CR7

  • CR7 è tornato il campione che conoscevamo. Così la Juventus è ancora prima e punta decisamente alla Supercoppa che si giocherà in Arabia Saudita domenica (ore 17.45, Rai 1). Avversaria la Lazio che ha vinto le ultime 8 di campionato.

    Ma quando CR7 gioca così la Juve non ha nulla da temere. L’appannamento di fine ottobre, durato una ventina di giorni, è stato frutto di un acciacco fisico, che il portoghese ha affrontato con l’orgoglio del campione. No, Ronaldo non ci stava a fare giocate banali e il passaggino, voleva incidere come è abituato a fare, perché chi è protagonista lo vuole essere sempre. Anche nei momenti nei quali sa che è più difficile.

    Il gesto di stizza con il quale è uscito nella gara contro il Milan, visto a posteriori non è altro che rivolto a sé stesso. Lui che puntava l’uomo senza saltarlo o che calciava senza centrare la porta come è abituato a fare. Lo hanno guarito la sua nazionale e l’amore del popolo juventino. Lui ha ricambiato come sa fare: gol, gol, gol…. Contro Sassuolo, Lazio, Bayer Leverkusen, Udinese (2). E la magia di ieri, quella con la Sampdoria.

    E ora la Juventus guarda a febbraio e alla Champions con grande tranquillità.

  • La Juventus torna da Valencia con due ottime notizie. La prima è che ha vinto 2-0 la sfida di Champions, la seconda è ancora migliore: non è CR7 dipendente.

    In 10 per un’ora, la squadra di Allegri, che prima dell’espulsione del portoghese aveva fallito due occasioni clamorose, non ha praticamente mai sofferto e una volta passata in vantaggio agli spagnoli ha concesso soprattutto passaggi orizzontali e verticalizzazioni prevedibili.

    Sull’espulsione di CR7 si possono scrivere trattati: gomitata sì e gomitata no oppure tiratina di capelli sì o no, di certo l’assenza del portoghese e di un giocatore di movimento è stata attutita dall’impianto di gioco collaudato. Cristiano Ronaldo non è ancora al top, la cosa è evidente, ma in queste prime gare la Juve sta dimostrando che, malgrado CR7 sia il miglior giocatore al mondo, non è indispensabile.

    La Juventus è tale per la sua difesa, per Pjanic, Matuidi, Khedira, Bernardeschi in crescita esponenziale. E Marione Mandzukic, attaccante di lotta e di governo.

    Nella serata della sconfitta interna del City, Bayern Monaco e Manchester United hanno alzato la voce. La Juventus, addirittura ha urlato!!!

  • L’aggettivo “immenso” solitamente non è riduttivo. Ma lo diventa per definire Cristiano Ronaldo, CR7. Se il Real Madrid è una delle due o tre squadre più forti del mondo, altrettanto non si può dire del Portogallo, perché per un pronostico in molti punterebbero su Germania, Argentina, Brasile, Inghilterra, Francia e Spagna. Pure su Croazia e Belgio, magari anche sulla Colombia.

    Ma lui, non ci sta, vuole vivere il Mondiale da protagonista e in una partita nella quale la Spagna si dimostra superiore per singoli e qualità di gioco, segna tre gol. Che valgono il 3-3.

    Dopo Russia-Arabia Saudita, Uruguay-Egitto e Marocco-Iran, arriva finalmente una gara che dà l’idea di essere spettatori (in tutti i sensi vista l’assenza dell’Italia) di un Mondiale. E la sensazione arriva ancor prima che le due squadre scendano in campo. Poi è battaglia. Proprio così battaglia: perché il Portogallo segna, ma la Spagna è conscia di essere molto più forte e allora che fanno CR7 e compagni? Chiudono, almeno, provano a chiudere le linee di passaggio, si mettono compatti al limite della propria area di area di rigore e provano a ripartire come fulmini (chiamasi contropiede, tattica a noi ben nota) per sfruttare una possibile superiorità numerica.

    La Spagna, bella e sfortunata (il gol del 2-1 di Cristiano non sarà annesso ai capolavori), ha dimostrato di esserci, di essere una squadra di quelle da tenere in considerazione per la vittoria finale. Almeno, così pare. Ora è il momento della Francia e dell’Argentina. Finalmente vale la pena di incollarsi alla tivù.

  • I numeri da giocare al lotto sono il 50, il 65 e naturalmente il 7. Cristiano Ronaldo ha interrotto il suo digiuno italiano al 5’ del secondo tempo della quarta giornata, spingendo in porta una palla che Ferrari aveva involontariamente appoggiato sul palo. Poi, visto che il portoghese è un campione non ci ha messo molto per regalare ai suoi tifosi un’altra gioia: la doppietta, quella che affossa il Sassuolo, giunge al minuto numero 20 della ripresa, il 65’ appunto.

    Che CR7 avrebbe segnato era negli auspici di tutti. E durante la pausa da più parti sai era cercato di spingere la palla in porta, perché anche dalla Spagna si erano spesi per farci sapere che a Madrid, nel nono mese dell’anno, Cristiano trovava facilmente la porta.

    Che i due gol non siano dei capolavori che passeranno alla storia è evidente, ma l’importante era far finire la palla in rete. Fare gol. Così è stato: un tocco da due metri e un diagonale con il portiere che avrebbe potuto e dovuto piazzarsi meglio. Doppietta e festa grande alla Stadium.

    Adesso che CR7 ha segnato la Juventus può dedicarsi anche alla seconda mission: recuperare Dybala!

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