Ivan Perisic festeggiato dopo il gol (Foti: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Aldo Giordani, storico telecronista della Rai, amava dire: “Signori, questo è il basket”. E lo affermava quando una squadra riacciuffava una partita nella quale era sotto di 10-15 punti. Oppure, quando una squadra sfavorita, riusciva a mettere in difficoltà un'avversaria più forte. O quando tutti schizzavano in piedi per una giocata fenomenale.

Beh, Inter-Pordenone ci può far affermare che: “Questo è il calcio”. Se la prima della Serie A, che in campionato non ha ancora perso, scende in campo con poca convinzione e una certa supponenza, può anche andare a finire così: che la quinta del campionato di C possa imbrigliarla. Metterla in difficoltà, prima di essere costretta a rinchiudersi nella propria area. Perché, prima o poi, le differenze devono saltar fuori.

Che abbia vinto l’Inter dopo sei calci di rigore, a un certo punto, è parso addirittura un dettaglio, perché il successo del Pordenone non stava nel vincere la partita, quanto nell’obbligare i giocatori che hai al “Fantacalcio” ad arrivare sullo 0-0 al 90’. E al 120’.

Per il Pordenone è stato un successo obbligare Spalletti a far scendere in campo Icardi e Perisic, perché “gli altri” non bastavano per vincere. Per il Pordenone è stato un successo aver messo paura all’Inter che a un certo punto ha avuto paura di fare una figuraccia.

E, che figuraccia sarebbe stata!

Gennaro Gattuso, allenatore del Milan, esulta in mezzo al campo con i suoi giocatori (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Doveva essere la giornata di Juventus-Inter, un pareggio nel quale la Juve ha attaccato e l’Inter si è chiusa ha spinto molti a parlare di tattica. Sinceramente ci saremmo attesi uno spettacolo diverso, magari con due squadre che si affrontavano a viso aperto, preferendo la tecnica alla tattica.

Archiviato il “derby d’Italia”, così ci siamo concentrati sulla Roma, una vittoria sul campo del Chievo sarebbe valsa il -3 dall’Inter con una partita da recuperare. Niente, Sorrentino ha sbarrato la strada… E così è stato 0-0 anche per la Roma.

Poi è toccato al Napoli, che da qualche giornata non è più la squadra brillante di inizio stagione. Tutti gli indizi (vittoria zoppicante con l’Udinese, sconfitte con Juventus e Feyenoord) hanno trovato conferma nello 0-0 con la Fiorentina, che acquisisce sempre più personalità.

In vetta deve giocare ancora la Lazio, potrà essere lei a beneficiare di tre 0-0, ma il Toro è la squadra che nel 2017 vanta il maggior numero di pareggi nei cinque principali campionati d’Europa. Quindi…

A questo dobbiamo porci una domanda: cosa ci lascia la due giorni della serie A? Ci lascia la prima vittoria del Milan di Gattuso, ci lascia un Milan più brillante e meno compassato, capace di conquistare tre punti. La strada, per convincere è ancora lunga, ma l’atteggiamento è piaciuto. E per una volta il cuore sembra avere la meglio sulla tattica.

Luciano Spalletti, allenatore dell'Inter (Foto: Italy Photo Press)

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Se l’inizio di settimana non era stato dei migliori, con l’uscita “sfortunata” di un ospite televisivo, ora Juventus-Inter ha ciò che si merita: un palcoscenico fatto di fair-play e stadio tutto esaurito. Peccato per l’assenza di Buffon, mentre Allegri potrebbe decidere di spedire in panchina Dybala che, anche se non lo ammetterà nessuno, deve riflettere su alcune prestazioni che nulla hanno a che vedere con la sua classe.

Juventus e Inter (con il Milan) hanno fatto la storia del nostro calcio e, quando si incontrano, smuovono le coscienze anche dei tifosi più tiepidi, ma se si incontrano con una squadra in testa alla classifica e un’altra (reduce da sei scudetti vinti e dal passaggio del turno in Champions) terza l’attesa è massima.

Massimiliano Allegri ha dimostrato di essere un grande allenatore, perché senza fare proclami ha sempre escluso chi gli offriva meno garanzie e, se il gioco non è spettacolare poco importa: battere la Juventus è difficilissimo proprio per quegli schermi protettivi davanti alla difesa che bloccano ogni offensiva.

