roma

  • Tutto o quasi secondo previsioni. Roma prima e Juventus seconda. Due vittorie contro Qarabag e Olympiakos come da previsione, due partite giocate con il freno a mano tirato perché il campionato più equilibrato degli ultimi anni non permette distrazioni.

    Proprio così: quando giochi in campionato cerchi di mettere la partita in ghiaccio perché incombe la Champions, ma quando giochi in Europa e la situazione lo consente si centellinano le energie perché la Serie A è alle porte.

    La Roma, comunque, complice il pareggio tra Chelsea e Atletico Madrid, ha compiuto il vero capolavoro: la squadra di Di Francesco ha vinto il suo girone e alzi la mano chi lo pensava al momento dell’estrazione. La Juventus, invece, ha fatto il compitino, facilitato (ma questo è un merito) dal gol che Cuadrado ha segnato in apertura di partita.

    Ora tocca al Napoli, per il quale la situazione è molto più complicata di quanto non lo fosse per Roma e Juve prima del fischio d’inizio delle gare di questa sera. Serve vincere contro il Feyenoord, mentre il City dovrà uscire con tre punti dalla partita con lo Shakhtar. Ma tutto il mondo è paese e il prossimo turno di Premier ha in calendario il derby di Manchester. United contro City. Mou contro Pep. E come direbbero a Napoli “Ccà nisciuno è fesso”!

  • La seconda impresa non riesce e la Roma esce a testa alta. Che all’Olimpico potesse finire 3-0 o 4-1 erano in pochi a crederlo, anche perché la superiorità del Liverpool nella gara di andata era parsa evidente.

    Così abbiamo finto per una settimana di credere che l’impossibile (o quasi) si potesse verificare, ma la squadra di Klopp ci ha impiegato 9’ a mettere le cose in chiaro.

    Alla Roma va il merito di avere vinto 4-2, di aver dato tutto e di aver convinto fino in fondo il proprio pubblico di essere un’ottima squadra. Di Francesco, più in Europa che in Italia, ha visto la squadra dei sogni: 3-3 (con rammarico) contro il Chelsea poi battuto 3-0, 3-0 al Barcellona e questa serata nella quale la Roma ha giocato e creato occasioni.

    Il nostro calcio abbandona la Champions con una certezza: sia la Juventus sia la Roma hanno reso onore alla Serie A, il divario tra le nostre migliori e le migliori d’Europa non è così esagerato. Una cosa: la Champions premia ancora una volta chi segna e non chi si difende, in Europa, poi, la tattica non è vitale come in Serie A.

    In Champions i campioni prendono per mano le loro squadre, i calciatori migliori vincono i duelli e creano superiorità numerica. La Champions dimostra che non c’è una medicina per fermare Ronaldo, Messi, Suarez, Neymar, Salah, Dzeko, Higuain, Benzema….

    Poi dovremmo parlare degli arbitri, ma sono un male comune. Da un paio d’anni ne sa qualcosa il Bayern Monaco.

  • Doppio Italia-Spagna: Barcellona-Roma e Juventus-Real Madrid. L’urna di Champions ha gelato la Roma e raffreddato gli entusiasmi della Juve, perché ora ci saranno le dichiarazioni di facciata, ma c’era chi sperava potesse andare meglio.

    Il Barcellona è più forte della Roma, a Di Francesco e ai suoi servirà un miracolo. Inutile nasconderlo, Valverde ha a disposizione un organico superiore: il Barça non è solo la squadra di Messi (anche se basterebbe per terrorizzare chiunque). Da qualche tempo Valverde è passato al 4-4-2 abbandonando il 4-3-3 che era diventato il marchio di fabbrica dei catalani, la squadra gioca bene e in patria non ha rivali (22 vittorie e 0 sconfitte in 28 partite). Cosa si inventerà Di Francesco? Raddoppiare Messi non basta, perché anche Suarez è un pericolo negli ultimi 25 metri e Dembelé è tornato a essere il giocatore visto a Dortmund. Poi ci sarebbe Iniesta, “Don Andres”, il calcio fatto uomo. E, in molti entrando al “Camp Nou”, si ricorderanno che un paio d’anni fa era finita 6-1. Non il massimo.

