juventus

  • E due! Era solo scaramanzia: impossibile che la Juventus, quella destinata a entrare nella leggenda, non battesse il Crotone e conquistasse il sesto scudetto consecutivo. Impensabile e impossibile. Questa è una squadra senza punti deboli, l’avevamo scritto prima che iniziasse la stagione e prima di assistere a una gara vera; vedendo come Massimiliano Allegri la plasmava partita dopo partita le impressioni si sono confermate tutte.

    Questa Juventus non so se sia la più forte delle sei che hanno vinto lo scudetto, questa però è la Juve più consapevole e, nel calcio di oggi, la consapevolezza è ancora più importante della tecnica e della tattica!

    Perché? Perché giocando ogni tre giorni e senza potersi allenare secondo i crismi della “vecchia” dottrina, la consapevolezza arriva laddove non ti porta la condizione o non ti spinge la tecnica.

    Dire che la difesa sia invalicabile non ha i crismi dell’originalità; dire che gli esterni siano tra i migliori al mondo è quasi banale. Ora che il centrocampo ha trovato la quadratura con Pjanic disposto rinunciare a qualche gol per fare il regista, i punti deboli non si trovano.

    Anche perché Cuadrado e soprattutto Mandzukic sulla sinistra sono due armi uniche: il primo spacca le partite e dilania gli avversari, il secondo è qualcosa di unico, perché non si è mai visto un centravanti di 190 centimetri fare quello che fino a qui ha fatto “Marione”.

    La definizione di Dybala e Higuain la lascio a voi.

    Oggi hanno vinto i più forti. E’ giusto così.

  • Gioisce la Lazio, si interroga la Juventus. Gioisce la Lazio, per la vittoria e per la gran partita giocata; si interroga la Juve, perché sono molti i rebus che Allegri deve risolvere nei prossimi giorni.

    La SuperCoppa, incorona anche Simone Inzaghi: l’allenatore della Lazio ha chiesto ai suoi di difendere dalla trequarti d’attacco, di recuperare palla nella zona di metà campo e se possibile di ripartire immediatamente. Milinkovic-Savic (strepitoso) e Lulic hanno giocato una partita splendida, Lucas Leiva dopo i 15’ ha preso le redini della squadra e Luis Alberto si è proposto per una maglia da titolare anche per il resto della stagione. La superiorità numerica spesso si è avvertita, con i bianconeri in difficoltà. De Vrij, invece, ha dimostrato perché siano in tanti a cercarlo.

    Allegri ha deciso di premiare chi lo scorso anno si è conquistato il diritto di giocare la partita dell’Olimpico, ma è chiaro che la Juventus abbia problemi. La difesa non è solida: Benatia-Chiellini è una coppia centrale lenta, anche se forte fisicamente, mentre la linea a quattro con Barzagli a destra è prevedibile perché la manovra si sviluppa soprattutto da sinistra.

    Douglas Costa, partito dalla panchina, sarà titolare: quando è entrato ha cambiato volto alla squadra, fino ad allora in difficoltà anche perché Pjanic e Khedira faticavano a cambiare passo. Higuain non si è visto, mentre Dybala (comunque autore di una doppietta) per 85’ non ha inciso come avrebbe voluto Allegri.

    Mancano pochi giorni all’inizio del campionato e un paio di settimane alla chiusura del mercato. Alla Juve servono rinforzi e la prima necessità è un centrale difensivo.

    Qualcuno dirà che è calcio d’agosto, che i campionati si vincono a marzo. Tutto vero: se prima non si sono buttati troppi punti.

  • Il tempo delle dichiarazioni sta per lasciare spazio alla partita. Ci hanno provato da una parte e dall’altra a incensare e spaventare l’avversario, ma ora non si può più. C’è da pensare alla partita, a Juventus-Real Madrid, alla finale di Champions, che poi è sempre un appuntamento con la storia.

    Massimiliano Allegri ha deciso di giocare a carte scoperte. La formazione praticamente l’ha comunicata: 4-2-3-1, con Barzagli esterno basso e Dani Alves con Dybala e Mandzukic alle spalle di Higuain. Raramente si è visto un allenatore comunicare la formazione di una finale con così largo anticipo, ma questo è sinonimo della tranquillità che c’è in casa Juve.

    Il Real si sente favorito, ma anche la Juventus sa che ha tutto per portarsi a casa la “Coppa dalle grandi orecchie”. Difesa impenetrabile da una parte, attacco stellare dall’altra; ma è chiaro che la Juve abbia qualcosa in più: la capacità di far giocare male gli avversari. E non solo: la Juventus, dalla retroguardia impenetrabile, quando ha palla ha qualità: Dybala inventa gol splendidi, Higuain è capace di tutto, Pjanic non conviene lasciarlo solo, ma anche Khedira non può essere dimenticato dalle difese. E che dire di “Marione” Mandzukic, attaccante-terzino o di Dani Alves?

    Cristiano Ronaldo sfodera sorrisi, Sergio Ramos chiama a raccolta la squadra; Zidane vorrebbe far giocare Isco, senza rinunciare a Gareth Bale.

    Tutti vorrebbero la Coppa, ma la alzerà uno solo. Chi?

  • La domanda potrebbe essere: Gigi, perché? E la risposta può essere una sola: “Giocare è fantastico, uscire dal tunnel è sempre un’emozione; vivere la settimana di allenamento una gioia quotidiana”.

    Queste parole non sono di Gigi Buffon, ma sono il concentrato di ciò che mi hanno detto altri calciatori ai quali ho chiesto cosa mancasse loro al termine della carriera. Emozioni, adrenalina, giocare… il giocare, che per un professionista sarà un lavoro, ma in fin dei conti è la cosa più bella che c’è.

