gol

  • L’ultimo articolo di questa mini-serie curata dall’autore dedicata ai più piccoli tocca l’argomento del tiro in porta. Alcune progressioni di lavoro e l’importanza di incentivare e “premiare” sempre questa gestualità.

    “Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di 9.000 tiri. Ho perso quasi 300 partite. Per 36 volte i miei compagni si sono affidati a me per il tiro decisivo... e l’ho sbagliato. Ho fallito tante e tante e tante volte nella mia vita. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”. Chi ha detto questa frase? Michael Jordan, probabilmente il miglior cestista al mondo, non ce ne voglia Lebron James.

  • All’Uefa ci stanno pensando da un po’ di tempo. Quella regola pensata nel 1965 e applicata dal 1967 può essere rivista. Proprio così: il gol segnato in trasferta, in caso di parità, non dovrebbe più valere doppio.

    La richiesta arriva dagli allenatori dei club più prestigiosi: oggi, non è più così difficile segnare una rete in trasferta. Insomma, il calcio è cambiato, non è più quello dei primi Anni Sessanta e quella regola pensata per evitare tempi supplementari e ripetizioni delle partite dopo 48 ore potrebbe essere accantonata.

    Non è la prima volta che si pensa a un cambio regolamentare: dopo il golden gol che interrompeva i supplementari (due finali europee assegnate così, 1996 e 2000) si era pensato di annullare i benefici del gol in trasferta nei prolungamenti della partita. Insomma, nei supplementari se si volevano evitare i rigori, c’era da segnare una rete in più dell’avversario.

    Non manca molto alla decisione finale, se si dovesse cambiare lo si farà (molto probabilmente) dal prossimo ciclo Champions, quello che inizia nell’autunno 2021.

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