Massimiliano Allegri (Foto: Italy Photo Press)

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Con lo scudetto (ri)cucito sul petto, la Juventus entra nella fase cruciale della stagione, quella della conquista della Champions. E poco importano le dichiarazioni di facciata di Paratici e Allegri, perché il club ha acquistato Cristiano Ronaldo (più Cancelo, Emre Can e Bonucci) raddoppiando l’indebitamento non per rivincere lo scudetto, ma per puntare al bersaglio grosso. La Coppa dalle “Grandi Orecchie”.

Per questo la partita con l’Atletico Madrid (mercoledì ore 21.00) è il match più importante giocato fino a oggi. Contro i Colchoneros, però, non basterà amministrare, giocando sottoritmo, come spesso la Juventus ha fatto in Italia. Al “Wanda Metropolitano” ci sarà da reggere il ritmo che gli spagnoli impongono alle loro avversarie. Pressing serrato, grandissima intensità, interventi decisi, difesa ferrea: in questi anni sono state queste le caratteristiche di un gruppo che ha vinto una Liga, perso due finali di Champions e conquistato un’Europa League. Insomma, l’Atletico, con interpreti nettamente superiori e con più qualità, ha le stesse caratteristiche dell’Atalanta e tutti sappiamo come sia andata a finire a Bergamo tre settimane fa…

Allegri è bravissimo a imbrigliare gli avversari: la Juventus (come i suoi Cagliari e Milan) chiude tutte le linee di passaggio e “morde” alla prima disattenzione avversaria. Con il rientro di Mandzukic, Cristiano Ronaldo è cresciuto, mentre è da verificare se ci sarà Dybala e quale sarà il suo raggio d’azione.

Quanto vale realmente la Juventus? Qualcosa in più di un indizio lo avremo mercoledì sera alle 23.00.

Krzysztof Piatek (Foto: Italy Photo Press)

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Il sabato è di Piatek, la domenica dell’Inter vedova di Icardi. L’attaccante del Milan ha giocato la partita perfetta, segnato due gol straordinari e regalato tre punti importantissimi in chiave Champions. La girata di sinistro e lo stacco immarcabile sono il manifesto del nuovo Milan, che gioca con brillantezza ed entusiasmo. L’arrivo di Lucas Paqueta a dare fantasia a centrocampo e quello di Piatek a cancellare l’apatia di Higuain, hanno rigenerato una squadra alla quale Gattuso non ha mai fornito alibi.

A proposito di entusiasmo, senza il capriccioso Icardi, Perisic, Brozovic e Nainggolan hanno trascinato l’Inter. Dopo un primo tempo noioso, la squadra è rientrata decisa a vincere: Lautaro non è Maurito, ma poco importa, perché prima viene la maglia poi il giocatore. Chi, nelle settimane scorse aveva fatto notare all’assistito di Wanda Nara che in campo si va per lottare e non per girovagare, ha raddoppiato forze ed energie. “San Siro” ha applaudito, è stato vicino alla squadra, perché giocare senza l’attaccante più forte non è certamente facile.

Ora testa all’Europa League e al Rapid Vienna, nella speranza che sui social media la coppia si prenda una pausa di riflessione. Di solito, tra adulti, ci si parla tra quattro mura…

Il titolo non è irrispettoso. E’ la pura e semplice verità. Spazientito (eufemismo) per le continue esternazioni di Wanda Nara, Marotta ha deciso di togliere la fascia di capitano a Mauro Icardi.

L’amministratore delegato dell’Inter ha compiuto un gesto forte, subito apprezzato dai tifosi nerazzurri, stanchi di vedere la società in balia dei comportamenti sopra le righe del procuratore del capitano.

Ed è sul termine che bisogna fare chiarezza. Il procuratore deve fare gli interessi del proprio assistito, ma gli interessi non sono solo quelli economici. Un procuratore deve esigere rispetto per il proprio assistito, ma al tempo stesso deve avere rispetto del datore di lavoro del calciatore. Un procuratore non twitta in maniera folkloristica, non si fa “selfie” con i contratti e neppure si fa selfie del tutto inopportuni.

Icardi via dall’Inter? Può essere, ma siamo convinti che non ci sia un grande club che possa sopportare una presenza ingombrante come quella di Wanda Nara. E, non è difficile immaginare la reazione di Florentino Perez, della dirigenza dello United o dello sceicco del City alla sua prima esternazione.