    Gigi Buffon si lega ancora alla Juventus, il club nel quale è arrivato nel 2001. Gigi Buffon torna alla Juventus dopo una stagione nella quale a Parigi ha disputato un’annata discreta, perché Thomas Tuchel non ha saputo scegliere tra lui e Areola. Buffon torna alla Juventus sapendo che sarà la riserva, il numero 12. Buffon sa pure che le gerarchie sono stabilite, ma qualche volta basta un alito di vento per cambiarle.

    Gigi Buffon vuole continuare a giocare, consapevole del fatto che ha più da perderci (un anno in panchina per uno dei migliori della Storia non è il massimo) che da guadagnare (la carriera è comunque leggendaria).

    Gigi Buffon vuole giocare ancora e fa bene! Impossibile criticarlo. Anche noi tante volte abbiamo detto: “Questa è l’ultima volta”, sapendo che all’indomani cercando una scusa avremmo rifatto la borsa.

  • Genoa - Juventus 3 - 1 Analisi statistica della partita 
    Dati forniti da InStat www.instatfootball.com

    Il dato relativo al possesso palla nei 90 minuti ha mostrato una netta prevalenza per la Juventus: 59% per i bianconeri e 41% per i genoani. Il Genoa ha portato 91 attacchi, contro i 113 dei bianconeri. Il Genoa ha attaccato con 57 sviluppi offensivi manovrati, 26 attacchi in contropiede e 8 sui calci piazzati, la Juventus ha fatto registrare un dato di 81 sviluppi offensivi manovrati, 19 attacchi in contropiede e 13 sui calci piazzati.
    Sono stati 12 i tiri per la Juventus e 10 quelli del Genoa. Superiorità ospite nel numero ma maggiore efficienza locale nella precisione dei cross tentati: i locali li hanno tentati 11 volte di cui 3 precisi mentre la Juventus ha effettuato 21 cross di cui 4 precisi. Una uscita per il portiere locale e tre per quello ospite. I cross tentati da calcio di punizione sono stati 4 per il Genoa e 3 per la Juventus. Il Genoa ha battuto tre calci d’angolo contro 6 della Juventus. Tre i cartellini gialli per i rossoblu e due per i bianconeri.

    Nel primo quarto d’ora di partita il possesso palla è stato in equilibrio (52% per i bianconeri), ma il Genoa è stato nettamente superiore per efficienza ed efficacia ottimizzando i suoi 16 attacchi arrivando 4 volte al tiro, sempre nello specchio della porta, contro due tiri (uno in porta) su 17 attacchi per i bianconeri. Nella successiva mezzora del primo tempo la Juventus ha controllato il possesso con una percentuale del 61%, ma è riuscita a effettuare solo un tiro verso la porta genoana, con i rossoblu che si opponevano a questa superiorità nel possesso con ben 12 falli in 30 minuti.

    Il Genoa ha attaccato con estrema prevalenza da sinistra: ben 48 attacchi, poi solo 18 attacchi dal centro e 17 da destra. La Juventus ha attaccato con maggiore equilibrio: 38 attacchi dal centro, 36 da destra e 26 da sinistra.

    Il Genoa ha effettuato 343 passaggi con il 79% di precisione, mentre i bianconeri ne hanno effettuati 582 con l’85% di precisione. Sono stati solo 56 i passaggi preparatori dei locali contro i 138 degli ospiti, superiorità ospite netta anche nel dato dei costruttivi (423 a 274 per i bianconerii). Superiore la Juventus nel numero ma efficace il Genoa nella precisione dei passaggi incisivi/chiave: 13 tentati dai locali di cui 7 precisi contro 21 tentati degli ospiti di cui 9 precisi.

    Supremazia dei bianconeri nei contrasti bassi (53% in favore della Juventus), come anche nei duelli aerei: 55% vinti. Migliore il dato degli ospiti nell’aggressività in fase di non possesso: con 63 palloni vaganti conquistati per i bianconeri e 51 per il Genoa; superiorità locale nel dato dei palloni intercettati: 65 a 44 per i rossoblu.

    La continuità con cui i padroni di casa hanno attaccato da sinistra si evince anche dallo studio delle linee di passaggio. Il giocatore del Genoa che ha ricevuto più passaggi è stato Ocampos con 41 seguito da Rincon con 34. La linea di passaggio più battuta è stata quella dal portiere Perin a Ocampos con 13 passaggi.

    Nella Juventus il più cercato dai compagni è risultato essere Pjanic con 64 passaggi ricevuti, seguito da Hernanes con 57.

    Più cross di tutti li ha tentati Alex Sandro: 9.

    Nel Genoa il valore di Instat Index più alto lo ha fatto registrare Simeone con un valore di 432.
    Nella Juventus il giocatore con l’Instat Index più alto è risultato essere Rugani con un valore di 320.

    Dati forniti da InStat www.instatfootball.com

  • Juventus – Inter 1-0 Analisi statistica della partita

    Il dato relativo al possesso palla nei 90 minuti ha mostrato una leggera prevalenza per l’Inter: 53% per gli ospiti contro il 47% dei locali. L’Inter ha portato 108 attacchi contro 91 dei piemontesi. La Juve ha attaccato con 67 sviluppi offensivi manovrati, 14 attacchi in contropiede e 10 sui calci piazzati, l’Inter ha fatto registrare un dato di 75 sviluppi offensivi manovrati, ben 23 attacchi in contropiede e 10 sui calci piazzati. Sono stati 10 i tiri per l’Inter e 14 quelli della Juventus. Relativo equilibrio nel numero e nella precisione dei cross tentati: i locali li hanno tentati 13 volte di cui 4 precisi mentre l’Inter ha effettuato 19 cross di cui 4 precisi. I cross tentati da calcio di punizione sono stati uno per la Juve e 2 per gli ospiti. L’Inter ha battuto 8 corner contro 6 dei locali. Tre cartellini gialli per gli ospiti e cinque per i locali.

