buffon

  • Così no. Così fa male. Così va veramente male. La Juventus vista a Madrid è una squadra che gioca la partita perfetta, che domina in casa degli avversari otto giorni dopo aver perso 0-3 a Torino. Questa è un’impresa che può essere fatta solo da un gruppo di uomini veri, che hanno saputo guardarsi in faccia e si sono detti: “Se c’è anche una sola possibilità ce la andiamo a giocare”.

    La Juventus vista a Madrid è stata praticamente perfetta, perché non solo ha segnato tre volte, che già di per sé è una prodezza su un campo sul quale si difendono tutti, ma ha pure creato delle occasioni, sbagliato un paio di gol. Questa è la risposta da grande professionista di un allenatore, Massimiliano Allegri, che ingiustamente diventa capro espiatorio quando la sua squadra non vince. Il 4-3-3 della Juventus è stato a lungo un rebus irrisolto per il Real e per Zinedine Zidane che guardava incredulo verso il campo, senza trovare le contromosse.

    Tutto perfetto, fino a una manciata di secondi dalla fine quando Benatia ha contrastato Lucas Vazquez davanti a Buffon. Rigore? O si poteva lasciar correre? Ancora: si poteva lasciar correre, facendo in modo che le squadre si giocassero tutto ai supplementari?

    Il portierone della Juventus ha detto che dopo una partita simile, in una situazione del genere se si fischia al posto del cuore si ha un bidone dell’immondizia. Che non si possono castrare così i sogni di una squadra. Parole forti, intrise di stizza e delusione.

    A noi, invece, è rimasta la sensazione di aver visto una partita splendida, con una squadra che ha giocato come le imponeva la storia del club. Una squadra della quale andare orgogliosi.

  • Gianluigi Buffon, ambassador PUMA e capitano della Juventus e della Nazionale, quattro volte miglior portiere del mondo, miglior portiere del campionato mondiale 2006, miglior portiere del decennio (2000 – 2010), miglior portiere del secolo, unico portiere vincitore del prestigioso Golden Foot nel 2016 e considerato da esperti e appassionati come uno dei migliori estremi difensori di tutti i tempi, ha raggiunto questa sera, allo stadio Renzo Barbera di Palermo, il record di 1000 partite giocate in carriera. Il Campione azzurro entra così di diritto nella ristretta elite di giocatori che in tutto il calcio mondiale hanno raggiunto questo incredibile traguardo, secondo nella classifica italiana di presenze dopo Paolo Maldini, fermo a 1028.

    Questo formidabile record raggiunto oggi da Buffon è il risultato di una strepitosa carriera che lo ha visto indossare 168 volte la maglia Azzurra - con cui è stato campione del mondo nel 2006 e vice-campione d'Europa nel 2012, partecipando a cinque Campionati Mondiali, quattro Europei e due Confederations Cup - 220 volte quella del Parma - con cui ha vinto una Coppa UEFA, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana - e 612 volte la maglia bianconera, con cui ha conquistato, dal 2001 ad oggi, 7 campionati di Serie A, 1 campionato di Serie B, 5 Supercoppe italiane, 2 Coppa Italia e con cui ha raggiunto, nel 2016, il primato storico di imbattibilità di 973 minuti ed è diventato, domenica 19 marzo, nel match contro la Sampdoria, il giocatore juventino con più minuti giocati in Serie A.

    PUMA, in accordo con la FIGC, ha deciso di onorare e festeggiare questo importante e storico traguardo di uno dei suoi testimonial più importanti, l’unico nella storia italiana del Brand ad aver firmato una partnership a vita, facendo indossare ai 23 bimbi che sono scesi in campo con i giocatori prima del match, la sua maglia con la stampa 1000 sul petto.

    #G1G1000

    Per maggior informazioni visitare i siti www.puma.com e www.figc.it

  • La domanda potrebbe essere: Gigi, perché? E la risposta può essere una sola: “Giocare è fantastico, uscire dal tunnel è sempre un’emozione; vivere la settimana di allenamento una gioia quotidiana”.

    Queste parole non sono di Gigi Buffon, ma sono il concentrato di ciò che mi hanno detto altri calciatori ai quali ho chiesto cosa mancasse loro al termine della carriera. Emozioni, adrenalina, giocare… il giocare, che per un professionista sarà un lavoro, ma in fin dei conti è la cosa più bella che c’è.

    Gigi Buffon si lega ancora alla Juventus, il club nel quale è arrivato nel 2001. Gigi Buffon torna alla Juventus dopo una stagione nella quale a Parigi ha disputato un’annata discreta, perché Thomas Tuchel non ha saputo scegliere tra lui e Areola. Buffon torna alla Juventus sapendo che sarà la riserva, il numero 12. Buffon sa pure che le gerarchie sono stabilite, ma qualche volta basta un alito di vento per cambiarle.

    Gigi Buffon vuole continuare a giocare, consapevole del fatto che ha più da perderci (un anno in panchina per uno dei migliori della Storia non è il massimo) che da guadagnare (la carriera è comunque leggendaria).

    Gigi Buffon vuole giocare ancora e fa bene! Impossibile criticarlo. Anche noi tante volte abbiamo detto: “Questa è l’ultima volta”, sapendo che all’indomani cercando una scusa avremmo rifatto la borsa.

  • Che l’universo maschile e quello femminile siano distanti tra loro anni luce ne abbiamo nuovamente avuto la prova. Sabato 19 maggio, due avvenimenti hanno dominato la cronaca: il Royal Wedding, il matrimonio reale, tra Harry e Meghan e l’addio al calcio di Gigi Buffon.

    Se, noi innamorati di calcio, ci siamo lasciati scivolare sulla pelle l’”I will” pronunciato a Saint George, così non è stato per le immagini trasmesse dalla tivù alle 16.21.

    Mentre il cielo di Torino dopo essersi imbronciato stava iniziando a regalare le prime gocce di pioggia, Gigi Buffon lasciava il campo. Sostituito. Sostituito per permettere a tutti di fermarsi e omaggiarlo per quello che ha fatto dal 1995 a oggi, con le maglie di Parma, Juventus e Nazionale. Il miglior portiere del mondo, quello che ti faceva sbagliare con la sola presenza tra i pali, a 40 anni, lascia il campo senza essere vinto dal tempo. Come aveva detto: “Io sono Buffon e voglio continuare a essere Buffon. Non posso accontentarmi”. Pienamente d’accordo. Un pensiero che non fa una grinza, non avremmo sopportato di vedere Gigi con la maglia di una squadra di seconda schiera (con rispetto per tutti), perché i grandi campioni non possono “svernare”.

    Buffon alle 16.21 ha lasciato la Juventus tra applausi, sorrisi e lacrime. La festa scudetto, si è tramutata nella sua festa: compagni e avversari sul campo hanno reso omaggio alla sua grandezza, altri lo hanno fatto sui social. Nei giorni prossimi sapremo se sarà un dirigente della Juventus oppure il portiere di PSG, Real Madrid o Liverpool, ma oggi la sua uscita dal campo ci ha permesso di rimarcare ancora una volta la differenza tra uomini e donne (senza generalizzare e offendere): noi abbiamo pianto per Buffon. A lui, Harry e Meghan gli auguri di buona vita.

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