intervista

  • L’allenatore della Fiorentina Women’s racconta la stagione conclusa con lo scudetto e la Coppa Italia e offre uno spaccato sul calcio femminile italiano.

    Fiorentino di nascita, ha giocato nella Fiorentina con la quale in gioventù ha pure vinto un “Torneo di Viareggio” ed ora è allenatore della Fiorentina Women’s, la squadra che ha dominato la scorsa stagione. Sauro Fattori, 56 anni, ha la parlata toscana e la gioia nel cuore per un’annata nella quale ha fatto double, scudetto e Coppa Italia, regalando alla famiglia Della Valle, un trofeo (anzi due), che la sezione maschile non ha mai vinto.

    Fattori, lei ha iniziato ad allenare le ragazze nel 2012...
    «Sì, il presidente dell’ACF Firenze, Andrea Guagni, mi chiese di avvicinarmi al mondo del femminile, gli dissi di sì. Abbiamo vissuto due buone stagioni nelle quali abbiamo conquistato l’ottavo posto; nella terza ci siamo classificati quarti. Poi...»

    Poi?
    «Poi è arrivata la Fiorentina, l’amore di una vita sportiva. La Federcalcio, per le società di A, ha inserito l’obbligo di avere almeno una squadra giovanile femminile, un’idea geniale per cercare di allargare la base. Noi abbiamo 10.000 tesserate, i Paesi del Nord e la Germania ne hanno due milioni, lei capisce che quando si fa selezione per la Nazionale non c’è proporzione. Il nome dei club di Serie A è attrattivo, aiuta a catalizzare interesse.»

    Scopri di più sul numero di agosto: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

  • Il neonato Milan femminile ci ha aperto le porte del Vismara per osservare da vicino i metodi di allenamento di Carolina Morace e del suo staff. A fine seduta, Teresa Palopoli e Andrea Gerardi hanno intervistato coach e collaboratori alla scoperta di questa nuova realtà, che punta sin da subito ai vertici della classifica.

  • L’arrivo a stagione in corso dopo due allenatori esonerati, il passaggio da una situazione in classifica “da sistemare” alla vittoria contro la Juventus. Cesare Prandelli si è raccontato a Luca Bignami in una chiacchierata in cui sono stati diversi i temi toccati dall’allenatore lombardo: l’evoluzione del calcio moderno, l’organizzazione delle squadre, la filosofia di gioco del suo Genoa, ma anche il settore giovanile, da cui un giovanissimo Cesare ha cominciato la carriera di allenatore, in quella fucina di talenti quale è il vivaio dell’Atalanta.

    Il mister di Orzinuovi ha parlato anche di moduli e soprattutto di come essi siano conseguenza di un’analisi attenta degli uomini che si hanno a disposizione. Matteo Callini, invece, ha intervistato i preparatori facendosi raccontare il modo in cui lavorano, anche in sinergia con lo staff medico, in particolare dal punto di vista metodologico e per quanto concerne l’aspetto della forza.

  • L’intervista di Cesare Barbieri al Campione del Mondo e Pallone d’Oro del 2006, che dopo aver appeso gli scarpini al chiodo si è dedicato alla carriera da allenatore. Oggi è il tecnico del Guangzhou Evergrande, che ha vinto le ultime sette edizioni del campionato cinese e punta all’ottavo successo consecutivo. Fabio Cannavaro ha parlato del suo sistema di gioco preferito e delle scelte effettuate con la squadra cinese, che aveva già allenato tra il 2014 e il 2015.

  • Le modalità dall’allenamento del tecnico dello Spezia e del suo staff. Tanta palla, attenzione alle correzioni, anche individuali, e alla comunicazione.

    L’intervista a Fabio Gallo, tecnico dello Spezia, si chiude parlando di tecnica e di settori giovanili. E proprio da qui che vogliamo iniziare perché è un messaggio forte per chi lavora nei vivai quello che vuol far passare il mister. Racconta di un sms ricevuto da un suo ex giocatore nella Primavera della società ligure: «Sadiq, ora è al Torino. Aveva appena esordito in Serie A con la Roma e segnato. Mi scriveva: “Mister, ho fatto gol di testa. Grazie!” Mi si è aperto il cuore.» Perché vi raccontiamo questo? Perché l’allenatore di Bollate ha evidenziato più volte quanto sia importante, a qualsiasi livello, insistere sui gesti tecnici: «Con Sadiq e altri ragazzi della Primavera organizzavamo lavori supplementari per migliorare da questo punto di vista. Esercitazioni semplici, conduzione, palleggio, ricezione e gioco di testa, fondamentale quest’ultimo in cui erano davvero carenti. E allenamento dopo allenamento sono cresciuti. È servito. Infatti, prima di insegnare ai bambini a scrivere in corsivo si parte dalle “aste”. Nel calcio è uguale, senza stop e passaggio non può esserci gioco.

