Il calcio è fermo e non poteva essere altrimenti. La situazione dovuta al coronavirus sta paralizzando tutta Italia, chiedendoci di modificare abitudini, lavoro, rapporti umani e opportunità di svago. In questo momento, poco importa se i nostri bambini / ragazzi vedono drasticamente diminuite le occasioni di movimento o se gli adulti dilettanti devono rinunciare al piacere di un allenamento con i compagni e a scendere in campo per il classico incontro domenicale. La salvaguardia della salute deve essere prioritaria. Lo sport è fermo fino al 3 aprile, ma ci potrebbero essere i presupposti per uno stop più lungo. Lo so, non piace a nessuno, ma…ci sono delle regole dettate dal nostro governo che devono essere rispettate, a prescindere da quello che può pensare ciascuno di noi. Questo per dimostrare che l’italiano sa fare “gioco di squadra”, non solo sul campo. E sa uscire dalle più grandi difficoltà brillantemente! 

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In questi ultimi anni vi è stata un po’ di “confusione” sull’allenamento fisico del calciatore o su cosa poteva essere importante da questo punto di vista. Il modello prestativo ha preso sempre più piede nelle scelte metodologiche di allenatori e preparatori. Questo è avvenuto ed è stato possibile anche grazie alle nuove tecnologie, più accurate che mai, vedi i GPS. In poco tempo si è passati da quelli a 1 Hertz (poco precisi, il giocatore sembrava correre sul tetto dello stadio) a quelli attuali a 50 Hertz, che forniscono “numeri” molto attendibili e garantiscono un controllo real time della performance del calciatore. Senza dimenticare le video analisi con tanto di dati fisici. In alcuni casi, tutto questo ha portato a trascurare un altro modello fondamentale per la preparazione del calciatore, quello fisiologico. Il primo (prestativo) pone infatti l’attenzione sul carico esterno (km percorsi, distanze, accelerazioni, decelerazioni, cambi di direzione… e via dicendo), il secondo (fisiologico) su quello interno, ovvero quanto succede “dentro il corpo che si allena” (frequenza cardiaca, soglie di lavoro, produzione di lattato, carico neuro-muscolare…).

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In questo secondo numero dell’anno vi proponiamo il primo dei nostri consueti “speciali” di approfondimento sulle tematiche più attuali dell’allenamento calcistico. È dedicato ai bambini più piccoli che si avvicinano al calcio, parliamo di quelli dell’attività di base, e ai loro allenatori, che – per operare in questo settore – devono avere conoscenze e competenze di altissimo livello. Il tema è stato affrontato a 360°, incentrando l’attenzione prima sul movimento e sul gioco, poi sugli aspetti prettamente tecnici.

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Cari lettori, abbiamo voluto dedicare la prima uscita, copertina compresa, del 2020, quella della 30esima “stagione” della nostra rivista, al calcio femminile. Un movimento in grande espansione come lo dimostrano i numeri. Per citarne uno solo, le tesserate in Italia hanno avuto nel 2018 un incremento del 9% rispetto al 2017, aspetto che certifica un sempre maggior interesse e partecipazione.

La novità del 2020, poi, sarà l’avvento del professionismo delle calciatrici: a dicembre infatti la Commissione Bilancio al Senato ha approvato un emendamento che agevola società e federazione al passaggio a questo nuovo status. Oltre alla copertina, quattro sono gli articoli che entrano nei dettagli della situazione attuale: si va dai numeri significativi della World Cup all’intervista a un’icona del calcio femminile italiano, Carolina Morace, con due approfondimenti sull’attivazione pre-allenamento e sulla prevenzione degli infortuni. A tal proposito, ci tengo a sottolineare che il calcio femminile non deve essere paragonato al maschile come non avviene per le altre discipline sportive. Lo sport femminile deve essere visto, giudicato e apprezzato per quello che è, senza inutili confronti.

