serie a

  • Il teatro migliore per una sfida di tale importanza: San Siro si prepara ad ospitare una gara che potrebbe rivelarsi decisiva ai fini dell’assegnazione dei posti Champions. L’Inter ha perso due delle ultime 4 gare casalinghe, mentre l’Atalanta nelle ultime 5 trasferte ha vinto 4 partite e ne ha persa solamente una. I padroni di casa hanno vinto tutte e quattro le ultime sfide giocate contro la “Dea”, a Milano.
    Gli uomini di Spallettisono diciannovesimi per gol subiti (25) e ultimi per quelli presi su azione (13), hanno segnato 8 reti su angolo (secondi), oltre ad avere il miglior possesso palla (57%) e il più alto numero medio di passaggi in area di rigore (42). Sono anche la squadra che calcia il maggior numero di angoli a partita (7,5). L’undici guidato da Gasperini è il miglior attacco del campionato con 64 gol fatti, oltre ad essere quello che crea più occasioni da gol a partita (7) e che effettua il maggior numero di dribbling (32). Gli orobici impiegano 12,7 passaggi in media per segnare una rete (primi), sono secondi per duelli vinti totali e in difesa (52% e 59%), ma sono anche secondi per gol subiti su calcio piazzato (16, di cui 7 su angolo).

    Sono sicuramente da tenere d’occhio Icardi, che appena rientrato ha timbrato subito con un gol (10 reti e 3 assist in campionato per l’argentino), e Ilicic, reduce da una prestazione maiuscola contro il Bologna (11 gol e 7 assist per lo sloveno). Chi riuscirà a guadagnare tre punti fondamentali nella corsa Champions?

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • Il derby d’Italia, una delle gare più sentite da entrambe le tifoserie, forse anche più delle rispettive stracittadine, andrà in scena questa sera all’Allianz Stadium di Torino. Nelle precedenti 85 sfide, giocate nel capoluogo piemontese, si contano 58 vittorie bianconere, 16 pareggi e 11 vittorie per la squadra milanese (l’ultima datata 2012). La Juve è prima per duelli vinti totali (55%) e in attacco (51%), oltre che per contrasti (56%) e per tiri in porta (17,6). Rimane anche l’unica a non aver ancora subito alcun gol da palla inattiva.

    L’Inter conduce la classifica dei passaggi in area di rigore (42), degli angoli battuti (7,9) e dei cross effettuati (23) ed è quella che ha subito meno gol su azione (7). Si tratta delle due squadre che intercettano meno palloni, rispettivamente 38 e 41, oltre ad essere le compagini che hanno il maggior possesso palla (60% e 57%) e che segnano maggiormente da palla inattiva (10 e 9 reti).

    Allegri e Spalletti possono disporre dei due giocatori più determinanti di questo campionato: l’allenatore bianconero conta su Cristiano Ronaldo, autore fino a qui di 10 gol (0,7 gol a partita di media) e 5 assist, mentre il mister nerazzurro schiera Icardi, che ha marcato 8 segnature (0,8) e fornito 2 assist. Chi deciderà la sfida di stasera?

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • All’Allianz Stadium di Torino andrà in scena il big match della giornata. Da una parte la Juventus, che in questo stadio, contro i giallorossi, ha sempre vinto, dall’altra la Roma che, nelle ultime 5 stagioni, ha conquistato 3 secondi posti e due terzi posti. In questa stagione i bianconeri sono ancora imbattuti in campionato mentre i capitolini hanno vinto solo una delle ultime 5 gare in trasferta.

    La Juventus è prima per gol su calcio d’angolo (6), per possesso palla (59%) e per contrasti vinti (56%), mentre risulta seconda per tiri in porta (17,2) e ultima per palloni intercettati (40). La Roma è la settima peggior difesa del campionato (22 subiti) e la terza peggior squadra per duelli vinti in difesa (55%), ma è seconda per gol realizzati da fuori area (6) e prima per gol su combinazione da calcio di punizione (6), occasioni da gol create (7) e contrasti aerei vinti (58%). Si tratta anche delle due squadre che segnano maggiormente da palla inattiva (rispettivamente 11 e 10 reti)

