Foto: Italy Photo Press

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Da sempre, almeno fino alle semifinali, la Coppa Italia, non è il trofeo più sentito, ma perdere dovrebbe infastidire tutti. Così, il quarto turno che inizia oggi, nel quale è probabile vengano schierati giocatori che in campionato sono meno utilizzati, non è banale.

Proprio così, perché giocare vuol dire potersi mettere in mostra, insinuare un tarlo nella testa dell’allenatore, soprattutto se la propria squadra in campionato non ha un rendimento straordinario. Quindi, vorremmo vedere otto belle partite, nelle quali si pensi più a fare gol che a non prenderlo, magari che si giochi a buona intensità e che non si attenda il 60’ per fare la partita.

Leggendo gli accoppiamenti, poi c’è chi non può perdere (il Toro contro il Sud Titol e il Sassuolo con il Catania) perché un risultato negativo con una squadra di C innescherebbe polemiche che andrebbero a riflettersi sul successivo turno di campionato, ma anche il Bologna tremolante di inizio stagione non può certamente permettersi una figuraccia contro il Crotone, vera delusione della B. Ma anche Juric, a rischio esonero, non può permettersi una figuraccia in un derby ligure nel quale la quasi totalità dei tifosi dell’Entella non saprà da che parte stare.

E ancora: Benevento e Cittadella si giocano la possibilità di andare a “San Siro” perché diciamo la verità, una partita in quello stadio è il sogno di ogni ragazzino, non importa se l’avversario si chiami Inter (come sarà) oppure sia il Milan. Una tra Novara e Pisa, invece, sarà all’Olimpico, che per via della pista ha meno fascino dello stadio di Milano, ma è sempre un tempio del calcio.

Tre giorni, otto partite. Verrebbe da dire, attenti alle figuracce che in Coppa Italia sono sempre in agguato.

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