Esercitiamo le capacità coordinative

Esercitiamo le capacità coordinative

L’intervento sulle qualità motorie è determinante nelle prime categorie del settore giovanile e non solo. Come operare in questa direzione.

Le capacità motorie sono componenti della prestazione e possono essere migliorate, educate, adattate attraverso le varie forme di movimento. Tali capacità sono molteplici ed è opportuno ricordare che non intervengono separatamente tra loro, ma fanno parte di un processo unitario che presenta interscambi importanti e continui. Questi interscambi devono essere attentamente considerati per sviluppare esercitazioni funzionali allo sviluppo di un gesto specifico, lineare ed economico. I presupposti dell’analisi del movimento e di conseguenza del gesto specifico passano dallo studio delle strutture impiegate. La coordinazione motoria, infatti, è la capacità che permette di eseguire un qualsiasi movimento nella maniera più efficace. Tutto ciò è “veicolato” dalla propriocezione, quindi dai recettori in grado di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei muscoli, anche senza il supporto della vista.

Propriocezione e capacità coordinative

La propriocezione assume un’importanza fondamentale nel complesso meccanismo di controllo del movimento. È resa possibile dalla presenza di specifici recettori, sensibili alle variazioni delle posture del corpo e dei segmenti corporei, che inviano i propri segnali ad alcune particolari aree del cervello. I recettori propriocettivi sono costituiti dalle terminazioni nervose che danno inizio al processo neurofisiologico della propriocezione. Tali recettori inviano impulsi che, attraverso il midollo spinale, giungono alle aree cerebrali deputate all’elaborazione delle informazioni sulla posizione e sul movimento, necessarie per l’esecuzione corretta di ogni “azione”. In modo più semplice, possiamo analizzare il gesto del calciare come un’interazione perfetta di più sistemi, autonomi e non, che collaborano inconsciamente per il raggiungimento dell’obiettivo.

Illustreremo, pertanto, quali sono le capacità coordinative e proporremo per ciascuna una proposta pratica per migliorarla. Abbiamo infatti capacità di:

  • combinazione;
  • reazione;
  • orientamento spazio-temporale;
  • adattamento e trasformazione;
  • differenziazione;
  • ritmizzazione;
  • equilibrio.

La combinazione

L’esercitazione che vi riportiamo ha l’intento di “stressare” questa la capacità. Il portiere ha il compito di trasmettere palla e consecutivamente reagire al tiro parando la stessa; il giocatore posto sul cono centrale deve ricevere e trasmettere la sfera al compagno sul primo cono, voltarsi e concludere a rete il pallone che riceve dal numero uno (foto A, B e C). Ogni giocatore a turno cambia le diverse posizioni. Questa capacità, se allenata, dà la possibilità a ogni atleta di combinare più gesti motori e specifici senza incappare in difficoltà. Nella proposta si lavora su corsa con o senza palla combinata con stop, tiro, colpo di testa, passaggio e finta e dribbling.

La capacità di combinazione motoria (foto A, B e C).

La reazione

La reazione a stimoli differenti in sport di situazione come il calcio è fondamentale, in quanto il giocatore è costretto ad agire nel minor tempo possibile per rendere una situazione favorevole o meno. Nell’esercitazione si può notare come i due giocatori tra i coni centrali sono pronti a ricevere lo stimolo (trasmissione) e rispondere (ricezione) per trasformare il tutto in una soluzione che in questo caso può essere offensiva o difensiva (figura 1). Chi dei due elementi raggiunge per primo la palla, infatti, sviluppa un’azione d’attacco, il compagno difende. Lo scopo è quello di riuscire a raggiungere per primi la sfera e concludere a rete nel minor tempo possibile.

La reazione, prima proposta.
Figura 1.

Una seconda proposta sull’obiettivo prevede il giocatore al centro del quadrato di 4 x 4 metri per ricevere e trasmettere palla a un compagno all’esterno (figura 2). Inizialmente per facilitare il compito del giocatore interno l’allenatore scandisce la sequenza dei passaggi, per esempio in senso orario, per arrivare poi di seguito a stressare la capacità di reazione utilizzando sempre stimoli differenti, dal punto di vista uditivo o visivo. Si allenano in entrambe le proposte:

  • l’identificazione dello stimolo (percezione);
  • la selezione della risposta (scelta);
  • la programmazione della risposta (programmazione);
  • il tempo di reazione (rapidità nell’esecuzione).
Capacità di reazione, proposte 2 e 3.
Figura 2 e 3.
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