Lazio

  • Belle per un tempo. E’ poco! Troppo poco. Passi per il Napoli che obiettivamente aveva poche possibilità di battere il Real Madrid, ma il crollo della Roma a Lione è veramente inspiegabile. O meglio una spiegazione c’è l’ha. La mancanza di serenità di un ambiente che dopo la bella e meritata vittoria di San Siro con l’Inter, non ha saputo reggere l’urto della sconfitta in Coppa Italia con la Lazio. Quindi è arrivato il ko in casa con il Napoli. E ancora, la Roma è stata battuta 4-2 anche a Lione. Tre sconfitte in otto giorni!

    La rosa a disposizione di Spalletti è di poco inferiore a quella della Juventus, ma non ci si riesce a spiegare la mancanza di continuità di un gruppo che, sorteggio permettendo, avrebbe (non è ancora detta l’ultima parola come insegna il Barcellona) dovuto giocare la finale con il Manchester United.

    Dopo un ottimo primo tempo, la Roma a Lione si è autocancellata dal campo, infilzata dopo 2’ della ripresa da Tolisso non è più stata capace di reagire, di riprendere il dominio a centrocampo.

    Inutile stare a dire che la squadra potrebbe avere la testa altrove per la questione stadio, perché non è così, ma in società non sono piaciute un paio di uscite dell’allenatore. La prima dopo la vittoria con il Torino quando disse (senza che nessuno facesse domande al riguardo) che sarebbe rimasto solo se fosse stato rinnovato il contratto di Totti e l’altra è la mancanza di chiarezza sul futuro. Spalletti potrebbe aver scavalcato Paulo Sousa nella corsa alla panchina della Juventus (se Allegri dovesse veramente lasciare). Ma a Torino vogliono allenatori vincenti!

  • Stappata la prima bottiglia di champagne. La Juventus vince la Coppa Italia e dimostra ancora una volta che quando decide di giocare, in Italia non ha rivali. La Lazio, che sullo 0-0, ha colpito un palo con Keita, nel primo tempo è stata annichilita il gol di Dani Alves e il tocco di Bonucci sono solo stati la conseguenza di una conseguenza disarmante.

    Simone Inzaghi, prima ha cercato di limitare gli avversari, poi quando si è trovato sotto di due gol, ha inserito Felipe Anderson a dare più peso all’attacco, più soluzioni a Keita e Immobile, ma tutto è stato inutile. La Juve, prima della storia, ha vinto la Coppa Italia per la terza volta consecutiva.

    E allora, ancora volta, la prestazione va analizzata in chiave Champions. A Cardiff sarà il caso di non concedere la prima palla-gol agli avversari, come accaduto contro Monaco e Lazio, ma vista la Juve siamo certi che se dovesse segnare per prima, trequarti della Coppa sarebbe già sull’aereo che atterra a “Caselle”.

    La soluzione Dani Alves esterno alto, ancora una volta si è dimostrata geniale: la difesa è più solida e l’attacco non perde nulla perché il brasiliano è imprendibile, regala dribbling da urlo. E poi uno che ha giocato 30 finali e ne ha vinte 27 in campo ci deve andare sempre. Siete d’accordo?

  • La trentunesima giornata ci ha ricordato che la Juventus è troppo forte per Roma e Napoli. Ma ci ha messo davanti a un’altra evidenza: Roma e Napoli sono molto più forti di Lazio, Atalanta, Milan e Inter. Insomma, la Serie A ha un primo livello occupato dalla squadra di Allegri e un secondo che è di Roma e Napoli, ma alle spalle di queste tre squadre c’è il vuoto.

    Lo ha dimostrato la partita dell’Olimpico, con la squadra di Sarri che ha segnato tre gol alla Lazio, in un quadro sconfortante per chi pensava che si potesse riaprire la lotta per il terzo posto. Troppo forte il Napoli, ancora troppo acerba la squadra di Inzaghi che ha giocato solo una ventina di minuti quando in campo è entrato Keita.

