Questo dovrebbe essere il sogno di tutti i tifosi italiani, non solo quelli della Juventus (che affronterà il Real) e della Roma (contrapposta al Barcellona): sarebbe un motivo di orgoglio avere due squadre nelle semifinali della Champions. Se è vero che portarne due ai quarti è già un successo per nostro calcio attuale (non succedeva dal 2007, 11 anni), sarebbe qualcosa di unico avere due semifinaliste: l’ultima volta è stata nella stagione 2002-03 con addirittura Milan, Inter e Juventus. Altri tempi! Tutto ciò però non deve farci illudere di aver risolto i problemi del calcio italiano grazie alle prestazioni di Juve e Roma, oltre a quelle della Lazio in Europa League. A tal proposito, a febbraio avevo risposto con piacere a una riflessione di un nostro lettore, Davide Ponzi, che sottolineava – tra le tante cose – l’importanza di un metodo condiviso per formare giovani giocatori. Per quanto mi riguarda, avevo invece posto l’accento sul numero di ore di movimento delle nuove generazioni che, purtroppo, paragonato al passato, ad altre discipline sportive e pure a realtà calcistiche straniere, non stimolano il miglioramento delle abilità motorie di base nei bambini / adolescenti di oggi. A queste considerazioni si aggiungono quelle giunte in redazione di un nostro storico collaboratore, Alessandro Zauli, che da più di trent’anni si occupa di settore giovanile. Vi proponiamo di seguito un sunto della sua “lettera”.
Ferretto Ferretto

Leggi tutto...

Ferretto Ferretti

Editoriale

Il titolo dell’editoriale richiama l’argomento del terzo convegno di Scienza&Sport, organizzato in collaborazione con Il Nuovo Calcio, che si svolgerà il 17 marzo a Milano, presso l’hotel Melià in via Masaccio 19 (per iscriversi e ulteriori indicazioni QUI). Prevenire l’insorgenza della fatica e recuperare prima possibile dopo una gara o un allenamento sono due tra gli obiettivi che qualsiasi allenatore o preparatore deve assolutamente porsi. Questo discorso non può essere preso alla leggera perché un giocatore “che sta bene” avrà sicuramente prestazioni ottimali e correrà meno rischi di infortunio. Per fare questo non si può agire per “sentito dire” o scimmiottare senza costrutto quello che fanno i top club, ma bisogna basare il proprio intervento “su ciò che dice la scienza” per arrivare con cognizione alla pratica da campo. Interverranno al nostro evento Ermanno Rampinini (Human Performance Lab Mapei Sport), Maurizio Fanchini (preparatore atletico del Sassuolo), Antonio Gualtieri (Sport Science Juventus), Giambattista Venturati (preparatore atletico professionista, ha lavorato 16 anni con Cesare Prandelli compreso il periodo in Nazionale), Luca Gatteschi (medico Nazionale U21), Alberto Dolci (Professore di Biochimica Clinica, collabora con MilanLab) e Giorgio Da Lozzo (Strength and Conditioning Coach Benetton Rugby). Tutti i concetti sopra esposti, poi, sono evidenziati perfettamente nel nuovo libro di Ermanno Rampinini “La fatica nel calcio. Origine, effetti e strategie preventive”.

Venendo a questo numero, vorrei sottolineare l’ingresso, accanto a storici collaboratori, di nuovi autori, tutti “certificati” e tra l’altro con esperienze pluriennali in società professionistiche. Ad esempio, per gli adulti, oltre a Fulvio Fiorin (“I giochi di posizione” il suo articolo), che ad aprile coordinerà uno speciale da non perdere sulle palle inattive, vi sono due allenatori Uefa Pro come Agenore Maurizi e Giancarlo Riolfo. Tra i giovani, Andrea Biffi (ora al Lugano ma per anni all’Atalanta e al Milan) fa seguito al suo primo articolo sull’1>1 parlando di collaborazione per i più piccoli; Giovanni Valenti (Juventus) toccherà il tema dei princìpi di gioco coi giovani; Andrea Zandonai (Parma) quello delle situazioni semplici per gli Esordienti. E poi tanto altro, sempre nell’ottica di dare una pluralità di informazione e contenuti.

