speciali precampionato

  • Nel periodo di inizio stagione, ma non solo, è doveroso insistere sulle conclusioni a rete, in area di rigore e fuori dalla stessa, per stimolare i propri calciatori in questa situazione. Che presenta diversi aspetti da tenere in considerazione. Le esercitazioni per migliorare.

    L'atto finale del gioco del calcio è sicuramente il gol. Ecco perché quando si parla di una rete, si utilizza spesso il termine finalizzazione; questa è di solito il gesto conclusivo di un'azione. Si tratta di un’abilità tecnica individuale che coinvolge molteplici aree. Ha infatti dimensioni:
    • tecnico-motorie, determinate dalla qualità di esecuzione del gesto stesso e dal livello di coordinazione raggiunto;
    • psicologiche, correlate al poco tempo per decidere, alla percezione del rischio, al coraggio, alla paura dell'errore;
    • cognitive-percettive, in relazione alla capacità di presa di decisione, di risoluzione immediata del problema e di analisi dei dati provenienti dall'ambiente esterno.

    Allenare il tiro in porta, quindi, significa controllare queste variabili per creare sedute coerenti, funzionali ed efficaci.

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  • Come tutti gli anni, in questo periodo, la maggior parte degli allenatori sta pensando alla programmazione della preparazione precampionato. Molti sono alla ricerca di tabelle, spesso preconfezionate da utilizzare con la propria squadra. Altri sono pronti a rivoluzionare quanto hanno proposto appena 12 mesi prima, convinti che ogni anno la fase iniziare deve essere diversa. Ma è davvero così? Conviene chiarire fin da subito come agire.

    - Prima di tutto gli aspetti fisiologici che determinano la prestazione e i princìpi che permettono di migliorare le qualità fisiche sono noti e definiti dalla scienza, non possono cambiare di anno in anno. Ciò che invece può variare sono i mezzi che ogni allenatore propone per raggiungere gli obiettivi prefissati. L’arrivo è lo stesso, le strade che si possono percorrere sono tra le più disparate.

    - Per la preparazione, quindi, anche per i motivi appena indicati, non conviene (a parità di categoria, di settore giovanile o di adulti) stravolgere ogni anno quello che si è proposto la stagione precedente. Si possono fare degli aggiustamenti, utilizzare esercitazioni differenti, perfezionando sempre più il proprio lavoro, ma i concetti dettati dal modello prestativo rimangono tali.

    - La metodologia dell’allenatore, ovvero il suo modo di porsi sul campo, di relazionarsi coi giocatori, di trasmettere le competenze, di scegliere soluzioni tattiche, può modificarsi, perché il sapere è sempre in evoluzione e il buon allenatore deve continuare ad aggiornarsi. Ma, anche in questo caso, le differenze devono essere minime. Si tratta di limare i particolari.

    - Per tutti questi motivi non abbiamo ritenuto opportuno rivoluzionare tutto ciò che è stato evidenziato negli anni passati. La linea guida è identica, le tabelle sono simili all’anno scorso e rimangono solamente uno spunto per riflettere in modo da costruire le proprie o una traccia da seguire. Abbiamo preparato articoli su argomenti specifici, sempre utili quali i test, il monitoraggio del carico interno, gli small-sided games, il lavoro coi giovani, i portieri, le donne, oltre alle indicazioni alimentari e dal punto di vista psicologico. E, per chi volesse approfondire ancor di più, vi suggeriamo i nostri due Indispensabili, La preparazione precampionato (a cura di Vanni Sartini, Fabrizio Borri e Ferretto Ferretti, il numero 3) e Il precampionato dei giovani(a cura di Andrea Millefanti, Athos Trecroci e Mattia Bianchi, il numero 8). Inoltre, non perdete il prossimo numero, con ulteriori articoli utili per il precampionato.