    Che dire poi dell’Inter che a Crotone ha fatto una figuraccia in piena regola. La supponenza e l’arroganza sono state punite dalla doppietta di Falcinelli, alla quale ha messo una pezza un gol di D’Ambrosio. Ma come la Lazio si è squagliata al momento di puntare al terzo posto, l’Inter si è sciolta dopo la pausa voluta dal calendario internazionale. L’incredibile secondo tempo con la Sampdoria è stato bissato dall’insenato primo tempo di Crotone.

    E a proposito del Crotone: ora vede l’Empoli che nelle ultime 11 partite ha ottenuti solo 2 punti. Mentre i ragazzi di Nicola hanno vinto le ultime due.

  • Gioisce la Lazio, si interroga la Juventus. Gioisce la Lazio, per la vittoria e per la gran partita giocata; si interroga la Juve, perché sono molti i rebus che Allegri deve risolvere nei prossimi giorni.

    La SuperCoppa, incorona anche Simone Inzaghi: l’allenatore della Lazio ha chiesto ai suoi di difendere dalla trequarti d’attacco, di recuperare palla nella zona di metà campo e se possibile di ripartire immediatamente. Milinkovic-Savic (strepitoso) e Lulic hanno giocato una partita splendida, Lucas Leiva dopo i 15’ ha preso le redini della squadra e Luis Alberto si è proposto per una maglia da titolare anche per il resto della stagione. La superiorità numerica spesso si è avvertita, con i bianconeri in difficoltà. De Vrij, invece, ha dimostrato perché siano in tanti a cercarlo.

    Allegri ha deciso di premiare chi lo scorso anno si è conquistato il diritto di giocare la partita dell’Olimpico, ma è chiaro che la Juventus abbia problemi. La difesa non è solida: Benatia-Chiellini è una coppia centrale lenta, anche se forte fisicamente, mentre la linea a quattro con Barzagli a destra è prevedibile perché la manovra si sviluppa soprattutto da sinistra.

    Douglas Costa, partito dalla panchina, sarà titolare: quando è entrato ha cambiato volto alla squadra, fino ad allora in difficoltà anche perché Pjanic e Khedira faticavano a cambiare passo. Higuain non si è visto, mentre Dybala (comunque autore di una doppietta) per 85’ non ha inciso come avrebbe voluto Allegri.

    Mancano pochi giorni all’inizio del campionato e un paio di settimane alla chiusura del mercato. Alla Juve servono rinforzi e la prima necessità è un centrale difensivo.

    Qualcuno dirà che è calcio d’agosto, che i campionati si vincono a marzo. Tutto vero: se prima non si sono buttati troppi punti.

  • Analisi statistica della partita: Inter-Lazio
    Dati forniti da InStat www.instatfootball.com

    Dopo un primo tempo piuttosto equilibrato, l'Inter è riuscita ad aggiudicarsi la vittoria grazie a tre gol segnati nella ripresa. In generale, i padroni di casa sono risultati la squadra più propositiva, infatti hanno condotto 14 azioni offensive in pù dei loro avversari e hanno gestito maggiormente il possesso – 55%.Il baricentro alto e il pressing offensivo da parte dell'Inter – 16 palloni recuperati nella metà campo avversaria - ha inibito le possibilità di reazione della Lazio, che nel complesso ha faticato a salire in avanti e creare pericoli nel corso del match – 4 tiri in porta.

    La Lazio ha perso 5 palloni nella propria metà campo nel primo quarto d'ora. Tuttavia, con il passare dei minuti, i padroni di casa hanno assunto maggiormente il controllo del possesso, che le due squadre si sono divise infatti equamente in questo primo periodo di gioco (51%-49%).

    Anche nel prosieguo del primo tempo nessuna delle due squadre è riuscita a prevalere nella gestione del possesso (49%-51%).

    La Lazio ha preferito organizzare la difesa nella propria metà campo, Immobile è risultato importante anche allo sviluppo dei contropiedi della propria squadra e in generale è apparso piuttosto attivo. – in totale ha partecipato a 6 azioni in ripartenza. Durante gli attacchi di posizione, Immobile è stato abile a scalare verso il centrocampo per ricevere il primo passaggio o ad attacccare gli spazi in profondità, soprattutto sull' esterno alle spalle del terzino avversario, per poi tentare anche la soluzione individuale – ha registrato 7 dribbling, di cui 3 vinti, fornendo un cross e un passaggio a rimorchio.

