precampionato

  • Nel periodo di inizio stagione, ma non solo, è doveroso insistere sulle conclusioni a rete, in area di rigore e fuori dalla stessa, per stimolare i propri calciatori in questa situazione. Che presenta diversi aspetti da tenere in considerazione. Le esercitazioni per migliorare.

    L'atto finale del gioco del calcio è sicuramente il gol. Ecco perché quando si parla di una rete, si utilizza spesso il termine finalizzazione; questa è di solito il gesto conclusivo di un'azione. Si tratta di un’abilità tecnica individuale che coinvolge molteplici aree. Ha infatti dimensioni:
    • tecnico-motorie, determinate dalla qualità di esecuzione del gesto stesso e dal livello di coordinazione raggiunto;
    • psicologiche, correlate al poco tempo per decidere, alla percezione del rischio, al coraggio, alla paura dell'errore;
    • cognitive-percettive, in relazione alla capacità di presa di decisione, di risoluzione immediata del problema e di analisi dei dati provenienti dall'ambiente esterno.

    Allenare il tiro in porta, quindi, significa controllare queste variabili per creare sedute coerenti, funzionali ed efficaci.

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  • Quattro articoli dedicati all’inizio stagione, con i campionati dei dilettanti ancora fermi. Giuseppe Zuccarelli si è dedicato all’analisi del 2>2, elemento da insegnare sia negli giovani sia negli adulti. I princìpi di tale situazione e diverse proposte pratiche esemplificative. Sui corner si è espresso, invece, Giovanni Vampa, approfondendo una metodologia che permette di organizzare più soluzioni in fase d’attacco con poco tempo a disposizione: ideale per quelle squadre che si allenano due o tre volte a settimana.

  • Speciale precampionato
    La pianificazione dell’allenamento fisico durante la preparazione. Le proposte per il training aerobico, di forza, la prevenzione, l’agility e la rapidità.

    Il periodo preparatorio al campionato è sempre stato immaginato come un momento di grande sforzo fisico da parte dei giocatori, con volumi di lavoro importanti, doppie sedute e pochissimi giorni di recupero, al fine di trovarsi avvantaggiati durante l’arco della stagione. Ma è realmente così? Molti sono ancora convinti di questo, nonostante gli schemi e le dinamiche che ruotano intorno al calcio siano in continua evoluzione.

  • Quanto conta a inizio anno osservare le atlete per stilare un piano di lavoro funzionale alle loro esigenze e al modello di gioco che si intende proporre. Lo sviluppo delle componenti fisiche e l’importanza della comunicazione.

  • Speciale precampionato
    Quattro esercizi “fondamentali” per allenare in modo funzionale la forza per il calciatore, oltre ad alcune proposte specifiche.

    Lo sviluppo delle capacità condizionali verte su un miglioramento degli aspetti neuromuscolari atto a incentivare la capacità di rispondere a stimoli specifici nelle situazioni di gioco che si vengono a creare in una partita.

  • Partire dagli aspetti aerobici nel periodo preparatorio è importante per costruire quella base utile alle proposte successive. I lavori “a secco”, quelli con palla e l’intervento lattacido.

    Anche quest’anno siamo giunti al termine della stagione calcistica, ma c’è già la necessità di proiettarsi sulla programmazione di un nuovo inizio, un punto zero che comincia sempre dal primo allenamento della stagione successiva. A luglio, infatti, si iniziano a porre le basi per il cosiddetto pre-season.

    La priorità di uno staff è quella di sfruttare in modo ottimale le settimane a disposizione che precedono l’avvio del campionato, in modo tale da far raggiungere ai propri atleti uno stato di forma ideale per affrontare il periodo competitivo. Dal punto di vista degli obiettivi fisici, credo sia importante integrarli con quelli che propone il mister (tecnico-tattici), tenendo presente che le esercitazioni a connotazione atletica possono essere svolte con o senza palla.

    La figura del preparatore atletico negli ultimi anni si è molto evoluta e oggi, grazie a strumenti come GPS e match analysis, può proporre allenamenti molto più mirati e creare con efficacia adattamenti rivolti direttamente al modello di prestazione. Riguardo questo ultimo aspetto, chi può sfruttare una propria raccolta dati durante le competizioni degli ultimi anni, può avere un “modello” che regolarmente deve essere aggiornato.

  • Come tutti gli anni, in questo periodo, la maggior parte degli allenatori sta pensando alla programmazione della preparazione precampionato. Molti sono alla ricerca di tabelle, spesso preconfezionate da utilizzare con la propria squadra. Altri sono pronti a rivoluzionare quanto hanno proposto appena 12 mesi prima, convinti che ogni anno la fase iniziare deve essere diversa. Ma è davvero così? Conviene chiarire fin da subito come agire.

    - Prima di tutto gli aspetti fisiologici che determinano la prestazione e i princìpi che permettono di migliorare le qualità fisiche sono noti e definiti dalla scienza, non possono cambiare di anno in anno. Ciò che invece può variare sono i mezzi che ogni allenatore propone per raggiungere gli obiettivi prefissati. L’arrivo è lo stesso, le strade che si possono percorrere sono tra le più disparate.