L’Inter, quest’anno, ha soprattutto certezze. Spalletti ha allenato la squadra in campo, ma ancor di più lo ha fatto nello spogliatoio, trasformandosi in “strizzacervelli”. L’allenatore che aveva vissuto un’annata brillante, ma difficile, a Roma, ora sembra poter fare solo il suo lavoro e questo lo agevola. Spalletti ha scelto una formazione, la squadra lo sa, ma chi entra lo fa con il sorriso. E con voglia di far bene.

E ora che la partita inizi. Perchè uno Juve-Inter così lo attendevamo da tempo.

AS Roma vs Qarabag FK (Foto: Italy Photo Press)

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Tutto o quasi secondo previsioni. Roma prima e Juventus seconda. Due vittorie contro Qarabag e Olympiakos come da previsione, due partite giocate con il freno a mano tirato perché il campionato più equilibrato degli ultimi anni non permette distrazioni.

Proprio così: quando giochi in campionato cerchi di mettere la partita in ghiaccio perché incombe la Champions, ma quando giochi in Europa e la situazione lo consente si centellinano le energie perché la Serie A è alle porte.

La Roma, comunque, complice il pareggio tra Chelsea e Atletico Madrid, ha compiuto il vero capolavoro: la squadra di Di Francesco ha vinto il suo girone e alzi la mano chi lo pensava al momento dell’estrazione. La Juventus, invece, ha fatto il compitino, facilitato (ma questo è un merito) dal gol che Cuadrado ha segnato in apertura di partita.

Ora tocca al Napoli, per il quale la situazione è molto più complicata di quanto non lo fosse per Roma e Juve prima del fischio d’inizio delle gare di questa sera. Serve vincere contro il Feyenoord, mentre il City dovrà uscire con tre punti dalla partita con lo Shakhtar. Ma tutto il mondo è paese e il prossimo turno di Premier ha in calendario il derby di Manchester. United contro City. Mou contro Pep. E come direbbero a Napoli “Ccà nisciuno è fesso”!

Gonzalo Higuain festeggia il gol (Foto: Italy Photo Press)

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La sconfitta 3-2 con la Sampdoria aveva dato fiato al partito che vedeva la Juventus in affanno rispetto all’anno scorso. Nulla di più sbagliato, dopo il successo con il Crotone, la squadra di Allegri aveva un punto in più rispetto all’annata scorsa. Terza in classifica, non per demeriti propri, ma per meriti altrui. Di Napoli e Inter. Da incontrare in rapida successione in otto giorni.

E quando si è arrivati alla partita con il Napoli, la Juventus ha subito messo le cose in chiaro. Ha fatto intendere chi comanda. A Napoli aspettavano la gara per andare sul +7, per cancellare in rivale che fa sempre tremare i polsi, invece la rete di Gonzalo Higuain (che non doveva giocare vista l’operazione alla mano di lunedì scorso) ha spinto la Juve a -1.

Se la Juventus ci ha abituati a queste vittorie che disintegrano il morale delle avversarie, ora il Napoli dovrà fare attenzione a non fare drammi. La serata del “San Paolo” abbiamo visto tutti come è andata. Da una parte una squadra forte e quadrata, dall’altra una formazione che ha provato a scalfire senza riuscirci.

Veramente non è cambiato nulla rispetto al recente passato?

Gennaro Gattuso (Foto: Italy Photo Press)

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Via Montella. Dentro Gattuso. Che nella conferenza stampa di presentazione ha dimostrato di essere un abile comunicatore. No, non finge. Non si atteggia. Rino è così. Spontaneo. Quando parla va diritto al cuore. La sua voce. Le sue metafore. Le sue battute.

Ma una cosa deve essere chiara alla dirigenza, a Fassone e Mirabelli: Rino Gattuso non può essere una foglia di fico per prendere tempo. Rino Gattuso ha scritto, da calciatore, la Storia del Milan. Il pubblico lo ama. I tifosi lo rispettano. L’augurio è che in sede sia stata fatta una valutazione attenta: Gattuso è pronto per allenare la prima squadra di un club più che prestigioso?

Perché il Milan crepuscolare ha già bruciato Clarence Seedorf e Pippo Inzaghi, che malgrado il passaggio dalla panchina non proprio felice, dal cuore di chi va a “San Siro” non sono mai usciti. Anzi.

Se Gattuso avrà le stesse difficoltà dei suoi ex compagni, i tifosi, dopo l’impeto del momento, lo sapranno perdonare. Sapranno perdonare Gattuso. E lo ameranno come se non fosse successo nulla. Perché passa il tempo, ma i simboli non si scordano. Mai!