    Nel finale di primo tempo l'Inter ha assunto il controllo del gioco, registrando infatti il 65% di possesso nell' ultimo quarto d' ora, più che in qualsiasi altro periodo della partita. La Lazio ha abbassato il proprio baricentro – 00.24 minuti di possesso nella metà campo avversaria – portando tutti i giocatori dietro alla linea del pallone. La densità creata nelle zone centrali e i pochi spazi concessi tra le linee o in profondità hanno costretto l' Inter ad allargare il gioco. Importanti sono risultati gli inserimenti dei terzini che con il passare dei minuti sono diventati sempre più attivi – in generale, D'Ambrosio e Ansaldi hanno fornito 5 palloni in area ciascuno.

    Anche nelle fasi iniziali della ripresa l' Inter ha continuato a gestire maggiormente il possesso – 57% nel primo quarto d' ora.

    Il continuo sviluppo del gioco sulle fasce da parte dell' Inter – 42 sulla destra e 32 sulla sinistra - alla ricerca del cross – 26 in totale nel corso del match - si è rivelato infatti efficace. Da sottolineare, siccome l'Inter ha attaccato soprattutto lungo le fasce affidandosi alle iniziative personali dei propri attaccanti esterni, non soprende che Candreva e Perisic abbiano tentato 6 e 4 dribbling, vincendone 3 ciscuno.

    Gli ospiti provano a reagire al doppio svantaggio attraverso la gestione del possesso – 58% nel periodo compreso tra il 60° e il 75° minuto - ma è l'Inter a trovare il terzo gol sugli sviluppi di un calcio di punizione al 64°. Sempre Icardi il marcatore, che con 431 punti InStat Index è risultato il miglior giocatore in campo. Gli ospiti continuano a costruire il gioco dalla difesa e controllare il possesso ma mostrano difficoltà a salire in avanti a causa del pressing applicato dall'Inter nella loro metà campo, dove hanno perso 4 palloni in questo periodo di gioco.

    Anche nel finale del match i padroni di casa hanno continuato a mantenere il baricentro alto in fase di non possesso, impedendo alla Lazio di salire in avanti agevolemente. Come risultato, gli ospiti sono arrivati una sola volta alla conclusione su attacchi di posizione in questo periodo di gioco. In generale, una delle chiavi tattiche della partita è stato proprio il pressing offensivo da parte del'Inter, che ha creato molti problemi alla Lazio in fase di impostazione – 25 palloni persi nella propria metà campo. Siccome l'Inter ha provato spesso a disturbare la Lazio nella costruzione del gioco, l'approccio della squadra ospite è stato diretto, come dimostrano i 121 passaggi preparativi effettuati.

    Dati forniti da InStat www.instatfootball.com

  • L'analisi statistica della partita
    [Dati forniti da InStat - www.instatfootball.com]

    Il dato relativo al possesso palla nei 90 minuti ha mostrato una significativa prevalenza per la Juventus: 56% per i bianconeri e 44% per la Lazio. La Lazio ha portato però 86 attacchi contro 79 dei piemontesi. La Juve ha attaccato con 63 sviluppi offensivi manovrati, 11 attacchi in contropiede e 5 sui calci piazzati, La Lazio ha fatto registrare un dato di 58 sviluppi offensivi manovrati, ben 23 attacchi in contropiede e 5 sui calci piazzati. Sono stati 11 i tiri per la Lazio e 8 quelli della Juventus. Relativo equilibrio nel numero e nella precisione dei cross tentati: i locali li hanno tentati 10 volte di cui 4 precisi mentre la Lazio ha effettuato 15 cross di cui 2 precisi. I cross tentati da calcio di punizione sono stati 5 per la Juve e 0 per i laziali. La Lazio ha però battuto 4 corner contro 0 dei locali. Tre cartellini gialli per gli ospiti e nessuno per i locali.

