neuroni

  • Le ricerche scientifiche possono senza dubbio dare una mano al nostro sport: i presupposti dell’allenamento situazione del numero uno e alcune esercitazioni in merito.

  • Agli inizi degli anni ’90 la scoperta dei neuroni specchio ha prodotto una vera e propria rivoluzione nelle neuroscienze, portando il sistema motorio ad avere un ruolo primario nello sviluppo delle funzioni cognitive. Studi approfonditi hanno evidenziato come i mirror intervengano attivamente nel processo di apprendimento imitativo, andando a costituire un sistema neuronale che mette in relazione le azioni eseguite da altri con il repertorio motorio interno dell’osservatore. E proprio a partire dagli studi su questi meccanismi di risonanza/rispecchiamento è possibile sviluppare metodi innovativi per l’insegnamento delle discipline sportive, dove l’osservazione e l’imitazione sono aspetti essenziali dell’apprendimento.

  • Psicocinetica e allenamento cognitivo: quali proposte utilizzare. Cosa dice la teoria dei neuroni specchio.

    Sono anni ormai che nel calcio sentiamo parlare dell’aspetto cognitivo e, in particolar modo, della psicocinetica. Con questo termine, di solito, si indica la capacità di un giocatore di sapersi adattare velocemente e con effetto immediato a situazioni in corso di svolgimento attraverso ragionamenti e movimenti “istintivi”. In tal senso una delle scoperte più decisive e rivoluzionarie degli ultimi anni è stata fatta da Giacomo Rizzolatti, un neuroscienziato italiano, che con il suo team ha scoperto, studiato e condiviso l’esistenza e le straordinarie capacità dei neuroni specchio. Lo studio di questi neuroni è in costante divenire e in futuro potrebbero esserci ulteriori novità che sicuramente condizioneranno la metodologia dall’allenamento. Precursori come José Mourinho, Claudio Ranieri, Riccardo Capanna (preparatore atletico ex Juventus, Roma e Inter) e molti altri, comunque, già da diverse stagioni si sono occupati dell’importanza degli aspetti cognitivi nel calcio.

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