Concludo questo editoriale ricordando che nello scorso mese abbiamo pubblicato due scritti “interattivi”, ovvero due articoli che hanno un seguito sul nostro sito e sui social grazie a dei video in cui gli autori mostravano l’esecuzione corretta di alcune proposte fisiche. La dimostrazione aiuta senza alcun dubbio ad avere chiari alcuni particolari. E Simone Lorieri continua su questa linea presentando diversi esercizi di pliometria, sia in campo sia in palestra.
Infine, siamo quasi pronti per i nostri due appuntamenti canonici con l’aggiornamento, i due Master per settore giovanile e prime squadre: si terranno sempre al Museo del Calcio e sui campi del Centro Tecnico di Coverciano il 23-24 giugno (giovani) e il 30 giugno-1 luglio (adulti). Sul prossimo numero i prestigiosi relatori che saranno presenti e le indicazioni per l’iscrizione.

Ferretto Ferretti

Editoriale

Chi ci segue sui social, su facebook e instagram in particolare, oppure entra nel nostro sito www.ilnuovocalcio.it può già immaginare di cosa sto parlando. Infatti, nel periodo delle festività natalizie abbiamo pubblicato alcuni video a cura di Simone Lorieri, preparatore atletico professionista ed esperto di allenamento funzionale, che consigliavano come allenarsi durante le vacanze, a casa, in palestra o in ottica preventiva. Video con esercizi ben eseguiti, con serie, ripetizioni e indicazioni per effettuare le proposte al meglio. Abbiamo, quindi, pensato di proseguire su questa linea e in questo numero potete leggere un nuovo articolo di Simone sull’allenamento tramite l’instabilità e uno di Alessandro Di Giovanni su una routine di training. Poi andate sul sito o sui social per trovare le interessanti clip collegate con gli approfondimenti sulla rivista, che evidenziano le corrette esecuzioni degli esercizi.

Leggi tutto...

Ferretto Ferretti, direttore

Editoriale

Perché leggere Il Nuovo Calcio in un periodo storico in cui, con un click, si può trovare tutto su internet? Mi sono posto diverse volte questa domanda e me lo chiedo ancora adesso che siamo arrivati al prestigioso traguardo dei 300 numeri. La risposta è data sicuramente dall’obiettivo principale della rivista: promuovere la cultura e il confronto nel mondo del calcio grazie ad articoli dai contenuti certificati, scritti da autori competenti, che si mettono in gioco e provano a illustrare il loro modo di intendere e proporre calcio.

Leggi tutto...

Sì, perché sono nato nel 1958, lo stesso anno dell’ultima mancata qualificazione ai Mondiali dell’Italia. Prima di questa. Per i sessantenni come me l’Italia al Mondiale è come il panettone a Natale nella casa degli italiani. Sempre presente! E per questo non ci credo ancora. Mi pare impossibile. In questi giorni, dopo la sconfitta con la Svezia, si è parlato molto dei perché di questa disfatta e tutti sono convinti di sapere quali siano le cause. Tra le tante opinioni emerse, ritengo che non abbia tutti i torti l’ex commissario tecnico Giampiero Ventura quando afferma che una sconfitta di tal genere non abbia una sola verità. È vero, le motivazioni sono tante e non è mio compito trovare la causa principale. Se esiste.

Leggi tutto...

Il campionato di Serie A è ormai incominciato da un mese e mezzo; quello dei dilettanti da meno una trentina di giorni e sono fondamentalmente due le novità che hanno caratterizzato questo inizio. Sicuramente non da poco. Per la massima serie è indubbio che l’introduzione del VAR è per certi versi una “rivoluzione”: il concetto di dare una mano all’arbitro che, in un gioco sempre più veloce, può sbagliare, è sicuramente positivo. Non stempererà ancora le polemiche, forse ci vorrà ancora un po’ di tempo perché ora le discussioni “da bar” sono passate dall’errore del direttore di gara all’utilizzo o meno del VAR per valutare una situazione. Il vero cambiamento, però, non pensiamo sia questo, ma quello passato sotto traccia ed entrato in vigore per tutte le squadre dilettanti e di Serie C. Parliamo delle sostituzioni che dalle classiche 3 sono passate a 5. Una variazione che interessa davvero tutta la “base” del calcio, che – sulla carta – dà la possibilità ai mister di cambiare “mezza squadra”. Gli allenatori avranno in mano un “mezzo” per modificare alcune situazioni tattiche con più incisività, i dirigenti potranno pensare al “mercato” anche in modo differente, i giocatori avranno tendenzialmente più spazio per mettersi in mostra. Considerate che su sei uomini di movimento in panchina (abbiamo escluso volutamente il portiere) cinque di questi possono scendere sul terreno di gioco.

