L'esultanza dell'Atalanta dopo la vittoria (Foto: Italy Photo Press)

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Ha vinto l’Atalanta. Viva l’Atalanta, prima in Italia a battere la Juventus. E’ finita 3-0, ma ancora una volta l’Atalanta si dimostra la squadra peggiore da affrontare: corsa, intensità e qualità il marchio impresso da Gasperini. Proprio così: l’Atalanta non ti lascia ragionare, ti ruba il tempo sulle giocate, ti obbliga a buttare la palla e quando può giocare in spazi ampi ha attaccanti che non perdonano (e centrocampisti che si inseriscono…). Le sovrapposizioni in fascia sono devastanti, perché Hateboer e Castagne hanno passo e forza.

Ma se l’Atalanta ha giocato alla grande, la Juventus non è parsa quella vista nel 2018: già contro la Lazio aveva rischiato di finire sotto 2-0 (incredibile l’errore di Immobile), dimostrandosi lenta e prevedibile. Una squadra macchinosa, che non riesce a creare, Dybala ancora una volta nettamente sotto la sufficienza e Cristiano Ronaldo si è visto solo al 92’. Clamorosi gli errori dei difensori… ma a stupire è ancora una volta l’apatia di Dybala, che non sta facendo nulla per cercare di non far rimpiangere Mandzukic, il vero titolare accanto a CR7.

Se la sconfitta della Juventus fa rumore, quella della Roma è altrettanto fragorosa: 7-1 non è assolutamente un punteggio tollerabile. La serataccia può starci, una sconfitta anche, ma il 7-1 no: è risultato da oratorio, non da calcio professionistico. Dopo l’espulsione di Dzeko, sarebbe bello capire chi ha voluto far salire ulteriormente la linea difensiva, perché recuperare il 4-1 in 10 era impensabile e c’era da gestire una sconfitta che arrivava tre giorni dopo la rimonta subita a Bergamo. Il vento del malcontento che aveva preceduto la gara, si è trasformato in bufera. Si salvi chi può!