Dallo scanning alla creazione del vantaggio: il ruolo del contesto nella prestazione del portiere di prima squadra.
Negli ultimi anni il ruolo del portiere ha subìto una delle evoluzioni più profonde dell’intero sistema calcio. Se in passato la sua prestazione veniva valutata prevalentemente attraverso indicatori difensivi, quali la capacità di effettuare parate, dominare l’area di rigore e proteggere la porta, oggi è considerato un elemento attivo dell’organizzazione offensiva della squadra.
I più recenti UEFA Champions League Technical Report, gli UEFA EURO Technical Report e le analisi prodotte dal FIFA Technical Study Group mostrano una tendenza comune: il recupero del possesso non rappresenta più la conclusione della fase difensiva, ma costituisce il primo momento dell’organizzazione offensiva.
In questo scenario il portiere assume una duplice funzione. Da un lato continua a rappresentare l’ultimo difensore, dall’altro diventa il primo costruttore della transizione positiva. Questa trasformazione impone una revisione anche dell’approccio metodologico all’allenamento.
Per molti anni l’attenzione si è rivolta prevalentemente alla qualità del gesto tecnico: presa, rilancio con le mani, trasmissione con i piedi, precisione esecutiva. Sebbene tali abilità rimangano indispensabili, risultano oggi insufficienti se allenate in modo isolato. L’efficacia della transizione positiva non dipende infatti dalla rapidità con cui il portiere gioca il pallone, bensì dalla qualità del processo che precede l’esecuzione tecnica.
La decisione nasce dalla capacità di interpretare il contesto, riconoscere gli spazi disponibili, anticipare il comportamento dell’avversario e individuare la soluzione che produce il maggiore vantaggio per la squadra. In altre parole, il gesto tecnico rappresenta solamente l’ultima fase di un processo molto più complesso.
Da questa prospettiva nasce la proposta metodologica presentata in questo contributo, orientata esclusivamente al lavoro con la prima squadra. Si fonda su un principio centrale: nel calcio moderno non è il gesto a determinare il comportamento, ma è il contesto a dare significato al gesto.
L’articolo completo lo trovi solo su Il Nuovo Calcio di ottobre (402). Corri in edicola oppure abbonati alla rivista.
Autore: Antonio Ferraro.
Foto: Imago.