    Nella prima mezzora netta prevalenza juventina nel possesso palla con il 60% medio ma equilibrio nel numero di attacchi: 26 per parte e due conclusioni a rete per i locali contro una per gli ospiti, ma la Juventus ha sfruttato con efficacia i due tiri: due gol per un’efficienza massimale. Negli ultimi 15 minuti del primo tempo la Lazio ha portato il suo possesso dal 40 al 56% con 22 attacchi contro 10 dei bianconeri arrivando al tiro 4 volte ma nessuna nello specchio della porta. Lo sforzo biancoceleste ha avuto il suo apice nel primo quarto d’ora del secondo tempo con un possesso del 51% e 4 tiri tentati di cui due in porta contro uno non nello specchio dei locali. Poi nell’ultima mezzora la Juventus ha ripreso il controllo pieno del match con un possesso del 62%, 4 tiri contro due degli ospiti e 28 attacchi contro 21 dei laziali.

    La Juventus ha concluso al tiro 6 attacchi manovrati, ha effettuato 2 tiri su attacco in contropiede e 0 su sviluppo da calcio piazzato, mentre i laziali hanno tirato 6 volte dopo azione manovrata, 2 volte al culmine di attacchi in contropiede e 2 su sviluppo da calcio piazzato. La Juventus ha attaccato prevalentemente da destra: 37 attacchi, poi 22 attacchi da sinistra e solo 15 dal centro. La Lazio ha attaccato con equilibrio dalle fasce: 34 attacchi da destra e 27 da sinistra poi 20 dal centro.

    La Juventus ha effettuato 694 passaggi con il 90% di precisione, mentre i laziali ne hanno effettuati 498 con l’88% di precisione. La Juventus ha però lucrato molto sui due gol in avvio: infatti sono stati ben 267 i passaggi preparatori dei locali contro i 153 degli ospiti, superiorità locale meno netta anche nel dato dei costruttivi (407 a 335 per i bianconeri). Più efficace la Juventus come si vede nel numero e nella precisione dei passaggi incisivi/chiave: 20 tentati dai locali di cui 12 precisi contro 10 tentati degli ospiti di cui 4 precisi. La Juve ha effettuato 33 passaggi lunghi contro 26 della Lazio.

    Supremazia locale nei contrasti bassi (57% in favore dela Juve), e superiorità leggera ospite nei duelli aerei: 52% di vinti dai laziali. Migliore il dato degli ospiti nell’aggressività in fase di non possesso: con 57 palloni vaganti conquistati per i biancocelesti e 46 per la Juve; superiorità locale nel dato dei palloni intercettati: 48 a 46. I locali hanno commesso 11 falli, 18 quelli degli ospiti. Sono 34 i dribbling tentati dai locali con il 79% di riuscita, mentre gli ospiti ne hanno tentati 36 con il 56% di positivi.

    Nella Juventus, che ha cercato a lungo di rallentare il gioco con il giro palla prolungato dietro il più cercato dai compagni è risultato essere Chiellini con 89 passaggi ricevuti seguito da Bonucci con 80. La linea di passaggio più battuta è stata quella da Chiellini a Bonucci con 28 passaggi e quella da Asamoah a Chiellini con 24. I giocatori del reparto offensivo della Juventus che ha aggredito il match con un 4-2-3-1 con Cuadrado, Dybala e Mandzukic dietro a Higuain, hanno ricevuto le verticalizzazioni soprattutto sul lato destro, dove Cuadrado ha ricevuto 19 palloni da Lichtsteiner, mentre Mandzukic ne ha ricevuti 11 da Asamoah, e Dybala 12 da Pjanic; anche Higuain ha ricevuto soprattutto da Pjanic (7), buona anche la collaborazione tra Higuain e Dybala con 11 passaggi tra i due.. Più cross di tutti li ha tentati Cuadrado: 4.

    Il giocatore della Lazio che ha ricevuto più passaggi è stato Milinkovic-Savic con 61 seguito da Patricio con 54. La linea di passaggio più battuta è stata quella da Radu a Milinkovic e da Patricio a Parolo entrambe con 16 passaggi, A sinistra Radu ha trovato anche 14 verticalizzazioni per Felipe Anderson, mentre a destra Patricio ha goduto di libertà nel ricevere ma il lavoro di Mandzukic gli ha permesso solo gli appoggi dentro a Parolo (16), oppure tornare indietro da De Vrij (10). Buono anche il lavoro di Dybala in non possesso a ostruire le verticalizzazioni di Biglia che ha giocato al massimo 8 palloni a Radu e a Parolo ma solo uno a Immobile. Lombardi ha effettuato più cross di tutti i compagni: 6.

