Aurora Galli esulta dopo il gol (Foto: Italy Foto Press)

E' tempo di...

Giocheremo il quarto di finale contro l’Olanda, che due anni fa ha interrotto il dominio tedesco (sei successi consecutivi) all’Europeo. Giocheremo sabato alle 15 una partita difficile, che diciamo la verità, non pensavamo di giocare. La nostra Nazionale, infatti, si è spinta più in là di quanto si potesse pensare. Ma questo, ora, non ci interessa, perché le ragazze ci stanno regalando le emozioni negateci l’estate scorsa dai colleghi uomini.

Abbiamo battuto la Cina 2-0: partenza decisa, gol del vantaggio, un pizzico di normale sofferenza e poi il raddoppio che ha chiuso la partita, benché le nostre avversarie abbiano provato a riaprire la partita.

Abbiamo fatto a Milena Bertolini, il nostro cittì, il regalo di compleanno che aveva chiesto: il passaggio ai quarti alla quale poco importava se ci si trovasse davanti la squadra campione d’Europa o quella vice-campione del mondo. Le nostre ragazze stanno vivendo uno stato di grazia straordinario: il gol di Bonansea all’ultimo minuto della partita d’esordio del Mondiale è stato il tocco di magia che ha dato il via al sogno.

La squadra piace, gioca un buon calcio, prova a fare la partita e quando deve difendersi ha un ottimo portiere. E, proprio questo modo di giocare, un mix di coraggio, incoscienza e intelligenza tattica quando serve, sta entusiasmando i tifosi che normalmente guardano solo il calcio maschile.

Il prossimo appuntamento, quello di sabato, è con la storia: se dovessimo vincere e se dovessero passare il turno anche le statunitensi saremmo alle Olimpiadi. Un paio di “se” che non avremmo mai pensato di scrivere.

Maurizio Sarri (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Giacca e cravatta. Niente tuta. Ma il look del giorno della presentazione non era in discussione. Qui nessuna attesa. Attese, invece, le dichiarazioni, perché Maurizio Sarri quando era al Napoli si era esposto. Non si può negarlo, un certo fastidio verso la Juventus lo ha sempre avuto.

Così la conferenza stampa è scivolata via tra vari equilibrismi, perché non si può rinnegare il passato, ma non si può neppure mancare di rispetto al piatto nel quale ci si appresta a mangiare.

Sarri, giustamente, ha parlato di professionalità. Così deve essere. Ma questo è ciò che il tifoso non approva, capisce veramente a fatica. Meglio, non capisce.

Professionalità vuol dire dare tutto quando si lavora per un club, per un’azienda, nel nostro caso per un mezzo d’informazione. Ma questo, però, non ci deve impedire di guardare oltre, di cercare di capire cosa sia meglio per noi, di andare alla ricerca di un futuro professionale migliore, più ricco di soddisfazioni (e pure di danaro).

Maurizio Sarri ha detto che metterà la cravatta, che ha attaccato la Juventus perché voleva vincere lo scudetto con il Napoli, che non c’era nulla di personale. Ha detto che a Napoli ha dato il 110%, proprio come Stia e Sansovino. Il neo-allenatore della Juventus ha parlato del gioco, della mentalità e ha pronunciato una frase che fa ben sperare gli appassionati italiani: “Ci sono ottimi allenatori in tutte le squadre di vertice, ma anche chi non lotterà per vincere ha un “mister” che preferisce giocare anziché chiudersi”. Insomma, che vedremo una bella Serie A. Vogliamo credergli…

Giacca e cravatta, però, non hanno messo a tacere gli scettici, non hanno dissipato i dubbi dei rancorosi, per i quali il club non avrebbe dovuto puntare su Sarri.

Parole, solo parole. Fortunatamente, tra meno di due mesi torna il campionato. E a parlare sarà il campo!

