Serie AJuventus

  • Con il campionato femminile che si avvicina al suo inizio, Cesare Barbieri ci porta alla scoperta dei temi della nuova stagione. Si parte, dunque, dall’onda lunga di emozioni e interesse che ha portato il mondiale di calcio disputato in Francia dalla nostra nazionale.

    Ma per non disperdere questo patrimonio è necessario che abbia un seguito nel prossimo campionato che vedrà al via quattro protagoniste su tutte: la Juventus di Rita Guarino, che ha vinto le ultime due edizioni e che parteciperà alla Champions League, la Fiorentina di Antonio Cincotta, anch’essa partecipante alla massima competizione europea per club e ultima squadra in grado di vincere lo scudetto prima del double bianconero, il Milan, con il suo nuovo tecnico Maurizio Ganz, che avrà il compito di migliorare il terzo posto dello scorso anno, e la neopromossa Inter, che ha puntato su Attilio Sorbi, nostro storico collaboratore e vice di Milena Bertolini fino al termine della rassegna iridata, come guida tecnica.

  • Stappata la prima bottiglia di champagne. La Juventus vince la Coppa Italia e dimostra ancora una volta che quando decide di giocare, in Italia non ha rivali. La Lazio, che sullo 0-0, ha colpito un palo con Keita, nel primo tempo è stata annichilita il gol di Dani Alves e il tocco di Bonucci sono solo stati la conseguenza di una conseguenza disarmante.

    Simone Inzaghi, prima ha cercato di limitare gli avversari, poi quando si è trovato sotto di due gol, ha inserito Felipe Anderson a dare più peso all’attacco, più soluzioni a Keita e Immobile, ma tutto è stato inutile. La Juve, prima della storia, ha vinto la Coppa Italia per la terza volta consecutiva.

    E allora, ancora volta, la prestazione va analizzata in chiave Champions. A Cardiff sarà il caso di non concedere la prima palla-gol agli avversari, come accaduto contro Monaco e Lazio, ma vista la Juve siamo certi che se dovesse segnare per prima, trequarti della Coppa sarebbe già sull’aereo che atterra a “Caselle”.

    La soluzione Dani Alves esterno alto, ancora una volta si è dimostrata geniale: la difesa è più solida e l’attacco non perde nulla perché il brasiliano è imprendibile, regala dribbling da urlo. E poi uno che ha giocato 30 finali e ne ha vinte 27 in campo ci deve andare sempre. Siete d’accordo?

  • La sconfitta 3-2 con la Sampdoria aveva dato fiato al partito che vedeva la Juventus in affanno rispetto all’anno scorso. Nulla di più sbagliato, dopo il successo con il Crotone, la squadra di Allegri aveva un punto in più rispetto all’annata scorsa. Terza in classifica, non per demeriti propri, ma per meriti altrui. Di Napoli e Inter. Da incontrare in rapida successione in otto giorni.

    E quando si è arrivati alla partita con il Napoli, la Juventus ha subito messo le cose in chiaro. Ha fatto intendere chi comanda. A Napoli aspettavano la gara per andare sul +7, per cancellare in rivale che fa sempre tremare i polsi, invece la rete di Gonzalo Higuain (che non doveva giocare vista l’operazione alla mano di lunedì scorso) ha spinto la Juve a -1.

    Se la Juventus ci ha abituati a queste vittorie che disintegrano il morale delle avversarie, ora il Napoli dovrà fare attenzione a non fare drammi. La serata del “San Paolo” abbiamo visto tutti come è andata. Da una parte una squadra forte e quadrata, dall’altra una formazione che ha provato a scalfire senza riuscirci.

    Veramente non è cambiato nulla rispetto al recente passato?

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