  • Lazio – Milan 1-1 - Analisi statistica della partita 
    [Dati forniti da InStat - www.instatfootball.com]

    Il dato relativo al possesso palla nei 90 minuti ha mostrato una netta prevalenza per il Milan: 55% per i rossoneri e 45% per i laziali. Il Milan ha portato 95 attacchi, contro i 96 della Lazio. Il Milan ha attaccato con 73 sviluppi offensivi manovrati, 11 attacchi in contropiede e 11 sui calci piazzati, la Lazio ha fatto registrare un dato di 59 sviluppi offensivi manovrati, ben 29 attacchi in contropiede e 8 sui calci piazzati. Sono stati 19 i tiri per la Lazio e 9 quelli del Milan. Superiorità locale nel numero e nella precisione dei cross tentati: i locali li hanno tentati 15 volte di cui 3 precisi mentre il Milan ha effettuato 8 cross di cui uno precisi. Il Milan ha battuto 8 calci d’angolo contro 5 della Lazio. Due cartellini gialli per parte.

    Il primo tempo è stato molto equilibrato con il 50% di possesso medio al termine dei 45 minuti. La squadra laziale è stata però nettamente più efficace arrivando al tiro ben 14 volte di cui 9 nello specchio della porta. Il Milan in 45 minuti ha fato registrare solo 4 tiri di cui uno in porta.

    Il Milan ha attaccato prevalentemente dal centro: 37 attacchi, poi 26 attacchi da sinistra e solo 21 da destra. La Lazio ha attaccato moltissimo da destra: 47 attacchi, poi 27 da sinistra e solo 14 dal centro.

    Il Milan ha effettuato 575 passaggi con l’84% di precisione, mentre i laziali ne hanno effettuati 420 con l’80% di precisione. Sono stati 119 i passaggi preparatori dei locali contro i 183 degli ospiti, superiorità ospite netta anche nel dato dei costruttivi (369 a 272 per i rossoneri). Superiore la Lazio nel numero e nella precisione dei passaggi incisivi/chiave: 29 tentati dai locali di cui 14 precisi contro 23 tentati degli ospiti di cui 8 precisi. Il Milan ha effettuato 24 passaggi lunghi contro 31 della Lazio.

    Supremazia dei locali nei contrasti bassi (56% in favore della Lazio), e superiorità milanista nei duelli aerei: 57% di vinti dai rossoneri. Migliore il dato degli ospiti nell’aggressività in fase di non possesso: con 70 palloni vaganti conquistati per i laziali e 62 per il Milan; superiorità locale nel dato dei palloni intercettati: 60 a 52 per i milanisti.

    Nella Lazio il più cercato dai compagni è risultato essere Felipe Anderson con 57 passaggi ricevuti, seguito da Biglia con 40.

    Sulla fascia sinistra più difficoltà per Radu nel trovare direttamente Keita, con conseguente appoggio del gioco su Milinkovic-Savic (13 passaggi); il Milan ha lavorato molto sulla densità interna per limitare il temuto Parolo che infatti ha ricevuto solo 17 passaggi e ha tentato solo un tiro. Più cross di tutti li ha tentati Felipe Anderson: 5. Il giocatore del Milan che ha ricevuto più passaggi è stato Suso con 61 seguito da Gomez con 53. La linea di passaggio più battuta è stata quella da Zapata a Vangioni con 15 passaggi, anche i difensori centrali rossoneri come i laziali hanno scambiato molto il pallone tra loro: 26 passaggi nelle due direzioni; da sottolineare come Suso sia stato il principale catalizzatore dei passaggi di Abate (14), Poli (11) e Sosa (11); in conseguenza di questo (ma in parte anche a causa) Ocampos ha ricevuto solo 24 passaggi in un’ora di gioco servendo a sua volta solo 18 passaggi in tutto; a compensare queste difficoltà di uscita a sinistra ha provato Delofeu che ha ricevuto più palloni proprio da Vangioni (6) che altrimenti non aveva sbocchi e doveva tornare da Zapata (8).