    Nelle due squadre stanno ben figurando Rodrigo Bentancur (classe 1997) e Nicolò Zaniolo (classe 1999). Allegri e Di Francesco nelle ultime partite si sono affidati spesso ai due giovani e chissà che anche stasera le sorti della partita vengano decise dai loro colpi di classe…

     

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • La “Scala” del calcio sarà il teatro del derby numero 170 in Serie A. Negli ultimi 5 confronti in cui il Milan ha giocato in casa non ha mai perso, ma l’ultimo successo dei rossoneri risale al gennaio 2016, da allora due vittorie per i nerazzurri e tre pareggi. Nel 2019 l’Inter ha raccolto solo 11 punti in otto partite, ben nove in meno dei cugini. Gli uomini di Gattuso sono diciannovesimi sia per reti segnate che subite da palla inattiva (rispettivamente 5 e 4), sono ultimi per contrasti aerei vinti (43%) e terzi per durata media di attacchi con gol (30,3 secondi). L’undici di Spalletti è ventesimo per gol subiti su azione (12), secondo per falli subiti (15 in media) e primo per angoli calciati (7,6), distanza delle palle recuperate rispetto alla porta avversaria (69,7), passaggi in area di rigore (42) e cross (22).

    Degli ultimi otto gol nei derby, ben sette sono arrivati nel secondo tempo, saranno quindi decisivi gli interventi dei due portieri: Donnarummae Handanovic. Il portiere italiano ha subito 23 gol, ha respinto il 79% dei tiri e ha effettuato 37 salvataggi, mentre l’estremo difensore sloveno ha subito 22 gol, respinto il 78% dei tiri ed effettuato 25 salvataggi. Chi riuscirà, con i propri interventi, ad aiutare la propria squadra a raggiungere la vittoria?

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • Quella tra Milan e Lazio è una sfida decisiva per la rincorsa Champions. Si tratta di due squadre con numeri molto simili, ma negli ultimi 5 scontri diretti giocati a Milano si sono registrati 3 successi dei padroni di casa e 2 pareggi. I rossoneri sono a secco di vittorie da quattro giornate (1 pari e 3 sconfitte) e devono ritrovarsi per poter puntare al quarto posto. I biancocelesti sono in ripresa nonostante nelle ultime sei gare abbiano vinto solo la metà delle partite (2 pari e una sconfitta). Gli uomini di Gattuso impiegano in media 26,6 secondi per creare un’azione con gol (terzi), hanno avuto solo due rigori a favore (ventesimi), hanno la seconda miglior difesa su calci piazzati (7 gol subiti) e sono i peggiori per contrasti aerei vinti (45%). L’undici allenato da Inzaghi è primo per fuorigioco (2,6) secondo per reti realizzate da angolo (9) e terzo per passaggi chiave (14).

    Attenzione particolare ai due attaccanti che scenderanno in campo questa sera: Krzysztof Piątek ha realizzato tre gol nelle ultime cinque partite in campionato (21 complessivi in stagione) e Ciro Immobile che ha segnato tre reti nelle ultime cinque gare (14 totali con 4 assist). Chi contribuirà, con i suoi gol, alla conquista di tre punti fondamentali per il piazzamento Champions?

    Dati forniti da InStat Scout e Sics

  • Al San Paolo andrà in scena la sfida tra il Napoli e la Lazio. La squadra partenopea è reduce da 4 vittorie e un pari nelle ultime 5 gare disputate in casa, di contro i biancocelesti hanno uno score nelle ultime 5 trasferte di 2 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta.
    La compagine guidata da Ancelotti è diciannovesima per distanza da cui subisce gol (5,7m) e seconda per quella da cui li realizza (10,4m). In media passano 37,1 secondi dall’inizio dell’azione prima che gli azzurri trovino la rete (primi) e in questo frangente sono 13 i passaggi in media prima del gol (primi). I partenopei hanno segnato 29 gol su azione (secondi), tirano 17,5 volte (primi) e portano a termine 640 passaggi a partita (primi).
    L’undici di Inzaghiè secondo per reti su angolo (6), fuorigioco (2,6), palle recuperate (69) e passaggi in area (38). Inoltre i capitolini risultano essere terzi per angoli battuti (6,6) e duelli arei vinti (53%). Si tratta anche della squadra che perde palla più vicino all’area avversaria (37,8m).