E chissà cosa potrebbe accadere se tale regola venisse introdotta nei principali campionati. A tal proposito, abbiamo preparato un dossier per capire cosa pensano gli allenatori dell’ex LegaPro e dei dilettanti di questa innovazione. È chiaro che l’impatto di tale norma sarà meglio comprensibile nel corso della stagione.

In questo numero, poi, abbiamo dedicato spazio e copertina a una giornata, l’ottava di Serie A, in cui vi saranno tre scontri al vertice: Juventus-Lazio, Roma-Napoli e il derby di Milano, ma soprattutto abbiamo messo sotto la lente d’ingrandimento la nuova Serie A femminile, torneo griffato I Dolci Sapori. Il “movimento rosa” è sempre più forte, le attenzioni mediatiche sono cresciute, l’organizzazione delle varie società pure e da quest’anno scenderanno in campo ben 5 squadre diretta emanazione di un club professionistico maschile: la Fiorentina (campione d’Italia), la Juventus, il Sassuolo, l’Empoli e il Chievo/Valpolicella.

Per venire agli articoli più tecnici, oltre all’intervista a Esteban Cambiasso, che lascia da questa stagione il calcio giocato, troverete scritti tattici per gli adulti (costruzione dal basso, sviluppo del gioco e preparazione della partita tra gli altri), per le fasce agonistiche del vivaio (transizioni e small sided games) e dei più piccoli (riscaldamenti, psicomotricità e portieri). Senza dimenticare psicologia, alimentazione e quelli dedicati a chi ha vissuto o sta vivendo un’esperienza all’estero.

Amo correre, è una passione che mi sono portato dietro sempre. E ancora oggi i miei 10 km al giorno, come molti sanno, li faccio sempre. E quando corro, penso. Una delle mie ultime riflessioni era proprio su come sono cambiati gli allenamenti. Tornando indietro nel tempo, diciamo ai primi anni ‘80, quando iniziavo la mia carriera di preparatore, la metodologia – non solo quella fisica, ma soprattutto tecnico-tattica – era lontana anni luce dall’attuale. Basta pensare che non esistevano giochi con casacche di 3 o più colori o che prevedevano un “pensiero” prima di agire; ancor meno i possessi palla ad alta intensità, per non parlare dei giochi di posizione o partitine/small-sided games. C’era la tecnica individuale, esercitazioni di cross e tiro in porta, la parte fisica, rigorosamente senza palla, per chiudere con la classica partita. In un contesto del genere, era normale che la preparazione a secco acquisisse importanza perché l’intensità delle esercitazioni con palla non erano altissime. 

Da allora le cose sono cambiate radicalmente e il merito è soprattutto degli allenatori che si sono evoluti e conoscono sempre più il modello prestativo del calciatore; oggi, infatti, sanno proporre le corrette esercitazioni che stimolano sia la parte prettamente calcistica sia quella fisica. 
Così è cambiato anche il ruolo del preparatore che ha modificato la sua tipologia d’intervento, diventando prevalentemente di supporto all’allenatore (“valutando” tramite le nuove tecnologie le proposte del mister) e integrando, con mezzi a secco sempre più funzionali, secondo le esigenze del caso. In pratica, si è passati da un allenamento “assemblato” a uno “integrato”. Ma come sarà il futuro? È impossibile saperlo, ma sono sicuro che vi saranno nuove evoluzioni. Un esempio? Il riscaldamento! Una “fase” dell’allenamento apparentemente semplice, a volte sottovalutata: si è passati dai classici giri di campo con circonduzioni degli arti superiori ed eseguito quasi senza logica a una messa in azione meticolosa con finalità soprattutto preventive e “legate” all’ obiettivo dell’allenamento. Proprio a questo argomento abbiamo voluto dedicare uno speciale in cui i nostri esperti illustrano sia le ultime novità (il metodo joint to joint) sia come combinare gli esercizi fisici a quelli tecnici, ponendo l’attenzione sulla valorizzazione degli schemi motori di base. 