    Juventus-Real Madrid è la partita che i bianconeri volevano giocare. Non nei quarti, ma in finale. Troppa ancora l’amarezza per il secondo tempo del giugno scorso a Cardiff, quando Cristiano Ronaldo alzò la Coppa al termine di una gara nella quale la Juve giocò solo per 45’. La Juve si sente menomata a causa degli acciacchi e delle squalifiche che all’andata la priveranno di Pjanic e Benatia, ma dalla sua ha i numeri di una stagione nella quale in Serie A ha perso solo 8 punti in 28 giornate. Il Real nella Liga ne ha già perse 5, ma negli scontri diretti sa fare male. Chiedere al PSG per avere conferma.

  • Ci sono state due partite. La prima, quella con in campo Momo Salah è finita 5-0 per il Liverpool; l’altra l’ha vinta 2-0 la Roma. L’egiziano è stato semplicemente strepitoso: due gol e due assist con la palla solo da spingere nella porta vuota.

    Una prestazione fenomenale, perché la difesa della Roma non è riuscita ad arginare un calciatore che tutti conoscevano bene, visti i due anni trascorsi in giallorosso. E, malgrado i difensori conoscessero i “segreti” dell’ex compagno non c’è stato modo di limitarlo.

    La Roma, la prossima settimana, dovrà vincere 3-0 o 4-1 per volare a Kiev al posto del Liverpool, ma l’impresa francamente sembra piuttosto complicata. Non per il numero di reti da segnare a una difesa che non pare essere la più solida d’Europa, ma perché non subire gol da Salah (43 gol e 12 assist in questa stagione) è impresa più che ardua. Se non impossibile.

    La Roma ha giocato bene i primi 20’, poi il 3-4-2-1, cioè la struttura tattica scelta per la “Romuntada” con il Barcellona al ritorno è crollata. Ora Di Francesco dovrà cercare di infondere serenità all’ambiente e dovrà studiare le contromosse per ribaltare il doppio confronto.

    La serata di “Anfield” ci dice che il Liverpool è più forte, gioca su ritmi che la Roma non può reggere, ma la difesa di Jurgen Klopp non è il punto di forza di chi si sente in tasca il biglietto per Kiev.

  • Non per fare i catastrofisti. Ma ha perso anche la Roma. Le gare di andata del primo turno a eliminazione diretta ci ricordano che in Champions la Juventus ha pareggiato in casa e, ora, la Roma ha perso in Ucraina contro una buona squadra, che nulla a che vedere con quelle viste ieri sera. In Europa League, invece, il solo Milan ha alzato le braccia perché, seppur in modo diverso, Lazio e Atalanta sono uscite sconfitte da Bucarest e Dortmund, mentre il Napoli ha issato bandiera bianca contro il Lipsia.

  • Spalle al muro, la Juventus si ritrova ancora una volta nel momento di massima difficoltà. Se la vittoria per 2-0 è utile alla classifica del gironcino, il come sia giunta ci fa comprendere che prima di emettere sentenze ci sia da fare i conti con l'ambiente intero. Allegri sceglie ancora una volta il 3-5-2, Evra dopo aver scosso i compagni fa intendere il motivo per il quale non sia facile spingerlo in panchina. Il gol di Morata timbra il primo tempo, le prestazioni di Hernanes e Cuadrado convincono che si sia imboccata la strada giusta. Zaza regala la tranquillità a fil di sirena.
    Morata segna ancora, cinque gol in cinque partite: a nessuno era mai riuscita una striscia simile.
    È un mercoledì da campioni, perché vincono anche United, City, Real e Psg.
    La Roma regala un tempo e il Bate regala tre gol e spettacolo. Incredibile come la squadra di Garcia si sia consegnata agli avversari, subendo due gol evitabili e regalando la fascia destra. Dopo il secondo tempo, non è piaciuto il terzo, quello degli spogliatoi: il calumet della pace normalmente servito ai giornalisti ha preso fuoco: l'allenatore ha attaccato la squadra e Florenzi ha semplicemente detto "Abbiamo preparato male la partita". Ma chi la prepara la partita?
    Continua la crisi del Chelsea, dopo il 2-2 con il Newcastle, penultimo in Premier, ha perso a Oporto. Normalmente, Arsen Wenger si sarebbe fatto una grassa risata, che questa volta non è partita: l'Olimpiakos ne ha segnati tre all'Emirates e l'Arsenal è quarto nel suo girone. Mal comune, ma è meglio non sentire l'audi.