    La partita è stata caratterizzata per lunghi tratti dall’equilibrio nel possesso palla. Nell’ultima mezzora di partita l’Inter si attestava su un controllo del pallone del 57% medio, riuscendo a concludere al tiro solo tre attacchi su 42 portati, mentre la Juventus solo negli ultimi 15 minuti arrivava alla conclusione 4 volte. La Juventus ha attaccato prevalentemente da sinistra: 33 attacchi, poi 28 attacchi da destra e 20 dal centro. L’Inter ha attaccato con equilibrio dalle fasce: 37 attacchi da destra e 37 da sinistra poi 24 dal centro.

    La Juventus ha effettuato 494 passaggi con l’82% di precisione, mentre i nerazzurri ne hanno effettuati 522 con l’84% di precisione. Sono stati solo 91 i passaggi preparatori dei locali contro i 153 degli ospiti, superiorità locale però nel dato dei costruttivi (388 a 354 per i bianconeri). Equilibrio nel numero e nella precisione dei passaggi incisivi/chiave: 15 tentati dai locali di cui 7 precisi contro 15 tentati degli ospiti di cui 6 precisi. La Juve ha effettuato 38 passaggi lunghi contro 26 dell’Inter.

    Supremazia locale nei contrasti bassi (59% in favore della Juve), e nei duelli aerei: 55% di vinti dai locali. Migliore il dato degli ospiti nell’aggressività in fase di non possesso: con 57 palloni vaganti conquistati per i nerazzurri e 49 per la Juve; superiorità locale nel dato dei palloni intercettati: 55 a 53. Nella Juventus i più cercati dai compagni sono risultati essere Chiellini e Dybala con 42 passaggi ricevuti. Lo sviluppo del gioco bianconero ha avuto rispetto ad altre partite una connotazione più verticale, infatti la linea di passaggio più battuta è stata quella da Lichtsteiner a Higuain con 15 passaggi e quella da Chiellini a Mandzukic con 14.

    Dybala ha ricevuto anche 10 passaggi da Pjanic, che ne ha serviti anche 8 a Mandzukic, 5 a Cuadrado e 3 a Higuain. Più cross di tutti li ha tentati Cuadrado: 6.

    Il giocatore dell’Inter che ha ricevuto più passaggi è stato Gagliardini con 51, seguito da Brozovic con 48. La linea di passaggio più battuta è stata quella da Murillo a Candreva con 14 passaggi. L’Inter ha fatto fatica a trovare veloci verticalizzazioni: Gagliardini ha ricevuto 12 passaggi da Miranda. 8 da Medel e 7 da Murillo, ma ha restituito a Murillo ben 11 passaggi e 10 divisi tra Medel e Miranda; riuscendo a servire solo 4 passaggi a testa agli esterni Candreva e Perisic e solo due passaggi a testa a Icardi e Joao Mario. Candreva e Perisic hanno effettuato più cross di tutti i compagni: 4 a testa.

  • L'analisi statistica della partita
    [Dati forniti da InStat - www.instatfootball.com]

    Il dato relativo al possesso palla nei 90 minuti ha mostrato una significativa prevalenza per la Juventus: 56% per i bianconeri e 44% per la Lazio. La Lazio ha portato però 86 attacchi contro 79 dei piemontesi. La Juve ha attaccato con 63 sviluppi offensivi manovrati, 11 attacchi in contropiede e 5 sui calci piazzati, La Lazio ha fatto registrare un dato di 58 sviluppi offensivi manovrati, ben 23 attacchi in contropiede e 5 sui calci piazzati. Sono stati 11 i tiri per la Lazio e 8 quelli della Juventus. Relativo equilibrio nel numero e nella precisione dei cross tentati: i locali li hanno tentati 10 volte di cui 4 precisi mentre la Lazio ha effettuato 15 cross di cui 2 precisi. I cross tentati da calcio di punizione sono stati 5 per la Juve e 0 per i laziali. La Lazio ha però battuto 4 corner contro 0 dei locali. Tre cartellini gialli per gli ospiti e nessuno per i locali.

    Nella prima mezzora netta prevalenza juventina nel possesso palla con il 60% medio ma equilibrio nel numero di attacchi: 26 per parte e due conclusioni a rete per i locali contro una per gli ospiti, ma la Juventus ha sfruttato con efficacia i due tiri: due gol per un’efficienza massimale. Negli ultimi 15 minuti del primo tempo la Lazio ha portato il suo possesso dal 40 al 56% con 22 attacchi contro 10 dei bianconeri arrivando al tiro 4 volte ma nessuna nello specchio della porta. Lo sforzo biancoceleste ha avuto il suo apice nel primo quarto d’ora del secondo tempo con un possesso del 51% e 4 tiri tentati di cui due in porta contro uno non nello specchio dei locali. Poi nell’ultima mezzora la Juventus ha ripreso il controllo pieno del match con un possesso del 62%, 4 tiri contro due degli ospiti e 28 attacchi contro 21 dei laziali.

