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E' tempo di...

Abbiamo accarezzato il sogno di portare quattro squadre agli ottavi di Champions, poi siamo caduti dal letto e ci siamo svegliati: avanti Juventus e Roma; Inter e Napoli rimandati in Europa League.

Il “super martedì” è finito nel modo peggiore, perché l’Inter ha regalato il gol del vantaggio al PSV, perché troppe volte ci è chiesti come si sarebbe comportato il Barcellona, senza pensare che prima era necessario guardare in casa propria (come ha dimostrato l’1-1 di San Siro). Il Napoli, invece, più del gol segnato da Salah, paga la rete del 3-1 subita dalla Stella Rossa, perché una sconfitta 1-0 a Liverpool ci può stare (anche se nella prima parte si poteva fare molto di più).

Spalletti privo di Vecino e Nainggolan (in panchina con pochissime possibilità di essere utilizzato) si è inventato la mossa Candreva sulla linea dei centrocampisti, ma ha pagato una prestazione opaca in fase di costruzione. L’Inter ha sbagliato troppo, soprattutto nel primo tempo, ma ha saputo comunque creare occasioni da gol. Bene Icardi, bene Politano, da rivedere la prestazione di Perisic che ancora una volta non ha inciso. Immenso Skriniar.

Il Napoli è stato subito messo in difficoltà dal Liverpool e si è svegliato solo dopo la beffa di Salah a Ospina (gol sul palo del portiere). Subito il gol dell’1-0, la squadra si è svegliata e la gara è diventata bella perché tutte e due le squadre hanno cercato il gol. Strepitoso Alisson su Milik in pieno recupero. E così, anche il Napoli è finito in Europa League.

Per concludere: leggendo accuratamente il “Regolamento del Giuoco del Calcio” non ho trovato traccia dell’obbligo di sostituire Politano. Ancora una volta si è trattato di un avvicendamento non facilmente comprensibile.

Gennaro Gattuso, allenatore del Milan (Foto: Italy Photo Press)

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La Juve è imprendibile. E questo è un dato di fatto. Il Napoli, a -8 dalla prima, ma con 6 punti di vantaggio sull’Inter terza, molto probabilmente finirà seconda. Un pronostico non lontano dalla realtà.

Poi ci sono le altre: Inter, Milan e Lazio, forse la Roma, magari Atalanta e Torino si giocano due posti in Champions. Per organico, l’Inter è avvantaggiata, ma nella giornata appena archiviata, la quattordicesima, in parecchi hanno buttato dei punti al vento. Punti, per rendere meno sicura la terza posizione dell’Inter.

Il Milan, che ha chiuso il turno, ha dimostrato ancora una volta di essere un'incompiuta: il 4-4-2 di Gattuso ha sofferto a lungo il gioco del Torino, che grazie alla superiorità numerica a centrocampo, ripartiva e affondava il colpo. Solo negli ultimi 25’ i rossoneri hanno accelerato andando vicino al gol del vantaggio. Poco. Troppo poco, perché c’era l’opportunità di recuperare tre, non un punto, all’Inter, sconfitto 1-0 dalla Juventus.

La Lazio, sabato sera, era convinta di aver vinto: niente di tutto questo. Il 2-2 finale con la Sampdoria, dimostra come neanche un gol segnato al 96’ può dare la certezza della vittoria. Il pareggio di Saponara al 99’ ne è la conferma. La squadra di Inzaghi è afflitta da una strana sindrome: non sempre parte benissimo, poi confeziona parecchie palle-gol che cestina quasi con il sorriso sulle labbra. Da non credere, perché a fine partita da ridere c’è proprio poco.

La Roma, invece, a Cagliari ha giocato una partita masochistica: in vantaggio 2-0 a 10’ dalla fine si è fatta raggiungere da una squadra in 9, per via di due espulsioni. Ma il peggio, se possibile, si è visto dopo il 90’, quando Di Francesco negli spogliatoi ha affermato: “Cambi? Ma avete visto chi avevo in panchina” e da Boston, James Pallotta ha minacciato provvedimenti. Solo rimandati?

Mario Mandzukic (Foto: Italy Photo Press)

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Alla fine ha segnato Marione! L’ha decisa Mandzukic, l’uomo al quale Allegri non vorrebbe mai rinunciare. Juventus-Inter, terminata 1-0, è stata una bella partita, perché per un tempo c’è stato equilibrio o, forse, la squadra di Spalletti ha giocato meglio, creando un paio di occasioni di quelle che anderebbero concretizzate.

