Allenamento fisico

  • Una qualità indispensabile per il calciatore: la sua definizione, i presupposti operativi e le esercitazioni.

    L'allenamento può essere definito come un processo complesso, il cui obiettivo è quello di raggiungere un risultato o una prestazione sportiva attraverso la corretta pianificazione dei carichi di lavoro. La scelta delle metodiche ha seguito negli anni un’evoluzione: si è partiti dall’imitazione della partita, passando per quella dei campioni fino a giungere al criterio attuale, che consiste nel seguire il modello prestativo, il quale pone in evidenza le qualità fisiche più importanti da sviluppare e migliorare.

  • Con le nuove idee che emergono dal mondo del calcio, anche a livello giovanile si assiste sempre più a una netta riduzione degli spazi di gioco, con una importante diminuzione nell’osservazione, durante una partita delle “praterie”, un tempo notabili e terreno fertile dei giocatori particolarmente veloci.

  • Il programma di allenamento funzionale HUBit® come base per la costruzione della performance. L’importanza dell’esecuzione corretta di movimenti fondamentali in sequenza.

  • Cosa dice la scienza a proposito dell’allenamento fisico per il calciatore. I presupposti pratici, la differenza tra training “a secco” e con palla dal punto di vista atletico, come comportarsi.

  • Perché e in che modo utilizzare l’allenamento funzionale coi calciatori per sviluppare al meglio la forza. Il training specifico per parte superiore e inferiore del corpo.

  • Come programmare la settimana tenendo conto dell’analisi del carico. Le varie tipologie di scale che possono essere utili all’allenatore e al preparatore di giovani calciatori.

  • Due esperti, due preparatori atletici che da anni lavorano nelle prime squadre della nostra Serie A, Valter Vio e Agostino Tibaudi, si sono prestati ad una sorta di…intervista doppia.

    Matteo Callini ha affrontato con loro un tema importante in questa fase della stagione: la gestione del carico dell’allenamento nel periodo che intercorre tra la fine della preparazione e l’inizio della stagione agonistica. I due “prof” hanno parlato di tapering, esprimendo come sia importante ridurre il carico in termini di volume e di frequenza, ma non di intensità. Hanno trattato il tema relativo alla preparazione per un dato periodo della stagione, illustrando come sia un concetto non realizzabile sia in termini fisiologici che in termini sportivi (Quale periodo scegliere?). Terminando poi con uno sguardo sui dilettanti, concordando per una strutturazione del ciclo che non prevede un periodo di tapering, in quanto i carichi e la tempistica a disposizione non lo consentono.

  • L'articolo "Forza esplosiva e cambi di direzione" di Simone Lorieri è pubblicato sul numero 303. Aprile 2018 Pagina 76.

  • Quanto sono importanti queste esercitazioni per allenare i glutei, migliorare di conseguenza la performance e prevenire gli infortuni.

    Lo studio del modello prestativo ha consentito di aumentare i livelli di specificità del training: infatti, l’adattamento utile al miglioramento della prestazione che si vuole raggiungere in allenamento deve rispondere alle richieste della disciplina che si pratica. La maggior parte delle azioni che svolge il calciatore durante una gara, se riflettiamo, è in modalità monopodalica.

    Pensiamo ai salti per un colpo di testa o a un controllo aereo della palla. Anche lo studio biomeccanico dei gesti tecnici, ad esempio controllo e difesa della palla, tiro in porta, contrasto, evidenzia che la maggior parte di questi viene effettuata su un arto. Non dimentichiamo poi le accelerazioni, le decelerazioni e i cambi di direzione in cui l’enfasi maggiore si riscontra su un solo arto. Nell’ambito dell’allenamento di forza per il calciatore, risulta evidente che, oltre al controllo motorio, gli schemi motori di base e la qualità del movimento, è necessario adattare il sistema alle sollecitazioni intense e specifiche cui sarà sottoposto durante un incontro.

  • Gli speciali de’ Il Nuovo Calcio - L’allenamento della forza
    Come e perché utilizzare questo strumento da campo per migliorare in primis la forza, ma anche la coordinazione e la mobilità.

    Tra le capacità fondamentali per un giocatore di calcio la forza occupa un posto di primo piano, sia in termini prestativi sia per limitare le possibilità di infortunio. Ma quale tipo di forza è opportuno allenare per il calciatore?

  • In che modo e perché può essere utile trarre spunti e “movimenti” da questa disciplina in funzione del calcio.

    Per il miglioramento della capacità di forza, la pesistica olimpica rappresenta senza dubbio una disciplina che, nonostante abbia un proprio modello tecnico con altissime componenti coordinative, può risultare un importante mezzo allenante per la pratica di altri sport.