    La Juventus ha concluso al tiro 6 attacchi manovrati, ha effettuato 2 tiri su attacco in contropiede e 0 su sviluppo da calcio piazzato, mentre i laziali hanno tirato 6 volte dopo azione manovrata, 2 volte al culmine di attacchi in contropiede e 2 su sviluppo da calcio piazzato. La Juventus ha attaccato prevalentemente da destra: 37 attacchi, poi 22 attacchi da sinistra e solo 15 dal centro. La Lazio ha attaccato con equilibrio dalle fasce: 34 attacchi da destra e 27 da sinistra poi 20 dal centro.

    La Juventus ha effettuato 694 passaggi con il 90% di precisione, mentre i laziali ne hanno effettuati 498 con l’88% di precisione. La Juventus ha però lucrato molto sui due gol in avvio: infatti sono stati ben 267 i passaggi preparatori dei locali contro i 153 degli ospiti, superiorità locale meno netta anche nel dato dei costruttivi (407 a 335 per i bianconeri). Più efficace la Juventus come si vede nel numero e nella precisione dei passaggi incisivi/chiave: 20 tentati dai locali di cui 12 precisi contro 10 tentati degli ospiti di cui 4 precisi. La Juve ha effettuato 33 passaggi lunghi contro 26 della Lazio.

    Supremazia locale nei contrasti bassi (57% in favore dela Juve), e superiorità leggera ospite nei duelli aerei: 52% di vinti dai laziali. Migliore il dato degli ospiti nell’aggressività in fase di non possesso: con 57 palloni vaganti conquistati per i biancocelesti e 46 per la Juve; superiorità locale nel dato dei palloni intercettati: 48 a 46. I locali hanno commesso 11 falli, 18 quelli degli ospiti. Sono 34 i dribbling tentati dai locali con il 79% di riuscita, mentre gli ospiti ne hanno tentati 36 con il 56% di positivi.

    Nella Juventus, che ha cercato a lungo di rallentare il gioco con il giro palla prolungato dietro il più cercato dai compagni è risultato essere Chiellini con 89 passaggi ricevuti seguito da Bonucci con 80. La linea di passaggio più battuta è stata quella da Chiellini a Bonucci con 28 passaggi e quella da Asamoah a Chiellini con 24. I giocatori del reparto offensivo della Juventus che ha aggredito il match con un 4-2-3-1 con Cuadrado, Dybala e Mandzukic dietro a Higuain, hanno ricevuto le verticalizzazioni soprattutto sul lato destro, dove Cuadrado ha ricevuto 19 palloni da Lichtsteiner, mentre Mandzukic ne ha ricevuti 11 da Asamoah, e Dybala 12 da Pjanic; anche Higuain ha ricevuto soprattutto da Pjanic (7), buona anche la collaborazione tra Higuain e Dybala con 11 passaggi tra i due.. Più cross di tutti li ha tentati Cuadrado: 4.

    Il giocatore della Lazio che ha ricevuto più passaggi è stato Milinkovic-Savic con 61 seguito da Patricio con 54. La linea di passaggio più battuta è stata quella da Radu a Milinkovic e da Patricio a Parolo entrambe con 16 passaggi, A sinistra Radu ha trovato anche 14 verticalizzazioni per Felipe Anderson, mentre a destra Patricio ha goduto di libertà nel ricevere ma il lavoro di Mandzukic gli ha permesso solo gli appoggi dentro a Parolo (16), oppure tornare indietro da De Vrij (10). Buono anche il lavoro di Dybala in non possesso a ostruire le verticalizzazioni di Biglia che ha giocato al massimo 8 palloni a Radu e a Parolo ma solo uno a Immobile. Lombardi ha effettuato più cross di tutti i compagni: 6.

  • Analisi statistica della partita - Dati forniti da Instat www.instatfootball.com

    Il dato relativo al possesso palla nei 90 minuti ha mostrato netta prevalenza azzurra: 58% per il Napoli e 42% per la Juventus. La Juventus ha portato 75 attacchi, contro i 95 del Napoli. I locali hanno attaccato con 76 sviluppi offensivi manovrati, 14 attacchi in contropiede e 5 sui calci piazzati, la Juventus ha fatto registrare un dato di 58 sviluppi offensivi manovrati, 14 attacchi in contropiede e 3 sui calci piazzati. Sono stati 16 i tiri per il Napoli e 4 quelli dei bianconeri. Il Napoli ha effettuato 15 cross, di cui 2 precisi, mentre la Juventus è arrivata al cross 4 volte con 0 precisi. Sono stati cinque i corner per i locali e due per gli ospiti. Un ammonito per il Napoli e nessuno tra i bianconeri.

    Nella prima mezzora di partita il possesso palla medio per il Napoli è stato del 55%, ma la squadra azzurra è arrivata al tiro solo due volte come i bianconeri; nel quarto d’ora finale del primo tempo i locali con un possesso del 68% hanno mostrato anche grande efficacia con ben 6 tiri tentati in quindici minuti. Nel secondo tempo i primi quindici minuti di possesso azzurro al 67% con 4 tiri tentati di cui due nello specchio, poi dal 60° al 75° unica frazione di gara con possesso juventino al 63% ma nessun tiro tentato dagli ospiti, mentre nel finale di gara il Napoli controllava il gioco per il 59% del tempo tentando tre conclusioni contro nessuna dei bianconeri.