    Il duello tra le due squadre si vivacizza nella fase offensiva dove, da un lato Milik(10 gol e 1 assist) e dall’altro Immobile (10 gol, di cui 2 su rigore, e 2 assist), dovranno essere decisivi per le sorti delle loro squadre. Chi condurrà la propria squadra alla vittoria?

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • Allo stadio Olimpico va in scena un grande classico del calcio italiano, la sfida tra Romae Napoli. Si affrontano i terzi migliori attacchi del campionato: 52 reti, nonché le due squadre, insieme all’Atalanta, che costruiscono più occasioni da gol (7 in media a gara). In quattro degli ultimi 5 scontri diretti entrambe le squadre sono riuscite a segnare, anche se l’ultimo segno X nella tana dei capitolini è datato aprile 2012, da quel momento 4 vittorie consecutive dei padroni di casa e due degli ospiti.
    La squadra di Ranieriha segnato 20 gol su palla inattiva (seconda), di cui 8 da combinazione su calcio di punizione (prima). Inoltre, comanda la classifica per duelli aerei vinti (57%), mentre è terza per dribbling (28) e ultima per falli subiti (11,4). La compagine allenata da Ancelottiha messo a segno 16 gol nell’ultimo quarto d’ora (prima) ed è prima per possesso palla (57%) e passaggi chiave (19). L’undici azzurro necessita in media di 12,1 passaggi per segnare un gol (secondo), mentre si rivela come la squadra meno fallosa del campionato con 10,5 falli commessi.

    I giocatori da tenere d’occhio sono i due bomber: Arkadiusz Milike Edin Dzeko. L’attaccante polacco, che sta finalmente trovando più continuità dopo i due infortuni al ginocchio, ha raggiunto quota 15 gol (più un assist). Il centravanti bosniaco invece non sta vivendo la sua miglior stagione avendo segnato solamente 7 reti (con 3 assist) ma, nonostante questo, resta sempre molto temibile. Chi porterà la propria squadra alla vittoria a suon di giocate decisive?

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • A “Marassi” andrà in scena una gara che molto potrà dire sulle ambizioni europee di Sampdoria Atalanta. I padroni di casa sono imbattuti nelle ultime 5 gare disputate a Genova contro gli orobici (4 vittorie e un pari), ma gli ospiti sono la quarta squadra per rendimento esterno del campionato.
    L’undici blucerchiato è primo per percentuale di occasioni concretizzate (44%) e per rigori a favore (8), secondo per gol su palla inattiva (14) e diciannovesimo per cross effettuati in media (11). Inoltre, la squadra di Giampaolo è ultima per lunghezza media dei passaggi (17,4 metri), sintomo della ricerca di un gioco veloce e basato su un fraseggio corto.
    La compagine bergamasca si presenta con il secondo attacco del campionato (54 reti) e con il primato di gol su azione (43). Gli uomini di Gasperini sono primi per occasioni da gol create (7 in media), dribbling effettuati (32) e durata degli attacchi con gol (41,7 secondi).

    I due allenatori possono contare su giocatori in grado di essere sempre decisivi: Fabio Quagliarella, 19 gol e 6 assist (1 giocata utile ogni 90 minuti) e Duvan Zapata, 16 reti e 4 assistenze (0,9 giocate utili ogni 90 minuti). Saranno decisivi anche nella partita odierna?

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • Il Mapei Stadium sarà il teatro della sfida con vista sull’Europa. Oltre ad essere lo stadio del Sassuoloè stato anche la casa dell’Atalanta durante la scorsa Europa League e nei preliminari di questa stagione. I neroverdi sono reduci da 5 pareggi consecutivi tra le mura amiche, mentre la compagine bergamasca è imbattuta negli ultimi 9 incontri giocati contro la squadra emiliana.

    L’undici allenato da De Zerbi ha avuto più rigori a favore di qualunque altra squadra (4) tutti realizzati, è terzo per gol su palla inattiva (10) e per falli commessi (14,7), inoltre perde 62 palloni in media a partita, risultando diciannovesimo in questa speciale classifica. Gli uomini di Gasperini sono il terzo attacco del campionato (33 reti segnate), terzi per occasioni da gol create (6), per duelli vinti totali (51%) e in difesa (58%) e per contrasti aerei (52%). Sono anche la seconda peggior difesa su palla inattiva (11 gol subiti) e la prima squadra per dribbling (32).

