quindi anche il Barcellona in questi momenti sta vedendo i volti poco rassicuranti di Higuain e Dybala, di Pjanic e Khedira. Mentre Messi, Neymar e Suarez sanno per primi che Barzagli, Bonucci e Chiellini sono tre “gatti appesi ai pantaloni”. Al resto ci penserà lui, Gigi Buffon!

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