  • Ok, possiamo andare in vacanza. Il sospetto lo avevamo prima dell’inizio del campionato e alla settima giornata già abbiamo le prime certezze. La Juventus ha vinto tutte le partite, conquistato 21 punti, segnato 16 gol, ha una differenza reti di +11 e 6 punti di vantaggio sul Napoli. E, in aggiunta ha vinto in Champions a Valencia giocando per un’ora in uno in meno.

    Il Napoli ci ha provato, è anche passato in vantaggio, ma la squadra di Allegri oggi con Dybala, Mandzukic e Cristiano Ronaldo in avanti ha reagito e segnato tre volte. Non è più una questione di moduli, di atteggiamento in campo, a questo è solo una questione di uomini: la Juventus ha i giocatori più forti e ha una fame incredibile, perché non è disposta a lasciare nulla.

  • Il derby di Roma è senz’altro una delle gare più sentite del campionato, ancor di più se la posta in palio è rappresentata da un posto in Europa. La Lazio si presenta con uno score casalingo di 6 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, mentre la Roma è reduce da 3 vittorie e 1 pareggio nelle ultime 4 trasferte.
    I giocatori allenati da Inzaghi sono primi per palloni vaganti recuperati (68) e per fuorigioco (2,5 a partita), mentre risultano secondi per reti su calcio d’angolo (7) e passaggi in area di rigore (37).
    I giallorossi di Di Francesco vincono il 57% dei duelli aerei (primi) e sono secondi per gol su palla inattiva (17), occasioni da gol create (7) e distanza media dei gol (10,1 metri).

    Il derby della capitale significa anche Immobile contro Dzeko: 11 gol per l’attaccante italiano, che è andato in gol in 4 degli ultimi 6 scontri diretti, 7 reti per il bomber bosniaco, fatti registrare tutti in trasferta (con una doppietta nell’ultima). Chi sarà protagonista?

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • Quella tra Milan e Lazio è una sfida decisiva per la rincorsa Champions. Si tratta di due squadre con numeri molto simili, ma negli ultimi 5 scontri diretti giocati a Milano si sono registrati 3 successi dei padroni di casa e 2 pareggi. I rossoneri sono a secco di vittorie da quattro giornate (1 pari e 3 sconfitte) e devono ritrovarsi per poter puntare al quarto posto. I biancocelesti sono in ripresa nonostante nelle ultime sei gare abbiano vinto solo la metà delle partite (2 pari e una sconfitta). Gli uomini di Gattuso impiegano in media 26,6 secondi per creare un’azione con gol (terzi), hanno avuto solo due rigori a favore (ventesimi), hanno la seconda miglior difesa su calci piazzati (7 gol subiti) e sono i peggiori per contrasti aerei vinti (45%). L’undici allenato da Inzaghi è primo per fuorigioco (2,6) secondo per reti realizzate da angolo (9) e terzo per passaggi chiave (14).

    Attenzione particolare ai due attaccanti che scenderanno in campo questa sera: Krzysztof Piątek ha realizzato tre gol nelle ultime cinque partite in campionato (21 complessivi in stagione) e Ciro Immobile che ha segnato tre reti nelle ultime cinque gare (14 totali con 4 assist). Chi contribuirà, con i suoi gol, alla conquista di tre punti fondamentali per il piazzamento Champions?

    Dati forniti da InStat Scout e Sics

  • Al San Paolo andrà in scena la sfida tra il Napoli e la Lazio. La squadra partenopea è reduce da 4 vittorie e un pari nelle ultime 5 gare disputate in casa, di contro i biancocelesti hanno uno score nelle ultime 5 trasferte di 2 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta.
    La compagine guidata da Ancelotti è diciannovesima per distanza da cui subisce gol (5,7m) e seconda per quella da cui li realizza (10,4m). In media passano 37,1 secondi dall’inizio dell’azione prima che gli azzurri trovino la rete (primi) e in questo frangente sono 13 i passaggi in media prima del gol (primi). I partenopei hanno segnato 29 gol su azione (secondi), tirano 17,5 volte (primi) e portano a termine 640 passaggi a partita (primi).
    L’undici di Inzaghiè secondo per reti su angolo (6), fuorigioco (2,6), palle recuperate (69) e passaggi in area (38). Inoltre i capitolini risultano essere terzi per angoli battuti (6,6) e duelli arei vinti (53%). Si tratta anche della squadra che perde palla più vicino all’area avversaria (37,8m).

