Editoriale
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Come dice il Comunicato Ufficiale numero 1 di questa stagione “Le Società che svolgono attività nelle categorie Piccoli Amici, Primi Calci, Pulcini ed Esordienti devono tesserare almeno un allenatore qualificato per ogni categoria di base”. Questo a partire dal 2020-21. Da quest’anno, invece, devono avere in organico un Responsabile Tecnico dell’Attività di Base con qualifica di allenatore rilasciata dal Settore Tecnico. Le due norme, apparentemente ovvie per chi lavora in altre discipline, sanciscono una svolta importante per il nostro intero movimento giovanile. Fino a ieri, infatti, queste categorie, delicatissime vista l’età dei bambini, potevano essere seguite da chiunque, anche da chi non aveva la minima preparazione in merito. Certo, sarà necessario un periodo di transizione da parte delle società (il tutto dovrà essere completato tra due stagioni) e l’introduzione della figura del responsabile tecnico qualificato va proprio in questa direzione. “Allenare” o meglio “educare al calcio” in queste fasce d’età è sicuramente molto più complicato e di responsabilità che guidare una squadra di adulti.

È indispensabile non solo conoscere le metodologie, ma in particolar modo le fasi di crescita dei bambini. Proprio per questo, Piccoli Amici e Primi Calci potranno essere allenati anche dai preparatori atletici professionisti o laureati in Scienze Motorie oppure Diplomati ISEF. Ciò voler ribadire che in queste annate la motricità e l’alfabetizzazione motoria vengono prima della “tecnica”.


Se coi “grandi”, poi, l’allenatore inesperto non fa danni, al massimo perde, coi giovani calciatori “l’ignoranza” in materia può creare seri danni al loro sviluppo fisico-motorio. Per questo motivo sono sempre più numerosi i corsi federali dedicati, indispensabili per avere le conoscenze di base per gestire i più piccoli. Certo, il percorso da allenatore non può finire con il “patentino”, l’aggiornamento deve continuare, consapevoli che gestire 20 bambini non è come allenare 20 calciatori.

Come dice Leonardo Semplici, mister della SPAL, nella sua intervista a pagina 30, un dovere dell’allenatore “È quello di non sentirsi mai arrivati. Di leggere, documentarsi, andare a vedere i colleghi. Mai accontentarsi!” Ed essere certi di avere la verità in tasca, ci sentiamo di aggiungere. Vi consiglio di leggere poi le interviste a Fabio e Paolo Cannavaro, tecnici del Guangzhou Evergrande, e a Thiago Motta, che ci presenta un turno di Champions tutto da seguire, con le partite Barcellona - Inter, Manchester - Juventus e PSG - Napoli.

Per contribuire all’aggiornamento di chi si occupa dei più piccoli, abbiamo preparato un approfondimento specifico di 10 pagine dedicato alla categoria Esordienti, oltre a diversi articoli incentrati sull’attività di base.

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