C’è un altro cambiamento che sta prendendo sempre più piede nel mondo del calcio: parlo dell’allenamento per princìpi di gioco. In realtà, se ripensiamo al passato, abbiamo sempre parlato di giocatore “pensante”, dell’importanza di insistere più sulla tattica individuale che su quella collettiva. Presupposti, questi, indispensabili per un calcio per princìpi. Sia nelle prime squadre – come ormai affermano diversi tecnici della massima serie nelle loro interviste – sia e soprattutto nel settore giovanile, dove stimolare il calciatore a “scegliere” è nettamente più importante che farlo agire per “schemi”. In questo numero, Vanni Sartini ci spiega appunto il sistema fluido, Fulvio Fiorin, uno dei primi ad aver parlato proprio di giocatori pensanti, parte dal 4-2-3-1 e mostra un progressione valida per qualsiasi organizzazione. Paolo Gatti, invece, prosegue la trattazione della periodizzazione tattica incentrando l’attenzione sul settore giovanile. Non è un’eresia, ma un modo per abituare i giovani calciatori a leggere la situazione e prendere decisioni rapidamente. 

E su questi princìpi stiamo organizzando il nostro Master 2017 per settori giovanili e prime squadre… Ma di questo troverete tutte le informazioni nel prossimo numero.

Nuova grafica e più pagine, 16. Queste le 2 novità principali di febbraio, mese in cui festeggiamo il 26esimo compleanno della nostra rivista. E in questi 12 mesi sono tanti gli autori che hanno scritto su Il Nuovo Calcio, ben 121, per un totale di 265 articoli. Numeri... importanti!

Abbiamo appunto voluto dare una rinfrescata alla “grafica”, per rendere più piacevole la lettura, e arricchito ancor di più i contenuti, tra i quali vi segnalo immediatamente le 2 nuove rubriche, pensate per chi “Inizia ad allenare” e per chi, più esperto, “Vuole approfondire”. Le troverete a pagina 104 e 108.

Nelle prime pagine, invece, c’è l’intervista esclusiva all’allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, che non solo approfondisce alcuni aspetti tattici della sua squadra, ma spiega perché ritiene determinante – anche nei top club – lavorare su tecnica e tattica individuale, obiettivi che paiono più da settore giovanile. Inoltre, il mister suggerisce e disegna per voi allenatori una serie di esercitazioni che utilizza coi bianconeri con queste finalità. E questo ci deve far riflettere: spesso nei vivai si trascurano tali aspetti per dare spazio a quegli “schemi” che magari ti fanno vincere una partita, ma non formare un calciatore.

Per quanto riguarda gli altri contenuti, grazie al portale Instat abbiamo analizzato i “numeri” del girone di andata e abbiamo notato come il Napoli primeggi nella gestione del pallone e la Juventus abbia un impatto importante sul match con un numero elevato di gol nel primo quarto d’ora. E sempre a proposito di dati, leggete l’articolo di “Match analysis nei dilettanti”, curato da Lorenzo Favaro, che spiega come si possa svolgerla con professionalità e cura dei particolari – e un ridotto dispendio economico – anche nelle categorie dilettantistiche. Poi, 2 articoli di allenamento per gli adulti, scritti da Massimiliano Alvini e David Sassarini, rispettivamente mister di Albinoleffe (LegaPro) e Vis Pesaro (Serie D) e tutta la parte dedicata a chi lavora nel settore giovanile, con ben 9 proposte per voi.

Detto ciò, chiudiamo con un cenno sul convegno di Scienza&Sport: per motivi organizzativi, l’abbiamo anticipato di una settimana rispetto a quanto detto nello scorso editoriale. Sarà quindi il 25 febbraio.

L’argomento è legato all’allenamento della forza, interverranno Duccio Ferrari Bravo, Francesco Perondi, Andrea Scanavino, Gian Nicola Bisciotti, Alberto Andorlini, Italo Sannicandro e Paolo Traficante. Nelle prossime pagine trovate tutte le indicazioni e... affrettatevi, ci sono ancora pochissimi posti.

Ai primi di gennaio riprende l’attività dei più piccolini, parliamo di Piccoli Amici, Primi Calci, Pulcini ed Esordienti; è proprio l’occasione giusta per “regalarvi” un ricco speciale con più di 80 esercitazioni curato dai nostri esperti. Naturalmente, l’obiettivo non è quello di farvi fare il classico “copia incolla” acritico “rivista-campo”, ma di offrivi degli spunti di riflessione e uno stimolo per produrne altre in prima persona. Infatti, non basta un’esercitazione per essere allenatori, è necessario avere competenze diverse, che sono in continuo divenire ed evoluzione. Ecco il perché dell’aggiornamento, che deve essere sempre costante.

