L'esultanza di Alessandro Florenzi e Daniele de Rossi (Foto: Italy Photo Press)

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Una notte di sogni, di Coppa e di Campioni. E i campioni questa volta sono quelli che non ti aspetti, i campioni hanno le sembianze dei giocatori della Roma, non del Barcellona. De Rossi e Dzeko, ma anche Florenzi, Manolas, El Shaarawy e Under entrati a partita in corso.

Il gol di Dzeko dopo 7’ dà fiato all’Olimpico, perché i 70.000 prima dell’inizio della gara non sapevano se crederci o meno. Perché segnare tre volte non può bastare, se hai davanti Suarez e Messi è probabile che il tuo portiere un golletto lo prenda anche. Invece no!

Dzeko gioca da fenomeno, in una sera dimostra di valere ogni euro versato per l’acquisto del suo cartellino: gol, coraggio, forza, tecnica, leadership, lui troppe volte accusato di essere gelido, peggio algido. Dzeko segna e in apertura di ripresa si procura un rigore. Che “Capitan Futuro”, anni 34 anni, segna.

Dzeko fenomenale, ma straordinario pure De Rossi, che troppe volte ci aveva abituato a cadute di stile nel momento più importante. Del Barcellona non c’è traccia, c’è solo un po’ di tiki-taka: lento, prevedibile con Fazio, Juan Jesus e Manolas mai in affanno.

E a proposito di Manolas, quando a 9’ dalla fine la mette sul secondo palo, l’Olimpico diventa una bolgia. Diventa una bolgia come bar e salotti lontani da Roma, perché certe imprese si vivono tifando e basta.

L’ultimo pensiero, che poi dovrebbe essere il primo, è per Eusebio Di Francesco, secondo alcuni integralista del 4-3-3. Che questa sera ha vinto con il 3-5-2.

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