Liverpool

  • Ci sono state due partite. La prima, quella con in campo Momo Salah è finita 5-0 per il Liverpool; l’altra l’ha vinta 2-0 la Roma. L’egiziano è stato semplicemente strepitoso: due gol e due assist con la palla solo da spingere nella porta vuota.

    Una prestazione fenomenale, perché la difesa della Roma non è riuscita ad arginare un calciatore che tutti conoscevano bene, visti i due anni trascorsi in giallorosso. E, malgrado i difensori conoscessero i “segreti” dell’ex compagno non c’è stato modo di limitarlo.

    La Roma, la prossima settimana, dovrà vincere 3-0 o 4-1 per volare a Kiev al posto del Liverpool, ma l’impresa francamente sembra piuttosto complicata. Non per il numero di reti da segnare a una difesa che non pare essere la più solida d’Europa, ma perché non subire gol da Salah (43 gol e 12 assist in questa stagione) è impresa più che ardua. Se non impossibile.

    La Roma ha giocato bene i primi 20’, poi il 3-4-2-1, cioè la struttura tattica scelta per la “Romuntada” con il Barcellona al ritorno è crollata. Ora Di Francesco dovrà cercare di infondere serenità all’ambiente e dovrà studiare le contromosse per ribaltare il doppio confronto.

    La serata di “Anfield” ci dice che il Liverpool è più forte, gioca su ritmi che la Roma non può reggere, ma la difesa di Jurgen Klopp non è il punto di forza di chi si sente in tasca il biglietto per Kiev.

  • Non è stata la finale brillante che tutti ci attendevamo. Ma sono convinto che ai tifosi del Liverpool questa considerazione interessi il giusto. Anzi, penso non interessi assolutamente.

    Per i “Reds” è la sesta Champions della storia, l’ultima risaliva al 2005, quando a Istanbul il Liverpool recuperò tre gol al Milan, mentre per Jurgen Klopp è la prima dopo la finale persa con il Bayern e quella dello scorso anno finita al Real Madrid.

    Certo, da Tottenham-Liverpool, finita 0-2, ci aspettavamo molto di più, invece, per larghi tratti, questa è parsa più una partita del campionato italiano che una sfida tra squadre inglesi, abitualmente votate all’offensiva e a giocare su ritmi elevatissimi. Certamente, il gol segnato da Salah dopo 2’ può aver influito: la squadra di Klopp ha cercato di tenere il ritmo basso, mentre quella di Pochettino che in Premier ha accumulato 26 punti di ritardo dai rivali del “Wanda Metropolitano”, un certo timore lo ha manifestato, pur facendo timidamente la partita.

    Il meglio (a parte l’invasione di un’avvenente fanciulla bionda) la gara lo ha mostrato tra il 78’ e il fischio finale, quando il Tottenham è stato costretto a buttarsi in avanti e a rischiare, perché il tempo si assottigliava. Qualche parata di Alisson (che vale ogni euro pagato alla Roma) e il gol di Origi hanno fatto calare il sipario.

    L’anno prossimo si tornerà a Istanbul, con la speranza di vedere una partita più bella!

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