  • Alla fine hanno vinto tutte. Ma che fatica! L’Inter trova i tre punti al Var; la Juventus li conquista per l’enorme stupidaggine commessa da Zaza; il Napoli segna al 90’. E per ultima la Roma, sufficientemente brutta e fortunata riesce a stendere il Genoa.

    Ed è proprio della squadra di Di Francesco che voglio parlare. In fase di mercato, alla voce acquisti e cessioni, spesso gli allenatori non hanno molta voce in capitolo e, per come è stata congegnata la Roma è evidente che DiFra non abbia detto molto.

    I 20 e più milioni spesi per Pastore e i 26 per Cristante sono lo specchio. Di Francesco gioca con il 4-3-3, quindi senza fantasista. E Pastore è un fantasista! Che l’allenatore ha provato, prima dell’infortunio, a schierare centrocampista con scarsi risultati. Tentativo effettuato per non buttare l’investimento, ma il fallimento è stato evidente.

    Quindi si è passati al 4-2-3-1 e qui Cristante, che ha segnato anche contro il Genoa, non può giocare “secondo talento”, perché i due mediani non dovrebbero fare gli incursori (pena lo squilibrio tattico…). Quindi? Quindi, ne esce una prestazione senza capo né coda come quella contro il Genoa nella quale l’allenatore si è rifugiato nel 3-4-3.

    Pallotta, il presidente, ai suoi diesse chiede di fare trading con i calciatori, ma non sempre le cose vanno per il verso giusto. Così, quest’anno Monchi ha toppato. Ora correrà ai ripari. Scialacquando quattrini, che in estate potevano essere spesi meglio. Nel frattempo la pazienza (malgrado il 3-2 al Genoa) dei tifosi è praticamente al caffè.

  • Giocare una delle migliori partite dell’anno può anche non bastare per vincere, soprattutto se si gioca contro la Juventus, sempre più vicina allo scudetto. Il Milan piace, ma non può fermare la corsa dei futuri ri-campioni d’Italia. Segnano Mario Mandzukic e Paul Pogba; piace Balotelli e questa è un’ottima notizia per Antonio Conte. Il Napoli ha giocato otto volte senza Higuian: aggiornando le statistiche con la vittoria sul Verona (successo mai in discussione) i successi sono sei e i pareggi due. Sarri sembra aver ritrovato la sua squadra, sarà la partita di sabato a San Siro contro l’Inter a far luce sul futuro del Napoli, oggi a più sette sulla Roma che in serata gioca all’Olimpico contro il Bologna.

    Male la Fiorentina, che perde contro l’Empoli, al primo successo nel girone di ritorno: Paulo Sousa a fine stagione potrebbe liberare la panchina e firmare per lo Zenit San Pietroburgo. È più di una possibilità.

    In zona retrocessione, a Palermo, Walter Novellino rischia la panchina: la sconfitta con la Lazio di Simone Inzaghi, all’esordio tra i “prof”, è stata maldigerita. Soprattutto, dopo sei sconfitte in otto partite, le prospettive sono più cupe. Carpi e Frosinone (sfortunato con l’Inter), sperano nella salvezza.

  • La vittoria della Roma sulla Juventus allontana di sette giorni la festa scudetto della squadra di Allegri e ricaccia a distanza il Napoli che nel pomeriggio aveva impartito una incredibile lezione di calcio al Toro.

    Ma se i tifosi della Juventus non devono temere per lo scudetto che campeggerà anche nella prossima stagione sulle maglie della loro squadra del cuore, quattro punti da gettare al vento in due gare sono moltissimi, qualche preoccupazione in più, invece, la devono avere pensando alla singola partita. E ribaltando il discorso sull’Europa.

    La sconfitta, infatti, infila un tarlo nella testa: se Buffon sbagliasse anche contro il Real? Se la Juve andasse in difficoltà pure contro il Real? Se Higuain scioperasse per un tempo anche a Cardiff? Tutte domande lecite, paure che potevano tranquillamente fare capolino anche in caso di un successo sul campo della Roma, ma la sconfitta le catapulta nella testa con irruenza.