Con il nuovo anno abbiamo anche voluto una veste grafica più moderna per la nostra rivista perché i bei contenuti devono essere ben presentati: ringrazio quindi Edoardo Nava e l’ufficio grafico per le soluzioni ideate. Ma non abbiamo finito con le novità: prendendo liberamente spunto dalla “storica” frase di José Mourinho “Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio”, abbiamo preparato una rubrica nella quale sarà possibile leggere i contenuti più svariati, dalle interviste a personaggi fuori dal nostro mondo (in questo numero quella a Linus) al Best 5 (iniziamo con le cinque paure più frequenti), passando per tante altre curiosità.

Naturalmente la mission de Il Nuovo Calcio rimane invariata: ogni allenatore, di qualunque categoria, può trovare articoli di tecnica, tattica, allenamento, metodologia, preparazione fisica, psicologia… per giovani, bambini e adulti. Tutti scritti da autori di assoluta competenza e “nome”. Infine, anche nel 2020 si terrà il nostro ormai consueto convegno, in collaborazione con la rivista Scienza&Sport, sull’allenamento nel calcio: la data da appuntare sull’agenda è quella di sabato 28 marzo. Si svolgerà a Milano presso l’Hotel Sheraton (zona San Siro). Sul prossimo numero tutte le informazioni per iscriversi e i prestigiosi relatori.

Ferretto Ferretti

Editoriale

In quest’ultimo numero dell’anno abbiamo pensato di preparare un ricco speciale per chi lavora, con passione, amore e sacrificio, nelle categorie dilettantistiche, dalla Serie D alla Terza. Tecnici che sottraggono, in molti casi, il loro tempo alla propria attività o ai propri cari per allenare in strutture non sempre ottimali, il più delle volte nel tardo pomeriggio oppure – molto frequentemente – col buio della sera. Senza dimenticare la partita settimanale di domenica, giornata tradizionalmente dedicata alla famiglia. Cosa li spinge? Sicuramente quei tre termini che abbiamo scritto in “grassetto”, insieme ai sentimenti che provano per lo sport che avranno praticato da giovani o di cui sono da sempre innamorati. Per loro, per il nostro “zoccolo duro” di lettori che ci segue mensilmente ed è cresciuto con noi tenendosi costantemente aggiornato, abbiamo pensato un significativo approfondimento, che mira a chiarire tutti i concetti – gestionali, tecnico-tattici, fisici… – correlati all’attività di allenatore. Abbiamo raccolto il parere di diversi tecnici / preparatori con un passato o un presente nei dilettanti, i quali ci hanno fornito le loro considerazioni. Tre mister (coadiuvati dallo staff), poi, hanno preparato tre differenti settimane abbastanza usuali in questo mondo, che prevedono 4, 3 e 2 sedute oltre alla partita domenicale. Il tutto con esercitazioni e spunti operativi. Infine, i consigli nutrizionali di Elena Casiraghi (a proposito, non perdete il suo libro sull’argomento) e quelli da “007” di Alessandro Zauli, che illustra la convenienza di studiare pure nei dilettanti gli avversari.

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“È scarso. Fuori dalla squadra a 8 anni”. Approfitto di questo titolo apparso su un giornale di larga tiratura e rimbalzato sui social per una riflessione sull’argomento, che non vuole giudicare né l’operato del club né il giustizialismo mediatico da parte di molti. Una decisione del genere certamente fa pensare perché il protagonista è un bimbo molto piccolo, nel testo si dice del 2011, quindi della categoria Primi Calci. E fare selezione a questa età, oltre a trascurare gli aspetti socio-educativi e pedagogici, presenta un’alta possibilità di errore nelle valutazioni considerando la logica prospettiva a lungo termine. Certo, ogni società ha il diritto di definire la propria mission e gli obiettivi che vuole perseguire, che possono includere pure una selezione così anticipata.

