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  • Il derby perso e il secondo posto a rischio, per la Roma non sono altro che l’ultimo anello di una stagione contradditoria. La squadra di Spalletti ha ottenuto buoni risultati, ma quando si è trattato di fare il salto di qualità ha sempre sbagliato la partita.

    Eliminazione ai preliminari di Champions contro il Porto, partita di campionato con la Juventus, derby di Coppa Italia, quindi eliminazione in Europa League contro il Lione e poi, ancora, con la possibilità più teorica che pratica di riaprire la corsa scudetto, ecco un’altra sconfitta con la Lazio.

    Una serie di indizi che fanno più di una prova, perché fino a ora, ad esempio, la Juventus ha ampiamente dimostrato di saper vincere tutte le partite chiave in Italia e in Europa.

    La domanda allora è cosa manca alla Roma? Apparentemente nulla, i calciatori sono tutti di ottimo livello (anche perché in molte partite hanno espresso un ottimo calcio), hanno qualità ed esperienza, pure l’allenatore è tra i più quotati. Ma evidentemente c’è qualcosa che non va, perché fallire tutte le gare chiave della stagione non è normale.

    La risposta? La risposta e la cura l’avremo durante il prossimo mercato.

  • Gigio, adesso tocca a te. Vincenzo Montella è il primo a uscire allo scoperto: “Donnarumma deve dire cosa vuole fare l’anno prossimo. Deve dire se vuole rimanere al Milan oppure se decide di accettare le proposte che gli giungono da altri club”.

    Senza dubbio, Gigio è un futuro campione, ha uno dei due agenti più potenti al mondo (Raiola), è in costante crescita (malgrado qualche errore nelle ultime gare) e piace a parecchi club. Club che hanno più risorse economiche del Milan, che comunque si sta muovendo bene sul mercato.

    Il cuore dice Milan, l’ambizione spingerebbe a balzare su un aereo direzione Madrid o Manchester, dove i due titolari, Navas e Bravo, non sembrano riscuotere la fiducia incondizionata di Zidane e Guardiola.

    Il Milan sa tutto, Fassone ha fatto leva sulla famiglia e sull’amore per il Milan, ma ha dimenticato che il ragazzo ha firmato una procura e comunque vada al tavolo delle trattive si siederà pure Mino Raiola, che alzerà l’asticella.

    C’è chi dice che 18 anni sono pochi per volare, ma fino a ora, Donnarumma ha bruciato le tappe, dimostrando maturità e forza mentale. Lui non si espone, bacia la maglia, ma non parla. Il gesto sarebbe eloquente, accompagnato da una parola: “Resto” lo sarebbe di più.

  • E due! Era solo scaramanzia: impossibile che la Juventus, quella destinata a entrare nella leggenda, non battesse il Crotone e conquistasse il sesto scudetto consecutivo. Impensabile e impossibile. Questa è una squadra senza punti deboli, l’avevamo scritto prima che iniziasse la stagione e prima di assistere a una gara vera; vedendo come Massimiliano Allegri la plasmava partita dopo partita le impressioni si sono confermate tutte.

    Questa Juventus non so se sia la più forte delle sei che hanno vinto lo scudetto, questa però è la Juve più consapevole e, nel calcio di oggi, la consapevolezza è ancora più importante della tecnica e della tattica!

    Perché? Perché giocando ogni tre giorni e senza potersi allenare secondo i crismi della “vecchia” dottrina, la consapevolezza arriva laddove non ti porta la condizione o non ti spinge la tecnica.

    Dire che la difesa sia invalicabile non ha i crismi dell’originalità; dire che gli esterni siano tra i migliori al mondo è quasi banale. Ora che il centrocampo ha trovato la quadratura con Pjanic disposto rinunciare a qualche gol per fare il regista, i punti deboli non si trovano.

    Anche perché Cuadrado e soprattutto Mandzukic sulla sinistra sono due armi uniche: il primo spacca le partite e dilania gli avversari, il secondo è qualcosa di unico, perché non si è mai visto un centravanti di 190 centimetri fare quello che fino a qui ha fatto “Marione”.

    La definizione di Dybala e Higuain la lascio a voi.

    Oggi hanno vinto i più forti. E’ giusto così.

  • Fiorentina - Inter è il big match della giornata. Si sfidano l’ottava e la terza in classifica, separate da 9 punti. La squadra di casa ha subito una sola sconfitta nelle ultime 10 gare giocate, ma in casa non vince dal 16 dicembre. Gli ospiti sono secondi per rendimento esterno (20 punti conquistati su 36 disponibili), nelle ultime 5 trasferte hanno vinto solo due volte (2 sconfitte e un pari nelle restanti partite). A Firenze, i viola sono imbattuti contro gli uomini di Spalletti da 4 partite, e nelle ultime 7 hanno perso solamente in un’occasione (15 febbraio 2014: vantaggio di Palacio, momentaneo pareggio di Cuadrado e gol vittoria di Icardi).
    L’undici di Pioli risulta secondo per falli commessi (14,8) e per duelli vinti in difesa (59%), terzo per distanza da cui realizza le reti (9,7 metri) e per lunghezza dei passaggi (20,4 metri), infine quarto per gol da fuori area (7).
    I nerazzurri sono primi per passaggi in area di rigore (43) e falli subiti (15,2), secondi per possesso palla (57%), terzi per gol su palla inattiva (12) e quinti per occasioni da gol (6). Inoltre sono la seconda miglior difesa complessiva (17 reti subite) e la migliore su azione (10 gol subiti).

    La sfida è tra due allenatori esperti, entrambi ex calciatori: i precedenti sorridono al tecnico di Certaldo che nei 9 precedenti contro il collega emiliano è imbattuto (7 vittorie e 2 pareggi). 

     

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • In palio c’è il quarto posto e nella sfida tra la Roma e il Milan si deciderà da quale squadra verrà occupato. I giallorossi sono un punto dietro e vengono da una rimonta subita (da 0-3 a 3-3) e dal 7-1 del Franchi (in Coppa Italia). I rossoneri sono reduci dalla doppia sfida contro il Napoli con lo 0-0 in campionato e il 2-0 in coppa.
    La squadra di Di Francesco ha subito una sola sconfitta casalinga in Serie A (contro la Spal), mentre la compagine meneghina è imbattuta da 5 trasferte (2 vittorie e 3 pareggi).
    L'undici capitolino è primo per occasioni da gol (7), contrasti aerei vinti (60%) e gol su palla inattiva (14), mentre gli uomini di Gattuso sono terzi per distanza da cui subiscono gol (10,3 metri) e tiri (16,3), e risultano nelle ultime posizioni per gol, segnati e subiti, su palla inattiva: rispettivamente 2 (ventesimi) e 4 (diciannovesimi). 

    La partita propone lo scontro tra Dzeko e Piatek. L’attaccante bosniaco si è sbloccato nello scorso turno con una doppietta, dopo un digiuno di 9 partite, mentre il polacco ha realizzato in coppa i primi due gol con la maglia rossonera. Sarà più decisivo il diamante di Sarajevo o il bomber,che in polacco significa pistolero, di Dzierżoniów?

     

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

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