Kylian Mbappè festeggia il gol del 4-1 (Foto: Italy Photo Press)

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Ha vinto la Francia. Come diceva la ragione, anche se prevedere un 4-2 non era facile. La squadra di Deschamps ha vinto con un pizzico di fortuna, perché nei primi 45’ si è trovata in vantaggio 2-1 senza mai tirare in porta, mentre la Croazia aveva provato a giocare e costruire palle-gol.

Ha vinto la squadra più forte, più quadrata, con il giocatore che “minaccia” di diventare devastante quasi quanto il Ronaldo di Barcellona e Inter. Quando la palla arriva a Mbappè, la partita ha un sussulto, l’azione diventa immediatamente pericolosa, imprevedibile, veloce.

La Francia in vantaggio 2-1 dopo 45’ ha subito l’inizio di ripresa della Croazia, che a centrocampo non ha patito la fisicità avversaria e sulla sinistra ha punto con Perisic, ma ha sfruttato al meglio un’accelerazione e un’invenzione da fuori area di Mbappè.

Dalic ha visto negli occhi dei suoi la voglia di lottare, di reagire, ma il gol di Mandzukic è servito solo a regalare qualche minuto di speranza. Nulla più.

Hanno vinto i migliori. In un Mondiale dominato dalla tattica, nel quale i giocatori più attesi hanno pagato la fatica di un’annata lunga e pesante, la freschezza di Mbappè è stata la nota più bella. E, se qualcuno lo avesse dimenticato, due anni fa in questi giorni, il francesino giocava nell’Under 19 che ha battuto nella finale continentale i nostri azzurri…

Ps: sul numero di giugno de “Il Nuovo Calcio” avevamo scritto che probabilmente Massimiliano Irrati sarebbe stato scelto come Var della finale. Grazie e complimenti all’arbitro di Pistoia per non averci smentito!

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