portieri

  • Per lavorare al meglio nel calcio a volte è necessario riconsiderare gli aspetti importanti dell’allenamento, parliamo di obiettivi, situazione dei giocatori, capacità da sviluppare. In questo articolo si propone un sunto su ciò che conta davvero per il giovane portiere.

    Il ruolo del portiere nel calcio moderno è sempre più sotto la lente di ingrandimento e come non mai oggetto di studio. Oggi lo scopo di addetti ai lavori, allenatori, osservatori, società... è quello di trovare, analizzare e sfruttare pienamente tutte le potenzialità dell’undicesimo uomo in campo... Anche se spesso non viene contemplato nei famosi sistemi di gioco (4-4-2, 4-3-3, 3-5-2), ricopre un compito particolare e molto importante. È vero che indossa una maglietta di colore diverso, si infila un paio di guanti e può usare le mani, ma resta l’ultimo baluardo a difesa della porta; è l’estremo difendente che deve impedire alla palla di oltrepassare la linea bianca. Si allena spesso in un angolo poco illuminato del campo, è sempre sotto pressione e sotto la valutazione costante di tutti. Nonostante ciò, per fortuna, vi sono ancora bambini che si avvicinano con entusiasmo all’avviamento di questo ruolo così complicato, affascinante e unico in tutte le sue sfaccettature.

  • Il ruolo del numero uno è in continuo cambiamento. L’importanza di gestire gli spazi davanti a sé e di anticipare le mosse degli avversari. Con coraggio.

  • Gianluigi Buffon, ambassador PUMA e capitano della Juventus e della Nazionale, quattro volte miglior portiere del mondo, miglior portiere del campionato mondiale 2006, miglior portiere del decennio (2000 – 2010), miglior portiere del secolo, unico portiere vincitore del prestigioso Golden Foot nel 2016 e considerato da esperti e appassionati come uno dei migliori estremi difensori di tutti i tempi, ha raggiunto questa sera, allo stadio Renzo Barbera di Palermo, il record di 1000 partite giocate in carriera. Il Campione azzurro entra così di diritto nella ristretta elite di giocatori che in tutto il calcio mondiale hanno raggiunto questo incredibile traguardo, secondo nella classifica italiana di presenze dopo Paolo Maldini, fermo a 1028.

    Questo formidabile record raggiunto oggi da Buffon è il risultato di una strepitosa carriera che lo ha visto indossare 168 volte la maglia Azzurra - con cui è stato campione del mondo nel 2006 e vice-campione d'Europa nel 2012, partecipando a cinque Campionati Mondiali, quattro Europei e due Confederations Cup - 220 volte quella del Parma - con cui ha vinto una Coppa UEFA, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana - e 612 volte la maglia bianconera, con cui ha conquistato, dal 2001 ad oggi, 7 campionati di Serie A, 1 campionato di Serie B, 5 Supercoppe italiane, 2 Coppa Italia e con cui ha raggiunto, nel 2016, il primato storico di imbattibilità di 973 minuti ed è diventato, domenica 19 marzo, nel match contro la Sampdoria, il giocatore juventino con più minuti giocati in Serie A.

    PUMA, in accordo con la FIGC, ha deciso di onorare e festeggiare questo importante e storico traguardo di uno dei suoi testimonial più importanti, l’unico nella storia italiana del Brand ad aver firmato una partnership a vita, facendo indossare ai 23 bimbi che sono scesi in campo con i giocatori prima del match, la sua maglia con la stampa 1000 sul petto.

    #G1G1000

    Per maggior informazioni visitare i siti www.puma.com e www.figc.it

  • I comportamenti dei numeri uno per affrontare al meglio una giocata dall’esterno con l’attaccante che anticipa il difensore.

    Nel gioco moderno, grazie alla match analysis, è possibile notare che diverse reti vengono segnate dopo un cross indirizzato in area con l’attaccante che riesce ad anticipare il diretto marcatore e calciare di prima intenzione oppure trovando l’impatto con il pallone di testa. Inoltre, capita spesso di osservare che, su queste giocate dall’esterno, vi sono dei pericolosi inserimenti in zona gol da parte dei centrocampisti. In tali situazioni il portiere è costretto a intervenire in diverse modalità:
    • con una parata in tuffo dopo contromovimento;
    • con un intervento in tuffo sulla corsa;
    • con uno spostamento e un arresto.

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  • Ad aprire l’approfondimento dedicato ai numeri uno è Gaetano Petrelli, che ha analizzato le prestazioni degli estremi difensori durante il Mondiale di Russia 2018: dai dati emersi sono nate considerazioni interessanti sull’evoluzione del ruolo e sull’allenamento. L’elemento più particolare ci dice che se il portiere tocca in media 44 volte la sfera in gara, 38 di queste lo fa con i piedi. Nonostante questo, va da sé che una parata decisiva non vale 10 esecuzioni coi piedi: quindi non bisogna perdere l’allenamento tecnico specifico del ruolo.

  • Quanto può essere conveniente per il talent scout avere dei dati come riferimento per trovare i nuovi prospetti.

  • Le ricerche scientifiche possono senza dubbio dare una mano al nostro sport: i presupposti dell’allenamento situazione del numero uno e alcune esercitazioni in merito.

  • Speciale precampionato
    Quali comportamenti adottare coi giovani portieri, ma anche con gli adulti per arricchire il loro bagaglio motorio e soprattutto tecnico. L’importanza delle percezione nell’allenamento situazione per i più grandi. Cosa fare (“Sì, sempre”) e quali errori non commettere (“Attenti a…”)

    Il precampionato è un momento importante per lavorare coi numeri uno visto anche il maggior tempo a disposizione per allenarsi. Con quelli idealmente dagli Esordienti e dei Giovanissimi la tecnica è fondamentale, poi contano le situazioni e le percezioni dei portieri.

