Tecnica e tattica

  • Come sviluppare questa abilità nelle categorie dell’attività di base, proponendo esercitazioni sempre diverse, stimolando continuamente i ragazzi evitando momenti di noia e appiattimento. Marco Mingardi e Alberto Massera hanno sottolineato l’importanza di inserire in maniera didattica le proposte, partendo da un dominio di tipo statico sino ad arrivare a uno dinamico. Inoltre, è fondamentale il coinvolgimento di pochi giocatori sia per una miglior qualità delle correzioni da parte del mister, sia per aumentare il numero delle esecuzioni. Infine, diverse proposte pratiche inserite in maniera graduale, con una difficoltà crescente.

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  • Un metodo di lavoro che prevede, in una fase della seduta, spesso quella iniziale, di passare in continuazione da un esercizio tecnico a uno applicato, ad esempio un possesso. Quest’ultimo può essere finalizzato ai concetti sviluppati in assenza di avversari.

    Nel percorso che deve compiere un ragazzo all’intero di un settore giovanile, la categoria Esordienti rappresenta un passaggio molto importante per il consolidamento dei concetti base del calcio. Concetti che ormai sono sempre più legati alle interazioni tra giocatori. E per operare in maniera efficace da questo punto di vista, i “fondamentali” dello smarcamento e della trasmissione della palla sono determinanti. Per agire con cognizione di causa su tali “gestualità”, innanzi tutto è doveroso considerare ciò che hanno svolto e appreso i ragazzi negli anni precedenti. Poi, è indispensabile scegliere la metodologia migliore per l’insegnamento e lo sviluppo dei principi inerenti al possesso della palla.

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  • Michele Tossani ci porta alla scoperta di una delle ultime novità riguardo la tattica collettiva, il juego de posicion, che fa degli half-spaces uno dei suoi punti di forza.

  • Il mese di agosto è quello giusto per incominciare a riflettere su ciò che si può proporre nel periodo iniziale della stagione: da qui parte lo scritto di Luca Bignami, incentrato sull’importanza del tecnico di prepararsi al meglio in vista della stagione alle porte. Gli obiettivi da ricercare con tale categoria e diverse proposte pratiche da trasferire dal taccuino al campo.

  • L’organizzazione dell’inizio stagione dal punto di vista prettamente calcistico: questo il contenuto dello scritto di Alessandro Recenti. La prima operazione da compiere è quella dell’analisi della rosa a disposizione e l’individuazione del proprio modello di gioco e princìpi da trasmettere al gruppo. Facendo questo, si potrà andare a lavorare con esercitazioni che ricalcano le idee del tecnico e mirano a trasmettere ai giocatori i princìpi, in relazione alle quattro fasi di gioco: offensiva e difensiva, transizione offensiva e difensiva. In base a questi diversi momenti di gare, vengono proposte diverse esercitazioni pratiche, da modulare in base al modello di gioco deciso dal tecnico.

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  • La Sampdoria di Marco Giampaolo ha avuto un importante inizio di stagione contraddistinto da un gioco piacevole, da risultati positivi e da soluzioni tattiche interessanti.

    Prima di addentrarci nell’analisi tattica della Sampdoria, vorrei sottolineare nuovamente un concetto espresso più volte nel corso di questi anni di collaborazione con Il Nuovo Calcio: spesso, anzi quasi sempre, i successi di una squadra partono da un progetto societario importante. Ed è quello che è accaduto al club blucerchiato. Nella stagione scorsa sono state poste le basi, valorizzando alcuni talenti “ceduti” poi sul mercato a cifre importanti. Cifre reinvestite successivamente in nuovi prospetti o in giocatori di qualità che avevano bisogno di una seconda chance. Gli uomini dell’area tecnica, coordinata da Daniele Pradè, con Carlo Osti come direttore sportivo e Carlo Pecini, capo scouting che conosco dai tempi della Fiorentina, si sono dati da fare sul mercato, ma soprattutto sono andati alla caccia – grazie anche alle competenze di quest’ultimo – a talenti in giro per il mondo.

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  • Il tempo passa, gli stili di vita dei ragazzi cambiano ed è inevitabile che il calcio ne subisca le conseguenze. Come la tecnica. Per questo gli allenatori devono avere una marcia in più per insegnare le varie gestualità stimolando sia la ripetizione sia la libertà di espressione e la fantasia.

  • L’utilità di allenare le gestualità tecniche anche nelle prime squadre. L’importanza di ricreare contesti simili a quelli della partita.

    La tecnica di base si migliora a qualsiasi età. Chi non ha mai sentito questa frase, che nasconde un’assoluta verità: lavorare sulle gestualità calcistiche, con costanza e abnegazione, porta comunque a dei miglioramenti.

  • La gestione sopraffina del pallone rappresenta un indubbio vantaggio per il giocatore di qualsiasi livello. I vantaggi di agire in tale direzione fin da piccoli e la progressione di attività.

    Le migliori prestazioni e le vittorie delle più grandi squadre di tutti i tempi non sono esclusivamente dovute al loro collettivo, alla preparazione atletica e neppure a una buona impostazione tattica. Sempre più spesso la differenza viene fatta dalla “classe” e dalla qualità tecnica dei singoli. Un esempio tangibile è il Real Madrid guidato da Zidane, vincitore di tre Champions League consecutive nelle ultime tre annate, un undici ricco di talento. Ma cos’è il talento?

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