    Proprio così: nella testa dei giocatori della Juventus c’è una data una sola, il 3 giugno. E un pensiero fisso: la Champions. Perché tutto il resto è argenteria che in Corso Galileo Ferraris hanno accatastato un po’ dappertutto.

  • La trentunesima giornata ci ha ricordato che la Juventus è troppo forte per Roma e Napoli. Ma ci ha messo davanti a un’altra evidenza: Roma e Napoli sono molto più forti di Lazio, Atalanta, Milan e Inter. Insomma, la Serie A ha un primo livello occupato dalla squadra di Allegri e un secondo che è di Roma e Napoli, ma alle spalle di queste tre squadre c’è il vuoto.

    Lo ha dimostrato la partita dell’Olimpico, con la squadra di Sarri che ha segnato tre gol alla Lazio, in un quadro sconfortante per chi pensava che si potesse riaprire la lotta per il terzo posto. Troppo forte il Napoli, ancora troppo acerba la squadra di Inzaghi che ha giocato solo una ventina di minuti quando in campo è entrato Keita.

    Che dire poi dell’Inter che a Crotone ha fatto una figuraccia in piena regola. La supponenza e l’arroganza sono state punite dalla doppietta di Falcinelli, alla quale ha messo una pezza un gol di D’Ambrosio. Ma come la Lazio si è squagliata al momento di puntare al terzo posto, l’Inter si è sciolta dopo la pausa voluta dal calendario internazionale. L’incredibile secondo tempo con la Sampdoria è stato bissato dall’insenato primo tempo di Crotone.

    E a proposito del Crotone: ora vede l’Empoli che nelle ultime 11 partite ha ottenuti solo 2 punti. Mentre i ragazzi di Nicola hanno vinto le ultime due.

  • Il derby perso e il secondo posto a rischio, per la Roma non sono altro che l’ultimo anello di una stagione contradditoria. La squadra di Spalletti ha ottenuto buoni risultati, ma quando si è trattato di fare il salto di qualità ha sempre sbagliato la partita.

    Eliminazione ai preliminari di Champions contro il Porto, partita di campionato con la Juventus, derby di Coppa Italia, quindi eliminazione in Europa League contro il Lione e poi, ancora, con la possibilità più teorica che pratica di riaprire la corsa scudetto, ecco un’altra sconfitta con la Lazio.

    Una serie di indizi che fanno più di una prova, perché fino a ora, ad esempio, la Juventus ha ampiamente dimostrato di saper vincere tutte le partite chiave in Italia e in Europa.

    La domanda allora è cosa manca alla Roma? Apparentemente nulla, i calciatori sono tutti di ottimo livello (anche perché in molte partite hanno espresso un ottimo calcio), hanno qualità ed esperienza, pure l’allenatore è tra i più quotati. Ma evidentemente c’è qualcosa che non va, perché fallire tutte le gare chiave della stagione non è normale.

    La risposta? La risposta e la cura l’avremo durante il prossimo mercato.

  • Bene la Juventus, così così la Roma (sconfitta in casa dal Villareal), male la Fiorentina che all’andata, pur vincendo, aveva dimostrato di essere inferiore al Borussia Mönchengladbach

    La Juventus, arrivata in Portogallo accompagnata dalle polemiche sulla decisione di far accomodare in tribuna Leonardo Bonucci, contro il Porto non ha mai rischiato. La squadra di Nuno nei primi minuti ha provato a giocare, poi la solidità dei bianconeri ha fatto intendere che non ci sarebbe stata la possibilità di passare. L’espulsione di Telles ha fatto il resto, offrendo due considerazioni. La prima: abbiamo visto una Juventus sicura, che non ha mai avuto fretta, che ha fatto girare palla (magari commettendo degli errori tecnici), fino a quando è arrivato il gol. Secondo: manca il giocatore che sa saltare l’uomo, che con un dribbling crea superiorità numerica (almeno, dovrebbe essere Cuadrado che a Oporto ha giocato male). 