La 15a giornata di Serie A ha permesso all’Inter di andare in testa alla classifica, complice la sconfitta interna del Napoli contro la Juventus. Il Benevento ha ottenuto il primo punto di questo campionato con un gol del suo portiere arrivato nell’ultimo minuto di recupero (era dal gol di Taibi nel 2001 in Reggina – Udinese che un portiere non segnava una rete in Serie A). L’analisi attraverso i numeri, forniti da INSTAT SCOUT, ci permette di sottolineare alcune voci relative agli incontri disputati durante lo scorso weekend.

La Roma è la squadra che si trova nei primi posti delle più importanti statistiche offensive e di dominio del gioco, facilitata senza dubbio dall’impegno casalingo con la S.P.A.L., che ha giocato praticamente tutto il match in 10 uomini. La squadra giallorossa è prima per possesso palla (75%) e passaggi chiave riusciti (18), seconda per passaggi totali (758) e tiri (33), terza per cross (27) e corner (10). Di contro l’undici ferrarese è secondo per palloni intercettati (72).

L’Inter ha guadagnato 3 punti sul suo terreno di gioco grazie alla vittoria sul Chievo Verona. I nerazzurri hanno dominato il match: primi per cross (43), tiri (37) e corner (17) effettuati. Ha vinto il 62% dei contrasti aerei, così come il Cagliari, squadra con cui detiene il primato di questa classifica, ed è stata seconda per possesso di palla (68%) e terza nei passaggi eseguiti (684).

Il Napoli è uscito sconfitto dall’anticipo del venerdì, nonostante il terzo possesso palla di giornata (66%), il miglior numero di passaggi totali (805), il secondo posto nella classifica dei cross (31) e il terzo in quella dei corner (10). I numeri ci permettono di individuare come la squadra partenopea abbia creato una mole di gioco importante senza però rendersi particolarmente pericolosa, anche grazie alla solidità della Juventus, che non figura nei primi posti delle statistiche, in cui, invece, primeggiava settimana scorsa, sintomo di una prestazione volta più a difendere il vantaggio trovato nei primi minuti di gioco che ad offendere.

La Fiorentina ha avuto la meglio del Sassuolo effettuando 21 tiri (terza nella relativa graduatoria) e 13 cross (seconda in classifica), con una percentuale di contrasti aerei vinti che si attesta al terzo posto (57%) in coabitazione con Lazio e Genoa. I neroverdi compaiono come secondi nella classifica per contrasti bassi vinti (55%) insieme con Crotone e Chievo Verona e alle spalle di Napoli e Lazio (56%). Di queste cinque squadre solo i biancocelesti hanno vinto la propria partita e solamente l’undici di mister Sarri non ha preso più di un gol.

Genoa e Hellas Verona hanno dato vita ad una partita “maschia” dato che hanno commesso rispettivamente 20 e 17 falli (prima e seconda nella classifica). Sicuramente i tre punti in palio in questo match valevano oro e significavano un importante boccata di ossigeno per la squadra che sarebbe uscita vincente da questa da questa sfida, i numeri ci dicono che entrambe le compagini hanno voluto rendere cara la pelle agli avversari.

Atalanta e Torino si sono spartite la posta in palio dimostrando di equivalersi. Sul piano tecnico di certo la partita non è stata delle più belle ed entusiasmanti dato che le due squadre sono prime per palle perse (76). Sicuramente una gara di sostanza, con una lotta serrata tra i ventidue scesi in campo, ma con qualità tecniche da rivedere durante le prossime uscite.

Ivan Perisic (Foto: Italy Photo Press)

I numeri della seria A

Statistiche individuali e di squadra della quindicesima giornata di Campionato. Dati a cura di Instat www.instatfootball.com

STATISTICHE DI SQUADRA

Possesso palla:
1) Roma : 75%
2) Inter: 68%
3) Napoli: 66%

Cross:
1) Inter: 43
2) Napoli: 31
3) Roma: 27

Tiri:
1) Inter: 37
2) Roma: 33
3) Fiorentina: 21

Falli commessi:
1) Genoa e Cagliari: 20
2) Hellas: 17
3) Benevento: 16

Palloni recuperati:
1) Atalanta: 72
2) Torino: 69
3) Hellas: 66

STATISTICHE INDIVIDUALI

Instat index:
1) Perisic (Inter): 554
2) El Shaarawy (Roma): 417
3) Candreva (Inter): 411

Tiri:
1) Dzeko(Roma): 9
2) Perisic(Inter): 8
3) Insigne(Napoli):7

Dribbling:
1) Milinkovic (Lazio): 13
2) Donsah (Bologna):12
3) Palacio(Bologna): 10