  • Perché è importante lavorare su questi movimenti in forma “fondamentale” e specifica, con e senza palla.

  • TERZA PARTE
    Quali possono essere i valori di riferimento di un settore giovanile professionistico ottenuti grazie all’utilizzo dei GPS. L’analisi portata avanti dalla Juventus.

    Concludiamo con questo terzo articolo la spiegazione del metodo sviluppato alla Juventus riguardo il monitoraggio dei carichi di lavoro, iniziata con l’analisi di affidabilità e precisione dei sistemi GPS (scritto apparso sul numero di giugno, pagina 68) e continuata a luglio (numero 305 de Il Nuovo Calcio, pagina 92) con la proposta del nostro modus operandi in termini di parametri e di livelli di analisi da utilizzare. In questa terza parte riportiamo i valori medi di riferimento delle nostre categorie del settore giovanile e della prima squadra femminile (PSQF), laureatasi Campione d’Italia alla sua prima partecipazione nella Serie A.

  • Lo Speed Endurance Production è una tipologia di allenamento fisico utile a migliorare la performance fisica del giocatore grazie a esercitazioni specifiche per ruoli.

    I fattori che influiscono sulle performance atletiche nel calcio sono molteplici e alcuni di questi sono difficilmente allenabili attraverso il gioco. Il calciatore durante la partita, ma anche nelle varie esercitazioni in allenamento, esegue quasi sempre azioni ad alta intensità di brevissima durata, seguite da periodi più o meno lunghi di recupero. Alcuni preparatori, correttamente, ritengono che non si debbano svolgere lavori troppo “distanti” da ciò che realmente avviene in partita. Da questo concetto è nato l’RSE (Repeated Sprint Exercise), meglio conosciuto come capacità di ripetere gli sprint (RSA, Repated Sprint Ability). Parliamo di un esercizio in cui si ripetono appunto sprint sotto i 7”, con tempi di recupero brevi. Questo, come detto, per avvicinarsi alla durata delle azioni intense eseguite durante una competizione calcistica. Tuttavia, vi sono alcuni fattori (che verranno spiegati in seguito) che sono più complicati da migliorare con queste classiche esercitazioni. A tal proposito ci può venire in soccorso il SEP training, ovvero lo Speed Endurance Production, letteralmente “Allenamento di resistenza alla velocità di produzione”. Nonostante preveda tempi di lavoro effettivamente diversi da quelli della partita, sembra possa contrastare efficacemente i fattori che influenzano negativamente le performance atletiche del calciatore.

    DI COSA SI TRATTA
    Il SEP training è uno dei mezzi di allenamento più studiati negli ultimi anni e forse uno dei meno conosciuti e utilizzati nel calcio. Consiste in 10-30” di corsa a intensità massimale o vicina al massimale. Il rapporto lavoro / recupero più utilizzato è 1 a 6 (ad esempio 15” di lavoro con 90” di recupero fra le ripetizioni). Un medio-lungo recupero come quello indicato permette di mantenere alta l’intensità per tutta la durata dell’esercizio; per questo si riescono a ricercare i vari adattamenti. A differenza della RSA, che interessa per lo più il sistema aerobico, il SEP training consente di avere un alto contributo del sistema anaerobico-lattacido, evidenziato da una superiore produzione e accumulo di lattato rispetto alla RSA, con conseguenti migliori adattamenti riguardanti le componenti lattacide. Porta miglioramenti significativi in molti test specifici per il calcio fra cui l’RSA test e lo YO-YO, correlati con la performance atletica durante una partita.

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  • Caratteristiche e modalità operative per migliorare la prima fase dello sprint. Diverse proposte pratiche valide per tutti.

  • Pasquale D’Antonio e Stefano Cappelli analizzano il costrutto della speed endurance e della sua evoluzione in Long Sprint Ability. Nell’articolo gli autori illustrano il concetto che si trova alla base di questa qualità fisica, con il supporto di diverse evidenze scientifiche. La LSA comprende tutti quei gesti che il calciatore effettua alla massima intensità, quali accelerazioni, decelerazioni, sprint in linea, cambi di direzione e definisce la capacità di protrarre tutti questi gesti nel tempo. Il punto centrale dell’articolo riguarda però le proposte pratiche. Detto dell’importanza di questa qualità risulta fondamentale conoscere e capire come e quando poterla allenare. Ecco allora le proposte pratiche presentate dai due autori, le quali sono state concepite per essere svolte talune a secco e talaltre con la palla.

  • L’utilizzo della pliometria per allenare al meglio la forza esplosivo-elastica. Questo è il focus dello scritto di Simone Lorieri, che spiega in modo dettagliato di cosa si tratta e quali precauzioni utilizzare per evitare infortuni dovuti alla poca conoscenza della materia.

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