Settore giovanile
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Come mescolare nella stessa esercitazione obiettivi fisici, tecnico-tattici e cognitivi. Le proposte pratiche.

La metodologia di lavoro integrata deriva dal basket e per definizione indica appunto l’integrazione (l’unione) tra l’allenamento tecnico-tattico e la preparazione fisica (compresi gli aspetti motori). Prevede la sinergia di tutte le componenti relative all’unità funzionale del calciatore, ovvero quella tecnica, tattica, fisica, cognitiva ed emozionale. Utilizzare esercitazioni integrate permette di agire contemporaneamente su più obiettivi. Questo modo di lavorare presenta pro e contro.


Vantaggi
Le proposte integrate permettono di “guadagnare” tempo nell’apprendimento, interessando oltre che le capacità con- dizionali, anche i princìpi di gioco e la tecnica individuale, stimolando i giocatori grazie a “fattori” emotivo-sensoriali che garantiscono entusiasmo e grande impegno a discapito delle inibizioni mentali per il lavoro fisico. Si ottiene quindi un carico cognitivo e agonistico molto elevato e si esprimono le capacità motorio-condizionali in modo situazionale e variabile.

Svantaggi
L’allenamento integrato non consente di verificare in maniera “scientificamente precisa” il carico di ogni giocatore; questo può essere calcolato e analizzato su una base media e conserverà sempre le variabili che tale intervento implica. Più lo staff tecnico possiede tecnologie e competenze, minori saranno questi limiti e maggiore sarà la capacità di stabilire se sono stati raggiunti o meno gli obiettivi prefissati. Diversamente, sarà necessario “l’occhiometro” dello staff per valutare e correggere le varie esercitazioni anche senza l’ausilio della tecnologia.

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