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  • La prossima stagione, per club professionistici, partirà tra pochi giorni, quella dei dilettanti tra circa un mese, in base alle categorie di appartenenza. Questo è il mese in cui allenatori e preparatori mettono a punto i lavori da proporre alla squadra in questo periodo, per arrivare pronti alla prima di campionato. Per questo abbiamo preparato questo speciale in cui si susseguono consigli di allenatori professionisti, esercitazioni tecnico-tattiche e fisiche, miste o a secco, proposte per i più piccoli, per i portieri e per chi lavora nel mondo del calcio femminile. Ogni articolo evidenzia elementi diversi, che vogliono essere spunti su cui ogni mister deve inserire le proprie abilità e conoscenze per cucire l’abito su misura alla propria squadra, sia essa di adulti o delle fasce del settore giovanile.

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  • L’organizzazione e i capisaldi per gestire nel modo migliore il periodo precampionato. Attenzione ai carichi, alle amichevoli e l’indicazione di usare esercitazioni “integrate”.

    La preparazione di una volta? Non esiste più! Voglio partire da questo concetto, per certi versi “forte” e “aggressivo”, per introdurre il discorso sul precampionato, l’argomento principale di questo numero estivo. Infatti, a luglio e agosto gli allenatori – dilettanti e professionisti – di tutte le categorie iniziano a pensare a come pianificare la nuova stagione.

    Anni fa la preparazione era vista come il momento fondamentale per la riuscita dell’intera stagione. Si era convinti che bisognava “mettere fieno in cascina” per garantire ai propri giocatori una condizione fisica ottimale di 10 mesi. Per fare questo, soprattutto per i professionisti, c’erano a disposizione anche 50 giorni prima dell’inizio del campionato. In tale periodo, la tendenza era quella di lavorare a “blocchi”: prima la parte aerobica per diversi giorni, poi si passava alla forza e solo successivamente alla velocità. Negli ultimi anni, invece, in particolar modo i top club hanno invertito la tendenza: si gioca molto di più (tournee, amichevoli di lusso e via dicendo) e ci si allena un po’ di meno. Una scelta che, se estremizzata, non sempre ha dei lati positivi: la carenza di allenamento, infatti, può essere la causa di una “perdita di condizione” nei mesi successivi. Nel mondo dilettantistico, invece, questo non avviene, anzi, il rischio è proprio l’opposto, ovvero quello di lavorare “troppo” durante il periodo preparatorio e poco in quello agonistico.

    Quale strategia adottare, quindi, per programmare al meglio il precampionato in ambito dilettantistico? Cosa è corretto fare e cosa non è più necessario? Quali sono i punti che l’allenatore deve per forza considerare per essere efficace?

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  • La formazione del gruppo squadra parte proprio dalla preparazione. Quali attenzioni devono avere allenatore e staff per agire al meglio in questa direzione.

    L'inizio della stagione agonistica, che coincide con la preparazione precampionato, è un momento di vita del gruppo ricco di attese, aspettative, voglia di riscatto e, in alcuni casi, vissuti emotivi negativi o positivi legati alla stagione precedente, che hanno bisogno ancora di tempo per essere metabolizzati. Per l’allenatore e lo staff può essere utile tener conto di questi aspetti proprio nel momento in cui si delineano le basi per il lavoro futuro.


    LE INFORMAZIONI
    L’approccio di partenza deve anche considerare se la maggior parte dei giocatori siano nuovi arrivi o se esiste una parte della squadra che ha già consolidato un certo modo di relazionarsi col mister e tra i giocatori. Lo stesso discorso vale se a essere “nuovi” sono proprio l’allenatore e lo staff. Qualsiasi sia la situazione, il primo passo è quello di raccogliere preventivamente ogni tipo d’informazione per capire il contesto, la storia e le risorse umane con cui si andrà a lavorare. “Non si tratta soltanto d’informazioni di ordine tecnico, ma di tutti quegli elementi storici, psicologici, culturali da cui dipenderà la com- patibilità o meno di ciascun giocatore nella squadra, nonché l’affinità valoriale della società alla quale il mister presterà la sua opera” (Accame, 2007).

    A queste informazioni pregresse vanno poi aggiunte – di volta in volta – le osservazioni dirette dei comportamenti, dei bisogni e delle abilità delle persone, per avere un quadro abbastanza completo e ag- giornato della situazione. Il confronto costante tra allenatore e staff consente di mettere insieme i diversi punti di vista, le differenti opinioni e di valutare in maniera più approfondita le persone con cui si deve lavorare in modo da poterle valorizzare al meglio.

