esordienti

  • Come utilizzare queste esercitazioni con i ragazzi di 10-11 anni per stimolare le risoluzioni dei problemi che la gara propone.

  • Come utilizzare queste esercitazioni con i ragazzi di 10-11 anni per stimolare le risoluzioni dei problemi che la gara propone.

    Il calcio attuale richiede giocatori “intelligenti”, che sappiano risolvere i numerosi “problemi” che si incontrano costantemente nel gioco. Il tutto il più velocemente possibile.

  • Le attenzioni da avere in questa categoria. Le esercitazioni di tecnica combinata che consentono di abbinare le diverse gestualità. 

    Uno snodo cruciale per la formazione del giovane calciatore è rappresentato proprio dalla categoria Esordienti. In “entrata” (dai Pulcini) si passa appunto dal calcio a 7 giocatori a quello prima a 9 e poi a 11, con una superficie di gioco superiore. In “uscita” (quando si arriva ai Giovanissimi) si raggiunge il calcio “agonistico”, con tutte le sue complicazioni. Prima, però, di addentrarci in questo universo variegato, ponendo in particolar modo l’attenzione sulle esercitazioni di tecnica combinata, è doverosa una premessa riguardo la programmazione. Capita spesso nei dilettanti di “copiare” quanto svolgono i professionisti in queste annate: è un errore abbastanza grossolano perché le differenze che si trovano tra un contesto selezionato e un altro nel quale, invece, a tutti deve essere consentito confrontarsi e giocare, sono davvero molte. Ecco che è indispensabile che l’allenatore si adatti alla “preparazione” e alle qualità dei propri ragazzi, cercando di perseguire gli obiettivi prefissati.

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  • Il mese di agosto è quello giusto per incominciare a riflettere su ciò che si può proporre nel periodo iniziale della stagione: da qui parte lo scritto di Luca Bignami, incentrato sull’importanza del tecnico di prepararsi al meglio in vista della stagione alle porte. Gli obiettivi da ricercare con tale categoria e diverse proposte pratiche da trasferire dal taccuino al campo.

  • Il primo di una serie di approfondimenti dedicati alle varie categorie del settore giovanile. In questo numero, Stefano Pasquinelli si concentra sulla categoria degli Esordienti e in particolar modo sull’ultimo anno dell’attività di base. Nello scritto viene analizzata l’età dei giocatori, a cavallo tra la seconda fanciullezza e la pubertà, che richiederebbe un lavoro personalizzato, date le grandi differenze che si possono riscontrare tra i vari bambini. Inoltre, viene affrontato il tema dell’organizzazione, per la quale si consiglia di dividere la stagione in macro, meso e microcicli.

  • Una serie di approfondimenti legati alle varie categorie del settore giovanile curati dai nostri esperti. Il primo è quello di Stefano Pasquinelli dedicato alla categoria Esordienti, nello specifico i bambini nell’ultimo anno dell’attività di base. Quale attività proporre, la condizione “fisica” dei giocatori, il modello prestativo, il microciclo e gli obiettivi.

  • Gli approfondimenti de’ Il Nuovo Calcio
    È opportuno dare delle “regole” o “obiettivi” ai giovani giocatori: ricerca del filtrante tra i due giocatori, copertura dei centrali...

    I rondos sono un mezzo di allenamento che ormai ritroviamo spesso anche sui nostri campi. Venuti alla ribalta grazie alla dif
    fusione della periodizzazione tattica di stampo spagnolo, per certi versi assomigliano ai “torelli nostrani”, diversificandosi per le finalità che perseguono e per una disposizione prestabilita da parte dei giocatori, utile ad avvicinarsi a ciò che potrebbe avvenire in gara.

  • Filippo D’alesio, allenatore Uefa B e tecnico della squadra under 13 del Pescara, ha illustrato i suoi consigli per gli Esordienti. Il punto di partenza è l’osservazione e la flessibilità perché nessuna annata sarà uguale alla precedente o alla successiva e quindi è necessario che l’allenatore sappia adattare le proprie idee al livello dei ragazzi e non viceversa.

    Si passa poi alla necessità di avere pazienza perché i giovani calciatori sono ancora in una fase evolutiva importante ed è fondamentale lasciare loro il tempo di apprendere, focalizzandoci su quelle che riteniamo essere le priorità. Per poter far sì che i bambini apprendano è necessaria la ripetizione dei gesti, ma senza che essi siano una mera reiterazione. Bisogna far sì che la seduta sia sempre stimolante e che i protagonisti siano sempre loro: i nostri giocatori. Infine, è di fondamentale importanza allenare i perché, per permettere ai ragazzi di non conoscere solamente come si esegue un dato passaggio ma anche la situazione in cui esso va adottato.

  • La possibile organizzazione di un allenamento dedicato alla conclusione a rete. L’importanza del passaggio filtrante e degli aspetti ludici negli Esordienti.

    La fase di finalizzazione, il tiro in porta e il gol rappresentano a livello motivazionale ed emozionale, per i giovani calciatori, un momento tra i più significativi del gioco. Non dobbiamo mai dimenticare che, specialmente nelle fasce di età dei più piccoli, la rete rappresenta forse il momento più gratificante di tutta l’attività.

    L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di maggio in edicola o in abbonamento

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