fiorentina

  • L’allenatore della Fiorentina Women’s racconta la stagione conclusa con lo scudetto e la Coppa Italia e offre uno spaccato sul calcio femminile italiano.

    Fiorentino di nascita, ha giocato nella Fiorentina con la quale in gioventù ha pure vinto un “Torneo di Viareggio” ed ora è allenatore della Fiorentina Women’s, la squadra che ha dominato la scorsa stagione. Sauro Fattori, 56 anni, ha la parlata toscana e la gioia nel cuore per un’annata nella quale ha fatto double, scudetto e Coppa Italia, regalando alla famiglia Della Valle, un trofeo (anzi due), che la sezione maschile non ha mai vinto.

    Fattori, lei ha iniziato ad allenare le ragazze nel 2012...
    «Sì, il presidente dell’ACF Firenze, Andrea Guagni, mi chiese di avvicinarmi al mondo del femminile, gli dissi di sì. Abbiamo vissuto due buone stagioni nelle quali abbiamo conquistato l’ottavo posto; nella terza ci siamo classificati quarti. Poi...»

    Poi?
    «Poi è arrivata la Fiorentina, l’amore di una vita sportiva. La Federcalcio, per le società di A, ha inserito l’obbligo di avere almeno una squadra giovanile femminile, un’idea geniale per cercare di allargare la base. Noi abbiamo 10.000 tesserate, i Paesi del Nord e la Germania ne hanno due milioni, lei capisce che quando si fa selezione per la Nazionale non c’è proporzione. Il nome dei club di Serie A è attrattivo, aiuta a catalizzare interesse.»

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  • Analisi statistica della partita - Dati forniti da Instat www.instatfootball.com

    Il dato relativo al possesso palla nei 90 minuti ha mostrato prevalenza per la Fiorentina: 53% per i viola e 47% per i nerazzurri. L’Inter ha portato 97 attacchi, contro i 96 della Fiorentina. L’Inter ha attaccato con 67 sviluppi offensivi manovrati, 17 attacchi in contropiede e 13 sui calci piazzati, la Fiorentina ha fatto registrare un dato di 66 sviluppi offensivi manovrati, 22 attacchi in contropiede e 8 sui calci piazzati. Sono stati 13 i tiri per i viola e 10 quelli del’Inter. Superiorità nerazzurra nel numero e dei viola nella precisione dei cross tentati: i locali li hanno tentati 16 volte di cui 5 precisi mentre l’Inter ha effettuato 19 cross di cui uno precisi. L’Inter ha battuto 10 calci d’angolo contro 7 dei viola. Tre cartellini gialli per i locali e uno per gli ospiti.

    Nel primo tempo la Fiorentina ha controllato il gioco con un possesso medio del 63%, con punte del 70% (tra il 15° e il 30° minuto); la squadra viola però non è stata più efficace di quella ospite, infatti entrambe le squadre a dispetto dello squilibrio nel possesso palla nel primo tempo sono arrivate al tiro 5 volte a testa di cui 3 nello specchio della porta. All’inizio del secondo tempo la Fiorentina ha imposto il proprio ritmo all’Inter con un possesso del 53% cui gli ospiti hanno opposto 5 falli nei primi quindici minuti, poi dal 60° al 75° massima efficacia per i viola che arrivavano al tiro ben 5 volte portando ben 8 contropiedi in un quarto d’ora, poi nel quarto d’ora finale i locali pagavano lo sforzo ed era l’Inter ad andare al tiro 5 volte con un possesso medio del 63%.

    L’Inter ha concluso al tiro 3 attacchi manovrati, ha effettuato 2 tiri su attacco in contropiede e ben 6 su sviluppo da calcio piazzato, mentre i viola hanno tirato 4 volte dopo azione manovrata, ben 6 volte al culmine di attacchi in contropiede e 3 su sviluppo da calcio piazzato. La Fiorentina ha attaccato con grande equilibrio: 33 attacchi da destra, 28 dal centro e 27 da sinistra, al contrario l’Inter ha attaccato ben 41 volte da sinistra, solo 23 dal centro e 20 da destra.