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Approfondire significa andare nel “profondo” delle cose. Vuol dire cercare di capire il “nocciolo” della questione in modo da allargare le proprie conoscenze ed essere, di conseguenza, più competenti. E questa è sempre stata una delle “missioni” della nostra rivista, portata avanti con gli articoli su queste pagine, con i libri, con gli incontri di aggiornamento. Per lavorare al meglio è poi importante comprendere i temi più dibattuti del momento, quelli che necessitano di essere “indagati” perché – per varie motivazioni – possono essere circondati da un po’ di confusione. E uno degli argomenti che in questo periodo si presta è quello collegato all’allenamento fisico del calciatore, cui abbiamo dedicato diverse pagine in questo numero. Infatti, ultimamente, è stata messa da parte la fisiologia del training – che è inequivocabile e ricca di certezze – per rincorrere le mode del momento, copiando acriticamente i top club: parliamo dell’allenamento esclusivo con palla per stimolare tutte le qualità fisiche del giocatore. Se questo modo di operare può avere anche una logica ad alto livello per diverse motivazioni, nei dilettanti non può essere così: la corsa e il lavoro a secco sono assolutamente efficaci e non devono essere cancellati dalle sedute. Per entrare nei dettagli e nei perché di tale affermazione, oltre a un articolo che ho scritto in prima persona, abbiamo intervistato undici preparatori di altissimo livello che hanno analizzato la situazione, mentre Ermanno Rampinini ha chiarito “cosa dice la scienza” in merito. Si deve fare un passo indietro (o avanti?) per fare realmente il bene di chi alleniamo. A tal proposito, gli estremismi – come ho sempre sostenuto – devono essere presi con le “pinze”. Cosa che mi confermano anche diversi allenatori durante incontri o colloqui: l’integrazione con proposte senza palla è assolutamente positiva.

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Settembre è il mese in cui riaprono i battenti gli istituti scolastici, di ogni genere e tipo, e in particolare una scuola che piace parecchio ai bambini più piccoli: quella di calcio. Una scuola anche di “movimento”, che purtroppo non dovrebbe mai chiudere per la “pausa estiva”. Infatti, per i piccoli dai 5 ai 12 anni, i due allenamenti canonici rappresentano le uniche occasioni di muoversi nel corso della settimana. E sono troppo poche. I dati dell’OMS certificano questo: dai 6 agli 11 anni i bimbi praticano in forma insufficiente l’attività fisica. Questo porta a diverse problematiche, una su tutte il sovrappeso, con le conseguenze del caso. Stiamo attenti: i bambini italiani sono tra i più grassi d’Europa. L’Italia infatti ha il maggior tasso di obesità infantile: il 42% dei maschi e il 38% delle bambine sono obesi o in sovrappeso. Un dato allarmante, che il movimento – corretto e ben pianificato – insieme alle giuste abitudini alimentari possono contrastare. Ecco perché l’istruttore deve essere assolutamente preparato, consapevole del proprio ruolo da questo punto di vista, in modo da far passare messaggi virtuosi (anche con l’esempio personale) sull’argomento.

Detto questo, torniamo al numero: diversi esperti di attività giovanile hanno proposto consigli ed esercitazioni per Piccoli Amici, Primi Calci, Pulcini ed Esordienti, oltre a un ricco eserciziario utile a tutti. L’indicazione di massima è sempre la stessa: leggete, documentatevi, cercate di comprendere le criticità e fate propri i vari esercizi prima di sperimentarli coi piccoli.

Per tutti coloro, poi, che vogliono fare un importante passo avanti metodologico nell’insegnamento della tecnica abbiamo organizzato, come Il Nuovo Calcio, nell’ambito delle nuove iniziative Masterclass, un workshop da non perdere: a ottobre Ivan Zauli, noto maestro di tecnica individuale, sarà il nostro docente d’eccezione e “insegnerà” a tutti i partecipanti sul campo come “insegnare” i fondamentali calcistici ai propri calciatori. Si terrà a Milano sabato 19 e domenica 20 e sarà a numero chiuso (per maggiori informazioni andate a pagina 14).

Prima di concludere questo editoriale e di augurare ai tecnici dell’attività di base un “buon lavoro”, lasciatemi fare una menzione a tutte le relazioni, o meglio gli articoli tratti dagli interventi in aula e sul campo dei nostri Master di Settore Giovanile e Prime Squadre. Sono davvero di spessore e alcuni di questi rappresentano un punto di partenza personale e metodologico che qualsiasi allenatore deve fare proprio: a partire dalla storia del pastore Mario raccontata da Silvio Baldini.