    Durante questa gara si troveranno di fronte Domenico Berardi (3 gol e 3 assist) e Duvan Zapata (9 gol e 3 assist). Chi si dimostrerà il condottiero della propria squadra? 

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • Il Derby della Mole è la stracittadina più antica d’Italia, si tratta infatti della prima sfida giocata nel campionato italiano tra due squadre della medesima città. La Juventus ha vinto 17 degli ultimi 20 incontri disputati (2 pareggi e una sconfitta nelle restanti tre), e in questo campionato ha sempre ottenuto i tre punti in trasferta. Il Torino nelle ultime 5 gare casalinghe ha un bilancio in pareggio con 2 vittorie, 2 sconfitte e 1 pareggio.

    Gli uomini di Mazzarri sono primi per falli commessi (15,9), palle perse (72) e recuperate (72) e per duelli difensivi vinti (59%). Inoltre risultano secondi per duelli totali vinti (53%) e dribbling tentati (30, solo il 60% riusciti). L’undici di Allegri è il migliore per gol fatti (32) e subiti (8), ha segnato 10 gol su palla inattiva (primo) e 6 su calcio d’angolo (primo). I giocatori bianconeri sono primi per possesso palla (59%) e duelli in attacco vinti (51%), ma ultimi per intercetti (38).

    Si sfidano Belotti e Dybala, compagni di squadra nel Palermo durante la stagione 2014/2015: 38 presenze condite da 6 gol e 2 assist per il “Gallo” e 34 apparizioni con 13 reti e 10 assist per la “Joya”. Quest’anno il bottino è magro per entrambi: il bomber del Torino ha messo a segno 5 gol (3 rigori) in 15 gare, il trequartista bianconero è a quota 2 realizzazioni in 13 presenze. Sarà più decisivo il 9 granata o il 21 juventino?

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • Il derby della Lanterna è chiamato così perché la “Lanterna” è il faro che domina, con i sui 76m di altezza, la città di Genova e il suo porto, tanto da esserne divenuto il simbolo. Nelle ultime 5 sfide tra le due squadre una sola volta i padroni di casa hanno ottenuto i tre punti, nelle restanti un pareggio e tre vittorie per gli “ospiti”. Il Genoa è la seconda peggior difesa del campionato (26 gol), è la squadra che subisce più gol di tutti su palla inattiva (8) e su calcio d’angolo (5), ultima per fuorigioco (0,8) e terza per falli fatti (14,4). La Sampdoria è penultima per distanza delle reti subite (6,1 metri), prima per occasione da gol concretizzate (40%) e per lunghezza dei passaggi (17 metri in media), privilegiando un fraseggio corto, ma risulta essere la peggiore dagli undici metri con 3 rigore a favore, di cui uno solo realizzato.

    Gli attaccanti delle due squadre sono risultati spesso determinanti: Piatek ha realizzato 9 reti in 12 presenze, ma è a secco da 5 partite, mentre Quagliarella ha segnato 4 gol, di cui due nelle ultime due apparizioni, e messo a referto 5 assist. Chi deciderà la sfida?

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • La gara che pone di fronte l’Atalanta e la Roma ha la vista sull’Europa che conta. La squadra bergamasca ha vinto solo una delle ultime tre gare disputate in casa (pareggio con il Napoli e sconfitta contro la Juventus), mentre la compagine capitolina ha vinto solo 2 delle ultime 8 partite giocate lontano dall’Olimpico.
    La squadra di Gasperiniha realizzato 44 gol (prima) e per segnarli la durata dell’azione è stata, in media, di 37,8 secondi (prima). Inoltre ha effettuato 32 dribbling (prima), segnato 6 gol su angolo (seconda) e mantenuto il 56% possesso palla (terza). L’undici di Di Francesco crea 7 occasioni da gol a partita (prima) ma ne concretizza solo 1,8 (quinta), ha segnato 14 gol su palla inattiva (prima) e ha vinto il 60% dei contrasti aerei (prima). Si tratta anche della seconda squadra che segna da maggior distanza (10,3 metri). 