     

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  • Programmare l’attività, valutare i giocatori, creare i presupposti per “fare gruppo” e stabilire gli obiettivi tecnico-tattici e fisici: questi i punti principali per non commettere errori nel periodo di preparazione coi giovani.

    Organizzare nel modo migliore la fase di inizio attività con Esordienti, Giovanissimi e Allievi significa gettare la basi per la futura stagione. Non parliamo certo di quelle fisiche o prestative come può essere per gli adulti, ma principalmente della formazione del gruppo, dell’insegnamento delle componenti tecnico-tattiche (che deve proseguire per tutta la stagione) e della conoscenza/valutazione dei vari membri della squadra. Il periodo ha una durata variabile secondo le categorie, le esigenze societarie, la disponibilità dei ragazzi. Indicativamente può durare dai 14 ai 28. Di seguito, 10 consigli per lavorare al meglio. 

    IL DECALOGO
    Il precampionato rappresenta il momento ideale per creare i presupposti necessari al miglioramento delle molteplici componenti della prestazione (tecnico-tattiche e fisico-atletiche). Il vantaggio principale della fase iniziale della stagione è rappresentato dalla maggior disponibilità di tempo. Attenzione, però, a rispettare una logica che tenga conto di una gradualità nella programmazione degli obiettivi stagionali.

    2 Conoscere i giocatori: ecco uno degli obiettivi principali di questa fase. Sarebbe utile arrivare al raduno avendo delle in- formazioni più o meno approfondite dei giocatori (in caso di nuovi elementi o di una nuova squadra): possono aiutare, ad esempio, una scheda tecnica stilata dal responsabile tecnico, la relazione del- l’allenatore precedente e un colloquio con i vari ragazzi e i genitori per centrare questo obiettivo, toccando tematiche anche non strettamente correlate al campo (situazione scolastica, alimentazione...).

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  • Le modalità e l’efficacia in termini di programmazione e valutazione di controllare il carico interno e il training load nel periodo di preparazione e durante la stagione.

    Quando abbiamo sentito parlare per la prima volta della possibilità di quantificare il carico interno nel calcio attraverso l’utilizzo della percezione dello sforzo (misurata con una delle scale di Borg) eravamo tutti, diciamo la verità, un po’ scettici. Ci sembrava effettivamente una modalità fin troppo semplice, anche se poi ci dimenticavamo che, quotidianamente, abbiamo sempre fatto alle nostre squadre domande tipo “Come vi sentite?”. Oppure…

    “L’allenamento è stato troppo intenso”, o ancora… “Le gambe giravano?”. L’esercizio fisico (allenamento) è come un farmaco, che ha una sua cosiddetta “finestra terapeutica”, cioè un intervallo di dose: sotto l’intervallo l’allenamento (farmaco) non ha alcun effetto, sopra l’intervallo risulta “tossico”. Quindi, volenti o nolenti, il miglioramento della performance sportiva passa attraverso la corretta organizzazione del carico di allenamento.

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  • Perché è determinante verificare la condizione di partenza del giocatore attraverso una batteria di test. Quali somministrare, come agire durante la stagione e i consigli per non commettere errori.

    Tra le numerose domande che si pone un allenatore o un preparatore prima di iniziare una nuova stagione, le più comuni sono: “Devo proporre dei test?”; “Se sì, quando?”; “E quali?”; “Quando sarebbe meglio ripeterli?”. In questo articolo cercheremo di risolvere alcuni dei dubbi più ricorrenti tra gli addetti ai lavori e dare indicazioni semplici e chiare per partire con il piede giusto.

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  • Una progressione didattica che permette durante il periodo d’inizio stagione di gettare le basi per organizzare la fase di non possesso.