    - Per la preparazione, quindi, anche per i motivi appena indicati, non conviene (a parità di categoria, di settore giovanile o di adulti) stravolgere ogni anno quello che si è proposto la stagione precedente. Si possono fare degli aggiustamenti, utilizzare esercitazioni differenti, perfezionando sempre più il proprio lavoro, ma i concetti dettati dal modello prestativo rimangono tali.

    - La metodologia dell’allenatore, ovvero il suo modo di porsi sul campo, di relazionarsi coi giocatori, di trasmettere le competenze, di scegliere soluzioni tattiche, può modificarsi, perché il sapere è sempre in evoluzione e il buon allenatore deve continuare ad aggiornarsi. Ma, anche in questo caso, le differenze devono essere minime. Si tratta di limare i particolari.

    - Per tutti questi motivi non abbiamo ritenuto opportuno rivoluzionare tutto ciò che è stato evidenziato negli anni passati. La linea guida è identica, le tabelle sono simili all’anno scorso e rimangono solamente uno spunto per riflettere in modo da costruire le proprie o una traccia da seguire. Abbiamo preparato articoli su argomenti specifici, sempre utili quali i test, il monitoraggio del carico interno, gli small-sided games, il lavoro coi giovani, i portieri, le donne, oltre alle indicazioni alimentari e dal punto di vista psicologico. E, per chi volesse approfondire ancor di più, vi suggeriamo i nostri due Indispensabili, La preparazione precampionato (a cura di Vanni Sartini, Fabrizio Borri e Ferretto Ferretti, il numero 3) e Il precampionato dei giovani(a cura di Andrea Millefanti, Athos Trecroci e Mattia Bianchi, il numero 8). Inoltre, non perdete il prossimo numero, con ulteriori articoli utili per il precampionato.

    L'approfondimento su IL NUOVO CALCIO di luglio in edicola o in abbonamento

  • Speciale precampionato
    Quali comportamenti adottare coi giovani portieri, ma anche con gli adulti per arricchire il loro bagaglio motorio e soprattutto tecnico. L’importanza delle percezione nell’allenamento situazione per i più grandi. Cosa fare (“Sì, sempre”) e quali errori non commettere (“Attenti a…”)

    Il precampionato è un momento importante per lavorare coi numeri uno visto anche il maggior tempo a disposizione per allenarsi. Con quelli idealmente dagli Esordienti e dei Giovanissimi la tecnica è fondamentale, poi contano le situazioni e le percezioni dei portieri.

  • Approfondimento precampionato
    L’utilizzo di questo attrezzo nel pre e post-allenamento porta sicuramente dei benefici alla prestazione. Le proposte pratiche.

  • Come utilizzare la messaggistica istantanea per gestire al meglio la propria squadra.

    Spiegare in che modo la messaggistica istantanea (Whatsapp, iMessage, Messenger tra le più comuni e utilizzate) abbiano cambiato la nostra quotidianità negli ultimi anni richiederebbe probabilmente molto più di qualche riga: questi strumenti innovativi hanno di fatti reso a portata di click azioni che fino a qualche decennio fa avrebbero necessitato di tempi certamente più lunghi. Limiteremo, quindi, la nostra analisi alle modalità con cui tali “mezzi” possano aiutare le società calcistiche, e nello specifico gli allenatori, per gestire al meglio i giocatori che seguono.

    In linea generale, si tende a pensare che i “gruppi digitali”, creati su queste applicazioni, servano per lo più ai ragazzi per il proprio divertimento e ciò trova sicuramente riscontro pensando a quanto tempo i giovani spendono giornalmente su questi strumenti per condividere le loro esperienze.

    Questo utilizzo ludico, però, non è l'unico possibile: in questo articolo, vogliamo provare a spiegare che è anche possibile sfruttarli per un fine più funzionale all'attività sportiva e nello specifico alla gestione della squadra. Il tutto in maniera seria e professionale.

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  • Perché può essere utile o meno sfruttare questo mezzo di allenamento con gli adulti e coi ragazzi del settore giovanile.

    In molti campi da calcio capita di trovare una pista di atletica adiacente al terreno di gioco, con una o due buche di salto in lungo contenenti sabbia; alcune volte, purtroppo, in stato di abbandono. In realtà, queste potrebbero essere un’ottima opportunità per agire dal punto di vista fisico con l’intenzione di alternare gli stimoli allenanti.

    Tale metodica (proporre una diversità di stimoli) può, in fase adolescenziale, far crescere le competenze motorie dei ragazzi, mentre per i giocatori già evoluti evitare la monotonia. Dal punto di vista del carico di allenamento, per evitare la “noia” e quindi situazioni di stallo, si dovrebbe imparare a:
    • variare il sistema del carico, applicando il principio dell’aumento progressivo col progredire dell’allenamento;
    • modificare gli stimoli motori e le tipologie di contrazione;
    • cambiare la velocità di esecuzione delle esercitazioni proposte;
    • variare le attrezzature, i metodi e i mezzi;
    • alternare nelle differenti fasi della seduta l’enfasi sulle finalità che si intendono perseguire.

