attività di base

  • Quali esercitazioni analitiche e globali proporre e come integrarle con la squadra nel settore attività di base per i numeri uno.

    Negli ultimi anni il ruolo dell’estremo difensore è sicuramente cambiato e la metodologia di allenamento specifica del numero uno si è modificata prevendendo una parte “importante” del training con il portiere inserito nel contesto squadra. Pertanto, è diventato fondamentale agire sia in forma “analitica” sia globale.

    “Analitico”
    La proposta analitica si pone lo scopo di automatizzare quelle gestualità che il portiere svilupperà nel tempo grazie alle continue ripetizioni delle sequenze motorie, che abitual- mente vengono insegnate nei primi anni di avvicinamento al ruolo. Parliamo sia degli aspetti tecnici e sia della loro appli- cazione in un contesto ridotto di gioco (situazione). Dal punto di vista tecnico, infatti, è necessario proporre esercitazioni con contenuti che possano migliorare le abilità già acquisite e che rappresentano le basi fondamentali di ogni giovane portiere.

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  • Come organizzare una fase dell’allenamento sfruttando le situazioni di gioco semplici e inserendo delle gestualità, tecniche o motorie, prima dell’inizio dell’esercizio vero e proprio.

    L’allenamento del giovane calciatore, in particolar modo di quello dell’attività di base (riferimento di questo articolo), deve perseguire diversi obiettivi. A seconda dell’età dei giocatori e del loro livello, cambiano chiaramente le percentuali di tempo da dedicare alle differenti finalità. Finalità che però sono collegate, principalmente, a:
    • coordinazione;
    • tecnica fondamentale;
    • applicazione della tecnica o situazioni o tattica individuale;
    • tattica collettiva;
    • aspetti fisici inerenti la condizione.

    Su questi obiettivi l’istruttore deve intervenire con assiduità nella logica di una progressione di difficoltà. Coi bambini dei Piccoli Amici coordinazione e schemi motori di base, insieme ai primi rudimenti della tecnica sono determinanti. Più si sale di livello e più subentrano gli aspetti di tattica individuale e infine collettiva, senza dimenticare logicamente le componenti condizionali. Con il gioco al centro di tutto in progetto formativo!

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  • CONSIGLI PER GLI ALLENATORI

    1- Ai giocatori è richiesto di risolvere un’infinità di problemi non previsti a priori, pertanto il processo cognitivo diventa vitale per il gioco, conferendo a questo una natura di predominanza tattica. Ecco che è importante strutturare esercitazioni che si avvicinino il più possibile a ciò che accade in partita, stimolando i calciatori a prendere decisioni in funzione di spazio, compagni e avversari.

  • Esercitazioni basate sul gioco nelle quali si può utilizzare l’inglese come lingua.

  • Un mix di riscaldamenti da utilizzare in particolar modo con la categoria Esordienti, ma adattabili anche ai Giovanissimi, per iniziare la meglio la seduta.

    Incominciare al meglio la sessione di allenamento è uno degli aspetti che ogni allenatore deve tenere in considerazione in sede di programmazione. Infatti, creare sin dal principio il clima ideale, piacevole e coinvolgente, consente di innalzare la motivazione e l’attenzione su quanto si intende proporre in seguito. E a tal proposito utilizzare il gioco è un’ottima soluzione. Coi più piccini è probabilmente la modalità migliore perché appassiona immediatamente i piccoli giocatori, che avranno voglia di correre al campo perché sapranno di iniziare col divertimento. Coi più grandi, pensiamo alle prime squadre o alle categorie agonistiche del vivaio, occorre invece qualche attenzione in più. Le componenti fisiche sono determinanti e la principale funzione del riscaldamento è quella di preparare il corpo a quanto i giocatori devono svolgere (innalzamento della temperatura corporea e via dicendo). Ecco che tutto deve essere ben codificato e studiato anche in funzione delle esercitazioni successive (tecniche, di forza…). Ma con gli Esordienti come si può agire?

