La transizione difensiva negli Esordienti

La transizione difensiva negli Esordienti

Guglielmo Calzolari

L’importanza della marcatura preventiva e della riaggressione organizzata nella transizione difensiva negli Esordienti. I concetti individuali che fanno la differenza nelle squadre U12 e U13.

La transizione difensiva non è la fase che inizia dopo aver perso il possesso, ma è l’efficacia della risposta strutturale della squadra nel momento esatto del cambio di controllo del pallone. Potremmo dare una definizione anche sul piano tattico del momento della transizione difensiva: è l’istante in cui la squadra passa da una configurazione di massima ampiezza (offensiva) a una di massima densità (difensiva). Analizzare la transizione difensiva significa smontare il mito della “corsa all’indietro” e della parola, spesso ancora molto sentita sui campi, “scappa”. Una transizione efficace vive su due binari paralleli:

  • l’organizzazione spaziale preesistente (le marcature preventive), che funge da ammortizzatore del rischio, ovvero come mi pongo difensivamente quando ho ancora il possesso;
  • la reazione cinetica immediata, ovvero la capacità dei giocatori vicini alla palla di aggredire il nuovo portatore per sporcare la prima linea di passaggio; potremmo definire questo concetto con la parola riaggressione.

L’obiettivo primario non è il recupero immediato della sfera (che resta un’opzione ottimale), ma la negazione della verticalità. Se l’avversario che recupera il pallone è costretto a giocare lateralmente o all’indietro nei primi 2-3”, la transizione difensiva ha avuto successo. Ha permesso di “ricompattarsi” e ha trasformato una potenziale situazione di pericolo in una fase di difesa organizzata. Attenzione a questo punto, centrale: se in una transizione difensiva avviene l’immediato recupero del pallone, questa è stata eseguita a regola d’arte. Ma ha, come scopo primario, quello di negare la progressione offensiva dell’avversario. In questo contesto il ruolo dell’istruttore è codificare dei comportamenti automatici che tolgano al bambino l’incertezza decisionale: chi aggredisce, chi scala in marcatura e chi si riposiziona a copertura della porta e dello spazio.

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Foto copertina: Imago.

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