La Juve per un po’ ha sofferto perché Cancelo a destra andava a sbattere contro Perisic e non poteva garantire la spinta di sempre. Così Allegri ha spostato il portoghese a sinistra, dove difronte aveva Politano che non avendo le doti atletiche del croato non ha potuto arginare il portoghese. Nella ripresa la Juventus è piaciuta di più (ha pressato più alto rendendo difficile l’avvio della manovra avversaria) e ha segnato su una punizione battuta celermente con l’Inter che si era assopita lasciando libera la fascia sinistra.

Vincere 14 partite e pareggiarne su 15 è un record clamoroso, difficilmente battibile, ma per descrivere la Juve sono già stati spesi tutti gli aggettivi possibili e immaginabili. Allora proviamo a guardare il bicchiere mezzo pieno di chi è uscito dall’“Allianz Stadium” sconfitto, ma non battuto.

L’Inter per più di 45’ ha messo in difficoltà la Juventus, cosa che era riuscita solo al Napoli. E questo, nel lavoro di Spalletti, è importante, perché è la dimostrazione che la squadra c’è, necessita solo di qualche aggiustamento, che in estate sarà effettuato.

La Juventus, invece, si scopre ogni giorno più forte: Mandzukic è fondamentale quanto Cristiano Ronaldo. Il croato, che in passato si era sacrificato anche in fase di copertura, è tornato a essere un attaccante che in area di rigore fa sentire tutto il suo peso e la sua cattiveria agonistica. Latita invece Dybala, che sembra soffrire la presenza di Cristiano Ronaldo.

Foto: Italy Photo Press

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No, Juventus-Inter non sarà mai solo una partita. Juve-Inter è la partita. La partita che ogni juventino vorrebbe vincere, possibilmente 4-0. E’ la partita nella quale ogni interista vorrebbe trionfare. Ovviamente, la rivalità deve solo essere sportiva, non deve sfociare in cori beceri che nulla hanno a che fare con quanto avviene sul campo.

La vigilia, come sempre, è carica di attese: la Juventus vuole proseguire nella sua marcia sensazionale, fatta di sole vittorie e un inspiegabile pareggio, mentre l’Inter ha un’andatura che ancora non permette la definitiva consacrazione. Chiedersi se il gap tra le due squadre è cresciuto o diminuito rispetto alla scorsa stagione è domanda non propriamente esatta. La Juve è più forte. E l’Inter pure. Di certo, la Juve è partita da un livello altissimo ed è planata sulla casella “straordinario”: ormai non bastano più scudetto e Coppa Italia, l’obiettivo è quello grosso, la Champions. Per la quale è favorita, più di Barcellona e City.

L’Inter è in crescita, in estate ha aggiunto pedine importanti, ma il terreno da recuperare è parecchio, perché quasi in ogni ruolo la Juve è superiore, senza contare la panchina sulla quale, a Torino, siedono praticamente dei titolari. Quali saranno le scelte di Allegri e Spalletti non è facile da anticipare, soprattutto perché l’allenatore della Juventus ha un tale ventaglio di scelta che può utilizzare qualsiasi sistema di gioco. L’Inter, invece, spera nel recupero dell’ultimo momento: Nainggolan, però, se dovesse giocare non può fornire una prestazione gemella a quella vista a Londra contro il Tottenham. E neppure la squadra può scendere in campo impaurita.

Palla al centro con due certezze: i punti per la classifica sono tre, ma per i tifosi valgano dieci volte tanto!

La rubrica E' TEMPO DI... di Cesare Barbieri >> 

Foto: Italy Photo Press

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Da sempre, almeno fino alle semifinali, la Coppa Italia, non è il trofeo più sentito, ma perdere dovrebbe infastidire tutti. Così, il quarto turno che inizia oggi, nel quale è probabile vengano schierati giocatori che in campionato sono meno utilizzati, non è banale.

Proprio così, perché giocare vuol dire potersi mettere in mostra, insinuare un tarlo nella testa dell’allenatore, soprattutto se la propria squadra in campionato non ha un rendimento straordinario. Quindi, vorremmo vedere otto belle partite, nelle quali si pensi più a fare gol che a non prenderlo, magari che si giochi a buona intensità e che non si attenda il 60’ per fare la partita.

Leggendo gli accoppiamenti, poi c’è chi non può perdere (il Toro contro il Sud Titol e il Sassuolo con il Catania) perché un risultato negativo con una squadra di C innescherebbe polemiche che andrebbero a riflettersi sul successivo turno di campionato, ma anche il Bologna tremolante di inizio stagione non può certamente permettersi una figuraccia contro il Crotone, vera delusione della B. Ma anche Juric, a rischio esonero, non può permettersi una figuraccia in un derby ligure nel quale la quasi totalità dei tifosi dell’Entella non saprà da che parte stare.