    L’Inter ha effettuato 493 passaggi con l’82% di precisione, mentre i viola ne hanno effettuati 559 con l’85% di precisione. Sono stati 148 i passaggi preparatori dei locali contro i 152 degli ospiti, superiorità locale netta anche nel dato dei costruttivi (381 a 325 per i viola). La Fiorentina ha cercato con insistenza la chiusura dell’azione per arrivare al tiro come dimostrano il numero e la precisione dei passaggi incisivi/chiave: 30 tentati dai locali di cui 15 precisi contro 16 tentati degli ospiti di cui 5 precisi. L’Inter ha effettuato 31 passaggi lunghi contro 26 dei Viola.

    Equilibrio nelle percentuali relative ai contrasti bassi: 52% di prevalenza per l’Inter mentre nei duelli aerei netta prevalenza dei viola con il 65% di vinti. Equilibrato il dato nell’aggressività in fase di non possesso: con 66 palloni vaganti conquistati per i locali e 63 per l’Inter; superiorità locale nel dato dei palloni intercettati: 60 a 53 per i viola. I locali hanno commesso 10 falli, 11 quelli degli ospiti. Sono 29 i dribbling tentati dai locali con un ottimo 86% di riuscita, mentre gli ospiti ne hanno tentati 28 con il 68% di positivi.

    Nella Fiorentina il più cercato dai compagni è risultato essere Astori con 60 passaggi ricevuti seguito da Vecino con 57. La linea di passaggio più battuta è stata quella da Milic a Borja Valero con 17 passaggi, Milic ha anche scambiato 25 passaggi nelle due direzioni con Astori che se non è uscito sul laterale sinistro ha cercato Vecino (14 passaggi). Da sottolineare come la Fiorentina abbia cercato il possesso palla attraverso combinazioni in catene laterali allo scopo di alzare il proprio baricentro e arrivare o al cross (in genere da sinistra con Milic che ha tentato ben 10 cross) oppure scorrendo la palla in trequarti per i tiri dei centrocampisti (8 tiri totali di Bernardeschi, Borja Valero, Vecino e Badelj), cercando poche verticalizzazioni per Babacar in fase di possesso prolungato, il centravanti viola ha ricevuto 28 passaggi ma soprattutto nel secondo tempo negli attacchi in contropiede.

    Il giocatore dell’Inter che ha ricevuto più passaggi è stato Joao Mario con 52 seguito da Miranda con 46. La linea di passaggio più battuta è stata quella da D’Ambrosio a Candreva con 17 passaggi, nonostante questo dato i nerazzurri sono riusciti a portare solo 20 attacchi da destra, con Candreva che ha tentato la metà dei cross di Perisic (5 contro 10 del croato), tendenza questa già emersa nel derby con Candreva autore in quella partita di soli tre cross. Da sottolineare che però Candreva ha effettuato più passaggi di tutti i compagni in area di rigore (ben 10) segno che ha cercato spazio più centralmente per poi tentare verticalizzazioni più che cross. Joao Mario ha ricevuto soprattutto da Nagatomo (9) e ha cercato quasi esclusivamente Perisic (10 passaggi) poi Gagliardini (5) e Icardi (4).

  • Milan – Fiorentina 2 - 1 Analisi statistica della partita
     [Dati forniti da InStat - www.instatfootball.com]

    l dato relativo al possesso palla nei 90 minuti ha mostrato una netta prevalenza per la Fiorentina: 61% per i viola e 39% per i rossoneri. Il Milan ha portato 80 attacchi, contro i 94 dei viola. Il Milan ha attaccato con 59 sviluppi offensivi manovrati, 14 attacchi in contropiede e 7 sui calci piazzati. La Fiorentina ha fatto registrare un dato di 70 sviluppi offensivi manovrati, 12 attacchi in contropiede e 12 sui calci piazzati. Sono stati 18 i tiri per i viola e 7 quelli del Milan.

    Nel primo quarto d’ora di partita la Fiorentina ha mantenuto il 55% di possesso e soprattutto è andata al tiro ben cinque volte di cui due in porta, contro un solo tentativo del Milan. Nel secondo tempo possesso della Fiorentina medio del 68% con una notevole punta dell’81% dal 45° al 60°, frazione in cui la squadra viola è riuscita ad andare al tiro 4 volte di cui due in porta, mentre nella mezzora finale sono stati solo tre i tentativi degli ospiti e solo uno del Milan, poco preciso in uscita con la palla come dimostrano i 19 palloni recuperati dal 60° al 90° dai viola nella metà campo avversaria.

    Il Milan come di consueto ha attaccato prevalentemente da destra: 35 attacchi, poi 22 attacchi dal centro e solo 16 da sinistra. La Fiorentina ha attaccato con più equilibrio: 33 attacchi da destra, contro 25 da sinistra e 24 dal centro.