    Il Napoli ha concluso al tiro 11 attacchi manovrati, ha effettuato 3 tiri su attacco in contropiede e 0 su sviluppo da calcio piazzato, mentre i bianconeri hanno tirato 2 volte dopo azione manovrata, una volta al culmine di attacchi in contropiede e una su sviluppo da calcio piazzato. Il Napoli ha attaccato molto da sinistra: 40 attacchi, poi 26 da destra e 24 dal centro, mentre la Juventus ha attaccato 29 volte da destra, 24 da sinistra e 19 dal centro. La Juventus ha effettuato 507 passaggi con l’87% di precisione, mentre i campani ne hanno effettuati 776 con l’88% di precisione. Sono stati 206 i passaggi preparatori dei locali contro i 175 degli ospiti, superiorità locale nel dato dei costruttivi (542 a 327 per i partenopei). Il Napoli ha cercato con insistenza di tagliare fuori i reparti avversari e chiudere l’azione: La squadra azzurra ha tentato ben 29 passaggi incisivi/chiave di cui 14 precisi, mentre la Juventus ne ha tentati solo 5 di cui 3 precisi. Il Napoli ha effettuato 23 passaggi lunghi contro 43 della Juventus.

    Il Napoli ha prevalso nei contrasti bassi con il 56% di vinti mentre c’è stato equilibrio perfetto nei duelli aerei. Migliore il dato locale nell’aggressività in fase di non possesso: con 71 palloni vaganti conquistati per il Napoli e 60 per la Juventus; superiorità ospite nel dato dei palloni intercettati: 59 a 32 per i bianconeri. I locali hanno commesso 11 falli, 8 quelli degli ospiti. Sono 25 i dribbling tentati dai locali con il 48% di riuscita, mentre gli ospiti ne hanno tentati 33 con il 52% di positivi.

    Il giocatore del Napoli che ha ricevuto più passaggi è stato Jorginho addirittura con 105 seguito da Insigne con 91. La linea di passaggio più battuta è stata quella da Strinic a Insigne con 38 passaggi, a parte questa uscita Jorginho è stato il principale sbocco per tutti e quattro i difensori che insieme gli hanno servito 47 passaggi, poi da Jorginho si è innescata principalmente la catena di sinistra con 18 passaggi a Insigne e 15 a Hamsik. Il costante scambio di passaggi e posizioni tra Hamsik e Insigne è testimoniato dai 4 passaggi chiave di Insigne rispetto a uno solo per lo slovacco. Hisaj ha effettuato più cross di tutti i compagni: 4.

    Nella Juventus il più cercato dai compagni è risultato essere Chiellini con 58 passaggi ricevuti, seguito da Bonucci con 53. Il gioco è infatti partito dai due centrali difensivi che hanno prevalentemente cercato di allungare il giro palla per rallentare il forcing del Napoli e far riprendere le posizioni ai compagni spostati dal fraseggio azzurro. Infatti Chiellini e Asamoah hanno scambiato ben 40 passaggi, con Khedira che ha trovato difficoltà a verticalizzare e ha effettuato il maggior numero (11) di passaggi a Asamoah, il successivo arretramento di Pjanic ha avuto come conseguenza il tentativo del numero 5 di uscire sul tedesco (11 passaggi Pjanic-Khedira). L’atteso Higuain ha ricevuto al massimo 9 passaggi da Pjanic e ben 6 direttamente da Buffon, l’argentino ha cercato sbocco di più a destra servendo 5 passaggi a Lemina e 4 a Lichtsteiner. Più cross di tutti li ha tentati Lichtsteiner: 2.

  • Analisi statistica - Dati forniti da Instat www.instatfootball.com

    Il dato relativo al possesso palla nei 90 minuti ha mostrato una netta prevalenza per la Juventus: 58% per gli ospiti e 42% per i giallorossi. La Juventus ha portato 82 attacchi, contro i 74 della Roma. La Juventus ha attaccato con 68 sviluppi offensivi manovrati, 6 attacchi in contropiede e 8 sui calci piazzati, la Roma ha fatto registrare un dato di 51 sviluppi offensivi manovrati, 17 attacchi in contropiede e 6 sui calci piazzati. Sono stati 12 i tiri per la Roma e 17 quelli della Juventus. Superiorità ospite nel numero e nella precisione dei cross tentati: i locali li hanno tentati 8 volte di cui 0 precisi mentrela Juventus ha effettuato 17 cross di cui 8 precisi. I cross tentati da calcio di punizione sono stati uno per parte. La Juventus ha battuto 6 calci d’angolo contro 5 della Roma. Tre gialli per i romanisti e due per i bianconeri.

    Il primo quarto d’ora di partita ha visto il possesso del 56% per la Juventus ma solo un tiro tentato per parte, poi nel quarto d’ora centrale del primo tempo la partita si è accesa: possesso in equilibrio e 5 tiri tentati dalla Roma e 4 per la Juventus, anche nel finale di tempo con il possesso del 60% per i bianconeri ci sono state molte conclusioni: 5 per gli ospiti e tre per i locali. Nel secondo tempo la Roma ha mantenuto superiorità nel possesso (53%) nei primi quindici minuti, poi nella mezzora finale la Juventus controllava il pallone per il 65% del tempo. Da sottolineare come nella prima mezzora del secondo tempo le conclusioni siano state poche: due per la Roma e una per la Juventus, poi nel quarto d’ora finale ben sei tiri per i bianconeri ma solo uno in porta.

    La Juventus ha concluso al tiro 11 attacchi manovrati, ha effettuato un tiro su attacco in contropiede e 4 su sviluppo da calcio piazzato, mentre i giallorossi hanno tirato 5 volte dopo azione manovrata, 3 volte al culmine di attacchi in contropiede e 2 su sviluppo da calcio piazzato. La Juventus ha attaccato prevalentemente da destra: 33 attacchi, poi 22 attacchi dal centro e solo 17 da sinistra. La Roma ha attaccato con grande equilibrio dalle fasce: 23 attacchi sia da destra che da sinistra e 22 dal centro.