    Il duello tra le due squadre si vivacizza nella fase offensiva dove, da un lato Milik(10 gol e 1 assist) e dall’altro Immobile (10 gol, di cui 2 su rigore, e 2 assist), dovranno essere decisivi per le sorti delle loro squadre. Chi condurrà la propria squadra alla vittoria?

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • Lazio e Macron in occasione della finale di TIM CUP 2016-2017 nella quale gli uomini di Simone Inzaghi affronteranno la Juventus, hanno deciso di realizzare una maglia celebrativa, una ‘special edition’ che verrà prodotta in numero limitato, 2017 unità, e acquistabile da inizio maggio nei Lazio Style 1900, presso i Macron Store, i rivenditori autorizzati e on line sul sito Macron.

    La maglia che sarà indossata dai biancocelesti allo Stadio Olimpico di Roma, prende come base la versione “Away” con il blu come colore dominante. La caratterizzazione viene dal polso delle maniche, in maglieria, che riporta, in questo caso, il tricolore della bandiera italiana. Sempre sulle maniche il logo Tim Cup e quello della finale Tim Cup.

    Nella parte anteriore, in alto a destra, la patch celebrativa dell’evento con scritta “Finale Tim Cup 2016-2017 – Stadio Olimpico – Juventus FC - SS Lazio” e la striscia tricolore.

    La Lazio disputerà la nona finale Tim Cup della sua storia, con un botteghino di 6 successi, il primo dei quali nel 1958 e l’ultimo il 26 maggio 2013.

    S S Lazio 01

  • La Lazio, battendo il Milan, conquista la decima finale di Coppa Italia e il 15 maggio cercherà di conquistare la settima coccarda della sua storia.

    A San Siro in campo si è vista una squadra sola e dire che la partita di sabato scorso contro il Chievo, sconfitta interna 1-2 con l’ultima in classifica, non faceva certamente presagire una simile prestazione. La Lazio ha meritato ampiamente, ha tenuto costantemente in scacco il Milan, ha creato senza rischiare nulla.

    Una vittoria, quella firmata da Correa, che rilancia anche le ambizioni della squadra di Inzaghi in chiave campionato. Da dimenticare quanto mostrato dal Milan: Gattuso si è affidato a un quasi inedito 3-4-3, ma neppure questa mossa è servita. Infatti, i rossoneri nelle ultime sette partite hanno vinto una sola volta e quella vista in semifinale di Coppa Italia è parsa una squadra priva di idee e di energia.

    Un Milan brutto, troppo brutto con alle porte una partita di campionato che vale mezza stagione: domenica c’è il Torino e con una vittoria, il “Gallo” Belotti raggiungerebbe in classifica la sua squadra del cuore.

    Comunque vada a finire la stagione, però, è difficile pensare che Leonardo e Maldini in estate possano fare più di un giorno di ferie!

  • Ha meritato la Lazio. E, alla fine, dopo essere stata raggiunta su rigore da Icardi al 125’, la squadra di Simone Inzaghi ha conquistato la semifinale segnando 4 penalties su 5.

    L’Inter, dopo aver arrancato contro il Sassuolo e non aver mai tirato in porta contro il Torino, ha disputato una gara insipida: soprattutto nel primo tempo la squadra non ha costruito una palla-gol e ha faticato a uscire dalla propria metà campo. La Lazio, invece, ha saputo pungere soprattutto sulla sinistra con Immobile, Correa e Luis Alberto. Handanovic ha salvato il risultato.

    Nella ripresa, l’Inter ha giocato un po’ meglio (fare peggio era difficile), ma i problemi che attanagliano la squadra sono emersi ugualmente. Martinez ha sbagliato il gol della vittoria in mischia (un minuto prima lo aveva fallito Caicedo), ma sul banco degli imputati ci va di diritto Nainggolan per come ha giocato i 15’ che gli ha concesso Spalletti. Il belga è spaesato, vuoto, privo di idee e di energie, non ha quella cattiveria agonistica che ha fatto innamorare i tifosi della Roma. Cosa gli sia accaduto (infortuni a parte) è difficile da capire.

