È TEMPO DI...SERIE A - Il Divorzio

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Lo avevamo scritto all’indomani di Cardiff: Leonardo Bonucci lascerà la Juventus. Dal punto di vista tattico non sarà una partenza indolore, ma se i dirigenti bianconeri hanno deciso di lasciarlo andare per una cifra molto inferiore a quella che aveva offerto lo scorso anno il City un motivo (serio) deve pur esserci.

La lite con Allegri durante la scontata partita con il Palermo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso in pubblico. Come la punizione “riparatrice” di Oporto, quando Bonucci anziché presentarsi in calzoncini e maglietta si accomodò in tribuna in giacca e cravatta.

La pace siglata in nome della Champions ha resistito fino alla finale, della quale, poco alla volta, emergono episodi che motivano la sconfitta con il Real.

Leonardo Bonucci, che probabilmente smussando qualche angolo del carattere diventerà un ottimo allenatore, per il momento è solo un calciatore e deve rimanere al suo posto: non deve consigliare, non deve apostrofare i compagni, ma deve ascoltare chi prende le decisioni. E, se l’allenatore sbaglia, la valutazione è compito della dirigenza.

La presenza di Bonucci, tutto di un tratto, è diventata scomoda. Sotto la cenere, avranno valutato Marotta e Paratici, c’era ancora un fuoco ben vivo. E allora inutile rischiare un incidente diplomatico durante l’anno, condito da una nuova gogna in stile Oporto. Quindi la valutazione: meglio la cassa, cioè vendere a Chelsea, City o Real rivali di Champions oppure meglio pensare alla “Coppa dalle grandi orecchie” non rinforzare inglesi e spagnoli e vendere per qualche milione in meno a una (presunta) rivale per lo scudetto?

La scelta è stata fin troppo facile. Così Bonucci la terza maglia a strisce della sua carriera. Giocherà nel Milan. Mentre la Juventus ha già Kiev nel mirino!