    La Juventus ha effettuato 522 passaggi con l’87% di precisione, mentre i giallorossi ne hanno effettuati 444 con l’86% di precisione. Sono stati 125 i passaggi preparatori dei locali contro i 161 degli ospiti, superiorità ospite netta anche nel dato dei costruttivi (347 a 312 per i bianconeri). Di poco superiore la Juventus nel numero e nella precisione dei passaggi incisivi/chiave: 7 tentati dai locali di cui 3 precisi contro 14 tentati degli ospiti di cui 8 precisi. La Juventus ha effettuato 35 passaggi lunghi contro 31 della Roma.

    Supremazia ospite nei contrasti bassi (59% in favore della Juve), e superiorità locale nei duelli aerei: 56% di vinti dai romanisti. Migliore il dato degli ospiti nell’aggressività in fase di non possesso: con 62 palloni vaganti conquistati per i bianconeri e 49 per la Roma; superiorità locale nel dato dei palloni intercettati: 49 a 39 per i giallorossi. I locali hanno commesso 9 falli, 5 quelli degli ospiti. Sono 20 i dribbling tentati dai locali con il 40% di riuscita, mentre gli ospiti ne hanno tentati 31 con il 65% di positivi.

    Nella Roma il più cercato dai compagni è risultato essere Paredes con 55 passaggi ricevuti, seguito da De Rossi con 45. La linea di passaggio più battuta è stata quella da Emerson a El Sharawi con 14 passaggi seguita da quella da De Rossi a Paredes con 13. Interessante la posizione di Perotti, che si è mosso prevalentemente incontro sulla trequarti sinistra dell’attacco giallorosso, ricevendo 12 passaggi da Paredes e 7 da Emerson, restituendo 8 palloni a Paredes e 5 a De Rossi, ma anche andando a cercare il cambio di fronte con 6 palloni giocati a Rudiger, il quale ha tentato più cross di tutti i compagni: 5.

    Il giocatore della Juventus che ha ricevuto più passaggi è stato Bonucci con 67 seguito da Benatia con 53. I due centrali Bonucci e Benatia hanno scambiato ben 36 passaggi, Pjanic è riuscito poco a verticalizzare andando di fatto ad aiutare i due centrali nel giro palla (ricevuti 10 passaggi da Benatia e restituiti 17 a Bonucci, a destra Cuadrado ha ricevuto 11 passaggi da Lichtsteiner, ha perso 5 palloni ma è stato il principale servitore di Higuain con 6 passaggi, mentre Mandzukic ha ricevuto 14 passaggi da Asamoah, ma ha perso 67 palloni giocando ad Higuain solo 4 passaggi.

  • Se si proseguisse così, lo scudetto la Juventus lo festeggerebbe al termine della giornata numero 32, il 13 aprile. Ma dove sarebbe finito lo scudetto lo si sapeva da inizio campionato: troppo forti i bianconeri per una concorrenza che non era riuscita a chiudere il gap scavato in sette anni di successi.

    Ma che il campionato potesse essere così emozionante al capitolo zona Champions ed Europa League, non lo immaginava nessuno. Se il Napoli malgrado nelle due ultime giornate abbia conquistato un solo punto può sentirsi ancora tranquillo, ci sono sei squadre che possono sognare.

    Milan e Inter (51 e 50 punti, si affronteranno domenica prossima) hanno un discreto vantaggio sulla Roma a 44 (in campo questa sera e tutta da scoprire con Ranieri), mentre Atalanta e Torino (con gli stessi punti dei giallorossi) rappresentano il nuovo che avanza.

    Gasperini ha costruito una squadra capace di entusiasmare, mentre Mazzarri sta poggiando i suoi successi sulla solidità difensiva. Due modi diversi di intendere il calcio, due modi che stanno producendo frutti, perché se l’Atalanta è bella e imprevedibile, il Toro è organizzato a tal punto da rendere difficili le giocate alle avversarie (Sirigu ha subito un gol dopo sette “clean sheet” consecutivi). La Lazio, a 42, sembra distanziata, ma ha una partita da recuperare contro l’Udinese, quindi potrebbe incrementare la classifica.

    Da qui al 26 maggio le emozioni non mancheranno, perché anche in fondo alla classifica cinque squadre faranno di tutto per non accompagnare il Chievo in B.

  • E’ stata, forse, la partita più bella giocata dalla Juventus di Allegri. Il 3-0 inferto all’Atletico Madrid non solo è un risultato straordinario, ma straordinario è pure come è maturato. Intensità, concentrazione e tecnica, non è mancato nulla. Cristiano Ronaldo è stato semplicemente disumano: i due colpi di testa delle prime due reti rimarranno scolpiti per sempre nelle menti dei tifosi, mentre la freddezza con la quale ha calciato il rigore a una manciata di minuti dalla fine è stata esemplare.

    Strepitosa anche la partita di Bernardeschi, che nel 3-5-2 non ha fatto l’esterno, ma l’interno di centrocampo con licenza di accentrarsi e muoversi a piacimento, trasformandosi in trequartista. Per Emre Can, invece, non esistono aggettivi: lui centrocampista centrale, ha fatto il terzo nella difesa a tre e a 20’ dalla fine si è trasformato in esterno della linea a quattro. Il tutto con qualità e intensità, come se giocasse per due.

