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Il gol di Locatelli in campionato e la SuperCoppa vinta a Doha andavano vendicate (ovviamente in senso sportivo). E questo ha fatto la Juventus, al termine di una partita dominata, nella quale il Milan è riuscito ad alimentare qualche speranza solo per un gol di un Bacca. La Juventus vista in Coppa Italia è una squadra bella e pratica, che gioca e segna, che controlla la partita grazie alle qualità tecniche dei suoi giocatori.

Ma per coesistere: Pjanic, Mandzukic, Cuadrado, Dybala e Higuain hanno stretto un patto: non basta la tecnica, bisogna correre, disturbare sul nascere l’azione avversaria, accorciare gli spazi, stare compatti e quando serve rincorrere gli avversari fino al limite dell’area di rigore.

Massimiliano Allegri, confermando il 4-2-3-1 per la seconda volta consecutiva, ha fatto intendere che questa non è solo un’opzione, ma potrebbe essere il sistema di gioco da qui alla fine della stagione. Che la qualità può coesistere in campionato, Coppa Italia e soprattutto Champions League.

Più dei risultati numerici con Lazio e Milan, contano le prestazioni. Dopo il Sassuolo ci sarà l’Inter, se la Juve giocherà ancora così, il messaggio sarà veramente chiaro anche per l’Europa.

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