Maurizio Sarri (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Che la Juventus la scorsa stagione spesso abbia giocato con il freno a mano tirato è stato evidente per tutti. C’è chi l’ha visto, chi l’ha scritto e chi ha preferito bisbigliarlo, ma la scelta di Allegri è stata chiara: “Risparmiamo energie perché i trofei si vincono in primavera”.

Le vittorie apatiche, però non hanno fatto deflagrare le attese generate dall’acquisto di Cristiano Ronaldo. Di certo: “Non si può sempre vincere 5-0”, ma con la rosa a disposizione accontentarsi di segnare un gol, senza neppur avere premuto molto non può bastare.

L’arrivo di Maurizio Sarri, invece, rappresenta una sorta di “riacquisto” della maggior parte dei calciatori della rosa.

Pensate a Cancelo (se rimarrà…) ed Alex Sandro che potranno spingere con grande continuità oppure ai centrocampisti che non dovranno limitarsi, ma potranno creare per 90’ e inserirsi. Chi ne gioverà? Cristiano Ronaldo, soprattutto. CR7 avrà più occasioni da rete, dopo il gol dell’eventuale vantaggio la squadra giocherà per fare ancora gol e se possibile per segnarne un altro. Come il Napoli, che abbiamo ammirato negli anni del “Sarrismo”, che oggi in parecchi sotto il Vesuvio rinnegano. Le grandi di Champions lo hanno dimostrato: per vincere in Europa bisogna puntare sul gioco (questo non vuol dire avere la difesa allegra che omaggia gli avversari), creare, non fermarsi. Mai.

Per questo Andrea Agnelli, Nedved e Paratici hanno deciso di voltare pagina. Nella speranza di fare il bene della Juventus, perché “Una Champions è per sempre”.

Francesco Totti (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Ha raccontato la sua verità. Francesco Totti, con il microfono, è stato devastante come in campo. Non ha risparmiato nessuno. Sinceramente non so se sia peggio: “A Trigoria c’è qualcuno che è contento quando la Roma perde” oppure “In due anni il presidente non mi ha mai telefonato”.

E ancora: “Conte voleva aggiustare la squadra, ma la Roma ha problemi economici…”, quindi: “Mi hanno tenuto due anni senza darmi responsabilità, avrò fatto dieci riunioni”. Questa è la frase che mi ha colpito maggiormente: Totti ne ha fatto una questione di dignità del lavoro, per stare nel club vuole delle responsabilità, altrimenti meglio lasciare, andare via. Qualcuno, come sempre, penserà che con quanto ha guadagnato non ha problemi, non è costretto a lavorare per vivere. Certo, tutto vero: ma come teorizzato da Maslow nel 1943 con la piramide dei bisogni, è facile intuire che ognuno di noi abbia delle necessità, che cambiano in base al reddito.

Nelle prossime ore potrebbe esserci la risposta della Roma, ma il presidente Pallotta, probabilmente, sceglierà la via del silenzio. Alle sue parole potrebbe seguire la controreplica di Totti, che sarebbe più destabilizzante di quanto detto nel pomeriggio di lunedì.

Barbara Bonansea (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Martedì sera alle 21.00, RaiUno trasmetterà Italia-Brasile del Mondiale femminile. Detto così non sembra una notizia straordinaria, forse nemmeno una notizia, solo un’informazione. Invece, no! La Nazionale allenata da Milena Bertolini, dopo le due vittorie con Australia e Giamaica (7 gol fatti, 1 subito), ha conquistato il trofeo più importante.

Nell’epoca dei decoder, della numerazione dei canali prestabilita, RaiUno rappresenta ancora uno “status symbol”. Su RaiUno, soprattutto in prima serata, ci può andare solo ciò che ha grande interesse, grande rilevanza. E, nemmeno, il più ostinato tra gli appassionati del calcio declinato al femminile avrebbe mai pensato una cosa simile.