La rivista di questo mese si completa, per quanto riguarda gli adulti, con l’interessante analisi di Matteo Villa su tutte le uscite difensive in fase di possesso con lo schieramento 4-4-2. Poi, vi consiglio vivamente 2 articoli a “360°”, validi per chi lavora negli adulti, ma anche – e soprattutto – per chi si confronta coi giovani: mi riferisco a quello di Marco Ferrone, preparatore atletico del Verona, che ci apre gli occhi sui vantaggi che ci può dare l’atletica leggera in termini di coordinazione di gesti come la corsa, i balzi, l’uso corretto degli appoggi. Su questa linea, poi, segue lo scritto di Silvia Piccini, nostra coordinatrice dell’area fisica, sull’insegnamento e l’utilizzo della corda coi bambini.
Chiudo questa panoramica sul numero di gennaio tornando alla copertina: c’è un giovane tecnico emergente che sta dimostrando il suo valore, Simone Inzaghi, protagonista, insieme al suo staff, dell’intervista tattica di questo mese.

Per ciò che concerne i prossimi appuntamenti, 2 le novità per questo inizio 2017: innanzi tutto, da febbraio Il Nuovo Calcio avrà 16 pagine in più di contenuti. Vi anticipo 2 nuove rubriche, la prima dedicata ai giovani che iniziano ad allenare, la seconda per i più esperti, che hanno il desiderio di approfondire differenti argomenti grazie ad articoli tratti da Scienza&Sport, la “sorellina” de Il Nuovo Calcio. A proposito di Scienza&Sport, vi ricordo il convegno in programma il 25 febbraio a Milano sull’allenamento della forza nel calcio. Interverranno tra gli altri preparatori quali Duccio Ferrari Bravo, Francesco Perondi, Gian Nicola Bisciotti e Alberto Andorlini. Nell’occasione, sarà presentato il primo Indispensabile di Scienza&Sport curato da Italo Sannicandro e Paolo Traficante (anche loro relatori all’iniziativa) sulla prevenzione del distretto degli hamstring.

Un anno “indispensabile”
Abbiamo voluto chiudere il 2016 con un numero che merita una nota particolare a cominciare dallo Speciale Esercitazioni per gli adulti, preparato per voi insieme a 9 allenatori professionisti Uefa Pro e Uefa A. Più di 50 proposte pratiche studiate e provate sul campo dai mister, in rigoroso ordine alfabetico: Massimiliano Alvini, Pier Francesco Battistini, Cristian Brocchi, Cristian Bucchi, Antonio Cincotta, Alessandro Dal Canto, Fulvio Fiorin, Stefano Sottili e Matteo Villa. Proposte suddivise per obiettivo e/o mezzo di allenamento, che possono tornare utili a tutti voi allenatori che vi accingente a organizzare la sosta invernale.

Una sosta… breve
E proprio questo è l’altro piatto forte del mese: Silvia Piccini, nostra coordinatrice per l’area fisica, ha rivolto 15 domande a preparatori e allenatori, dai prof ai dilettanti, per avere indicazioni su come pianificare questo periodo, diverso in base ai vari comitati regionali e provinciali... durante il quale bisogna “Continuare a lavorare” con profitto, senza stravolgere troppo quanto fatto finora. A tal proposito, Agostino Tibaudi completa il concetto illustrando perché è importante non fermarsi troppo (“Pausa sì, ma con giudizio”) e propone 2 tipologie di microciclo di allenamento.

Il numero 10
A dicembre esce, poi, il decimo libro della nostra “indispensabile” collana: “Settore giovanile. I nuovi orientamenti”, scritto da Maurizio Giordani, allenatore Uefa A, che opera da anni coi giovani e ha preparato un percorso molto pratico per lavorare al meglio dai Primi Calci ai Giovanissimi. È il sesto libro uscito nel 2016 e… per l’anno prossimo abbiamo già pianificato gli argomenti da trattare, con autori di assoluto livello!

E per il 2017?
Le novità sono numerose: per ora vi anticipo che a gennaio vi sarà un secondo Speciale Esercitazioni dedicato questa volta all’attività di base, mentre dal numero di febbraio la foliazione de Il Nuovo Calcio aumenterà di un sedicesimo. Sempre a febbraio non perdete il Convegno di Scienza&Sport, incentrato sullo sviluppo della forza.

Buon Natale e Felice 2017 a tutti voi!