Ps: l’Inter è sopravvissuta all’addio di Giuseppe Meazza, Benito Lorenzi, Sandro Mazzola, Mario Corso, Giacinto Facchetti, Roberto Boninsegna, Alessandro Altobelli, Walter Zenga, Giuseppe Bergomi, Ronaldo (ripeto Ro-nal-do), Bobo Vieri, Samuel Eto’o e tanti altri che non citiamo. Siamo convinti possa fare a meno di Icardi. L’unica cosa alla quale il tifoso non rinuncerebbe mai sono i colori: il nero e l’azzurro.

“È una notte magica, sono davvero felice perché oggi ho realizzato uno dei sogni che avevo da bambino.” Lui, Nicolò Zaniolo, ha commentato così la doppietta segnata al Porto e a Iker Casillas nella prima gara da professionista ad eliminazione diretta.

La Champions ha un fascino particolare, giocarci è il desiderio di qualsiasi calciatore; segnare un sogno che si avvera; vincerla il traguardo di una carriera. Ebbene, il giocatore che l’Inter ha sacrificato per arrivare a Nainggolan, ha dato una dimostrazione straordinaria del suo talento: doppietta e una partita da far brillare gli occhi a tutti. Certo, se la Roma non avesse subito gol a 10’ dalla fine sarebbe stato meglio, ma non si può avere tutto dalla vita. A Oporto non si potrà perdere 1-0.

La strepitosa gara di Zaniolo, che in Serie A ha già segnato tre gol e distribuito assist, conferma le qualità di un calciatore dal fisico eccezionale (è alto 191 centimetri) e di grande tecnica, che si è imposto all’attenzione di tutti alla sua prima stagione con i “grandi”. Un calciatore offensivo, che sa giocare largo per accentrarsi oppure che si posiziona centralmente a fare il fantasista, ma sempre pronto a rincorrere l’avversario, ad aiutare nella fase di non possesso. La Roma lo coccola, Mancini pure perché il ragazzo, ha già mostrato di avere colpi simili a quelli di “Bobby gol”.

Foto: Italy Photo Press

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Se il Chievo è praticamente spacciato (9 punti in classifica, 9 da recuperare per raggiungere il quart’ultimo posto), così non si può dire del Frosinone, che con la vittoria di Genova con la Sampdoria ha accorciato la classifica allargando la platea dei candidati alla retrocessione.

Il presidente Stirpe, dopo una prima rivoluzione estiva attuata solo negli ultimi giorni di mercato, in inverno ha deciso di cambiare ancora. Ora la squadra è oggettivamente più forte e merita rispetto da parte di tutti. Lo dicono anche i numeri e le due vittorie esterne di Bologna e ieri pomeriggio.

Chi sembra non godere più di buona salute è l’Empoli, raggiunto dal Bologna (2 punti di vantaggio sul Frosinone). Quella squadra plasmata da Andreazzoli, bella, ma non sempre concreta, finita nelle mani di Iachini di colpo si era messa a fare punti. A capitalizzare, insomma. Ma dopo i primi risultati ottenuti dalla nuova guida tecnica, qualcosa si è inceppato: 6 sconfitte nelle ultime 8 e il pareggio interno con il Chievo, non è da annoverare tra i risultati da festeggiare. Si dice potrebbe tornare Andreazzoli, si dice…

Male anche l’Udinese, che a Torino ha perso, ma non ha demeritato: incredibile come da tre anni le squadre allestite dalla famiglia Pozzo non sappiano più entusiasmare e spesso si trovino poco sopra la linea di galleggiamento. La competenza della dirigenza che fino a qualche anno fa era all’avanguardia non può essersi persa, ma i soli 19 punti in classifica non possono lasciare tranquilli. Anche se con Okaka, qualcosa in più nella metà campo d’attacco si sta vedendo.

Foto: Italy Photo Press

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All’Uefa ci stanno pensando da un po’ di tempo. Quella regola pensata nel 1965 e applicata dal 1967 può essere rivista. Proprio così: il gol segnato in trasferta, in caso di parità, non dovrebbe più valere doppio.