E ancora: Benevento e Cittadella si giocano la possibilità di andare a “San Siro” perché diciamo la verità, una partita in quello stadio è il sogno di ogni ragazzino, non importa se l’avversario si chiami Inter (come sarà) oppure sia il Milan. Una tra Novara e Pisa, invece, sarà all’Olimpico, che per via della pista ha meno fascino dello stadio di Milano, ma è sempre un tempio del calcio.

Tre giorni, otto partite. Verrebbe da dire, attenti alle figuracce che in Coppa Italia sono sempre in agguato.

Il go di testa di Mauro Icardi (Foto: Italy Photo Press)

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E pazienza se ai puristi la partita non è piaciuta. Roma-Inter è stata una partita bellissima, di quelle che infiammano il pubblico e fanno rabbrividire gli allenatori, perché la voglia di vincere spinge chi è in campo a commettere una quantità infinita di errori tattici.

Il calcio, però, diverte quando si gioca per vincere, quando la qualità è al servizio delle emozioni e mai come all’Olimpico i calciatori hanno cercato la vittoria, i tre punti, perché il pareggio, il 2-2 finale, aggiunge poco alla classifica dominata dalla Juventus che sta cannibalizzando la Serie A.

Roma-Inter ci dice che malgrado le sconfitte in Champions, le due squadre sono in salute e non mancano di coraggio. Non tutti gli uomini sono al massimo della forma, questo è evidente, ma anziché puntare il dito su chi arranca, scegliamo di parlare di chi ci è piaciuto. Nicolò Zaniolo, sacrificato dall’Inter per arrivare a Radja Nainggolan.

Certo, il “Ninja” è il “Ninja”, è pronto subito e questo serviva a chi ha una voglia matta di centrare costantemente l’accesso alla Champions. Ma Monchi, che in questo periodo ha subito parecchie critiche un merito lo ha: l’aver compreso più di tutti che il ragazzo cresciuto nella Fiorentina, passato all’Entella e acquistato dall’Inter fosse un gran giocatore!

L’8giornata di Serie A ha decretato le vittorie delle prime sei della classe: la Juventus ha sconfitto in trasferta l’Udinese, il Napoli ha avuto la meglio, tra le mura amiche, del Sassuolo, l’Inter ha superato di misura la Spal a Ferrara, la Lazio ha vinto a Roma contro la Fiorentina, la Sampdoria ha espugnato il campo dell’Atalanta e la Roma è uscita vittoriosa dalla trasferta toscana contro l’Empoli. Alle loro spalle importante vittoria, in rimonta, del Parma contro il Genoa (il gol del vantaggio rossoblù messo a segno ancora una volta, l’ottava consecutiva, da Piatek). Hanno vinto e convinto anche il Milan, 3-1 sul Chievo e il Cagliari, 2-0 al Bologna. Infine vittoria con il brivido (da 2-0 a 2-2 e poi 3-2 finale) per il Torino che, in casa, ha dovuto faticare non poco per guadagnare i tre punti contro il Frosinone.

L’analisi attraverso i numeri, forniti da INSTAT SCOUT, ci permette di sottolineare alcune voci relative agli incontri disputati durante lo scorso weekend.

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La 7agiornata di Serie A ha confermato la supremazia della Juventus che ha sconfitto il Napoli con un perentorio 3-1. Alle loro spalle si è portata la Fiorentina, che ha superato tra le mura amiche un’Atalanta in crisi di risultati. A pari punti con i viola si trovano anche l’Inter, grazie ai tre punti conquistati contro il Cagliari, e il Sassuolo, che nonostante la sconfitta, in casa, contro il Milan, rimane nelle prime posizioni. Il derby della capitale è stato vinto dalla Roma, la quale sembra ormai uscita dalla crisi, come ha suggellato con il 3-1 fatto registrare contro la Lazio. Il Genoa è, invece, una delle sorprese di questo inizio di campionato (potenzialmente seconda, avendo una partita da recuperare) e ha avuto la meglio del Frosinone grazie al proprio bomber, Piatek, autore di 8 reti nelle 6 gare disputate. Un punto più in basso dei rossoblù si trovano i cugini genovesi della Sampdoria che, nel posticipo, hanno avuto la meglio della Spal. Il Parma si conferma come la miglior squadra promossa dalla Serie B, sconfiggendo una diretta rivale quale è l’Empoli. Sempre a proposito di emiliane bisogna sottolineare la vittoria in rimonta ottenuta dal Bologna ai danni dell’Udinese. L’ultimo risultato della giornata è stato quello della vittoria, arrivata nei minuti finali, del Torino sul campo del Chievo Verona.

L’analisi attraverso i numeri, forniti da INSTAT SCOUT, ci permette di sottolineare alcune voci relative agli incontri disputati durante lo scorso weekend.