    Della Roma, in Europa League, non mi è piaciuto lo spirito con il quale la squadra è scesa in campo. Troppa sufficienza, quando, invece, dalle riserve mi sarei atteso una notevole carica agonistica per insinuare dubbi in Spalletti. Che in sette giorni, contro Inter, Lazio e Napoli, a ragione potrebbe abolire il turn-over (non si potrebbe dargli torto).

  • Vince la Roma e l’Inter, ancora una volta, rimane a bocca asciutta sul più bello. Per la squadra di Pioli, la Champions si allontana, in una giornata che malgrado l’impegno non semplice, si preannunciava favorevole, vista la sconfitta interna del Napoli con l’Atalanta

    La Roma, questa Roma, però, è una squadra che può compiere qualsiasi impresa: Spalletti, con il sacrificio di un attaccante, la difesa a tre e Nainggolan schierato sulla linea degli attaccanti con compiti vari (in pratica può fare ciò che ritiene opportuno e utile alla squadra) è meno vulnerabile della prima parta di stagione ed è solida e robusta. Lo ha dimostrato pure contro l’Inter prima imbottita di centrocampisti che si inserivano e poi zeppa di attaccanti che stazionavano nell’area di rigore. La difesa ha retto senza balbettare, mentre Nainggolan è stato praticamente perfetto. 

    Un giocatore eccezionale! Nulla a che vedere con quello che ho visto giocare a Piacenza. La società lo spacciava per trequartista, ma non segnava; regista non era e incursore neppure, la cessione al Cagliari e il successivo passaggio alla Roma, ci hanno consegnato un elemento che può giocare ovunque. Un giocatore che la Roma dovrà tenersi stretta. Perché l’assalto delle inglesi è già iniziato.

  • Analisi statistica della partita 
    [Dati forniti da InStat - www.instatfootball.com]

    Il dato relativo al possesso palla nei 90 minuti ha mostrato equilibrio: 51% per l’Inter e 49% per la RomaL’Inter ha portato 115 attacchi, contro i 97 della Roma. I locali hanno attaccato con 83 sviluppi offensivi manovrati, 20 attacchi in contropiede e 12 sui calci piazzati, la Roma ha fatto registrare un dato di 68 sviluppi offensivi manovrati, 22 attacchi in contropiede e 7 sui calci piazzati. Sono stati 11 i tiri per la Roma e 12 quelli dei locali. L’Inter ha effettuato ben 23 cross, ma solo 4 precisi, mentre la Roma è arrivata al cross 5 volte con 3 precisi. L’Inter ha battuto 10 corner contro due dei giallorossi. Due cartellini gialli per parte. 

    La Roma è partita forte, con un possesso del 58% nel primo quarto d’ora di partita, andando al tiro ben 4 volte contro un tentativo dei locali. Nei successivi 30 minuti della prima frazione la squadra di casa ha cercato di reagire allo svantaggio con un possesso medio del 54%, la Roma ha fatto ricorso in questo periodo a ben 9 falli in mezzora, di cui però ben 7 nella metà campo avversaria. Nel secondo tempo la prima mezzora ha visto i locali mantenere un possesso del 61% con ben sei tentativi di tiro cui la Roma ha risposto con due tiri dei quali uno è valso il raddoppio, poi nel quarto d’ora finale i giallorossi hanno mostrato lucidità mantenendo una gestione palla del 58%. 

    L’Inter ha attaccato di più dalle fasce: 36 attacchi da sinistra e 40 da destra, 27 dal centro. La Roma ha attaccato con equilibrio: 32 attacchi dal centro e 29 sia da destra che da sinistra. 

    L’Inter ha effettuato 493 passaggi con il 79% di precisione, mentre i giallorossi ne hanno effettuati 490 con l’80% di precisione. Sono stati 125 i passaggi preparatori dei locali contro i 98 degli ospiti, superiorità ospite nel dato dei costruttivi (375 a 340 per i giallorossi). L’Inter ha tentato 28 passaggi incisivi/chiave di cui 16 precisi: contro 17 tentati degli ospiti di cui 11 precisi. L’Inter ha effettuato 35 passaggi lunghi contro 41 della Roma

    La Roma ha prevalso nei contrasti bassi con il 52% di vinti e ancor di più nei duelli aerei con il 62% di vinti. Migliore il dato ospite nell’aggressività in fase di non possesso: con 76 palloni vaganti conquistati per i nerazzurri e 78 per la Roma; superiorità ospite anche nel dato dei palloni intercettati: 61 a 57 per i giallorossi. 

