derby

  • Un derby pazzo, con il Milan in vantaggio 2-0 alla fine del primo tempo e un’Inter, fino ad allora inesistente, che contro ogni logica vince 4-2. E riconquista il primato in classifica, seppur a pari punti con la Juventus!

    Ma questa, più di ogni altra, è stata una giornata incredibile: la vittoria del Verona contro la Juve non era facilmente pronosticabile, perché quella di Juric è una squadra che gioca a ritmi elevatissimi. Non facile una prestazione simile dopo aver giocato prima con il Milan, a metà settimana con la Lazio, prima di trovarsi davanti la Juve, brava nell’abbassare le cadenze del gioco e a colpire.

  • Alla fine, ma proprio alla fine, ha vinto chi ha osato di più. E di solito chi osa di più, merita di vincere! Il gol di Icardi al 92’ su cross di Vecino, complice uno scivolone di Musacchio e un’uscita senza senso di Donnarumma ha fatto esplodere “San Siro”, perché a giocare in casa era la squadra di Spalletti e il neroazzurro era predominante nel colpo d’occhio.

  • La partita che infiamma il capoluogo lombardo assume un’importanza ancora maggiore per via della risalita in classifica del Milan, che coincide con un periodo negativo per la squadra di Spalletti. Nel suo articolo, Cesare Barbieri ha sottolineato pregi e difetti delle due milanesi.

  • L’Inter vince una partita pazzesca, nella quale il Milan prima si dimentica di giocare e poi schiaccia i nerazzurri nella loro area di rigore. Un derby che sembrava destinato a finire 2-2, ma una sciagurata trattenuta di Ricardo Rodriguez (che non ha neppure protestato) al 90’ ha spinto sul dischetto Icardi per il “morso” del 3-2.

    Montella poi dovrà spiegare perché, nel primo tempo, ha schierato una squadra rinunciataria, con i due esterni (Borini e Rodriguez) bloccati sulla linea dei difensori, un Milan incapace di fare gioco, impaurito davanti a un’Inter che ha guadagnato campo senza l’opposizione degli avversari. L’1-0 con il quale si è concluso il primo tempo era risultato giusto, ma si è andati al riposo con troppi quesiti e una certezza: il Milan non avrebbe disputato un secondo tempo come il primo. Troppo solo André Silva, perché Suso non può fare la punta nel 3-5-2, perché Bonaventura non può giocare così lontano dalla porta.

    Fuori Kessie, dentro Cutrone, Suso retrocede di qualche metro e si allarga a destra, Borini avanza, i centrali di difesa se la cavano senza l’aiuto degli esterni, l’Inter va in difficoltà perché il Milan con i cambi di gioco è costantemente in superiorità numerica.

    Arriva il pareggio, ma Icardi segna il 2-1, c’è il 2-2 meritato di Bonaventura (complice Handanovic) e la partita sembra finita. Vecino accelera e spacca il Milan. E’ l’89’ i rossoneri regalano un rigore.

    Vince l’Inter, squadra concreta. Ma il Milan esce dal campo con una certezza: deve giocare in un modo solo, all’attacco. E Montella sarà chiamato a fare delle scelte, come relegare in panchina qualche pezzo pregiato del mercato.

  • Va come non ti aspetti, perché nessuno pensava che si potesse colorare di nerazzurro. L’Inter entra in campo come se il “giovedì nero” con l’Eintracht Francoforte non fosse assolutamente esistito e annichilisce il Milan per un tempo e alla fine vince 3-2. La squadra di Gattuso si rivede solo quando è sotto 0-2 e più che una reazione dettata dal gioco, quelle dei rossoneri sembra una reazione nervosa, anche perché spesso mancano gli equilibri.

    La partita la vincono i calciatori, ma la preparano gli allenatori e questa volta Spalletti, criticatissimo nelle ultimi settimane, è stato più bravo di Gattuso, perché la superiorità tattica è stata bene visibile.

    Il 4-4-1-1 con Vecino trequartista (Nainggolan è infortunato e Borja Valero è troppo compassato) crea problemi ai tre centrocampisti del Milan, le difficoltà maggiori sono di Lucas Paqueta, che troppo spesso non si avvede di ciò che accade alle sue spalle. Così dopo il gol del vantaggio l’Inter domina, crea un paio di palle gol e soffre solo negli ultimi 5’. La ripresa si apre con il 2-0 e, proprio qui, si vede la prima reazione del Milan, con la rete di Bakayoko.

    Nel tentativo di recuperare Gattuso commette un errore: sbilancia la squadra, perché Kessie fatica a fare il terzino, mentre Calhanoglu e quattro giocatori offensivi (perché c’è anche Cutrone) sono troppi. L’Inter si porta sul 3-1 e il Milan accorcia ancora e si prende la metà campo avversaria solo perché i nerazzurri non hanno il coraggio di affondare con decisione.

    Questa volta ha vinto il migliore: Inter a +6 e Milan a +4 sulla Roma sconfitta a Ferrara.

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