    La Lazio, dopo la bella partita giocata contro la Juventus, è piaciuta parecchio anche contro l’Inter. E, tornerà a San Siro ad affrontare il Milan in semifinale.

  • Alzi la mano chi vedendo Lazio-Juventus non abbia esclamato: “Ma la Juve è tutta qui?”. Oppure sia andato giù più pesante con un: “Questi vorrebbero vincere lo scudetto?”. La Juve all’Olimpico ha giocato male, non ha creato praticamente nulla, disputando la partita più piatta dell’anno. Ma... Ma a 30 secondi dalla fine un gol di Paulo Dybala le ha regalato la vittoria. Dal nulla, Dybala ha segnato un gol che può valere lo scudetto. E che ha condizionato la partita del “San Paolo”.

    Il gol segnato al 93’30’’ non sposta di una virgola il giudizio sulla prestazione e lo sanno per primi i tifosi della Juventus, che per avanzare in Champions contro il Tottenham ci sarà da giocare con più intensità. Però, il gol di Dybala ha spostato gli equilibri.

    A Napoli, infatti, durante gli ultimi minuti di Lazio-Juventus c’era chi sognava il +6 sui bianconeri. E c’era chi, questo sogno, lo accarezzava con sfrontatezza, quella stessa sfrontatezza che ha fatto dichiarare a un dirigente, Nicola Lombardo (ex caporedattore di Sky TG 24 e SkaySport, quindi uno che dovrebbe saper pesare le parole) che: “Quest’anno almeno 15 o 16 volte gli avversari hanno chiesto all’arbitro di non far disputare il recupero”. Ai più queste dichiarazione sono parse un’esagerazione, una caduta di stile. Pagata alla prima occasione utile.

    Il gol di Dybala ha affievolito le forze del Napoli, che dopo aver segnato il gol del vantaggio ne ha subiti 4 (poco importa che Mertens abbia segnato la rete del 2-4). Un poker negativo che ha avvicinato la Juventus, che ora ha un punto e una partita in meno della squadra di Sarri.

    E così, un sabato all’improvviso la Juventus ha messo una mano sullo scudetto!

  • Macron e S.S.Lazio, dopo il successo ottenuto nella stagione 2014-2015, tornano a proporre la storica ‘maglia bandiera’ come nuova maglia ‘Home’ 2018-2019. Una maglia che da molti è stata votata tra le più belle nella ultracentenaria storia della S.S.Lazio e che torna ora con il suo disegno futuribile dell’aquila che pare abbracciare il giocatore che la indossa.

    La nuova maglia “Home” ha una vestibilità Slim fit con inserti micromesh che facilitano la traspirabilità. La maglia si divide in una parte superiore bianca e inferiore celeste. Il collo, celeste, è a polo con vela in maglieria. Il backneck è personalizzato con il logo della squadra e la scritta “NOI L’AMIAMO E PER LEI COMBATTIAMO”. Al centro, in blu l’immagine dell’aquila in stampa sublimatica con le ali che continuano sulle maniche e sul retro. In alto a destra il logo Macron, a sinistra, lato cuore, ricamato lo scudetto della S.S.Lazio. Sotto al collo, sul retro, è ricamata la scritta“SS LAZIO 1900”.

    La divisa è completata da shorts celesti con coulisse piatta bianca con puntale celeste e spacchetti con inserti in maglieria. A destra lo scudetto dela club, a sinistra il logo Macron. I calzettoni sono celesti con banda bianca orizzontale e con, al centro, la scritta “SS LAZIO 1900”.

    Total black la maglia del portiere che riprende la linea della divisa “Home”, così come le caratteristiche tecniche. Il collo a polo è azzurro, come azzurra è l’immagine dell’aquila in stampa sublimatica sul davanti con ali che continuano sulle maniche e sul retro. Nel retro collo la scritta “SS LAZIO 1900”. Shorts neri e calzettoni neri con bordo celeste.

    Le maglie sono acquistabili presso i Lazio Style 1900, i Macron Store, i rivenditori Macron autorizzati e online sui siti ufficiali di Lazio e Macron.

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