    Duvan Zapata ha realizzato 13 reti da dicembre mentre, nel medesimo periodo, tutta la compagine capitolina ne ha messe a segno 15. Edin Dzeko invece vive un momento diametralmente opposto, a digiuno di gol da ottobre, attende il momento giusto per sbloccarsi. Continuerà il momento d’oro del colombiano o sarà il turno del bosniaco?

     

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • Il mister più longevo della Serie A femminile, Fabio Melillo, ci ha parlato della sua squadra, che lotta con club più grandi, dopo essere partiti insieme dalla Serie C. Il tecnico, che segue anche la Primavera, con la quale ha raggiunto traguardi importanti, ha delineato una settimana tipo, evidenziando anche il modo col quale si relaziona con le sue ragazze.

  • Le amichevoli estive spesso sono prive di senso, al pari dei risultati che omaggiano. E, lo sono ancor di più nell’anno del Mondiale, perché i calciatori si aggregano alla spicciolata al gruppo che ha iniziato ad allenarsi. Di conseguenza, volgiamo lo sguardo altrove.

    Così ci accorgiamo che i prossimi sette giorni saranno torridi. A parte il momento di festa legato alla composizione del calendario di Serie A (lo conosceremo giovedì all’ora di cena), gli appuntamenti più importanti sono tutti fuori dal campo. Nelle aule dei tribunali sportivi.

    Proprio così, perché sono attese le sentenze che riguardano Parma e Chievo (e Cesena, benché sia fallito) che potrebbero ridisegnare la geografia della A. Sul banco degli imputati i messaggini di Calaiò e la contabilità del club di Campedelli in affari con il Cesena per l’acquisto e cessioni di giovani. In B, invece, salutati Bari e Cesena, prossimo all’addio è anche l’Avellino per aver prodotto una fidejussione stipulata con chi non aveva titolo per farlo. Il Foggia, invece, sa già che inizierà il campionato con un poco incoraggiante -8.

    Ovvio che ci sarà un effetto a cascata. Ma è la situazione del Cesena la più intricata: se il Cesena dovesse subire una penalizzazione importante, che farebbe retrocedere il club tra le ultime quattro della vecchia classifica di B, una delle ripescate dovrebbe essere la Virtus Entella, mentre Novara e Catania dovranno attendere il verdetto di un altro tribunale sportivo che giudicherà il ricorso della Figc contro un precedente verdetto che annullava l’effetto di una sanzione comminata ai piemontesi tre stagioni. Ternana, Pro Vercelli e Siena sono alla finestra, pronte a intervenire. Con altri ricorsi.

    Calda? Bollente? Torrida? La definizione la lascio tutta a voi!

  • In estate più volte è stata narrata l’infanzia di Lukaku, fatta di una povertà che poco o nulla lasciava di materiale. Però, nella cucina nella quale la madre allungava il latte con l’acqua è cresciuto un “Uomo”, un uomo vero.

    Quando Sebastiano Esposito ha detto: “Lukaku mi ha adottato come un fratello” c’è stata la certezza, che l’attaccante belga avesse apprezzato nel ragazzo più i valori morali del talento. Perché dopo un’infanzia così, se il prossimo ha valori che condivi lo aiuti con il cuore.

    Sebastiano ha risposto con rispetto, educazione, lavoro e silenzio, mai un atteggiamento guascone. Con una maturità che va oltre la carta d’identità sulla quale c’è scritto, “Anno di nascita 2002”.

    Il rigore che Lukaku ha lasciato a Esposito al 64’ di Inter-Genoa, è colmo di significati, che vanno oltre il campo di calcio. Un insegnamento da scolpire: in un gruppo, il noi è più importante dell’io. Il noi è più importante della classifica della cannonieri, perché l’anteporre il noi ti consegna per sempre nel cuore delle persone. Cosa che non fa, invece, il segnare un gol in più.

    E, se qualcuno non capiva perché Conte volesse a tutti i costi Lukaku (attaccante che non ama i “selfie” e la vita social) ora lo ha compreso. I compagni lo sapevano da tempo!