    Questa volta Allegri ha “incartato” Simeone, gli spagnoli non si sono mai visti, non hanno creato nulla e, errore concettuale, spesso hanno buttato palla alta e lunga, senza una prima punta che potesse contenderla a Chiellini e Bonucci. La vittoria contro l’Atletico è un ponte non verso i quarti di finale, ma verso la conquista di qualcosa di più grande. Perché la Juventus, dopo la prova dell’andata, era prossima all’eliminazione. Ora, invece, sognare è lecito.

  • Cristiano Ronaldo è un giocatore della Juventus. E la Francia è in finale a Russia 2018. Non un martedì banale.

    La notizia che i tifosi della Juventus attendevano con ansia da poco più di una settimana si è concretizzata dopo le 17: 100 milioni più altri 12 al Real Madrid e CR7 può vestirsi di bianconero. Il calciatore più forte al mondo, 33 anni, è ufficialmente l’arma in più per conquistare la Champions, perché sullo scudetto ci sarebbero stati pochi dubbi anche per la prossima stagione. La Juventus aggiunge un campione alla sua squadra, la Serie A sarà un campionato che desterà interesse in tutto il mondo anche quando la Juve affronterà l’ultima in classifica, perché CR7 fa notizia. Meglio è sempre una notizia.

    Francia-Belgio era la semifinale più attesa, doveva regalare spettacolo e così è stato. Alla fine ha vinto la squadra più completa: talento, fantasia e forza fisica, qualità distribuite su tutto il campo. Hugo Lloris dice “no”, i difensori centrali sono un muro contro il quale sbattere senza successo, i tre centrocampisti recuperano palla e fanno ripartire l’azione, mentre Mbappè è velocità pura, Griezmann è sostanza e non è geloso del giovane compagno. La semifinale è il capolinea di una supergenerazione belga, che ora punterà a Euro 2020.

    Se la Juventus sembra non avere avversari in Italia e in Europa, invece la Francia tra poche ore scoprirà il suo. Quello che le contenderà il titolo di Campione del Mondo.

  • Ancora una volta è chiaro chi sia il più forte. La Juventus, ancora una volta ha evidentemente qualcosa in più delle altre. Ma in questi anni, però, ho imparato a chiedermi: “Questa squadra è più forte dell’anno scorso?”. Oggi la risposta in molti casi è: “Sì”.

    Il Napoli con Manolas ha fatto un colpaccio. Albiol era un ottimo giocatore, ma il greco è un’altra cosa e la coppia con Koulibally è un muro davanti a Meret. Di Lorenzo, poi, a me piace maggiormente rispetto a chi ha occupato la fascia destra in questi anni. Il presidente, poi, è attentissimo al mercato e uno tra James e Icardi potrebbe essere il prossimo acquisto. Già così, però, il Napoli è più forte.

    Prendete l’Inter, in attesa di capire chi siano le punte e di sapere se Nainggolan avrà riconquistato l’allenatore che lo voleva al Chelsea, si è rinforzata. In difesa con Godin è stato fatto un ottimo acquisto, mentre Barella e Sensi hanno rinforzato un centrocampo nel quale troppe volte Brozovic ha dovuto fare tutto. Lazaro dovrebbe essere meglio di D’Ambrosio che rimane comunque un “mister utilità”. Ora c’è grande attesa per le punte, ma è evidente che con la rinuncia a Icardi la società sia costretta ad acquistare un calciatore (o due) con le medesime qualità.

    Mi piace anche la Roma, che deve dimenticare la campagna acquisti di Monchi. Pau Lopez non può essere peggio di Olsen, quindi in porta la situazione è sistemata. Mancini non vale Manolas, ma Fazio non può ripetere la scorsa stagione. Spinazzola a sinistra dovrebbe spingere più di Kolarov e Veretout vale almeno tre N’Zonzi. De Rossi, invece, è una ferita aperta, anche de DDR lo scorso spesso è stato bloccato dagli infortuni. Ora bisogna bisogna la pattuglia degli esterni offensivi, mentre in attacco Higuain è più di un sogno.

    L’Atalanta ha rinforzato l’attacco con Malinovskyi e Muriel, ai quali vedremo quale spazio riserverà Gasperini. In difesa è partito Mancini, una iperplusvalenza, visto che è stato pagato meno di un milione di euro (dal Perugia). Percassi farà ancora qualche sacrificio, perché la Champions va onorata.

    Per chiudere il Milan: pochi soldi, lo si sapeva. Maldinie Boban, però, sono partiti dai piedi buoni di Krunice Bennacer, mentre Theo Hernandez vale Ricardo Rodriguez. Ovvio che i tifosi si attendano qualcosa in più, ma senza soldi non si può far nulla, ma le idee della dirigenza non sembrano sbagliate. Si punta su giovani di prospettiva, che sanno giocare la palla. In attacco, poi, c’è da rivalutare Andrè Silva, strapagato da Fassone e Mirabelli, venduto ora porterebbe una minusvalenza, ciò che il bilancio del Milan non può permettersi.

  • La Juventus ha vinto 2-0. Lo ha fatto con merito, giocando un secondo tempo migliore di quanto abbia fatto l’Inter, che aveva concluso in crescendo la prima parte di gara. Ora la squadra di Sarri è prima, con un punto in più della Lazio e nove sull’Inter. Fin qui il calcio. Se volete aggiungiamo anche che le porte chiuse non hanno giovato al Milan e a chi ha seguito le partite in tivù. Ma oltre non andiamo. Non andiamo perché questa giornata non ci ha appassionato. Impossibile potesse farlo, per i provvedimenti presi dal governo nella notte, per i numeri del Coronavirus che spaventano sempre più.

