Real Madrid

  • Dopo aver visto il gol in rovesciata che Cristiano Ronaldo ha segnato alla Juventus penso si possa scrivere qualsiasi cosa. Una però è chiara, banale: il Real è più forte, lo ha dimostrato l’anno scorso a Cardiff, lo ha confermato questa sera a Torino, 4 gol in finale, 3 nei quarti.

    Che i Galacticos siano fuori portata i tifosi della Juventus lo hanno capito e hanno applaudito squadra del cuore e avversari. E non è da tutti, perché quando tifi per chi ha vinto sei scudetti consecutivi non è facile ammettere a sé stessi che ci possa essere qualcuno che ti è superiore. Invece lo “Stadium” ha riconosciuto la prodezza di CR7, la forza del Real l’impegno di una Juventus alla quale manca ancora qualcosa per raggiungere la vetta d’Europa.

    Allegri ha scelto di affrontare il Real con il 4-4-2, ma la rete dello 0-1 segnata dal Real dopo 3’ non ha permesso di comprendere se la strategia dell’allenatore fosse giusta o meno. Di certo la Juve ha provato a reagire, Keylor Navas ha dimostrato che Gigio Donnarumma ai “Blancos” non serve, mentre la traversa ha salvato Buffon dal raddoppio (e dal poker) degli ospiti.

    A chi diceva (e scriveva) che Dybala è l’erede di Messi o di qualche fenomeno consigliamo di rivedere la partita (non solo questa). L’argentino della Juventus è un ottimo giocatore, uno dei tre migliori del nostro campionato. Ma non è ancora al livello di chi da dieci anni domina la scena mondiale.

  • Belle per un tempo. E’ poco! Troppo poco. Passi per il Napoli che obiettivamente aveva poche possibilità di battere il Real Madrid, ma il crollo della Roma a Lione è veramente inspiegabile. O meglio una spiegazione c’è l’ha. La mancanza di serenità di un ambiente che dopo la bella e meritata vittoria di San Siro con l’Inter, non ha saputo reggere l’urto della sconfitta in Coppa Italia con la Lazio. Quindi è arrivato il ko in casa con il Napoli. E ancora, la Roma è stata battuta 4-2 anche a Lione. Tre sconfitte in otto giorni!

    La rosa a disposizione di Spalletti è di poco inferiore a quella della Juventus, ma non ci si riesce a spiegare la mancanza di continuità di un gruppo che, sorteggio permettendo, avrebbe (non è ancora detta l’ultima parola come insegna il Barcellona) dovuto giocare la finale con il Manchester United.

    Dopo un ottimo primo tempo, la Roma a Lione si è autocancellata dal campo, infilzata dopo 2’ della ripresa da Tolisso non è più stata capace di reagire, di riprendere il dominio a centrocampo.

    Inutile stare a dire che la squadra potrebbe avere la testa altrove per la questione stadio, perché non è così, ma in società non sono piaciute un paio di uscite dell’allenatore. La prima dopo la vittoria con il Torino quando disse (senza che nessuno facesse domande al riguardo) che sarebbe rimasto solo se fosse stato rinnovato il contratto di Totti e l’altra è la mancanza di chiarezza sul futuro. Spalletti potrebbe aver scavalcato Paulo Sousa nella corsa alla panchina della Juventus (se Allegri dovesse veramente lasciare). Ma a Torino vogliono allenatori vincenti!

  • Il tempo delle dichiarazioni sta per lasciare spazio alla partita. Ci hanno provato da una parte e dall’altra a incensare e spaventare l’avversario, ma ora non si può più. C’è da pensare alla partita, a Juventus-Real Madrid, alla finale di Champions, che poi è sempre un appuntamento con la storia.

    Massimiliano Allegri ha deciso di giocare a carte scoperte. La formazione praticamente l’ha comunicata: 4-2-3-1, con Barzagli esterno basso e Dani Alves con Dybala e Mandzukic alle spalle di Higuain. Raramente si è visto un allenatore comunicare la formazione di una finale con così largo anticipo, ma questo è sinonimo della tranquillità che c’è in casa Juve.

    Il Real si sente favorito, ma anche la Juventus sa che ha tutto per portarsi a casa la “Coppa dalle grandi orecchie”. Difesa impenetrabile da una parte, attacco stellare dall’altra; ma è chiaro che la Juve abbia qualcosa in più: la capacità di far giocare male gli avversari. E non solo: la Juventus, dalla retroguardia impenetrabile, quando ha palla ha qualità: Dybala inventa gol splendidi, Higuain è capace di tutto, Pjanic non conviene lasciarlo solo, ma anche Khedira non può essere dimenticato dalle difese. E che dire di “Marione” Mandzukic, attaccante-terzino o di Dani Alves?

    Cristiano Ronaldo sfodera sorrisi, Sergio Ramos chiama a raccolta la squadra; Zidane vorrebbe far giocare Isco, senza rinunciare a Gareth Bale.

    Tutti vorrebbero la Coppa, ma la alzerà uno solo. Chi?

Magazine in Edicola