La copertina è chiaramente estiva, parla di spiaggia, di sabbia, di mare… e di calcio! Perché le ultime idee per pianificare al meglio la stagione, quelle intuizioni che possono fare la differenza, oppure l’aggiornamento last minute possono trovare spazio anche… sotto l’ombrellone. Non fermiamoci mai, non stacchiamo la spina completamente, teniamoci sempre qualche momento di riflessione sullo sport che tanto amiamo.

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È passato poco più di un mese dalla conclusione di tutti i campionati ed eccoci pronti a pianificare la nuova stagione, una nuova avventura che ci vedrà protagonisti per i prossimi 10 mesi. E la programmazione, o meglio i primi pensieri sull’annata alle porte, sono proprio l’obiettivo di questo periodo dell’anno. Per stimolare le varie riflessioni sull’argomento, per dare degli spunti operativi, per fornire “materiale” da campo abbiamo preparato la “nostra” preparazione per le prime squadre: più di 60 pagine sul precampionato per i dilettanti.

Certo, siamo consapevoli che sia un “piano di lavoro teorico”, infatti vuole essere unicamente un “canovaccio”, una traccia, un’idea, una sollecitazione affinché ogni allenatore strutturi il proprio programma di allenamenti. Le attenzioni da avere sono numerose e ve le ho elencate nell’articolo d’apertura che ho scritto in prima persona, ma il caposaldo è uno solo: non basta lavorare in questo periodo per vivere di rendita tutto l’anno.

Cosa vi abbiamo consigliato? Innanzitutto le tabelle, che sono una sorta di linea guida su ciò che bisogna fare. È importante, poi, che ognuno le adatti alle proprie esigenze. I nostri autori hanno incentrato l’attenzione su: fase di possesso, di non possesso, palle inattive, test, capacità metaboliche, di forza, di rapidità, small-sided games e alimentazione. Due approfondimenti anche per chi allena i portieri e nel calcio femminile. C’è veramente tutto!

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7 giugno ore 21.00, Parco dei Principi (Parigi), Francia - Corea del Sud; 16 giugno ore 18.30, Mapei Stadium (Reggio Emilia), Polonia - Belgio. Questi i due match inaugurali dei Mondiali femminili e degli Europei under 21, che ci vedranno protagonisti a giugno, un mese tutto azzurro! Nel primo caso torniamo a partecipare a un Mondiale dopo 20 anni, a dimostrazione della crescita e dei progressi del movimento femminile nel nostro paese. Il campionato è stato sicuramente avvincente, tre squadre che fino all’ultima giornata hanno lottato per lo scudetto, con la Juventus di Rita Guarino che, sul filo di lana, ha avuto la meglio sulla Fiorentina e sul Milan, oltre a conquistare la Coppa Italia. E dall’anno prossimo il torneo sarà ancora più competitivo con l’arrivo dell’Inter, che ha dominato la Serie B, ottenendo una meritata promozione. Ora, però spetta alla Nazionale guidata da Milena Bertolini (la sua intervista a pagina 6) il compito di ben figurare alla rassegna iridata. L’esordio sarà domenica 9 giugno contro la temibile Australia. Forza ragazze!

Poco più di una settimana dopo, partiranno gli Europei under 21, che abbiamo vinto per ben 5 volte nella storia. Per la prima volta saremo il paese ospitante: gli azzurri di Gigi Di Biagio esordiranno a Bologna alle 21.00 del 16 giugno contro una delle favorite, la Spagna. E il nostro girone è di tutto rispetto, oltre alle furie rosse, il Belgio e la Polonia. Forza ragazzi!
Per colorare ancora di più di azzurro questi trenta giorni, vi saranno anche due incontri di qualificazione per l’Europeo della Nazionale maggiore: il primo contro la Grecia (8 giugno, Atene), nel secondo sarà la Bosnia il nostro avversario (11 giugno, Torino).