    Il Milan ha effettuato 412 passaggi con l’83% di precisione, mentre i viola ne hanno effettuati 641 con l’88% di precisione. Sono stati 106 i passaggi preparatori dei locali contro i ben 220 degli ospiti, superiorità ospite netta anche nel dato dei costruttivi (391 a 287 per i viola). Superiore la Fiorentina nel numero e nella precisione dei passaggi incisivi/chiave: 19 tentati dai locali di cui 8 precisi contro 30 tentati degli ospiti di cui 14 precisi. Il Milan ha effettuato 36 passaggi lunghi contro 26 dei viola.

    Supremazia nettissima dei locali nei contrasti aerei (72% in favore del Milan), mentre ha prevalso la Fiorentina nei contrasti bassi: 53% vinti per i viola. Migliore il dato degli ospiti nell’aggressività in fase di non possesso: con 63 palloni vaganti conquistati per i viola e 48 per il Milan; superiorità locale nel dato dei palloni intercettati: 54 a 43 per i rossoneri.

    Il giocatore del Milan che ha ricevuto più passaggi è stato Suso con 43 seguito da Sosa con 40. La linea di passaggio più battuta è stata quella tra Delofeu e Vangioni con 10 passaggi dal terzino all’attaccante e undici in direzione contraria, sulla fascia opposta 10 passaggi da Abate a Suso. Da sottolineare come l’attitudine al dribbling di Suso (9 tentati) lo abbia portato a scaricare più spesso su Sosa (6) di quanto non abbia fatto Delofeu (un solo passaggio a Sosa e solo 3 dribbling tentati) che ha preferito se pressato scaricare a Vangioni (11 passaggi). Il centravanti Bacca abbia di fatto dialogato (poco) solo con Suso con 9 passaggi tra i due (4 ricevuti e 5 effettuati), ricevendo per il resto 4 palloni da Donnarumma e completando in tutto solo 9 passaggi precisi e tentando un tiro. Vangioni ha effettuato più cross nella sua squadra: tre.

    Nella Fiorentina il più cercato dai compagni è risultato essere Borja Valero con 84 passaggi ricevuti, seguito da Vecino con 79. A fronte di un possesso palla nettamente superiore (61%), il numero di attacchi totali della Fiorentina non è altissimo (94), questo perché la squadra viola ha fatto correre la palla molto tra i difensori centrali e i centrocampisti trovando con difficoltà lo sviluppo verticale. Kalinic è stato spesso solo nelle magli difensive rossonere, ha ricevuto di più da Vecino (6 passaggi), completando però solo 8 passaggi precisi arrivando al tiro due volte. Più cross di tutti li hanno tentati Salcedo e Chiesa: 4 a testa.

  • No, il testo di quel comunicato Stefano Pioli non poteva proprio accettarlo. Il richiamo a gestire la situazione con l’impegno della prima parte di campionato, era un’accusa implicita: nella seconda parte non c’era stata la professionalità mostrata nei primi mesi.

    E allora, dopo aver incassato lunedì la fiducia a tempo, martedì Pioli ha salutato tutti. Dimissioni. Addio alla Fiorentina, al club nel quale prima ha giocato e poi allenato. Addio al club nel quale lo scorso anno ha vissuto e gestito la tragedia della morte di un suo calciatore.

    Che i risultati della Fiorentina non siano eccezionali è sotto gli occhi di tutti, che la dirigenza di un club abbia il diritto di non rinnovare il contratto a un proprio dipendente (lo sono direttore sportivo, allenatore e calciatori) è nella normalità della cose.

    Il comunicato emesso di domenica, però, era offensivo. Offensivo della professionalità e della dignità di Pioli, perché un conto è criticare i risultati, il modo di giocare della una squadra, un altro è mettere in dubbio la professionalità dell’allenatore o di un calciatore.

    Il pubblico di Firenze, si è schierato subito con Pioli, al quale è riconosciuta signorilità e onestà. In fin dei conti è questo l’attestato più bello, perché i tifosi sono i veri giudici dell’operato di chi gioca e allena il club per il quale tifano.

  • Quando al 44’ del primo tempo Mario Mandžukić ha segnato il gol del vantaggio della Juventus sull’Empoli, non avrebbe mai immaginato che quella rete avrebbe praticamente ricucito lo scudetto sulla maglia bianconera. Perché è proprio così: la vittoria della Juve e la contemporanea sconfitta del Napoli a Udine, che ora è a meno 6 a 7 giornate dalla fine del campionato, ha di fatto chiuso il campionato.