    Il giocatore dell’Inter che ha ricevuto più passaggi è stato Gagliardini con 55 seguito da Kondogbia con 40. L’Inter ha mantenuto un maggiore possesso palla per lunghi tratti del match ma ha effettuato ben 125 passaggi preparatori, trovando con difficoltà la verticalizzazione profonda. Infatti la linea di passaggio più battuta è stata quella da Medel a Murillo con 13 passaggi, seguita da quella da Gagliardini a Kondogbia con 12. Da sottolineare come Joao Mario sia riuscito poco a dialogare con il centravanti Icardi, infatti sono stati solo tre i passaggi dal portoghese all’argentino, e solo uno da Icardi a Joao Mario. In difficoltà anche Brozovic che ha giocato di fatto solo con Perisic (14 passaggi nelle due direzioni), completando in 55 minuti solo 25 passaggi precisi. Candreva ha effettuato più cross di tutti i compagni: 7. 

    Nella Roma il più cercato dai compagni è risultato essere Dzeko con 59 passaggi ricevuti, seguito da Strootman con 50.Il maggior numero di attacchi al centro per i giallorossi è dovuto proprio alla capacità di smarcamento di Strootman, sempre diagonale rispetto al portatore, ha ricevuto di più da Peres (11) e da De Rossi (10), verticalizzando ben 10 volte con precisione per DzekoNainggolan ha dato sbocco alla manovra a sinistra, ricevendo da Juan 11 passaggi, riuscendo poi a non tornare indietro ma a servire ben 7 volte Dzeko e 6 volte Salah.

  • Analisi statistica - Dati forniti da Instat www.instatfootball.com

    Il dato relativo al possesso palla nei 90 minuti ha mostrato una netta prevalenza per la Juventus: 58% per gli ospiti e 42% per i giallorossi. La Juventus ha portato 82 attacchi, contro i 74 della Roma. La Juventus ha attaccato con 68 sviluppi offensivi manovrati, 6 attacchi in contropiede e 8 sui calci piazzati, la Roma ha fatto registrare un dato di 51 sviluppi offensivi manovrati, 17 attacchi in contropiede e 6 sui calci piazzati. Sono stati 12 i tiri per la Roma e 17 quelli della Juventus. Superiorità ospite nel numero e nella precisione dei cross tentati: i locali li hanno tentati 8 volte di cui 0 precisi mentrela Juventus ha effettuato 17 cross di cui 8 precisi. I cross tentati da calcio di punizione sono stati uno per parte. La Juventus ha battuto 6 calci d’angolo contro 5 della Roma. Tre gialli per i romanisti e due per i bianconeri.

    Il primo quarto d’ora di partita ha visto il possesso del 56% per la Juventus ma solo un tiro tentato per parte, poi nel quarto d’ora centrale del primo tempo la partita si è accesa: possesso in equilibrio e 5 tiri tentati dalla Roma e 4 per la Juventus, anche nel finale di tempo con il possesso del 60% per i bianconeri ci sono state molte conclusioni: 5 per gli ospiti e tre per i locali. Nel secondo tempo la Roma ha mantenuto superiorità nel possesso (53%) nei primi quindici minuti, poi nella mezzora finale la Juventus controllava il pallone per il 65% del tempo. Da sottolineare come nella prima mezzora del secondo tempo le conclusioni siano state poche: due per la Roma e una per la Juventus, poi nel quarto d’ora finale ben sei tiri per i bianconeri ma solo uno in porta.

    La Juventus ha concluso al tiro 11 attacchi manovrati, ha effettuato un tiro su attacco in contropiede e 4 su sviluppo da calcio piazzato, mentre i giallorossi hanno tirato 5 volte dopo azione manovrata, 3 volte al culmine di attacchi in contropiede e 2 su sviluppo da calcio piazzato. La Juventus ha attaccato prevalentemente da destra: 33 attacchi, poi 22 attacchi dal centro e solo 17 da sinistra. La Roma ha attaccato con grande equilibrio dalle fasce: 23 attacchi sia da destra che da sinistra e 22 dal centro.