È la missione della nostra rivista. Essere a disposizione di tutti coloro che vogliono aggiornarsi e migliorare le proprie conoscenze per quanto concerne l’allenamento e la metodologia calcistica. Sia coi giovani, sia con bambini o adulti. Dal punto di vista tecnico o ancora coordinativo, tattico o fisico. Per questo, oltre ad andare continuamente alla ricerca di nuovi “talenti”, cioè allenatori emergenti che hanno competenze e desiderio di condividere il loro sapere, siamo assolutamente aperti alle proposte di tutti voi che desiderate confrontarvi, portare all’attualità un tema, mostrare un vostro lavoro che ritenete particolare.

Ogni mese, infatti, puntualmente cerchiamo di “confezionare” 100 pagine per tutti: per chi comincia e ha bisogno di conoscere la strada, per chi è un allenatore con diversi anni di esperienza e vuole migliorare la sua metodologia ricercando questo o quel particolare, per chi vuole studiare gli aspetti fisici. Ci sono articoli più semplici insieme ad altri che richiedono una maggior attenzione, diciamo più complicati, ma siamo convinti che ogni allenatore può trovare su Il Nuovo Calcio qualcosa di “certificato” e interessante. Dalle ultime “novità” all’ABC. Interviste agli allenatori comprese, che cerchiamo di realizzare con frequenza per capire come si agisce ad alto livello. Certo, il mondo di internet ha aperto una frontiera di conoscenze gratuite, blog, siti, forum, alcuni interessanti, altri diciamo un po’ meno. Quindi, non accontentatevi e non date niente per scontato.

Ma noi non ci fermiamo solo alla rivista perché per chi desidera approfondire, andare più a fondo su alcuni temi “caldi”, c’è la fresca collana degli Indispensabili. Siamo arrivati ormai al nono libro, abbiamo già pronto il decimo e pianificato le uscite del 2017, con qualche significativa novità... Infine ci sono i nostri Master di giugno/luglio, occasione unica per ascoltare dal vivo allenatori di Serie A e B o tecnici emergenti di settore giovanile. Insomma, non siamo solo una rivista, ma un network, anzi una “grande famiglia”.

Infine, veniamo a questo numero: vi segnalo, oltre all’intervista a Filippo Inzaghi e al suo staff, quattro articoli di allenatori professionisti sugli aspetti tattici: Massimiliano Alvini, Pier Francesco Battistini, Matteo Villa e Vanni Sartini che analizzano difesa a tre, inserimenti dei centrocampisti, difesa mista su palla inattiva e possesso/gioco in ampiezza. Oltre allo scritto del preparatore Francesco Perondi sul metodo Tabata.

E inizia proprio a novembre un eserciziario, che durerà altri due mesi, sull’allenamento in sospensione, curato da un giovane preparatore professionista, Michele Gritti. A dicembre e gennaio abbiamo poi in programma due “speciali esercitazioni” dedicate agli adulti e ai più piccoli. Insomma, tanti argomenti, tante idee (vi ribadisco che aspettiamo anche le vostre) per avvicinarci al 2017.

Questo numero de Il Nuovo Calcio è lo specchio esatto della filosofia alla base della rivista. Infatti, non abbiamo mai avuto la pretesa o la presunzione di essere i possessori della verità calcistica, sia che si parli di adulti, giovani o di bambini. Come ha specificato il maestro argentino Sergio Soldano citando una frase di un grandissimo allenatore come Luis Cesar Menotti... l’unica verità nel calcio è che nessuno la possiede.

Esistono però dei princípi incontrovertibili, basati anche su ricerche scientifiche o su esperienze pratiche di sicuro affidamento, che devono sottendere l’intervento sul campo di qualsiasi mister, preparatore o allenatore portieri. Per tutto il resto, la parola chiave è... “dipende”. Perché sono fin troppi gli esempi di metodologie diametralmente opposte usate con gli adulti, ad esempio, che... hanno ottenuto risultati. Pensiamo al calcio di Guardiola, fatto di princípi e lavori quasi esclusivamente con palla, e quello di Antonio Conte, incentrato sulla ripetizione maniacale di schemi-movimenti, con un’importante parte fisica a secco. Oppure ricordo ancora con piacere l’anno in cui, con il corso Uefa Pro, abbiamo visionato gli allenamenti di Zeman, allora al Pescara, e di Luis Enrique (Roma). Due modi di allenare agli antipodi, ma è innegabile che quel Pescara proponeva un calcio offensivo molto piacevole che gli ha permesso di raggiungere inaspettatamente la Serie A. Mentre la metodologia di Enrique, magari meno efficace a Roma, è risultata perfetta per quella macchina da calcio che è il Barcellona. E anche questo ci deve far pensare. Ecco che credo fortemente nella pluralità di informazioni, nel fatto che per ogni allenatore sia fondamentale aprire i propri orizzonti studiando calcio, senza però copiare acriticamente o seguire le mode del momento. Occorre analizzare quello che per altri ha funzionato e capire in che modo adattarlo/inserirlo nella propria metodologia.