Credete, più dei risultati ottenuti e di quelli che otterranno le ragazze, il passaggio sulla prima rete Rai è la conquista che non va dissipata: con questo riconoscimento, il calcio femminile entrerà nelle case di tutti e tutti potranno vedere che è uno sport vero, fatto di tecnica e tattica, ovviamente con sfaccettature differenti rispetto a quello degli uomini, ma che appassiona ugualmente.

La rasoiata di Bonasea contro l’Australia, il colpo di testa della nostra attaccante a un soffio dalla fine sempre contro le “Aussie”, la tripletta di Girelli e la doppietta di Aurora Galli (il primo gol è una perla: sventola all’incrocio) contro la Giamaica, hanno conquistato più gli appassionati che i “curiosi”. Il passaggio su RaiUno, invece, porterà un così alto numero di “curiosi” che, nel tempo, dovremo essere bravi a non dissipare, anzi a trasformare in veri appassionati. Anche quella sarà un’altra vittoria. Forse, la più importante.

Paolo Nicolato, c.t. dell'Italia Under 20 (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

La Nazionale di Mancini ha praticamente in tasca la qualificazione agli Europei itineranti dell’anno prossimo, ma questo non è l’unico motivo di sorridere.

Dopo il secondo posto dell’Under 17 agli Europei, la sconfitta in finale con l’Olanda non scalfisce la splendida cavalcata della squadra allenata da Carmine Nunziata, che ha messo in mostra talenti sui quali si sono avventati anche club stranieri molto danarosi, l’estate ha ancora parecchio da offrire.

Dell’Under 21 che domenica inizierà il suo percorso verso il titolo europeo e le Olimpiadi parleremo la prossima volta.
Perché quella di Di Biagio ha le sembianze di una nazionale vera e propria.

Venerdì alle 18, invece, faremo tutti il tifo per le ragazze della Nazionale Femminile che disputa il Mondiale in Francia. Domenica scorsa l’inattesa vittoria sull’Australia non solo ha dato morale alle ragazze, ma ha anche fatto intendere che si può anche guardare oltre il primo girone. Partite facili non ce ne sono, ma affrontare la Giamaica non è il peggio che possa accadere in una competizione. Speriamo…

Come si spera i tre milioni e oltre che hanno seguito la gara su Rai e Sky. Domani, avremo solo il tempo di mangiarci un panino, poi nuovamente davanti alla tivù per tifare ancora per le maglie azzurre: l’Under 20 giocherà la finale terzo e quarto posto contro l’Ecuador. Qui gli azzurrini non solo hanno dato lezione di gioco, ma anche di stile: l’allenatore, Nicolato, dopo la sconfitta in semifinale contro l’Ucraina, ha smorzato i toni per il gol annullato dal Var al 91’.
L’Italia delle Nazionali ha mille facce. E sono tutte belle!

Quella tra Milan e Lazio è una sfida decisiva per la rincorsa Champions. Si tratta di due squadre con numeri molto simili, ma negli ultimi 5 scontri diretti giocati a Milano si sono registrati 3 successi dei padroni di casa e 2 pareggi. I rossoneri sono a secco di vittorie da quattro giornate (1 pari e 3 sconfitte) e devono ritrovarsi per poter puntare al quarto posto. I biancocelesti sono in ripresa nonostante nelle ultime sei gare abbiano vinto solo la metà delle partite (2 pari e una sconfitta). Gli uomini di Gattuso impiegano in media 26,6 secondi per creare un’azione con gol (terzi), hanno avuto solo due rigori a favore (ventesimi), hanno la seconda miglior difesa su calci piazzati (7 gol subiti) e sono i peggiori per contrasti aerei vinti (45%). L’undici allenato da Inzaghi è primo per fuorigioco (2,6) secondo per reti realizzate da angolo (9) e terzo per passaggi chiave (14).