    La Juventus ha effettuato 522 passaggi con l’87% di precisione, mentre i giallorossi ne hanno effettuati 444 con l’86% di precisione. Sono stati 125 i passaggi preparatori dei locali contro i 161 degli ospiti, superiorità ospite netta anche nel dato dei costruttivi (347 a 312 per i bianconeri). Di poco superiore la Juventus nel numero e nella precisione dei passaggi incisivi/chiave: 7 tentati dai locali di cui 3 precisi contro 14 tentati degli ospiti di cui 8 precisi. La Juventus ha effettuato 35 passaggi lunghi contro 31 della Roma.

    Supremazia ospite nei contrasti bassi (59% in favore della Juve), e superiorità locale nei duelli aerei: 56% di vinti dai romanisti. Migliore il dato degli ospiti nell’aggressività in fase di non possesso: con 62 palloni vaganti conquistati per i bianconeri e 49 per la Roma; superiorità locale nel dato dei palloni intercettati: 49 a 39 per i giallorossi. I locali hanno commesso 9 falli, 5 quelli degli ospiti. Sono 20 i dribbling tentati dai locali con il 40% di riuscita, mentre gli ospiti ne hanno tentati 31 con il 65% di positivi.

    Nella Roma il più cercato dai compagni è risultato essere Paredes con 55 passaggi ricevuti, seguito da De Rossi con 45. La linea di passaggio più battuta è stata quella da Emerson a El Sharawi con 14 passaggi seguita da quella da De Rossi a Paredes con 13. Interessante la posizione di Perotti, che si è mosso prevalentemente incontro sulla trequarti sinistra dell’attacco giallorosso, ricevendo 12 passaggi da Paredes e 7 da Emerson, restituendo 8 palloni a Paredes e 5 a De Rossi, ma anche andando a cercare il cambio di fronte con 6 palloni giocati a Rudiger, il quale ha tentato più cross di tutti i compagni: 5.

    Il giocatore della Juventus che ha ricevuto più passaggi è stato Bonucci con 67 seguito da Benatia con 53. I due centrali Bonucci e Benatia hanno scambiato ben 36 passaggi, Pjanic è riuscito poco a verticalizzare andando di fatto ad aiutare i due centrali nel giro palla (ricevuti 10 passaggi da Benatia e restituiti 17 a Bonucci, a destra Cuadrado ha ricevuto 11 passaggi da Lichtsteiner, ha perso 5 palloni ma è stato il principale servitore di Higuain con 6 passaggi, mentre Mandzukic ha ricevuto 14 passaggi da Asamoah, ma ha perso 67 palloni giocando ad Higuain solo 4 passaggi.

  • Sampdoria – Roma 3 - 2 Analisi statistica della partita
    [Dati forniti da Instat - www.Instatfootball.com]

    Il dato relativo al possesso palla nei 90 minuti ha mostrato una prevalenza per la Roma: 55% per i giallorossi e 45% per i blucerchiati. La Samp ha portato 92 attacchi, contro i 104 della Roma. La Sampdoria ha attaccato con 67 sviluppi offensivi manovrati, 15 attacchi in contropiede e 10 sui calci piazzati, la Roma ha fatto registrare un dato di 72 sviluppi offensivi manovrati, ben 20 attacchi in contropiede e 12 sui calci piazzati. Sono stati 15 i tiri per la Roma e 16 quelli dei genovesi. Equilibrio nel numero e nella precisione dei cross tentati: i locali li hanno tentati 18 volte di cui 7 precisi mentre la Roma ha effettuato 18 cross di cui 5 precisi. Sono stati 7 per parte i calci d’angolo. Due cartellini gialli per i padroni di casa e tre per gli ospiti.

    Nella prima mezzora di partita la Sampdoria ha mantenuto un possesso medio del 58% con ben 9 tiri tentati contro 5 della Roma, ma i giallorossi sono risultati in questa fase molto più precisi con ben 4 conclusioni su 5 nello specchio della porta contro solo due su nove per i locali. Nel finale di partita la Samp si affidava ai falli (6 in 15 minuti) per contrastare il possesso giallorosso al 67% con 4 tiri tentati dai romanisti.