    Tanti allenatori di prima squadra che lavorano nei dilettanti chiedono come sia possibile migliorare la didattica del modulo a zona in fase difensiva. Vediamo perciò come impostare la programmazione degli allenamenti per organizzare una squadra nel periodo preparatorio. Non è chiaramente semplice in un solo articolo illustrare tutto ciò che concerne l’argomento, ma cominciamo anche noi a porre le basi (cosa che tra l’altro si deve fare nel precampionato). Il vantaggio è quello di sfruttare un periodo di lavoro favorevole poiché si ha più tempo a disposizione. Ricordo, poi, che il 4-4-2 resta la base per tutti i sistemi che utilizzano il modulo a zona. In fase difensiva, consente un buon equilibrio e una copertura degli spazi ottimale, sia in ampiezza sia in profondità. Per comodità e sintesi utilizzeremo questa organizzazione, tuttavia, un lavoro per princìpi, a livello individuale e collettivo, permette di modificare il sistema adottato con facilità, per trovare equilibio ed efficacia, anche e soprattutto in riferimento delle caratteristiche dei giocatori in organico. Inoltre, nel calcio moderno non si può trattare un argomento di fase difensiva o offensiva se non si inseriscono anche i concetti che riguardano la transizione (positiva o negativa) e le coperture e/o marcature preventive (argomenti che accenneremo solamente in questo scritto).

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  • Le considerazioni e le analisi che deve fare un allenatore dal punto di vista prettamente calcistico per pianificare al meglio il periodo.

    Programmazione, valutazione delle caratteristiche degli uomini a disposizione, conoscenza degli stessi, preparazione del modello di gioco: questi alcuni punti importanti che l’allenatore di qualsiasi categoria deve tener presente per approcciarsi alla fase iniziale della stagione nella condizioni migliori. Deve aver ben chiaro come agire nelle due fasi di gioco e nelle transizioni, sviluppando – anche grazie al tempo a disposizione, sicuramente maggiore rispetto a quello durante il periodo agonistico – le palle inattive, a favore e contro. Con un filo conduttore determinante per se stesso e anche per i giocatori: il piacere di stare in campo e di… divertirsi insieme alla squadra. Di seguito 11 indicazioni per gestire al meglio il precampionato.

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  • I consigli per pianificare in modo ottimale il periodo preparatorio per chi lavora nel calcio femminile. L’importanza della parte tecnico-tattica, della formazione del gruppo squadra e l’attenzione da avere per le componenti fisiche.

    Nel periodo di preparazione, la costruzione del gruppo squadra è comparabile alla realizzazione di una casa: per raggiungere obiettivi specifici come la solidità della struttura, la pianificazione dei programmi dell’intero team e la disponibilità delle giocatrici sono decisivi. Nel formulare alcuni processi nella complessità organizzativa (competenze), gerarchica (leadership) e normativa (condivisione delle regole) per un undici, l’allenatore deve strutturare un programma che tenga conto, oltre che degli aspetti tecnico-tattici, anche degli sviluppi psicologici che possono favorire la condivisione e la cooperazione all’interno del gruppo. Questo è il momento della stagione più importante per ottenere nelle giocatrici e nella squadra, nel suo complesso, una condizione “formativa” generale fondamentale per l’incremento successivo nell’arco della fase competitiva.

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  • I comportamenti alimentari ideali per il periodo dopo il campionato e per quello di preparazione. Cosa assumere e quando farlo.

    Ogni periodo della stagione calcistica ha i suoi obiettivi. L’alimentazione può completare e sostenere i diversi stimoli dell’allenamento. Per questo motivo deve essere adattata in base al momento dell’annata. Ad esempio, nella fase di riposo successiva al campionato è bene puntare sul relax, sia dal punto di vista della preparazione sia culinario. È altrettanto vantaggioso, però, non perdere del tutto la forma fisica. Agire in tale direzione, infatti, permette una più rapida ripresa della condizione una volta che ricomincia il training vero e proprio. E anche in quest’ultimo periodo, quello “pre-agonistico”, l’alimentazione può essere un prezioso supporto. La scelta degli alimenti e dei tempi in cui nutrirsi sono due dei fattori indispensabili per raggiungere le finalità desiderate e mantenerle a lungo. In questo articolo verranno dati consigli pratici, sempre basati su evidenze scientifiche, per massimizzare l’efficacia del post- e del pre-season.

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