Sami Khedira (Foto: Italy Photo Press)

I numeri della seria A

Dati a cura di Instat www.instatfootball.com

STATISTICHE DI SQUADRA 

Possesso palla:
1) Sampdoria : 67%
2) Roma: 62%
3) Atalanta: 61%

Cross:
1) Chievo: 30
2) SPAL: 23
3) Udinese: 19

Tiri:
1) Chievo: 23
2) Atalanta: 17
3) Milan: 16

Falli commessi:
1) Torino: 25
2) Genoa: 23
3) Crotone e Udinese: 20

Palloni recuperati:
1) Chievo: 67
2) Fiorentina: 63
3) Benevento: 60

STATISTICHE INDIVIDUALI

Instat index:
1) Khedira (Juventus): 488
2) Pjanic (Juventus): 425
3) Cacciatore (Chievo): 402

Tiri:
1) Berardi (Sassuolo) e Castro(Chievo): 6
2) Insigne (Napoli): 5
3) Birsa e Inglese (Chievo), Politano (Sassuolo) Ionita e Farias(Cagliari), Antenucci (SPAL) e Cornelius(Atalanta):4

Dribbling: 
1) Ilicic (Atalanta): 13
2) Taarabt (Genoa):12
3) Suso(Milan) e Romulo (Hellas Verona): 10

(Foto: Italy Photo Press)

I numeri della seria A

Dati a cura di Instat www.instatfootball.com

STATISTICHE DI SQUADRA 

Possesso palla:
1) Napoli : 72%
2) SPAL: 66%
3) Inter: 61%

Cross:
1) Genoa: 27
2) SPAL: 26
3) Fiorentina: 22

Tiri:
1) Napoli: 23
2) Fiorentina: 22
3) Lazio: 21

Falli commessi:
1) Atalanta: 22
2) Genoa, Milan, Crotone e Hellas: 15
3) Benevento e Lazio: 13

Palloni recuperati:
1) Fiorentina: 65
2) Lazio: 62
3) Udinese e Hellas: 60

STATISTICHE INDIVIDUALI

Instat index:
1) Luis Alberto (Lazio): 506
2) Brozovic (Inter): 452
3) Marusic (Lazio): 432

Tiri:
1) Insigne (Napoli): 9
2) Immobile (Lazio): 7
3) Keane (Hellas):6

Dribbling: 
1) Castro (Chievo) e Adjapong(Sassuolo): 12
2) Stoian(Crotone): 11
3) Ramirez (Sampdoria): 10

Paulo Dybala (Foto: Italy Photo Press)

I numeri della seria A

Dati a cura di Instat www.instatfootball.com

STATISTICHE DI SQUADRA 

Possesso palla:
1) Roma e Atalanta: 61%
2) Juventus: 60%
3) Inter: 59%

Cross:
1) Inter: 26
2) Roma: 21
3) Juventus: 19

Tiri:
1) Juventus e Napoli: 21
2) Roma e Crotone: 18
3) Chievo e Atalanta: 17

Falli commessi:
1) Cagliari: 25
2) Fiorentina: 22
3) Milan e Chievo: 17

Palloni recuperati:
1) Crotone: 72
2) Benevento: 69
3) Roma: 68

STATISTICHE INDIVIDUALI

Instat index:
1) Dybala (Juventus): 507
2) Pjanic (Juventus): 484
3) Ghoulam (Napoli): 477

Tiri:
1) Dybala (Juventus): 8
2) Insigne (Napoli): 6
3) Trotta (Crotone), Dzeko e El Shaarawy (Roma):5

Dribbling:
1) Castro (Chievo) e Adjapong(Sassuolo): 12
2) Stoian(Crotone): 11
3) Ramirez (Sampdoria): 10

Foto: Italy Photo Press

I numeri della seria A

Analisi statistica - Dati forniti da Instat www.instatfootball.com

Il dato relativo al possesso palla nei 90 minuti ha mostrato una netta prevalenza per la Juventus: 58% per gli ospiti e 42% per i giallorossi. La Juventus ha portato 82 attacchi, contro i 74 della Roma. La Juventus ha attaccato con 68 sviluppi offensivi manovrati, 6 attacchi in contropiede e 8 sui calci piazzati, la Roma ha fatto registrare un dato di 51 sviluppi offensivi manovrati, 17 attacchi in contropiede e 6 sui calci piazzati. Sono stati 12 i tiri per la Roma e 17 quelli della Juventus. Superiorità ospite nel numero e nella precisione dei cross tentati: i locali li hanno tentati 8 volte di cui 0 precisi mentrela Juventus ha effettuato 17 cross di cui 8 precisi. I cross tentati da calcio di punizione sono stati uno per parte. La Juventus ha battuto 6 calci d’angolo contro 5 della Roma. Tre gialli per i romanisti e due per i bianconeri.