Attenzione particolare ai due attaccanti che scenderanno in campo questa sera: Krzysztof Piątek ha realizzato tre gol nelle ultime cinque partite in campionato (21 complessivi in stagione) e Ciro Immobile che ha segnato tre reti nelle ultime cinque gare (14 totali con 4 assist). Chi contribuirà, con i suoi gol, alla conquista di tre punti fondamentali per il piazzamento Champions?

Dati forniti da InStat Scout e Sics

Il teatro migliore per una sfida di tale importanza: San Siro si prepara ad ospitare una gara che potrebbe rivelarsi decisiva ai fini dell’assegnazione dei posti Champions. L’Inter ha perso due delle ultime 4 gare casalinghe, mentre l’Atalanta nelle ultime 5 trasferte ha vinto 4 partite e ne ha persa solamente una. I padroni di casa hanno vinto tutte e quattro le ultime sfide giocate contro la “Dea”, a Milano.
Gli uomini di Spalletti sono diciannovesimi per gol subiti (25) e ultimi per quelli presi su azione (13), hanno segnato 8 reti su angolo (secondi), oltre ad avere il miglior possesso palla (57%) e il più alto numero medio di passaggi in area di rigore (42). Sono anche la squadra che calcia il maggior numero di angoli a partita (7,5). L’undici guidato da Gasperini è il miglior attacco del campionato con 64 gol fatti, oltre ad essere quello che crea più occasioni da gol a partita (7) e che effettua il maggior numero di dribbling (32). Gli orobici impiegano 12,7 passaggi in media per segnare una rete (primi), sono secondi per duelli vinti totali e in difesa (52% e 59%), ma sono anche secondi per gol subiti su calcio piazzato (16, di cui 7 su angolo).

Sono sicuramente da tenere d’occhio Icardi, che appena rientrato ha timbrato subito con un gol (10 reti e 3 assist in campionato per l’argentino), e Ilicic, reduce da una prestazione maiuscola contro il Bologna (11 gol e 7 assist per lo sloveno). Chi riuscirà a guadagnare tre punti fondamentali nella corsa Champions?

Dati forniti da Instat Scout e Sics

Allo stadio Olimpico va in scena un grande classico del calcio italiano, la sfida tra Roma e Napoli. Si affrontano i terzi migliori attacchi del campionato: 52 reti, nonché le due squadre, insieme all’Atalanta, che costruiscono più occasioni da gol (7 in media a gara). In quattro degli ultimi 5 scontri diretti entrambe le squadre sono riuscite a segnare, anche se l’ultimo segno X nella tana dei capitolini è datato aprile 2012, da quel momento 4 vittorie consecutive dei padroni di casa e due degli ospiti.
La squadra di Ranieri ha segnato 20 gol su palla inattiva (seconda), di cui 8 da combinazione su calcio di punizione (prima). Inoltre, comanda la classifica per duelli aerei vinti (57%), mentre è terza per dribbling (28) e ultima per falli subiti (11,4). La compagine allenata da Ancelotti ha messo a segno 16 gol nell’ultimo quarto d’ora (prima) ed è prima per possesso palla (57%) e passaggi chiave (19). L’undici azzurro necessita in media di 12,1 passaggi per segnare un gol (secondo), mentre si rivela come la squadra meno fallosa del campionato con 10,5 falli commessi.

I giocatori da tenere d’occhio sono i due bomber: Arkadiusz Milik e Edin Dzeko. L’attaccante polacco, che sta finalmente trovando più continuità dopo i due infortuni al ginocchio, ha raggiunto quota 15 gol (più un assist). Il centravanti bosniaco invece non sta vivendo la sua miglior stagione avendo segnato solamente 7 reti (con 3 assist) ma, nonostante questo, resta sempre molto temibile. Chi porterà la propria squadra alla vittoria a suon di giocate decisive?