La richiesta arriva dagli allenatori dei club più prestigiosi: oggi, non è più così difficile segnare una rete in trasferta. Insomma, il calcio è cambiato, non è più quello dei primi Anni Sessanta e quella regola pensata per evitare tempi supplementari e ripetizioni delle partite dopo 48 ore potrebbe essere accantonata.

Non è la prima volta che si pensa a un cambio regolamentare: dopo il golden gol che interrompeva i supplementari (due finali europee assegnate così, 1996 e 2000) si era pensato di annullare i benefici del gol in trasferta nei prolungamenti della partita. Insomma, nei supplementari se si volevano evitare i rigori, c’era da segnare una rete in più dell’avversario.

Non manca molto alla decisione finale, se si dovesse cambiare lo si farà (molto probabilmente) dal prossimo ciclo Champions, quello che inizia nell’autunno 2021.

Sarà la città di Bergamo ad ospitare il big match tra Atalanta e Milan. I padroni di casa sono reduci da una sola sconfitta nelle ultime 9 gare giocate (6 vittorie e un pareggio), mentre gli ospiti sono imbattuti da 6 partite (3 vittorie e 3 pari). Nelle ultime 5 sfide tra le due compagini ben 4 sono finite in pareggio, mentre una è terminata con la vittoria degli orobici.
La squadra di Gasperini ha il miglior attacco del campionato (50 gol) ed è prima per secondi in possesso prima di realizzare una rete (42,9), occasioni da gol create (7, di cui il 33% concretizzate) e dribbling (33). Inoltre è terza per gol su palla inattiva (12) e angoli calciati (6,5).
L’undici di Gattuso ha segnato il 94% di gol su azione (primo), ha subito 21 gol (17°), è finito in fuorigioco in media 1,3 volte a partita (19°) e ha commesso 10,3 falli (20°). 

Duvan Zapata contribuisce ad un gol ogni 90’ (16 reti e 4 assisti), mentre Krzysztof Piatek a 0,7 gol ogni gara (15 marcature). Il colombiano e il polacco saranno i protagonisti della gara? 

Dati forniti da Instat Scout e Sics

Il “Franchi” di Firenze ospiterà la gara tra Fiorentina e Napoli. Negli ultimi otto scontri diretti in Serie A, la squadra che giocava in casa è rimasta imbattuta. La squadra di Pioli è primatista di pareggi in questa stagione: quasi la metà (10) delle 22 partite di campionato giocate, mentre i campani hanno perso solo quattro delle ultime 40 trasferte in Serie A, ma tre di queste sconfitte sono arrivate in questa stagione (6 vittorie, 1 pareggio, 3 sconfitte).
I viola si sono visti fischiare 5 rigori contro (2) ma solo 4 di questi sono stati realizzati, inoltre sono secondi per falli commessi (15) e per duelli vinti in difesa (59%), mentre risultano terzi per lunghezza media dei passaggi (20,4m). La compagine allenata da Ancelotti è quella che segna da più lontano (10,4m), che effettua più tiri a partita (17,5) e passaggi chiave (19). 

I due uomini copertina sono il colombiano Muriel, 3 gol in 3 gare, e il polacco Milik, 12 gol in 19 presenze. 

Dati forniti da Instat Scout e Sics

In palio c’è il quarto posto e nella sfida tra la Roma e il Milan si deciderà da quale squadra verrà occupato. I giallorossi sono un punto dietro e vengono da una rimonta subita (da 0-3 a 3-3) e dal 7-1 del Franchi (in Coppa Italia). I rossoneri sono reduci dalla doppia sfida contro il Napoli con lo 0-0 in campionato e il 2-0 in coppa.
La squadra di Di Francesco ha subito una sola sconfitta casalinga in Serie A (contro la Spal), mentre la compagine meneghina è imbattuta da 5 trasferte (2 vittorie e 3 pareggi).
L'undici capitolino è primo per occasioni da gol (7), contrasti aerei vinti (60%) e gol su palla inattiva (14), mentre gli uomini di Gattuso sono terzi per distanza da cui subiscono gol (10,3 metri) e tiri (16,3), e risultano nelle ultime posizioni per gol, segnati e subiti, su palla inattiva: rispettivamente 2 (ventesimi) e 4 (diciannovesimi). 