  • Giacca e cravatta. Niente tuta. Ma il look del giorno della presentazione non era in discussione. Qui nessuna attesa. Attese, invece, le dichiarazioni, perché Maurizio Sarri quando era al Napoli si era esposto. Non si può negarlo, un certo fastidio verso la Juventus lo ha sempre avuto.

    Così la conferenza stampa è scivolata via tra vari equilibrismi, perché non si può rinnegare il passato, ma non si può neppure mancare di rispetto al piatto nel quale ci si appresta a mangiare.

    Sarri, giustamente, ha parlato di professionalità. Così deve essere. Ma questo è ciò che il tifoso non approva, capisce veramente a fatica. Meglio, non capisce.

    Professionalità vuol dire dare tutto quando si lavora per un club, per un’azienda, nel nostro caso per un mezzo d’informazione. Ma questo, però, non ci deve impedire di guardare oltre, di cercare di capire cosa sia meglio per noi, di andare alla ricerca di un futuro professionale migliore, più ricco di soddisfazioni (e pure di danaro).

    Maurizio Sarri ha detto che metterà la cravatta, che ha attaccato la Juventus perché voleva vincere lo scudetto con il Napoli, che non c’era nulla di personale. Ha detto che a Napoli ha dato il 110%, proprio come Stia e Sansovino. Il neo-allenatore della Juventus ha parlato del gioco, della mentalità e ha pronunciato una frase che fa ben sperare gli appassionati italiani: “Ci sono ottimi allenatori in tutte le squadre di vertice, ma anche chi non lotterà per vincere ha un “mister” che preferisce giocare anziché chiudersi”. Insomma, che vedremo una bella Serie A. Vogliamo credergli…

    Giacca e cravatta, però, non hanno messo a tacere gli scettici, non hanno dissipato i dubbi dei rancorosi, per i quali il club non avrebbe dovuto puntare su Sarri.

    Parole, solo parole. Fortunatamente, tra meno di due mesi torna il campionato. E a parlare sarà il campo!

  • Sei partite, quattro sconfitte. E solo due vittorie. La Fiorentina è questa, è una squadra capace di tutto. Ma non è della Fiorentina che vogliamo parlare. E del Milan che vogliamo parlare… Troppo poco quello che Giampaolo e la sua squadra hanno mostrato fino a ora, solo qualche spezzone di partita e poco altro.

    Il Milan gioca 4-3-1-2, ma a inizio stagione aveva iniziato con il 4-3-3, prima che Giampaolo in maniera un po’ seccata decidesse che c’era da cambiare qualcosa: poco male, una sconfitta e due vittorie. Insomma, ci poteva stare.

    Purtroppo, non è andata così. Perché il Milan, dopo aver battuto Brescia e Verona (in 10 per 65’), le cose sono cambiate: Inter, Torino e Fiorentina non hanno lasciato scampo. E ora? E ora c’è chi vorrebbe la testa di Giampaolo: se fosse così il problema non sarebbe l’allenatore, ma la situazione venutasi a creare. Perché Marco Giampaolo fino a oggi ha dato indicazioni alla squadra, ma non sempre è stato capito.

    Proprio così: o la squadra segue l’allenatore oppure c’è veramente da cambiare qualcosa. Proprio così: e comunque vada c’è sempre una domanda. Perché dei nuovi acquisti in campo, Leao a parte, non vi nessuno?

  • La Juve è imprendibile. E questo è un dato di fatto. Il Napoli, a -8 dalla prima, ma con 6 punti di vantaggio sull’Inter terza, molto probabilmente finirà seconda. Un pronostico non lontano dalla realtà.

    Poi ci sono le altre: Inter, Milan e Lazio, forse la Roma, magari Atalanta e Torino si giocano due posti in Champions. Per organico, l’Inter è avvantaggiata, ma nella giornata appena archiviata, la quattordicesima, in parecchi hanno buttato dei punti al vento. Punti, per rendere meno sicura la terza posizione dell’Inter.