    La rimonta della squadra di Allegri non solo è riuscita, ma sta assumendo il contorno di qualcosa in più di una marcia trionfale: 61 punti su 63 a disposizione nelle ultime 21 partite.

    A Napoli, con una pesante squalifica che incombe su Higuain (lo stop potrebbe essere di 3 giornate), si farebbe meglio a pensare a giocare più che a protestare preventivamente: scendere in campo alle 12.30 non è simpatico, questo è chiaro a tutti, però lo stesso disagio lo provano anche gli avversari, non solo gli undici ragazzi di Sarri. E ora, c’è a rischio pure il secondo posto, perché la Roma è la squadra che sta meglio di tutti (Juventus compresa…).

    La vittoria nel derby, è stata nettissima, ma ugualmente non mancheranno le polemiche: Spalletti ha lasciato Totti in panchina per tutti i 90’, una scelta lecita, che è parsa una prova di forza dell’allenatore e della società, intenzionata a far chiudere la carriera al giocatore che più di ogni altro ha fatto la storia del club. Detto del cambio di panchina in casa Lazio (buon lavoro a Simone Inzaghi), ha dell’incredibile il suicidio collettivo di Fiorentina (pari con la Samp), Inter e Milan (sconfitte da Torino e Atalanta).

    L’avevamo scritto qualche settimana fa: scudetto alla Juve, il Napoli avrebbe dovuto fare attenzione alla Roma; Fiorentina quarta, Inter quinta e Milan di rincorsa. Ora aggiungiamo: attenzione al Sassuolo.

  • Fiorentina - Inter è il big match della giornata. Si sfidano l’ottava e la terza in classifica, separate da 9 punti. La squadra di casa ha subito una sola sconfitta nelle ultime 10 gare giocate, ma in casa non vince dal 16 dicembre. Gli ospiti sono secondi per rendimento esterno (20 punti conquistati su 36 disponibili), nelle ultime 5 trasferte hanno vinto solo due volte (2 sconfitte e un pari nelle restanti partite). A Firenze, i viola sono imbattuti contro gli uomini di Spalletti da 4 partite, e nelle ultime 7 hanno perso solamente in un’occasione (15 febbraio 2014: vantaggio di Palacio, momentaneo pareggio di Cuadrado e gol vittoria di Icardi).
    L’undici di Pioli risulta secondo per falli commessi (14,8) e per duelli vinti in difesa (59%), terzo per distanza da cui realizza le reti (9,7 metri) e per lunghezza dei passaggi (20,4 metri), infine quarto per gol da fuori area (7).
    I nerazzurri sono primi per passaggi in area di rigore (43) e falli subiti (15,2), secondi per possesso palla (57%), terzi per gol su palla inattiva (12) e quinti per occasioni da gol (6). Inoltre sono la seconda miglior difesa complessiva (17 reti subite) e la migliore su azione (10 gol subiti).

    La sfida è tra due allenatori esperti, entrambi ex calciatori: i precedenti sorridono al tecnico di Certaldo che nei 9 precedenti contro il collega emiliano è imbattuto (7 vittorie e 2 pareggi). 

     

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • Il “Franchi” di Firenze ospiterà la gara tra Fiorentina e Napoli. Negli ultimi otto scontri diretti in Serie A, la squadra che giocava in casa è rimasta imbattuta. La squadra di Pioli è primatista di pareggi in questa stagione: quasi la metà (10) delle 22 partite di campionato giocate, mentre i campani hanno perso solo quattro delle ultime 40 trasferte in Serie A, ma tre di queste sconfitte sono arrivate in questa stagione (6 vittorie, 1 pareggio, 3 sconfitte).
    I viola si sono visti fischiare 5 rigori contro (2) ma solo 4 di questi sono stati realizzati, inoltre sono secondi per falli commessi (15) e per duelli vinti in difesa (59%), mentre risultano terzi per lunghezza media dei passaggi (20,4m). La compagine allenata da Ancelottiè quella che segna da più lontano (10,4m), che effettua più tiri a partita (17,5) e passaggi chiave (19). 

    I due uomini copertina sono il colombiano Muriel, 3 gol in 3 gare, e il polacco Milik, 12 gol in 19 presenze. 

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

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