Editoriale
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In questo numero, da pagina 76, abbiamo preparato un approfondimento sui bambini che iniziano la loro attività calcistica, i Piccoli Amici. All’interno, oltre alle indicazioni di una psicologa, alla spiegazione dell’importanza del gioco e a diverse proposte pratiche, ci siamo posti una domanda: quale tecnica per i più piccoli?

Abbiamo incominciato pertanto illustrando come si debba partire dalla coordinazione per arrivare alle gestualità principali della categoria. Ma il quesito potrebbe anche essere un altro e possiamo allargarlo a tutte le fasce d’età del settore giovanile: la cosiddetta tecnica di base, in forma analitica, è ancora attuale? Una risposta la offre mister Roberto Venturato, tecnico del Cittadella, Serie B, che spiega a pagina 22 come anche a quel livello sia fondamentale insegnarla. Perché più i giocatori prendono dimestichezza con l’attrezzo, più si sentiranno sicuri in partita. E pure Massimiliano Allegri in diverse occasioni in televisione e anche in una nostra intervista ha posto l’accento sull’importanza di insistere sui fondamentali. Certo, poi ci sono gli aspetti situazioni, quelli collettivi, quelli legati al gioco o al ruolo (da non tralasciare)… però l’affinamento tecnico non deve mai essere trascurato. Una volta, a scuola, c’erano lezioni di “bella calligrafia” e con la tecnica vale lo stesso discorso. Più si ha maestria nel dominare il pallone, più si riuscirà a essere efficaci in partita. Con questo non vogliamo dire che l’allenamento situazionale, quello decisionale, l’applicazione della tecnica stessa durante il gioco non siano importanti, anzi. Però, estremizzare sempre i concetti sicuramente è un errore. Infatti, nel mondo del calcio siamo molto bravi a mettere da parte una metodologia di allenamento in luogo di un’altra dimenticandoci quanto di buono abbia ciascuna.

Per la tecnica, se riflettiamo un po’, si è passati dall’analitico puro (le forche e il vecchio muro, per intenderci) al solo situazionale per arrivare a considerare al primo posto la tattica collettiva. Se pensiamo all’allenamento fisico, la situazione è stata identica: ad esempio, c’è stata prima la ginnastica a corpo libero, poi lo stretching, quindi le lunghe ripetute, il training quasi esclusivo di forza con le macchine e ora l’allenamento solo con palla e… quello funzionale. Che, se ci pensiamo bene, si avvicina molto a quella ginnastica degli anni ‘80, svolta anche con attrezzi che sono parsi superati, pensiamo alla palla medica, ma che non è così (vi consiglio l’articolo sui rotational throws a pagina 54). Corsi e ricorsi storici potremmo dire.

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