La Juve e suoi campioni

La Juve e suoi campioni

Tre gol all’Atalanta dopo una partita sofferta, perché quella di Gasperini è una squadra che ti aggredisce, non ti lascia respirare e ti obbliga a commettere errori tecnici.

Una vittoria arrivata dopo 70’ di sofferenza, 70’ nei quali non si è vista la vera Juventus. O meglio, si è vista la squadra che spesso pare sonnecchiare in attesa di azzannare e di chiudere i conti. Insomma, la Juve che abbiamo visto spesso in questa fase di campionato, che non è più all’inizio. La squadra di Sarri sembra giocare al gatto con il topo, contro chiunque capiti a tiro. Perché i numeri sono straordinari: 13 partite, 11 vittorie, 2 pareggi.

La domanda che si pongono i tifosi, però, è semplice: perché spesso questa Juventus interpreta la gara come quando in panchina c’era Massimiliano Allegri, perché non gioca come il Napoli di Sarri? La risposta non sembra essere facile, perché tutti siamo in attesa di vedere una squadra che domini e diverta per 90’ e più minuti. Perché il potenziale c’è, perché la panchina è così ricca che il termine “stanchezza” è stato bandito. Perché CR7 è un campione, ma Dybala in assenza del portoghese è semplicemente strepitoso e Higuain, una volta riabbracciato Sarri, è tornato a essere letale.

Non pensiamo neppure minimamente che ci sia indolenza o sufficienza, perché Sarri è stato chiamato per costruire una squadra che diverta, perché il vincere sembra non bastare più.

Atalanta-Juventus 1-3, dopo 70’ di sofferenza con 20’ finali che avrebbero schiacciato chiunque, fa capire quale sia la forza dei bianconeri, perché una partita con l’Atalanta spesso ha l’intensità di una sfida di Champions. Dove dagli ottavi serviranno i 90’ che i tifosi si augurano da tempo.

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