Gol Mondiali

Gol Mondiali

Come trasformare le esercitazioni analitiche per coinvolgere al meglio i ragazzi, partendo dai gol mondiali più iconici realizzati dei grandi fuoriclasse.

Quante volte da piccoli ci siamo ritrovati al campetto nell’intento di imitare le gesta viste in televisione e compiute dai grandi campioni? Tantissime. Per tale motivo in questo articolo proveremo a evidenziare un metodo operativo che si sviluppa proprio partendo dalle “magie” dei grandi talenti del nostro calcio. Una maniera diversa e divertente per allenare la tecnica, insomma.

Infatti, si parla tanto di come ricreare in allenamento quello che può accadere in partita, noi lo faremo occupandoci di ciò che è già accaduto, ovvero la riproduzione di gol dei grandi assi del calcio, declinando l’attenzione sui vari Mondiali, attraverso un percorso contenente più gesti per allenare il dominio del pallone in forma analitica – vista l’assenza di avversario – ma allo stesso tempo divertente e non noioso. Infatti, il bambino è libero di sognare immaginando di essere il campione che ha realizzato quel gol. E sottolineo la parola divertente, infatti il sociologo Marshall McLuhan sosteneva: “Non c’è apprendimento senza divertimento e non c’è divertimento senza apprendimento”.

L’idea dei gol mondiali

Ricordo bene quel giorno, era il 25 novembre 2020. Mi trovavo nello spogliatoio ad aspettare che gli ultimi ragazzi finissero la doccia quando apprendemmo la notizia della morte di Diego Armando Maradona. In particolar modo rammento la loro reazione, intristiti dalla mia voce, che dava loro la comunicazione. Quella loro reazione suscitò in me un certo interesse perché non pensavo che dei ragazzi di 10 anni potessero reagire così a quanto accaduto a un campione del passato, quindi mi promisi, al primo allenamento, di chiedere loro cosa sapessero della vita di Diego, dentro e fuori dal campo.

La sera stessa in televisione trasmisero ripetutamente immagini e video di tutta la sua vita, fui particolarmente colpito da due: la spiegazione di Maradona stesso del Gol del secolo, la famosa rete che mise a segno contro l’Inghilterra nel Mondiale 1986, e la storia di una partita di beneficenza giocata ad Acerra in mezzo al fango.

Questi due video avevano qualcosa in comune: in entrambi i casi El Pibe scartò tutti partendo da metà campo per poi insaccare la palla. Da qualcuno quello segnato ad Acerra nel 1985 viene considerato l’anteprima della realizzazione poi vista al Mondiale del 1986 (in realtà un’azione simile era stata realizzata da El Diez sempre contro l’Inghilterra sette anni prima). La storia di Acerra è particolare: era il 25 gennaio 1985 e nel comune alle porte di Napoli venne organizzata una partita di beneficenza per raccogliere fondi destinati alla cura di un ragazzino.

La famiglia non poteva sostenere le spese per una delicata operazione da effettuare in Francia. Maradona, opponendosi alla società che non voleva la disputa della gara, pare pagò l’assicurazione di tasca propria (circa 12 milioni di lire) per scendere in campo nell’incontro dedicato alla raccolti fondi per il bambino. Credo che questo episodio fosse degno di essere raccontato ai ragazzi a dimostrazione della generosità del personaggio.

Ma la vera fonte di ispirazione per l’allenamento fu l’altro video, nel quale Maradona descrive l’azione del suo gol, perché notai che tutti quei gesti li facevo eseguire in allenamento ai miei ragazzi di allora (i Pulcini 2010 della Reggiana). In quel momento mi si accese una lampadina e provai a “buttare giù” su un foglio di carta il possibile percorso tecnico da proporre ai miei ragazzi; insomma trovai un modo speciale per rendere omaggio al campione, anche per quello che aveva fatto ad Acerra.

Arrivò il primo allenamento e, dopo aver parlato del personaggio con i ragazzi, feci vedere loro i due video con un tablet e dissi: ora andiamo fuori a riprodurre Gol del Secolo. A fine sessione ebbi un riscontro più che positivo: i ragazzi volevano riprovare l’esperienza e mi chiesero di poter replicare altre segnature. L’esperimento era riuscito, era piaciuto e si erano divertiti, e nelle sedute seguenti mostrai loro altre segnature.

Pro e contro

Dal mio punto di vista questo modo di operare può essere un’alternativa al semplice percorso analitico, di cui ci serviamo per allenare la tecnica coi più piccini, per diverse motivazioni:

  • i bambini si divertono, ma soprattutto sognano; ne ho avuto la conferma con l’entusiasmo che si era creato tra di loro e la richiesta di ripetere il tipo di esperienza;
  • viene ricostruito un ambiente, nel nostro caso un percorso con l’ausilio dei più comuni attrezzi da allenamento, per richiamare un’azione che può riverificarsi in partita;
  • si può lavorare sul gesto desiderato scegliendo tra gli innumerevoli gol a disposizione siglati dai grandi campioni.

A differenza di un semplice percorso tecnico, dove avviene l’esecuzione di una richiesta da parte dell’allenatore e la ripetitività senza un vero fine di gioco, un altro punto di forza della riproduzione dei gol credo sia quello che possa aiutare il bambino a comprendere l’efficacia della tecnica che insegniamo (controlli, cambi di senso e direzione, finte), avendo un riscontro tangibile attraverso le reti dei loro idoli. Si sentiranno più sicuri nell’utilizzare alcune tecniche in partita perché sono state contestualizzate e provate in allenamento.

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