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I NUMERI HANNO DETTO CHE…

La 3giornata di Serie A ha visto la Juventusconfermarsi in testa alla classifica con la vittoria sul Sassuolo, grazie alla doppietta di Cristiano Ronaldo, finalmente sbloccatosi nella nostra Serie A. Dietro i bianconeri si trovano ora il Napoli, vittorioso in casa con la Fiorentina, e la S.P.A.L, autentica sorpresa di questo inizio di stagione, che ha avuto la meglio, nel giorno dell’inaugurazione del nuovo stadio “Mazza”, dell’Atalanta, ancora in crisi dopo l’uscita ai preliminari di Europa League. Vince e convince anche la Sampdoria, che “asfalta” il Frosinonecon un perentorio 0-5. Tre punti conquistati, con il risultato di 1-0, per il Genoacontro il Bolognae per la Lazio, vittoriosa sull’Empoli. Un gol dell’ex Dimarco consente al Parmadi espugnare San Siro e di sconfiggere l’Inter, in quello che è stato il risultato più inaspettato della giornata. Nelle restanti gare il segno comune è stata la X: una rete per parte tra CagliariMilan, stesso risultato tra UdineseTorino, mentre a Romai giallorossi vanno avanti 2-0 sulChievoe, proprio quando la partita sembra ormai indirizzata, arriva prima la rete del 2-1 e poi quella del pareggio dei clivensi. L’analisi attraverso i numeri, forniti da INSTAT SCOUT, ci permette di sottolineare alcune voci relative agli incontri disputati durante lo scorso weekend.

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La 38a giornata di Serie A ha certificato l’ultima retrocessione del campionato: il Crotone che, con la sconfitta contro il Napoli, ha salutato la Serie A dopo due stagioni. Il secondo verdetto della giornata è stato quello relativo alla quarta squadra che avrà accesso alla Champions League: l’Inter che ha sconfitto in trasferta la Lazio, con i biancocelesti che si sono dovuti accontentare dell’accesso ai gironi di Europa League. Si sono salvate il Chievo, vittorioso in casa contro il Benevento, l’Udinese, che ha sconfitto il Bologna, la Spal, uscita vincente dalla sfida contro la Sampdoria, e il Cagliari, che ha battuto l’Atalanta. I nerazzurri andranno ai preliminari di Europa League, mentre il Milan, che ha sconfitto la Fiorentina, andrà direttamente alla fase a gironi. Tre sono state invece le partite che non contavano più per la classifica: SassuoloRoma, che ha visto trionfare i giallorossi, GenoaTorino, con la vittoria dei granata, e Juventus Hellas, partita vinta dalla squadra di casa, nel giorno dell’addio di Gianluigi Buffon.

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La 37a giornata di Serie A ha decretato la squadra campione d’Italia 2017/2018. La Juventus ha conquistato il titolo grazie al pareggio ottenuto contro la Roma. A nulla è servita la vittoria del Napoli, a Genova, contro la Sampdoria. La sconfitta dell’Inter contro il Sassuolo e il pareggio della Lazio con il Crotone, hanno reso ancora più determinante lo scontro diretto di settimana prossima, che determinerà l’ultimo posto valido per la Champions League. Alle loro spalle il pareggio tra Milan e Atalanta, complice la sconfitta della Fiorentina con il Cagliari, ha permesso ai rossoneri di avere la certezza di disputare la prossima edizione dell’Europa League, mentre agli orobici manca solo la certezza aritmetica. Per quanto riguarda la zona retrocessione manca la terza squadra che scenderà in B: il Chievo ha vinto contro il Bologna, l’Udinese ha conquistato i tre punti a Verona contro l’Hellas, mentre la Spal è uscita sconfitta dalla sfida con il Torino. L’ultima gara della giornata (la prima giocata) è stata quella che ha messo di fronte Benevento e Genoa, con i sanniti che si sono aggiudicati un incontro che nulla aveva da dire per quanto riguardava la classifica.

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La 36a giornata di Serie A ha visto complicarsi la bagarre per non retrocedere: il Chievo ha vinto lo scontro salvezza con il Crotone, la Spal ha sconfitto il Benevento, il Cagliari è stato superato dalla Roma, che ha consolidato il terzo posto, e l’Udinese ha perso contro l’Inter. I nerazzurri hanno recuperato punti sulla Lazio, che ha pareggiato con l’Atalanta, a sua volta scavalcata dal Milan, vittorioso sull’Hellas, aritmeticamente retrocesso. Nelle zone alte della classifica è ormai fatta per la Juventus a cui, dopo la vittoria sul Bologna e il pareggio del Napoli contro il Torino, manca un solo punto per aggiudicarsi matematicamente il campionato. La Fiorentina ha battuto il Genoa, potendo così continuare a sperare in un posto in Europa, sogno invece abbandonato (o quasi) dalla Sampdoria, sconfitta in trasferta dal Sassuolo.

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