Il primo quarto d’ora di partita ha visto il possesso del 56% per la Juventus ma solo un tiro tentato per parte, poi nel quarto d’ora centrale del primo tempo la partita si è accesa: possesso in equilibrio e 5 tiri tentati dalla Roma e 4 per la Juventus, anche nel finale di tempo con il possesso del 60% per i bianconeri ci sono state molte conclusioni: 5 per gli ospiti e tre per i locali. Nel secondo tempo la Roma ha mantenuto superiorità nel possesso (53%) nei primi quindici minuti, poi nella mezzora finale la Juventus controllava il pallone per il 65% del tempo. Da sottolineare come nella prima mezzora del secondo tempo le conclusioni siano state poche: due per la Roma e una per la Juventus, poi nel quarto d’ora finale ben sei tiri per i bianconeri ma solo uno in porta.

La Juventus ha concluso al tiro 11 attacchi manovrati, ha effettuato un tiro su attacco in contropiede e 4 su sviluppo da calcio piazzato, mentre i giallorossi hanno tirato 5 volte dopo azione manovrata, 3 volte al culmine di attacchi in contropiede e 2 su sviluppo da calcio piazzato. La Juventus ha attaccato prevalentemente da destra: 33 attacchi, poi 22 attacchi dal centro e solo 17 da sinistra. La Roma ha attaccato con grande equilibrio dalle fasce: 23 attacchi sia da destra che da sinistra e 22 dal centro.

La Juventus ha effettuato 522 passaggi con l’87% di precisione, mentre i giallorossi ne hanno effettuati 444 con l’86% di precisione. Sono stati 125 i passaggi preparatori dei locali contro i 161 degli ospiti, superiorità ospite netta anche nel dato dei costruttivi (347 a 312 per i bianconeri). Di poco superiore la Juventus nel numero e nella precisione dei passaggi incisivi/chiave: 7 tentati dai locali di cui 3 precisi contro 14 tentati degli ospiti di cui 8 precisi. La Juventus ha effettuato 35 passaggi lunghi contro 31 della Roma.

Supremazia ospite nei contrasti bassi (59% in favore della Juve), e superiorità locale nei duelli aerei: 56% di vinti dai romanisti. Migliore il dato degli ospiti nell’aggressività in fase di non possesso: con 62 palloni vaganti conquistati per i bianconeri e 49 per la Roma; superiorità locale nel dato dei palloni intercettati: 49 a 39 per i giallorossi. I locali hanno commesso 9 falli, 5 quelli degli ospiti. Sono 20 i dribbling tentati dai locali con il 40% di riuscita, mentre gli ospiti ne hanno tentati 31 con il 65% di positivi.

Nella Roma il più cercato dai compagni è risultato essere Paredes con 55 passaggi ricevuti, seguito da De Rossi con 45. La linea di passaggio più battuta è stata quella da Emerson a El Sharawi con 14 passaggi seguita da quella da De Rossi a Paredes con 13. Interessante la posizione di Perotti, che si è mosso prevalentemente incontro sulla trequarti sinistra dell’attacco giallorosso, ricevendo 12 passaggi da Paredes e 7 da Emerson, restituendo 8 palloni a Paredes e 5 a De Rossi, ma anche andando a cercare il cambio di fronte con 6 palloni giocati a Rudiger, il quale ha tentato più cross di tutti i compagni: 5.

Il giocatore della Juventus che ha ricevuto più passaggi è stato Bonucci con 67 seguito da Benatia con 53. I due centrali Bonucci e Benatia hanno scambiato ben 36 passaggi, Pjanic è riuscito poco a verticalizzare andando di fatto ad aiutare i due centrali nel giro palla (ricevuti 10 passaggi da Benatia e restituiti 17 a Bonucci, a destra Cuadrado ha ricevuto 11 passaggi da Lichtsteiner, ha perso 5 palloni ma è stato il principale servitore di Higuain con 6 passaggi, mentre Mandzukic ha ricevuto 14 passaggi da Asamoah, ma ha perso 67 palloni giocando ad Higuain solo 4 passaggi.