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Ve ne renderete conto leggendo la rivista: non abbiamo fatto nessun riferimento a quanto successo nei massimi campionati maschile e femminile, nemmeno sui risultati delle italiane in Europa. È stata una scelta forzata, dettata dalla tempistica di lavorazione, non certo per scarsa considerazione nei confronti di chi ha terminato la stagione vincendo o raggiungendo gli obiettivi prefissati. Comunque, il nostro non è un giornale di stretta attualità, ma un mensile che vuole fare “cultura calcistica”. Ecco quindi che abbiamo confezionato, forse ancor più che il solito, un numero ricco di articoli per tutti coloro che scendono in campo come tecnici, preparatori e allenatori dei portieri, nelle varie categorie, dall’attività di base agli adulti.

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È la prima cosa che mi sento di dire a conclusione del Quarto Convegno organizzato in collaborazione con Scienza&Sport, che ha visto la partecipazione di più di 350 persone tra allenatori, preparatori, studenti e appassionati. A loro, quindi, i miei ringraziamenti più sentiti. E lo stesso vale per i relatori e tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita di quest’evento, che da quattro anni a questa parte è sempre molto seguito. Un’iniziativa nata in memoria di Enrico Arcelli, il padre di tutti noi preparatori, figura che è stata ricordata dagli amici Roberto Sassi e Giampietro Alberti. Di assoluto livello il “parco relatori”, che spaziava dal moderatore Ermanno Rampinini, a Vincenzo Pincolini, Agostino Tibaudi, Italo Sannicandro, Giacomo Cofano, Mirko Marcolini, Luca Alimonta, Daniele Cenci e Alessandro Giacosa. Insieme a loro, è intervenuto – per portare la sua esperienza da giocatore e allenatore – anche un Campione del Mondo quale Massimo Oddo. In realtà, i Campioni del Mondo in aula erano due: infatti, si è presentato a sorpresa Pippo Inzaghi, venuto ad ascoltare gli interventi dei vari protagonisti. A pagina 18 troverete l’articolo dedicato all’evento, con una sintesi di quanto detto, mentre su Scienza&Sport in uscita ad aprile le relazioni complete.

In questo numero, poi, vi è un importante approfondimento sull’allenamento dei portieri, 14 pagine tutte da leggere per capire qual è stata l’evoluzione del ruolo. Nel primo articolo, Gaetano Petrelli analizza i comportamenti dei numeri uno all’ultimo Mondiale in Russia, da cui si ricava come siano cambiate le azioni principali tipiche dell’estremo difensore. Pertanto, anche l’allenamento deve necessariamente adattarsi alle nuove esigenze; tra tutte, la più eclatante, il maggior utilizzo nella stragrande maggioranza dei casi dei piedi più che delle mani. Seguono gli articoli di Mauro Marchisio, che pone l’accento sui giovani, e di Lello Senatore, il quale propone una serie di esercitazioni per tutti.

Due flash prima di chiudere: non perdete il libro, il 17esimo della collana Gli indispensabili, scritto da Italo Sannicandro e Giacomo Cofano, dal titolo Small-Sided Games 2. Un testo completamente diverso dal precedente, che approfondisce nuove tematiche e suggerisce nuovi esercizi. Inoltre, dal 15 di questo mese apriranno le iscrizioni al 25esimo Master per Giovani e Prime Squadre, che anche quest’anno si terrà a Coverciano gli ultimi due week-end di giugno: seguiteci sul nostro sito e sui social per scoprire chi saranno i relatori.

Dopo l’approfondimento dedicato all’attività di base dello scorso numero, abbiamo pensato di ripetere un’iniziativa che ha riscosso un notevole interesse in voi lettori, ovvero una serie di esercitazioni studiate per chi allena gli adulti. Negli ultimi 5 anni è la terza volta che vi proponiamo un’idea del genere, la prima nel 2014 e ha coinvolto tecnici quali Rino Gattuso, Diego Lopez, Roberto Stellone, Renzo Ulivieri e Stefano Vecchi come autori degli esercizi; la seconda ha visto protagonisti tra gli altri Cristian Brocchi, Cristian Bucchi, Antonio Cincotta, Alessandro Dal Canto e Stefano Sottili. Era il 2016. In questo mese invece hanno scritto per voi in rigoroso ordine alfabetico Roberto Boscaglia, Fabio Celestini, Aimo Diana, Agenore Maurizi, Massimo Pavanel, William Viali, Sergio Volpi e Paolo Zanetti. Si tratta di proposte pratiche per i diversi temi di allenamento, dai riscaldamenti alla costruzione dal basso, dalle transizioni alla riaggressione a palla persa, da cui ogni tecnico può prendere spunto per crearne di nuove e adattarle alla realtà in cui lavora.