Dati forniti da Instat Scout e Sics

La “Scala” del calcio sarà il teatro del derby numero 170 in Serie A. Negli ultimi 5 confronti in cui il Milan ha giocato in casa non ha mai perso, ma l’ultimo successo dei rossoneri risale al gennaio 2016, da allora due vittorie per i nerazzurri e tre pareggi. Nel 2019 l’Inter ha raccolto solo 11 punti in otto partite, ben nove in meno dei cugini. Gli uomini di Gattuso sono diciannovesimi sia per reti segnate che subite da palla inattiva (rispettivamente 5 e 4), sono ultimi per contrasti aerei vinti (43%) e terzi per durata media di attacchi con gol (30,3 secondi). L’undici di Spalletti è ventesimo per gol subiti su azione (12), secondo per falli subiti (15 in media) e primo per angoli calciati (7,6), distanza delle palle recuperate rispetto alla porta avversaria (69,7), passaggi in area di rigore (42) e cross (22).

Degli ultimi otto gol nei derby, ben sette sono arrivati nel secondo tempo, saranno quindi decisivi gli interventi dei due portieri: Donnarumma e Handanovic. Il portiere italiano ha subito 23 gol, ha respinto il 79% dei tiri e ha effettuato 37 salvataggi, mentre l’estremo difensore sloveno ha subito 22 gol, respinto il 78% dei tiri ed effettuato 25 salvataggi. Chi riuscirà, con i propri interventi, ad aiutare la propria squadra a raggiungere la vittoria?

Dati forniti da Instat Scout e Sics

A “Marassi” andrà in scena una gara che molto potrà dire sulle ambizioni europee di Sampdoria Atalanta. I padroni di casa sono imbattuti nelle ultime 5 gare disputate a Genova contro gli orobici (4 vittorie e un pari), ma gli ospiti sono la quarta squadra per rendimento esterno del campionato.
L’undici blucerchiato è primo per percentuale di occasioni concretizzate (44%) e per rigori a favore (8), secondo per gol su palla inattiva (14) e diciannovesimo per cross effettuati in media (11). Inoltre, la squadra di Giampaolo è ultima per lunghezza media dei passaggi (17,4 metri), sintomo della ricerca di un gioco veloce e basato su un fraseggio corto.
La compagine bergamasca si presenta con il secondo attacco del campionato (54 reti) e con il primato di gol su azione (43). Gli uomini di Gasperini sono primi per occasioni da gol create (7 in media), dribbling effettuati (32) e durata degli attacchi con gol (41,7 secondi).

I due allenatori possono contare su giocatori in grado di essere sempre decisivi: Fabio Quagliarella, 19 gol e 6 assist (1 giocata utile ogni 90 minuti) e Duvan Zapata, 16 reti e 4 assistenze (0,9 giocate utili ogni 90 minuti). Saranno decisivi anche nella partita odierna?

Dati forniti da Instat Scout e Sics

Il derby di Roma è senz’altro una delle gare più sentite del campionato, ancor di più se la posta in palio è rappresentata da un posto in Europa. La Lazio si presenta con uno score casalingo di 6 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, mentre la Roma è reduce da 3 vittorie e 1 pareggio nelle ultime 4 trasferte.
I giocatori allenati da Inzaghi sono primi per palloni vaganti recuperati (68) e per fuorigioco (2,5 a partita), mentre risultano secondi per reti su calcio d’angolo (7) e passaggi in area di rigore (37).
I giallorossi di Di Francesco vincono il 57% dei duelli aerei (primi) e sono secondi per gol su palla inattiva (17), occasioni da gol create (7) e distanza media dei gol (10,1 metri).

Il derby della capitale significa anche Immobile contro Dzeko: 11 gol per l’attaccante italiano, che è andato in gol in 4 degli ultimi 6 scontri diretti, 7 reti per il bomber bosniaco, fatti registrare tutti in trasferta (con una doppietta nell’ultima). Chi sarà protagonista?

Dati forniti da Instat Scout e Sics