    VANTAGGI E SVANTAGGI
    Per quanto concerne l’utilizzo della sabbia, è importante sottolineare che come tutte le esercitazioni che si intendono utilizzare è unicamente un mezzo di lavoro, dunque non deve essere considerato migliore o peggiore rispetto ad altri. Infatti, presenta vantaggi e svantaggi ed è opportuno comprenderli per sfruttarli al meglio. La sabbia è un ottimo strumento multifunzionale, ad esempio, per:
    l’esecuzione dei test di salto in lungo;
    l’allenamento propriocettivo e la prevenzione degli infortuni;
    la rieducazione motoria post-infortunio;
    il potenziamento muscolare;
    il miglioramento della tecnica di corsa.

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  • Speciale precampionato Giovani

    La crescita repentina dei ragazzi può portare a scompensi coordinativi, dovuti anche alla diversa velocità di sviluppo di arti superiori e inferiori. Nello scritto cinque proposte pratiche mirate al miglioramento della coordinazione nei giovani calciatori.

  • I pareri di cinque allenatori professionisti, che hanno analizzato come strutturare le sedute, in che modo approcciarsi alla squadra e valutare la rosa, oltre agli aspetti su cui insistere maggiormente. La preparazione precampionato non ha come obiettivo solo quello fisico, il dover portare la squadra a buoni livelli atletici in vista dell’inizio del campionato. Ma sono fondamentali gli aspetti tecnico-tattici: l’allenatore deve trasmettere ai giocatori i suoi princìpi e far capire loro le metodologie che verranno utilizzate. Per approfondire questi aspetti, abbiamo intervistato Giovanni Cusatis, Sandro Pochesci, Michele Marcolini, David Sassarini e Antonio Calabro che hanno espresso il loro punto di vista su questa delicata fase della stagione.

  • Le modalità ideali per stimolare la rapidità nel calciatore, sia durante la preparazione sia nella stagione agonistica. Proposte “a secco” oppure integrate.

    Prima di addentrarci nelle proposte pratiche dell’allenamento della rapidità, è bene fare chiarezza su alcuni concetti secondo la letteratura scientifica. Nel 1980 Benedek & Palfai indicavano la rapidità nel calcio come la capacità di “Agire e reagire con prontezza, scattare e correre velocemente, di trattare la palla rapidamente, di intuire rapidamente e di sfruttare quindi la situazione esi- stente”. Risulta da subito chiaro come la rapidità sia caratterizzata da elementi che derivano dalle capacità organico-muscolari (capacità condizionali) e da altri quali la rapidità di percezione, di anticipazione, di presa di decisione, di reazione (capacità coordinative).

    La rapidità di un atleta nei giochi sportivi rappresenta dunque una qualità complessa, composta da diverse qualità psico-fisiche quali:

    - capacità di percepire nel più breve tempo possibile le situazioni di gioco e le loro variazioni = velocità percettiva;
    - capacità di prevedere mentalmente nel più breve tempo possibile quale sarà lo sviluppo del gioco e soprattutto il comportamento dell’avversario diretto = rapidità di anticipazione;
    - capacità di decidere in un tempo brevissimo la più opportuna tra le molte azioni possibili = rapidità nella presa di decisione;
    - capacità di reagire rapidamente a sviluppi imprevisti della situazione = rapidità di reazione;
    - capacità di riuscire ad agire più rapidamente ed efficacemente possibile durante la partita, integrando tra loro le qualità cognitive, tecnico-tattiche, organico-muscolari delle quali si è in possesso = rapidità generale di azione (Weineck, 2009)

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  • Speciale precampionato
    Diverse proposte pratiche per attivare questa parte del corpo, fondamentale in quanto coinvolta in tutti i principali movimenti tipici del calcio. I consigli e le attenzioni da avere.

  • Speciale precampionato. Giovani
    Una serie di indicazioni pratiche tratte dal libro “Il precampionato dei giovani” (qui per info e acquisti) con i consigli di Matteo Cioffi, da 8 anni nel settore giovanile della Fiorentina e tecnico da 6 stagioni degli Allievi: un vero esperto della categoria.

    Gli Allievi rappresentano l’apice della formazione del giovane calciatore nel vivaio. L’obiettivo di una società che lavora per costruire giocatori è quello di individuare i ragazzi che, al termine dell’esperienza in tale categoria, siano pronti per il salto in prima squadra. Ecco che allora il mister degli Allievi non può trascurare alcuni “temi” necessari, che negli anni precedenti non rappresentavano una priorità: l’organizzazione tattica collettiva, sia in fase di possesso sia in non possesso, le transizioni, ma anche e soprattutto la mentalità da calciatore. Con quest’ultima, si intende un’attitudine mentale rivolta al conseguimento del risultato, ma anche una ricerca del miglioramento personale e una cura dei dettagli che contribuiscono a questo: parliamo dell’interesse verso un’alimentazione equilibrata e consona agli impegni calcistici, la maturità nella prevenzione degli infortuni, la responsabilità nei propri comportamenti all’interno del centro sportivo.

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