Oltre a questo speciale, sempre per gli adulti sottolineo due articoli di allenamento fisico, riferiti al miglioramento delle qualità aerobiche, con e senza palla, e alla prevenzione per il distretto degli hamstring, cui seguirà l’ormai consueto video visibile sul nostro sito e sui social. Il tutto a cura di Simone Lorieri.

Nel mese di marzo c’è anche un appuntamento da non perdere: sabato 16, infatti, dalle ore 9.00 presso l’Hotel Melià di Milano, si terrà il quarto Convegno organizzato dalla rivista Scienza&Sport in collaborazione con Il Nuovo Calcio. Il titolo è “L’allenamento metabolico nel calcio. Dalla corsa continua agli small-sided games”, un argomento tra i più sentiti a qualsiasi livello, dai professionisti ai dilettanti, dagli adulti ai giovani. A pagina 12 tutte le informazioni per partecipare. Affrettatevi, ad oggi ci sono ancora alcuni posti disponibili. In occasione di questo evento, sarà presentato anche l’Indispensabile numero 17, curato da Italo Sannicandro e Giacomo Cofano: il libro, Small-sided Games 2, è la logica continuazione del primo testo edito nel 2015. Evidenzierà tutte le novità emerse in questo periodo sull’argomento, presentando oltre 80 proposte pratiche di pronto utilizzo.

Un numero, il 313 de Il Nuovo Calcio, dedicato principalmente a coloro che lavorano nel settore giovanile. Infatti, abbiamo preparato un importante approfondimento di quasi 50 pagine incentrato su argomenti che comprendono tutte le categorie del vivaio. Per fare questo, abbiamo coinvolto gli autori dei nostri libri “Indispensabili” – collana che nel corso di questi anni ha riscosso un notevole successo – i quali si sono occupati di temi legati ai ragazzi. Quindici esperti sono entrati nei dettagli della metodologia di allenamento partendo dalle prime annate fino ad arrivare agli Allievi, con due focus su comunicazione e portieri. Sono stati toccati argomenti come i neuroni specchio, l’allenamento fisico, l’importanza dell’apprendimento tramite il gioco, il mestiere di allenatore e tanto altro. Numerose esercitazioni di diversa tipologia arricchiscono e completano il lavoro. Insomma, uno speciale utile a tutti gli addetti ai lavori di questo variegato e ampio universo. Infatti, l’obiettivo della nostra rivista è quello di stimolare l’aggiornamento, la voglia di mettersi ancora in discussione perché la formazione dell’allenatore non termina con il conseguimento del tanto agognato patentino. Non abbiamo la pretesa o la presunzione di essere esaustivi su tutto e soprattutto di avere la verità in tasca, crediamo però che la formazione di un tecnico non debba mai fermarsi e passi anche dal confronto con idee differenti dalle proprie. Queste pagine quindi vogliono essere uno stimolo a “scendere in campo” continuamente perché “ogni differenza è informazione”. E formazione!

In questo numero, poi, non può passare inosservata l’intervista a Gabriele Gravina, il neo-eletto - quasi all’unanimità- presidente federale, che parla a 360° del nuovo corso della FIGC, ponendo anche l’attenzione sui giovani e sulla loro formazione, auspicandosi che “Il talento si trasformi in campione” e non venga disperso.

Infine, vi ricordo che lo scorso 15 gennaio si sono aperte le iscrizioni al quarto convegno di Scienza&Sport (in collaborazione con Il Nuovo Calcio) dal titolo “L’allenamento metabolico nel calcio. Dalla corsa continua agli SSG”. Si terrà sabato 16 marzo a Milano. Interverranno preparatori atletici di riconosciute competenze, un giovane tecnico Campione del Mondo da giocatore e sarà presentato il 17esimo Indispensabile “Small-Sided Games 2”. Per tutte le informazioni correte a pagina 12.

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