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  • Come lavorare utilizzando al meglio questa struttura geometrica e inserire gestualità e movimenti simili a quelli della gara. Una progressione didattica per i più “piccoli.

  • La gestione sopraffina del pallone rappresenta un indubbio vantaggio per il giocatore di qualsiasi livello. I vantaggi di agire in tale direzione fin da piccoli e la progressione di attività.

    Le migliori prestazioni e le vittorie delle più grandi squadre di tutti i tempi non sono esclusivamente dovute al loro collettivo, alla preparazione atletica e neppure a una buona impostazione tattica. Sempre più spesso la differenza viene fatta dalla “classe” e dalla qualità tecnica dei singoli. Un esempio tangibile è il Real Madrid guidato da Zidane, vincitore di tre Champions League consecutive nelle ultime tre annate, un undici ricco di talento. Ma cos’è il talento?

  • Alcune proposte pratiche che aiutano a capire come dei piccoli accorgimenti possano trasformare un’esercitazione e renderla funzionale per le differenti categorie.

  • Quali valori e concetti tenere presente quando ci si appresterà a pianificare la prossima stagione. C’è qualcosa che va oltre il calcio e, visto il periodo, non può essere dimenticato.

  • Come sfruttare al meglio il riscaldamento prima della partita, utilizzandolo come allenamento vero e proprio, a conclusione dei training settimanali. Diverse proposte pratiche, in relazione ai vari aspetti che si vogliono stimolare.

    Tempo e spazio, come ben sappiamo, sono le due dimensioni principali su cui gli istruttori e gli allenatori si concentrano quando svolgono la loro attività sul campo: sono i due concetti su cui si fonda la disciplina sportiva che tanto amiamo.

  • L’importanza del riscaldamento per i bambini più piccoli come mezzo per raggiungere gli obiettivi tecnici stabiliti nella seduta. Alcune proposte pratiche.

    All’interno della programmazione dell’allenamento capita di considerare il riscaldamento come una fase distaccata dagli obiettivi che ci siamo prefissati di raggiungere. Molti istruttori lo pensano solo ed esclusivamente come un momento ludico di divertimento, di aggregazione e di attivazione motoria. Ovviamente, questi aspetti sono imprescindibili in un contesto di scuola calcio e devono far parte anche del warm-up, che però non può essere scollegato dal resto delle proposte. Per questo conviene stabilire immediatamente gli obiettivi della sessione. In linea generale, questi possono essere divisi in due categorie: avremo gli obiettivi primari, ovvero i più importanti all’interno dell’allenamento, che risultano il filo conduttore di tutte le esercitazioni proposte; poi vi sono quelli secondari, che rappresentano il “contorno” e sono una sorta di conseguenza dei primari.

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  • Parliamo sia di quella motoria sia di quella ludica. I bambini, già in difficoltà prima di questa pandemia a muoversi e a organizzare da soli giochi, potrebbero veder peggiorare drasticamente la loro situazione.

  • Una serie di proposte pratiche per contestualizzare la situazione di 1>1 e avvicinarsi a ciò che accade in gara.

  • Il gamification è una metodologia innovativa e coinvolgente, come sostiene un recente studio scientifico, utile a tutti gli allenatori che lavorano nell’attività di base. Scopriamo di cosa si tratta.

  • Sminuire il risultato coi più piccoli non sempre è la strada giusta. Vi sono dei valori, fondamentali nella vita di tutti i giorni, che possono essere trasmessi con saggezza solo dando il giusto senso a vittoria o sconfitta. Il ruolo dell’allenatore.

    Come la notte e il giorno o l’estate e l’inverno, vincere e perdere fanno parte del gioco e della vita. Un percorso educativo serio insegna a giocare per la vittoria e ad accettare la sconfitta. Non sfugge né all’una né all’altra, non le esaspera o banalizza. Al contrario, ne coglie emozioni e spunti di crescita.

  • Le corrette modalità per incentivare la fantasia nei giovani giocatori. Esercitazioni e consigli. Cosa dice la scienza.

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