    La Samp ha attaccato con grande equilibrio: 29 attacchi dal centro, 27 da sinistra e 26 da destra. La Roma ha attaccato prevalentemente da sinistra: 36 attacchi, poi 31 dal centro e 26 da destra.

    La Samp ha effettuato 376 passaggi con il 79% di precisione, mentre i giallorossi ne hanno effettuati 536 con l’82% di precisione. Sono stati 87 i passaggi preparatori dei locali contro i 153 degli ospiti, superiorità ospite netta anche nel dato dei costruttivi (355 a 2786 per i giallorossi). Di poco superiore la Roma nel numero ma più efficace la Samp nella precisione dei passaggi incisivi/chiave: 19 tentati dai locali di cui 12 precisi contro 28 tentati degli ospiti di cui 13 precisi. La Samp ha effettuato 28 passaggi lunghi contro 37 della Roma.

    La Roma ha dominato nei contrasti bassi con il 56% di vinti e ancor di più nei duelli aerei con il 58% di vinti. Migliore il dato dei locali nell’aggressività in fase di non possesso: con 64 palloni vaganti conquistati per i blucerchiati e 61 per la Roma; superiorità locale anche nel dato dei palloni intercettati: 59 a 53 per i blucerchiati. 

    Il giocatore della Samp che ha ricevuto più passaggi è stato Barreto con 38 seguito da Muriel con 36. Da sottolineare come la prevalenza di attacchi al centro da parte della Samp sia dovuta al movimento delle punte e in particolare di Quagliarella, che anziché aprirsi a cercare ampiezza ha mantenuto una posizione verticale alle spalle di Muriel, ricevendo 8 verticalizzazioni da Torreia e 8 da Silvestre, mentre Muriel si apriva a sinistra per ricevere 8 passaggi da Regini e 7 da Bruno Fernandes. Praet ha effettuato più cross di tutti i compagni: 5.

    Nella Roma il più cercato dai compagni è risultato essere Perotti con 54 passaggi ricevuti, seguito da Emerson con 52.  Il maggior numero di attacchi a sinistra della Roma è dovuto proprio al movimento di Perotti che ha alternato smarcamenti laterali a ricezioni di palla in trequarti diventando catalizzatore dei passaggi sia di Emerson (12) che di De Rossi (10), mentre sul lato opposto Peres non ha trovato sbocchi su Naingolan e Dzeko che in tutto hanno ricevuto solo 5 palloni dal laterale destro, che ha quindi giocato all’indietro ben 11 palloni a Rudiger. Più cross di tutti li ha tentati Perotti: 8.

  • C’è chi finge di sorridere, chi sorride e chi maledice l’urna. Spesso va così, perché sorteggi benevoli per cinque squadre non capitano mai, ma la Juventus, vincitrice del suo gruppo, non può essere entusiasta: l’Atletico Madrid, vincitore dell’ultima Europa League, allenato da Diego Pablo Simeone e con Antoine Griezmann, non è il meglio che possa capitare. Certo, c’è chi ironizza: prendiamo subito confidenza con il “Wanda Metropolitano”, lo stadio della finale. Ma da ridere non c’è moltissimo! L’Atletico, nella Liga, è secondo a -3 dal Barcellona e con due punti di vantaggio sul Real Madrid… Meglio è andata alla Roma, perché l’urna ha restituito la rivincita di tre anni fa contro il Porto. I portoghesi hanno vinto il gruppo meno interessante con Schalke 04, Galatasaray e Lokomotiv Mosca. Poteva andare peggio, perché PSG, Manchester City, Barcellona e Bayern, ad esempio, sembrano più attrezzate. La Roma, comunque, prima deve risolvere un po’ di problemi interni…

    In Europa League, Inter e Napoli, avevano la quasi certezza di non pescare malissimo, così Icardi giocherà a Vienna all’Allianz Stadion contro il Rapid, mentre Ancelotti sarà ospite dello Zurigo nella gara di andata. Insomma, i problemi dovrebbero sorgere dagli ottavi di finale in poi… Chi, invece, ha il diritto di imprecare è la Lazio, che affronterà il Siviglia, secondo in Liga con l’Atletico Madrid.

    Ora due mesi di letargo, dal 12 febbraio si riprende con l’eliminazione diretta. Insomma, un’altra Coppa.

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