    Che ne sarà del calcio, che ne sarà della prossima giornata? Possibile qualcosa già trapeli nelle prossime ore, certo che martedì mattina saranno presi provvedimenti in un senso o nell’altro, il tutto dopo un incontro al Coni. Il ministro dello Sport Spadafora vorrebbe chiudere, i presidenti della A vorrebbero giocare a porte chiuse, a patto che non giunga un provvedimento del Governo a vietarlo espressamente.

    Tommasi, leader del sindacato, vorrebbe che i calciatori non scendano in campo, anzi oggi aveva proclamato uno sciopero, al quale non è stato dato seguito. Una postilla avremmo gradito alla nota di Tommasi, come ogni lavoratore che si astiene dal lavoro anche il calciatore dovrebbe rinunciare a una quota di stipendio. Perché non devolverlo alla ricerca?

    La confusione regna sovrana, anche perché l’Uefa non ha ancora preso una posizione chiara sulle Coppe e sull’Europeo. Buone notizie? Le attendiamo soprattutto dai medici.

  • La Juventus torna prima, ma la novità è la Lazio seconda. Se per la squadra di Sarri è stato tutto abbastanza semplice (il Brescia ultimamente ha raccolto pochissimo…); Simone Inzaghi battendo l’Inter non solo diventa il primo incomodo per la Juve, ma si mette alle spalle un avversario più che temibile.

    In vantaggio alla fine del primo tempo, la squadra di Conte, che il meglio riesce a darlo solamente quando gioca con intensità, decisione e cattiveria agonistica, si è presentata in campo piuttosto morbida. E la Lazio non ci ha messo molto ad azzannare l’avversario: il pareggio su rigore dopo 5’ è la dimostrazione di quanto l’Inter sia stata pasticciona. Perché l’azione con la quale la Lazio si è riproposta in area era praticamente finita… E pure il 2-1 è arrivato su una palla persa banalmente.

    Ridurre a due errori dell’Inter e al ritmo blando del secondo tempo della squadra di Conte la vittoria della Lazio, però, è sbagliato. La Lazio ha giocato bene, si è dimostrata molto attenta in difesa (pochissimi i rischi corsi da Strakosha, quanto rari i pericoli creati da Lukaku e Lautaro), con Lucas Leiva a protezione della difesa e Milinkovic-Savic gigante a fare da garante a tutta la fase di non possesso. In attacco dapprima Immobile ha giocato affiancato da Caicedo (più punta), quindi da Correa (più trequartista) cercando costantemente di pungere.

    Tornata al comando, la Juventus promette di non sprecare le opportunità che il calendario offre nel futuro imminente, mentre la Lazio dopo quattro mesi eccellenti è seconda come più volte ha sognato. L’Inter, invece, deve ritrovare quella “cattiveria” e quella “fame”, che da qualche tempo (secondo tempo con il Milan a parte) da un po’ latitano…

  • Con la vittoria della Roma sul Napoli, è arrivata anche l’ufficialità. A tre giornate dalla fine del campionato, pure la matematica ha detto “sì”. La Juventus è Campione d’Italia, è Campione d’Italia per la quinta volta consecutiva (come negli Anni Trenta, dal 1930 al 1935), per la trentaduesima nella sua storia. Tra tutti, questo, è senza dubbio il più bello, meglio ancora di quello vinto nel 1976-77, conquistato con 51 punti su 60 (con il Torino secondo a 50). O di quello sfilato all’Inter, alla Grande Inter, crollata a Mantova. O di quello all’ultimo sospiro della “stangata” di Cuccureddu a Roma, mentre il Milan si squagliava a Verona (5-3 il finale).

    Partita con due sconfitte, la Juve era sotto pure contro il Chievo dopo pochi minuti di gara alla terza di campionato, ma la squadra di Allegri, dopo la sconfitta di Reggio Emilia contro il Sassuolo (era il 28 ottobre) ha saputo fare una cosa sola: vincere (se si eccettua un pareggio a Bologna).

    Una corsa irrefrenabile, un girone di ritorno con tre soli gol subiti, 24 successi in 25 partite. Impossibile contare i punti recuperati a Napoli, Inter, Fiorentina e Roma, che la sera del 28 ottobre era prima in classifica. La Juventus ha compiuto un’impresa, che rimarrà per sempre nella storia. E quest’annata lascia un insegnamento a tutti: “Malgrado le cessioni non esistono stagioni di assestamento, chi è grande sa solo vincere”.

    E non è ancora finita, perché questa Juve (che si è allenata durante Roma-Napoli), sta già pensando alla finale di Coppa Italia con il Milan.

  • Sei gol incassati tra mercoledì in Coppa Italia con l’Atalanta e questa sera in campionato contro il Parma non possono essere la normalità. La Juve, dopo la caduta di Bergamo, inciampa all’“Allianz” e, in vantaggio 3-1, si fa raggiungere da una doppietta di Gervinho.

    Gli infortuni di Bonucci e Chiellini hanno depotenziato la difesa di Allegri. Rugani (che comunque ha segnato), De Sciglio e Caceres, non valgono i due titolari, mentre Benatia (che li avvicinava) ha scelto di giocare e guadagnare di più (ed è stato accontentato).

    Se per il campionato continueranno a non esserci problemi, il Napoli ha vinto con la Sampdoria, ma è pur sempre a -9, a preoccupare è l’imminente impegno di Champions. Certo, Chiellini dovrebbe esserci e Bonucci farà di tutto per essere al compagno di difesa, ma se due indizi non fanno una prova, tre potrebbero minare una stagione. Una stagione che si annunciava trionfale. Al punto, che un quotidiano sportivo con sede a Torino, era arrivato a scrivere: “Potete vincerle tutte…”.

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