    Scopri di più sul numero di novembre: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

  • L’analisi tattica di Giovanni Galli verte sul Napoli di Carlo Ancelotti, che ha saputo rispondere alle perplessità iniziali come solo un tecnico fra i migliori in circolazione avrebbe saputo fare. Perché dopo la partenza di Sarri erano sorti dubbi sul fatto che il club partenopeo sarebbe stato in grado di ripetersi a questi livelli. Ancelotti, però, è stato bravo a mantenere immutati i princìpi instaurati dal tecnico precedente, nonostante il cambio di sistema di gioco dovuto, soprattutto, alla partenza di Jorginho.

  • L’intervista a Diego Zuccher, che ha espresso le ambizioni di una neopromossa, che con lavoro e impegno cerca di affermarsi nella massima serie femminile italiana. Il mister ci ha indicato una settimana tipo, le caratteristiche della sua squadra e l’importanza di avere un leader all’interno dello spogliatoio.

  • Continuano le nostre interviste ai maestri di calcio. Questo mese abbiamo incontrato Massimo De Paoli, che da trent’anni lavora nel settore giovanile e ha delineato i cambiamenti avvenuti e spiegato le sue modalità operative.

  • L’intervista a Gianpietro Piovani, allenatore del Brescia femminile. Le aspirazioni di una squadra che questa stagione è impegnata su più fronti, Champions compresa. Le parole di Cristiana Girelli, centrocampista biancoblu e della nazionale.

    Caldo, sole e musica caraibica ci accolgono al campo di allenamento del Brescia Femminile. Ci stupiamo di trovare un ambiente così sereno e spensierato al nostro arrivo, ma mister Gianpietro Piovani ci assicura che questa è l’aria che si respira sempre durante tutti gli allenamenti. «Certo, ora è tutto facile perché vi sono risultati positivi, ma sono sicuro che arriveranno momenti difficili e saremo pronti anche per quelli». La società quest’anno ha deciso di affidare la squadra a Piovani, un tecnico dalle idee chiare e con un disegno ben preciso per questo gruppo, nonostante sia alla sua prima esperienza con una squadra femminile. Il suo nome però è ben noto nel mondo maschile, sia come calciatore, con un trascorso anche in Serie A, sia come allenatore nel settore giovanile della Feralpisalò.

    Scopri di più sul numero di dicembre: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale

  • Il presidente della LND, che deve gestire un esercito di più di un milione di giocatori e di più di dieci mila società, si è sottoposto alle domande di Cesare Barbieri e ha ricordato anche il papà Antonio, storico presidente dell’Avellino, che nel lontano 1983 batté 4 a 0 il Milan. Nel corso dell’intervista, Cosimo Sibilia ha posto uno sguardo d’insieme sulla LND, fornendo indicazioni sulle varie regioni e indicando le prime riforme fatte.

  • Luca Bignami ha intervistato per noi il tecnico del Lugano, che ci ha parlato dei suoi inizi in panchina, a Losanna, dove ha aperto un’accademia di calcio, incominciando dai più piccoli e salendo pian piano di categoria. Poi l’occasione di andare a Malaga da secondo con Schuster, per il quale aveva giocato a Levante e Getafe.

  • Eletto Gravina alla presidenza della Federazione, il candidato naturale per sostituirlo come numero uno della Lega di Serie C era Francesco Ghirelli: e così è stato il 26 novembre scorso. Incalzato dalle domande di Cesare Barbieri, il neopresidente ha indicato su quali punti intervenire subito e le riforme pensate per il futuro. Innanzitutto il rispetto delle regole da parte di tutti, per evitare di comminare punti di penalizzazione nel corso della stagione, ma fare una selezione a monte.

  • L’intervista di Cesare Barbieri al numero uno della Federazione, che si trova ad affrontare il mondo calcistico italiano che ha bisogno di voltare pagina, con riforme che lo rendano sostenibile a tutti i livelli. Proprio dalle riforme è partito il discorso di Gabriele Gravina, che ha come primo obiettivo quello di riportare i tifosi allo stadio.

  • L’intervista di Luca Bignami al ct dell’Under 21, con un passato importante da giocatore, esploso nel Foggia di Zeman prima di indossare, tra le altre, le casacche di Roma e Inter. Appesi gli scarpini al chiodo, l’esperienza come osservatore per le squadre nazionali, prima di sedersi in panchina, alla guida degli azzurrini.

Magazine in Edicola