La partita propone lo scontro tra Dzeko e Piatek. L’attaccante bosniaco si è sbloccato nello scorso turno con una doppietta, dopo un digiuno di 9 partite, mentre il polacco ha realizzato in coppa i primi due gol con la maglia rossonera. Sarà più decisivo il diamante di Sarajevo o il bomber, che in polacco significa pistolero, di Dzierżoniów?

 

Dati forniti da Instat Scout e Sics

La gara che pone di fronte l’Atalanta e la Roma ha la vista sull’Europa che conta. La squadra bergamasca ha vinto solo una delle ultime tre gare disputate in casa (pareggio con il Napoli e sconfitta contro la Juventus), mentre la compagine capitolina ha vinto solo 2 delle ultime 8 partite giocate lontano dall’Olimpico.
La squadra di Gasperini ha realizzato 44 gol (prima) e per segnarli la durata dell’azione è stata, in media, di 37,8 secondi (prima). Inoltre ha effettuato 32 dribbling (prima), segnato 6 gol su angolo (seconda) e mantenuto il 56% possesso palla (terza). L’undici di Di Francesco crea 7 occasioni da gol a partita (prima) ma ne concretizza solo 1,8 (quinta), ha segnato 14 gol su palla inattiva (prima) e ha vinto il 60% dei contrasti aerei (prima). Si tratta anche della seconda squadra che segna da maggior distanza (10,3 metri). 

Duvan Zapata ha realizzato 13 reti da dicembre mentre, nel medesimo periodo, tutta la compagine capitolina ne ha messe a segno 15. Edin Dzeko invece vive un momento diametralmente opposto, a digiuno di gol da ottobre, attende il momento giusto per sbloccarsi. Continuerà il momento d’oro del colombiano o sarà il turno del bosniaco?

 

Dati forniti da Instat Scout e Sics

Sarà il Giuseppe Meazza di Milano, meglio conosciuto come San Siro, il teatro della sfida tra Milan e Napoli. I padroni di casa hanno vinto 2 delle ultime 5 gare giocate tra le mura amiche, mentre gli ospiti hanno subito una sola sconfitta in trasferta negli ultimi 5 incontri, proprio a Milano contro l’Inter.
I rossoneri hanno segnato solo 2 gol su palla inattiva (ventesimi), subiscono in media 10,8 falli subiti (ventesimi), ma vincono il 45% duelli in attacco (quinti), e hanno il 59% di dribbling riusciti (quinti). I partenopei hanno realizzato 13 gol nell’ultimo quarto d’ora (primi) e 11 gol da fuori area (primi), inoltre colpiscono in media 0,7 legni a partita (primi). 

La squadra meneghina potrà contare sul nuovo acquisto Piatek, per una sfida tra bomber, tutta polacca, con Milik. Ma soprattutto sarà il confronto tra Gattuso e Ancelotti, fra  il giovane allenatore e il suo mentore. Chi riuscirà a vincere la gara?

 

Dati forniti da Instat Scout e Sics

Al San Paolo andrà in scena la sfida tra il Napoli e la Lazio. La squadra partenopea è reduce da 4 vittorie e un pari nelle ultime 5 gare disputate in casa, di contro i biancocelesti hanno uno score nelle ultime 5 trasferte di 2 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta.
La compagine guidata da Ancelotti è diciannovesima per distanza da cui subisce gol (5,7m) e seconda per quella da cui li realizza (10,4m). In media passano 37,1 secondi dall’inizio dell’azione prima che gli azzurri trovino la rete (primi) e in questo frangente sono 13 i passaggi in media prima del gol (primi). I partenopei hanno segnato 29 gol su azione (secondi), tirano 17,5 volte (primi) e portano a termine 640 passaggi a partita (primi).
L’undici di Inzaghi è secondo per reti su angolo (6), fuorigioco (2,6), palle recuperate (69) e passaggi in area (38). Inoltre i capitolini risultano essere terzi per angoli battuti (6,6) e duelli arei vinti (53%). Si tratta anche della squadra che perde palla più vicino all’area avversaria (37,8m).

Il duello tra le due squadre si vivacizza nella fase offensiva dove, da un lato Milik (10 gol e 1 assist) e dall’altro Immobile (10 gol, di cui 2 su rigore, e 2 assist), dovranno essere decisivi per le sorti delle loro squadre. Chi condurrà la propria squadra alla vittoria?

Dati forniti da Instat Scout e Sics

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