allenatore

  • Un estratto dell’ultimo Indispensabile scritto da Luca Bignami e Marco Mingardi per tutti coloro che allenano i bambini di Piccoli Amici, Primi Calci e Pulcini. Nello scritto, tratto dal capitolo 2, saranno evidenziati alcuni dei presupposti per lavorare al meglio sul terreno di gioco. Inoltre, alcune esercitazioni per ricezione, trasmissione e combinazioni di gestualità.

  • Al di là della diatriba “palla o a secco”, il vero obiettivo del training è sempre quello di mettere nelle condizioni ottimali la squadra, a prescindere dai mezzi: pertanto, è giusto che ognuno scelga la filosofia di lavoro in cui crede e in cui si sente più sicuro dell’efficacia.

  • Una doppia promozione dopo che da sei anni il club non riusciva a risalire dalla serie C. Subentrato durante la stagione 2017/2018, Fabio Liveraniha raggiunto prima la B e, nella stagione successiva, la scorsa, la serie A.

  • L’analisi di Attilio Sorbi circa le considerazioni che deve fare un tecnico per impostare il lavoro più proficuo coi propri giocatori. L’importanza di far sì che il giocatore abbia la possibilità di partecipare come individuo attivo all’allenamento, in grado di comprendere ciò che sta facendo.

  • Dopo l’articolo dedicato ad Andrea Biffi, allenatore che lavora da un ventennio coi Pulcini, il maestro di calcio con cui ci siamo confrontati in questo mese è l’attuale responsabile tecnico dell’attività di base dell’Inter, da una vita in questo settore, prima sul campo e ora come punto di riferimento per i diversi istruttori nerazzurri.

    Calciatore prima, allenatore poi, e infine responsabile tecnico dell’attività di base. Un vero e proprio maestro di calcio a tutto tondo. Giuliano Rusca, che da cinque stagioni guida e coadiuva gli istruttori dell’attività di base dell’Inter, ha illustrato quella che è la situazione attuale del calcio giovanile italiano, ripercorrendo con noi le tappe che l’hanno portato fino a qui.

    Come sono stati gli inizi col calcio?
    «Da giocatore ho fatto tutta la trafila nel settore giovanile del Como, proseguendo poi come semi-professionista. Mentre giocavo a Corbetta, ho seguito l’allora corso allenatori di terza categoria, che era possibile frequentare dopo aver compiuto 25 anni. In seguito, Mino Favini, mio responsabile quando giocavo a Como, mi ha chiesto di collaborare con loro. Ho incominciato così ad allenare la squadra degli Esordienti, in cui tra gli altri figuravano Zambrotta, De Ascentis, Coco, insieme a tanti altri giovani calciatori di talento.»

    E poi?
    «Dopo due stagioni con questo gruppo talentuoso, sono stato contattato da Fabio Capello, all’epoca responsabile del vivaio del Milan, per allenare i più piccoli: Pulcini ed Esordienti. Sono rimasto nove anni al Milan finché ci fu un importante ridimensionamento, a seguito del quale rimasero solo tre categorie: Primavera, Allievi e Giovanissimi.

    Le altre annate si allenavano al Monza, società con la quale c’era una sinergia, e mi fu proposto di diventare il responsabile dell’attività di base. Ma nello stesso periodo, Roberto Samaden mi chiese se volevo diventare un allenatore all’Inter; dal quel momento è iniziata la mia storia nerazzurra.»

    Dopo anni di campo...
    «Diciamo che sono “passato” dietro la scrivania. Oggi infatti ricopro il ruolo di responsabile tecnico dell’attività di base, dai più piccoli fino agli under 14. Sono ormai 5 stagioni che ho questo incarico.»

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  • L'allenatore di settore giovanile
    Un libro pensato per chi allena i giovani, scritto da Gianluca Andrissi, tecnico con più di vent'anni di esperienza nei settori giovanili professionistici, in collaborazione con Luca Bignami, allenatore e giornalista.
    Più di 200 esercitazioni per chi lavora con Esordienti, Giovanissimi, Allievi e Juniores. Un testo da "campo" che spiega la metodologia e la didattica per l'allenatore, dalla gestione del gruppo sul terreno di gioco, all'organizzazione delle diverse proposte, con un'attenzione particolare agliaspetti educativi e formativi anche fuori dal campo.
    L'analisi dei sette gesti tecnici, i principi di tattica individuale e collettiva, la pianificazione della seduta e della settimana tipo.
    Autore : Gianluca Andrissi con Luca Bignami
    Numero di pagine: 224

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  • La fase di non possesso per le squadre che si schierano con tre o cinque uomini in difesa. I movimenti e gli adattamenti necessari per lavorare al meglio.

    Nel campionato italiano degli ultimi anni, dopo un periodo monopolizzato dalle difese a quattro giocatori, molte squadre hanno ricominciato ad adottare la soluzione che prevede tre centrali coadiuvati da due esterni.

  • L’importanza del corretto utilizzo da parte dell’allenatore del “rinforzo”. Quali sono le varie tipologie, i consigli per usarlo al meglio e una scheda di autovalutazione.

    In psicologia, per rinforzo si intende qualsiasi evento ritenuto in grado di aumentare la probabilità di generare una risposta. L’obiettivo di questo articolo è quello di “insinuare” nel lettore dei dubbi e la voglia di approfondire l’argomento per diventare più consapevoli dei propri obiettivi e del proprio modo di agire in ambito sportivo.

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  • Il saper fare dell’allenatore e i princìpi che devono guidare il suo comportamento sia in campo sia fuori campo.

  • Esperienze dall’estero
    L’intervento dell’allenatore del Benfica Thiago Jorge Pina, che segue il gruppo under 12, all’incontro di aggiornamento organizzato da Sergio Soldano e Gabriele Gervasi. Il tecnico ha offerto una panoramica sulle modalità operative in Portogallo e lavorato sul campo proponendo una serie di esercitazioni con l’obiettivo di attirare l’avversario in una zona e metterlo in difficoltà in un’altra.

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