Piccoli amici

  • Chi conosce o ha già sentito nominare Valerij Lobanovski si chiederà cosa potrebbe avere a che fare con il settore giovanile.

  • Un estratto dell’ultimo Indispensabile scritto da Luca Bignami e Marco Mingardi per tutti coloro che allenano i bambini di Piccoli Amici, Primi Calci e Pulcini. Nello scritto, tratto dal capitolo 2, saranno evidenziati alcuni dei presupposti per lavorare al meglio sul terreno di gioco. Inoltre, alcune esercitazioni per ricezione, trasmissione e combinazioni di gestualità.

  • Le caratteristiche dei Piccoli Amici e le attenzioni che deve avere l’istruttore nel rapporto con loro.

    Nel considerare il contesto socio-culturale attuale è fondamentale partire dal tempo/spazio vissuti dal bambino nel momento libero della sua giornata (che spesso manca). I pochi stimoli al gioco di movimento, dovuti alla sedentarietà del bambino di oggi, portano a una sorta di analfabetismo degli schemi motori di base, oltre che relazionale e sociale. Pertanto è di fondamentale importanza considerare le differenze individuali sia in termini di diversità biologica, che quasi mai coincide con quella anagrafica, sia i differenti stimoli (in frequenza e intensità) socio educativi-motori vissuti. Premesso questo, è importante che l’educatore/allenatore possieda delle conoscenze teoriche di riferimento sui cambiamenti psicologici e fisici delle diverse fasi evolutive dei Piccoli Amici (bimbi di 5-6 anni).

  • Quanto conta coi bambini più piccoli lavorare, partendo dall’1>1, sulle prime forme di collaborazione semplice. Le situazioni di gioco e come stimolare istinto, fantasia e libertà.

  • Sono due importanti esperti a parlarci dei Piccoli Amici e dei Primi Calci: Giovanni Messina e Stefano Florit. Quando si affrontano le categorie dei più piccoli spesso ci si scontra con i problemi degli allenatori soprattutto relativamente al risicato spazio a disposizione per gli allenamenti.

    Il primo consiglio è proprio relativo a questo: impostare la seduta in modo tale da riuscire a riutilizzare gli spazi, predisponendo le esercitazioni in una modalità tale da non dover spostare (o al massimo togliere piuttosto che mettere) il materiale. Il secondo suggerimento è quello di proporre lavori che abbiano il giusto grado di difficoltà. Compiti troppo facili o troppo difficili limitano molto l’apprendimento.

    Addentrandosi nello svolgimento della seduta è importante che l’allenatore favorisca la multilateralità, stimolando il maggior numero di esperienze motorie, incoraggi le decisioni, proponendo giochi con una forte componente decisionale oltre che motoria, e utilizzi il questioning, avanzando ai bambini delle domande che permetteranno loro di esplorare nuove modalità di interazione.

  • Gli approfondimenti de Il Nuovo Calcio - I Piccoli Amici

    Sei esercitazioni per divertire e divertirsi con i nostri piccoli calciatori:
    1) La raffica di gol
    2) Palla bomba
    3) Colpisci la palla
    4) Il labirinto
    5) Il doganiere
    6) L’orologio

    IL LABIRINTO
    La proposta inizia con un giocatore per squadra che deve andare a segnare seguendo la strada del colore del proprio gruppo.
    Vince chi riesce per primo a raggiungere il punteggio stabilito.
    Nella figura sono segnate 3 linee di cinesini: si inizia con una per far comprendere il gioco ai bambini, per poi utilizzarne 3 e in seguito si possono aggiungere degli avversari.

    illabirinto

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  • Quanto è importante utilizzare il gioco per insegnare ai bimbini più piccoli il nostro sport.

    «Voglio giocare a calcio». In questo periodo di inizio stagione (ma non solo) tanti bambini avranno espresso il desiderio di giocare con i loro amici, rincorrendo una palla su un campo verde.

  • Gli approfondimenti de Il Nuovo Calcio - I Piccoli Amici

    Cinque proposte pratiche per insegnare ai più piccoli la conduzione del pallone:
    1- Uno contro tutti
    2- Conduco e passo
    3- Doppio giro
    4- Autoscontro
    5- Fuga dal labirinto

  • Alcune riflessioni per analizzare le motivazioni per cui è opportuno lavorare sulle situazioni di gioco anche coi bambini più piccoli. Le proposte pratiche.

    Quando si allenano i bambini più piccoli dell’attività di base il dubbio di diversi allenatori è quello di inserire nella propria programmazione le si- tuazioni semplici di 2>1 e 2>2, in quanto si rischia di sfociare in esercizi di “tatticismo” troppo difficili per queste età. Il pericolo nel quale si può incorrere è che la libertà del bambino, che si esprime nella fantasia di una finta e di un dribbling nell’1>1, venga limitata quando sono presenti altri compagni. Il dubbio è proprio questo: un eventuale lavoro sulle situazioni semplici può essere un modo per far esprimere la creatività dei bambini oppure no? E soprattutto, se la risposta è positiva, perché potrebbe essere utile agire in tale direzione? Proveremo a rispondere a queste domande spiegando alcuni aspetti favorevoli di queste esercitazioni, che ci permettono di riflettere sul tipo di intervento da attuare coi Piccoli Amici e i Primi Calci.

    Perché sono utili
    Per un’analisi ad ampio spettro sul tema, bisogna prendere in considerazione i vari aspetti che possono essere coinvolti: psicologici, regolamentari e tecnico-tattici. Durante questo periodo di crescita, dai 6 ai 12 anni, i bambini iniziano a sviluppare un pensiero più logico e maturo. La capacità logica, infatti, progredisce grazie allo sviluppo di nuove operazioni mentali: il bambino è ancora legato a esperienze specifiche, ma è in grado di compiere manipolazioni mentali e fisiche.

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  • CONSIGLI PER GLI ALLENATORI
    1 - Più che allenare, addestrare o insegnare, in queste categorie è conveniente favorire e assecondare le motivazioni che portano i bambini a voler venire al campo.
    2 - Oltre al cosa si dice è importante il “come” si parla con i più piccoli. La velocità delle parole e il tono utilizzato dall’istruttore sono elementi che possono facilmente alterare il significato di quanto si proferisce. È bene essere pacati, armoniosi e “caldi”.

  • CONSIGLI PER GLI ALLENATORI
    1 - Ricordare che il gioco in questa categoria è la prima modalità di apprendimento di qualsiasi gesto tecnico. Garantisce divertimento e concentrazione.
    2 - La conduzione palla è uno dei primi “fondamentali” da insegnare, in quanto il continuo contatto col pallone stimola la sensibilità nella gestione dell'attrezzo.
    3 - La presenza di avversari ricrea quell’imprescindibile contesto situazionale che aiuta in uno sport open skill quale il calcio.
    4 - Il rapporto con il giovane calciatore deve essere sempre positivo, gratificante per entrambi. Un sorriso, un cinque, un “bravo!” stimolano i bambini a fare ancora meglio.
    5 - Nell’insegnamento della conduzione è opportuno specificare in forma induttiva quando conviene effettuare “tanti tocchi” e quanto "pochi".

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