A tal proposito, nel numero di ottobre si può leggere di un calcio per i giovani fatto di princípi (l’articolo di Matteo Cioffi) e di uno più per movimenti da utilizzare in base agli avversari (Matteo Villa con l’analisi dell’attacco a 2 punte + trequartista); di una “psicocinetica fai da te” come avveniva anni fa al campetto o all’oratorio (Alessandro Zauli) e di una più codificata e organizzata (Giuseppe Vigneri e Armando Ferotti-Giuseppe Cerro). Passando per l’intervista di Fabio Pecchia, che oltre del suo Verona e delle sue idee, ci racconta le diverse e opposte esperienze in Europa (Spagna, Inghilterra e Italia). Senza tralasciare il racconto da parte di Valentina Guadagno sul movimento tedesco e sul Borussia Dortmund. Insomma, tanti spunti da elaborare per migliorare ancora di più sul campo. Perché – come sostenuto tante volte – è fondamentale conoscere l’obiettivo da raggiungere (punti, bel gioco, risultati per gli adulti; formazione, educazione calcistica, divertimento per i giovani) e poi trovare la propria strada per arrivarci. Strada che deve avere criteri di unicità, perché ogni tecnico è diverso dagli altri e “fare perché qualcuno faceva così e funzionava” non è mai una garanzia di successo.

Prima di chiudere, permettetemi poi un cenno all’intervista realizzata con l’amico Claudio Filippi, allenatore dei portieri della Juventus. Ha illustrato il suo modo di considerare l’estremo difensore e ribadito l’importanza dell’allenamento tecnico proprio del ruolo. Argomento ampiamente trattato nel suo ultimo lavoro editoriale, l’Indispensabile numero 9, scritto con Daniele Borri, intitolato proprio “La tecnica del portiere” e in uscita a metà ottobre.

...A settembre riprende l’attività di base e sono numerosi gli aspetti che società, istruttori e genitori devono considerare. Tutti dobbiamo avere le idee molto chiare su come comportarci nel mondo dei più piccoli. Innanzi tutto, non dimentichiamo che... abbiamo a che fare con dei bambini. A volte, in nome di chissà quali chimere, non lo teniamo presente. Infatti, qualsiasi cosa progettiamo deve essere studiata su misura per i giovani giocatori. Che sono dei soggetti in età evolutiva, cioè che stanno crescendo, e hanno il diritto di essere considerati per ciò che sono: dei bambini. Questo vale per le modalità di comunicazione con loro, per gli obiettivi da perseguire – sono di tipo tecnico- coordinativo – e per la motivazione che li spinge al campo. E quella principale è... giocare. Il gioco, come ci spiegherà Isabella Croce, ha molteplici valenze. Una tra le più importanti è lo sviluppo cognitivo e comportamentale del piccolo calciatore. Quindi, sfruttiamolo al meglio con attività adeguate e divertenti.

Non dimentichiamo che... allenatori/istruttori/maestri di calcio hanno un compito ben preciso: devono aiutare la crescita e l’educazione dei bambini. E devono essere valutati per questo, non per il numero di partite che vincono o per il gioco organizzato che propongono a squadre di Piccoli Amici o Pulcini. Siamo nell’età dell’egocentrismo, insegniamo loro a dribblare, a gestire il loro corpo, a coordinarsi nel modo migliore possibile, non a giocate “schematiche” che possono aiutare a vincere o a sembrare più “grandi”. “Lavoriamo” sul singolo, non sulla squadra.

Non dimentichiamo neanche che... far progredire i bambini è un lavoro paziente, a lungo termine che deve coinvolgere sia i piccoli più “dotati” sia quelli che magari lo diventeranno in futuro. Oppure che non lo saranno mai, ma che avranno imparato il valore sociale e salutistico dello sport. Perché, non dimentichiamo che... , “uno su mille ce la fa” a diventare professionista (in realtà la percentuale è ancora più bassa) e che il percorso per riuscirci è davvero lungo. Quindi, che il calcio sia un “mezzo” per crescere e non un “obiettivo” da raggiungere!