    Il Milan, che ha chiuso il turno, ha dimostrato ancora una volta di essere un'incompiuta: il 4-4-2 di Gattuso ha sofferto a lungo il gioco del Torino, che grazie alla superiorità numerica a centrocampo, ripartiva e affondava il colpo. Solo negli ultimi 25’ i rossoneri hanno accelerato andando vicino al gol del vantaggio. Poco. Troppo poco, perché c’era l’opportunità di recuperare tre, non un punto, all’Inter, sconfitto 1-0 dalla Juventus.

    La Lazio, sabato sera, era convinta di aver vinto: niente di tutto questo. Il 2-2 finale con la Sampdoria, dimostra come neanche un gol segnato al 96’ può dare la certezza della vittoria. Il pareggio di Saponara al 99’ ne è la conferma. La squadra di Inzaghi è afflitta da una strana sindrome: non sempre parte benissimo, poi confeziona parecchie palle-gol che cestina quasi con il sorriso sulle labbra. Da non credere, perché a fine partita da ridere c’è proprio poco.

    La Roma, invece, a Cagliari ha giocato una partita masochistica: in vantaggio 2-0 a 10’ dalla fine si è fatta raggiungere da una squadra in 9, per via di due espulsioni. Ma il peggio, se possibile, si è visto dopo il 90’, quando Di Francesco negli spogliatoi ha affermato: “Cambi? Ma avete visto chi avevo in panchina” e da Boston, James Pallotta ha minacciato provvedimenti. Solo rimandati?

  • Forse ha ragione Gattuso quando dice che il Milan non è mai stato in crisi. Perché troppe volte critiche e apprezzamenti vengono rivolti in base al risultato. E, quando non vinci, si va alla ricerca dei perché più di quando giungono i tre punti.

    Il 3-1 rifilato al Chievo (disperso in fondo alla classifica) è frutto di un’ottima prestazione, nella quale il Milan ha creato moltissimo e sprecato altrettanto prima della doppietta di Higuain che ha reso inutile un’ora di partita.

    I due gol del “Pipita” e la prestazione di Suso, inoltre, hanno chiuso anche il dibattito sul modulo: dall’inizio con una o due punte? Questo Milan va bene così, perché l’inserimento di Cutrone accanto a Higuain, vorrebbe dire allontanare Suso dalla porta, costringendolo a un lavoro in fascia al quale non è abituato oppure Gattuso si troverebbe costretto a inserire un difensore centrale in fascia (un po’ come ha fatto Allegri con Barzagli) per evitare troppi pericoli a destra. Senza contare la rivoluzione a centrocampo, con la coppia centrale che sarebbe da inventare (può bastare Biglia con accanto Kessie oppure l’argentino faticherebbe troppo costringendo l’allenatore a preferirgli un Bakayoko ancora acerbo?)

    Arriva la pausa e i tifosi del Milan possono gustarsi la loro squadra che nell’ultima settimana ha segnato 10 gol in attesa di un derby che tutti attendono.

  • Il Napoli non ha meritato di perdere. E il pareggio al 90’ di Mertens altro non è che un atto di giustizia calcistica. La Roma, che sette giorni fa era una grande malata per il ko interno con la Spal, gioca un’ottima gara e lascia il “San Paolo” con l’amaro in bocca perché gioca bene, Albiol respinge sulla linea il 2-0 e si difende con discreto ordine.

    La Juve torna a +6 ed è destinata a fare campionato a sé, ma deve giocare meglio di quanto fatto a Empoli, alle spalle dei bianconeri ci sono squadre in discreta salute, che hanno un unico difetto: quello di non essere formazioni eccezionali che vincono tutte le partite (o quasi).

    I tifosi del Napoli devono essere orgogliosi di un gruppo che Ancelotti ruota ottenendo risposte positive da tutti (avete visto Fabian Ruiz?) e i tifosi della Roma alla loro squadra devono rimproverare soprattutto della supponenza (sempre pagata a caro prezzo…).

    Poi c’è chi tifa Milan ed è disorientato: Penelope fa e disfa o se preferite la squadra appare e scompare, non offre certezze, perché può giocare la migliore o la peggiore partita dell’anno con una naturalezza sconcertante. Contro la Samp si è visto un bel Milan, privo di parentele con quello sconfitto nel derby e in Europa League. Quale sia il problema che affligge la squadra non è chiaro a nessuno, forse neppure a Rino Gattuso.

Magazine in Edicola