  • Come si deve comportare il portiere nelle situazioni da “palla ferma”? Gli autori dell’articolo, Gaetano e Gian Mario Petrelli, rispettivamente preparatori dei numeri uno di Benevento e Taranto, presentano alcune indicazioni utili per gli estremi difensori da tenere presente sui calci d’angolo e sulle punizioni, siano esse centrali o laterali.

  • Un’interessante proposta pratica che permette di sintetizzare attività coordinativa, allenamento tecnico e situazionale in contesti in cui si deve lavorare con diversi portieri dell’attività di base.

    Un solo allenatore, molti portieri e… poco spazio: è una situazione in cui possono incorrere molti allenatore dei numeri uno, in special modo del settore giovanile. Affinché una proposta d’allenamento risulti adeguata ed efficace, non bastano le buone idee. Bisogna organizzare e personalizzare le varie esercitazioni in base al numero, all’età e alle capacità degli allievi. Questo per stimolare le loro abilità e nello stesso momento puntare a correggere i gesti motori e tecnici. Purtroppo, però, vedere molti portieri in fila in attesa del proprio turno per una presa, un tuffo, un’uscita alta, con l’allenatore in affanno a calciare un pallone dopo l’altro, è frequente. E non è la strada migliore. Ecco perché, in tali situazioni, occorre pensare a qualcosa di diverso. Ricordiamolo sempre: il nostro fine deve essere quello di far diventare i ragazzi “protagonisti” della sessione di training attraverso lavori analitici o globali, in cui viene permesso loro di acquisire maggiore confidenza con l’attrezzo palla e con le situazioni di gioco.

    IL GIOCO DELL’O.C.A

    Lo avete presente? Si tratta di un percorso con una serie di compiti e azioni da svolgere con l’obiettivo di avanzare per la vittoria finale. L’acronimo O.C.A cade a proposito, perché possiamo riferirlo alle parole “Obiettivi, Compiti e Azioni”; quindi, può sintetizzare concet- tualmente ogni proposta d’allenamento. E può funzionare perfettamente per una proposta che utilizzeremo per porre rimedio al fatto di allenare tanti bambini in poco spazio. Infatti, è fondamentale per un allenatore in tale contesto operativo stabilire degli obiettivi da perseguire, affidare i compiti ai propri giocatori e chiedere loro le esecuzioni. Osservando il tutto e correggendo.

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  • L’allenamento dell’estremo difensore in un contesto integrato alla squadra e al suo modello di gioco. Alcune proposte pratiche.

  • Il preparatore dei portieri che nella stagione appena trascorsa ha lavorato al Palermo, affronta in modo particolare gli aspetti caratteristici del mondo dei portieri. La preparazione propone alcune differenze e attenzioni rispetto a quella dei giocatori di movimento. L’analisi del modello prestativo è fondamentale per comprendere quali sono le necessità e le caratteristiche da sviluppare e quali, invece, richiedono una minor necessità di intervento. Tra le prime troviamo certamente rapidità e intensità elevata, mentre tra le altre capacità e potenza aerobica (che comunque non vanno trascurate in quanto consentono di mantenere un buono stato di forma). Immaginando di avere a disposizione tre settimane, ma la proposta è modulabile in base alle disponibilità di ciascuna squadra, vengono illustrate le proposte di lavoro, ponendo l’accento sugli obiettivi che è necessario perseguire.

  • Stefano Baroncini, allenatore dei portieri del settore giovanile della Juventus, ha voluto approfondire il concetto relativo alla capacità dell’estremo difensore di interpretare in maniera corretta il gioco, anche attraverso lo sviluppo di capacità cognitive.

  • Una situazione sempre più frequente nel calcio attuale grazie anche all’intenzione di numerose squadre di giocare palla da dietro e di proporre un calcio offensivo. Tutto quello che c’è da sapere per agire al meglio.

    Nel calcio moderno l’1>1 (attaccante contro portiere, nel nostro caso) è una situazione di gioco sempre più frequente quanto decisiva. La volontà di comandare la partita attraverso il possesso palla e, una volta perso il pallone, quella di recuperarlo il prima possibile grazie a una pressione “in avanti”, portano spesso le squadre a trovarsi con numerosi giocatori coinvolti nel settore avanzato del campo. Tale atteggiamento, talvolta, espone gli undici a rapidi ribaltamenti di fronte e/o contropiedi, che spesso si concludono con l’attaccante “liberato” davanti al portiere.

    Anche la fase di costruzione del gioco dal basso (sempre più diffusa) ha contribuito all’incremento del numero di 1>1 che il portiere è chiamato a gestire. La perdita della palla nella propria metà campo da parte di chi costruisce il gioco, può infatti permettere agli avversari di attaccare ampi spazi liberi, arrivando verticalmente e ra- pidamente in area/porta. Il calcio, infatti, è cambiato profondamente a tutte le latitudini con più squadre, senza alcuna distinzione tra “grandi” e “piccole”, che agiscono in tal modo. Di conseguenza, gli estremi difensori sono più spesso sollecitati nella difesa dello spazio, oltre che nel duello individuale con l’avversario.

    IL DUELLO
    Nello specifico, l’1>1 rappresenta una situazione complessa per le numerose informazioni che il numero uno deve elaborare per rispondere efficacemente e in tempi brevi al duello. Sono parecchi, infatti, i quesiti cui l’estremo difensore deve trovare risposta per agire al meglio...

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  • Come organizzare le sedute dei portieri al netto dei possibili impegni infrasettimanali. L’importanza del confronto da parte dell’allenatore con tutti i componenti dello staff e di stilare macrocicli e microcicli per il raggiungimento dei determinati obiettivi.

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