Non dimentichiamo che... infine, società e genitori devono “remare” dalla stessa parte: le prime devono curare il percorso di formazione, stabilendo i corretti obiettivi e utilizzando la giusta comunicazione. Casi come quello accaduto poco più di un mese fa con un bambino “scartato” con una lettera deve farci riflettere: non ci rapportiamo con un adulto professionista, ma con un bimbo che desidera, in fin dei conti, giocare. I secondi devono sapere che il loro piccolo difficilmente sarà il nuovo Messi. Così facendo, si creano aspettative incredibili che si trasformeranno in delusioni ancora più grandi.

Detto ciò, che mi sembrava doveroso per iniziare coi giusti propositi l’annata, ecco cosa troverete su questo numero: lo speciale dedicato appunto all’attività di base, la seconda e ultima puntata di quello sul nostro Master 2016, con la sintesi delle relazioni di Fabrizio Castori, Stefano Sottili, Fabio Celestini, Marco Fioretto (Chievo), Matteo Cioffi (Fiorentina) e Antonello Mattei (Roma). Senza dimenticare... le interviste a Luciano Spalletti, mister della Roma, e Gabriele Gravina, numero uno della LegaPro. Quindi, buon inizio stagione a tutti!

Poco più di venti giorni e la stagione della Serie A riapre i battenti. Tutti a caccia della Juventus, vincitrice degli ultimi cinque scudetti, che a sua volta cercherà di conquistare un record assoluto: il sesto titolo consecutivo. Si apre, quindi, un nuovo capitolo, un nuovo anno in cui vedremo anche una nuova Nazionale, con Giampiero Venturain qualità di selezionatore. Un tecnico di grandissima esperienza e cultura calcistica, che viene dalla “gavetta” e inseguirà la qualificazione al Mondiale in Russia. A lui e a tutto il suo staff, il più caloroso “in bocca al lupo” per questa avventura.

Le prestazioni e i risultati della Nazionale maggiore sono sempre un importante traino per tutto il movimento calcistico. Un movimento calcistico fatto sì da giocatori e allenatori, ma anche da dirigenti e società: dico questo perché, dietro a ogni successo, c’è il lavoro prezioso della cosiddetta squadra invisibile. Per questo motivo, il nostro Cesare Barbieri ha intervistato Giovanni Carnevali, direttore generale e amministratore delegato del Sassuolo, club che in 10 anni – con organizzazione, attenzione e competenza – è passato dall’allora Serie C2 alla conquista dell’Europa. E auguriamo un cammino simile, dandogli il benvenuto nella massima serie, al neopromosso Crotone.

Detto questo, consentitemi un cenno al grandissimo successo riscosso dai nostri Master 2016, che si sono svolti al Museo del Calcio di Coverciano. Sono stati due week end da “tutto esaurito”, con partecipanti attenti e curiosi e relatori di sicuro livello sia per quanto riguarda il settore giovanile sia per gli adulti. Quest’ultimi si sono calati con umiltà nella nostra realtà mettendosi a disposizione e confrontandosi con tutti i corsisti. Un ringraziamento a loro, a tutto lo staff de’ Il Nuovo Calcio, che ha permesso la buona riuscita dell’evento, e all’entusiasmo dei 350 lettori intervenuti. A tal proposito, su questo e sul prossimo numero, vi sarà una sintesi delle relazioni avvenute a Coverciano, con le esercitazioni mostrate sul campo.

In questo numero della rivista, che – per cercare di essere sempre più completa e approfondita – presenta 16 pagine in più, oltre allo speciale sul Master, troverete un approfondimento sul precampionato. Infatti, dopo aver indicato le linee guida per la pianificazione del periodo nello scorso mese, in questo vi saranno articoli che vi permetteranno di “mettere” a punto ancora qualche particolare. Perché il raduno è ormai dietro l’angolo e la prima quindicina di agosto si presta bene all’aggiornamento e allo studio di questi dettagli che possono fare la differenza. Inoltre, per essere al top per la nuova stagione, anche allenatori, preparatori, dirigenti devono… mantenersi in forma, come ci suggerirà Elena Casiraghicon una serie di consigli adatti a chiunque per “allenare” fisico e mente.

Magazine in Edicola