Tre articoli e una serie di esperti che analizzano la situazione attuale, partendo dalla domanda: “I giocatori sono fisicamente allenati?”.

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Due esperti, due preparatori atletici che da anni lavorano nelle prime squadre della nostra Serie A, Valter Vio e Agostino Tibaudi, si sono prestati ad una sorta di…intervista doppia.

Matteo Callini ha affrontato con loro un tema importante in questa fase della stagione: la gestione del carico dell’allenamento nel periodo che intercorre tra la fine della preparazione e l’inizio della stagione agonistica. I due “prof” hanno parlato di tapering, esprimendo come sia importante ridurre il carico in termini di volume e di frequenza, ma non di intensità. Hanno trattato il tema relativo alla preparazione per un dato periodo della stagione, illustrando come sia un concetto non realizzabile sia in termini fisiologici che in termini sportivi (Quale periodo scegliere?). Terminando poi con uno sguardo sui dilettanti, concordando per una strutturazione del ciclo che non prevede un periodo di tapering, in quanto i carichi e la tempistica a disposizione non lo consentono.

Due proposte per valutare lo stato di forma del calciatore, utili a tarare gli allenamenti e a scattare una “fotografia” fisica dell’atleta.

Per comprendere la tipologia di giocatori che si allenano e quali sono le loro qualità, è opportuno somministrare un test. Farlo solo perché è “consuetudine” è un errore da non commettere. Infatti, i test diventano utili solo se si utilizzano i dati ricavati per programmare l’allenamento e si sfruttano per una valutazione dell’atleta nel tempo. Infatti, è conveniente eseguirli unicamente se si vuole ripeterli durante la stagione per notare progressi o decrementi di performance da parte dei calciatori. Questo perché permettono di scattare una “fotografia” della condizione fisica dell’atleta nel momento in cui viene sottoposto alla verifica.

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Partire dagli aspetti aerobici nel periodo preparatorio è importante per costruire quella base utile alle proposte successive. I lavori “a secco”, quelli con palla e l’intervento lattacido.

Anche quest’anno siamo giunti al termine della stagione calcistica, ma c’è già la necessità di proiettarsi sulla programmazione di un nuovo inizio, un punto zero che comincia sempre dal primo allenamento della stagione successiva. A luglio, infatti, si iniziano a porre le basi per il cosiddetto pre-season.

La priorità di uno staff è quella di sfruttare in modo ottimale le settimane a disposizione che precedono l’avvio del campionato, in modo tale da far raggiungere ai propri atleti uno stato di forma ideale per affrontare il periodo competitivo. Dal punto di vista degli obiettivi fisici, credo sia importante integrarli con quelli che propone il mister (tecnico-tattici), tenendo presente che le esercitazioni a connotazione atletica possono essere svolte con o senza palla.

La figura del preparatore atletico negli ultimi anni si è molto evoluta e oggi, grazie a strumenti come GPS e match analysis, può proporre allenamenti molto più mirati e creare con efficacia adattamenti rivolti direttamente al modello di prestazione. Riguardo questo ultimo aspetto, chi può sfruttare una propria raccolta dati durante le competizioni degli ultimi anni, può avere un “modello” che regolarmente deve essere aggiornato.

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Simone Lorieri ha concentrato il suo scritto su questo distretto muscolare molto importante, che viene sollecitato dai calciatori per via dei frequenti cambi di direzione, di senso, accelerazioni e decelerazioni.

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L’articolo di Simone Lorieri si concentra su un’esercitazione utile a stimolare la forza e la stabilità: lo split squat. Se pensiamo alla maggior parte degli sforzi ai quali i giocatori sono sottoposti durante una partita, comprenderemo immediatamente come il calciatore non sia quasi mai in appoggio su entrambi gli arti contemporaneamente.

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Quanto sono importanti queste esercitazioni per allenare i glutei, migliorare di conseguenza la performance e prevenire gli infortuni.

Lo studio del modello prestativo ha consentito di aumentare i livelli di specificità del training: infatti, l’adattamento utile al miglioramento della prestazione che si vuole raggiungere in allenamento deve rispondere alle richieste della disciplina che si pratica. La maggior parte delle azioni che svolge il calciatore durante una gara, se riflettiamo, è in modalità monopodalica.

Pensiamo ai salti per un colpo di testa o a un controllo aereo della palla. Anche lo studio biomeccanico dei gesti tecnici, ad esempio controllo e difesa della palla, tiro in porta, contrasto, evidenzia che la maggior parte di questi viene effettuata su un arto. Non dimentichiamo poi le accelerazioni, le decelerazioni e i cambi di direzione in cui l’enfasi maggiore si riscontra su un solo arto. Nell’ambito dell’allenamento di forza per il calciatore, risulta evidente che, oltre al controllo motorio, gli schemi motori di base e la qualità del movimento, è necessario adattare il sistema alle sollecitazioni intense e specifiche cui sarà sottoposto durante un incontro.

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Alcune proposte di riscaldamento adatte a ogni seduta e scandite secondo le varie finalità che si intendono perseguire.

Messa in moto, messa in azione, riscaldamento, warm-up, attivazione. In qualsiasi modo decidiamo di chiamarla la parte iniziale della seduta rappresenta un momento cardine dell’allenamento. Se dividiamo la sessione nelle classiche tre fasi (iniziale, centrale e finale), anche a livello d’impatto, capiamo che la prima rappresenta il momento di “presa di contatto” coi giocatori, il modo in cui si apre l’allenamento.

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Nicolò Cardani si dedica alla parte fisica e nel suo scritto esamina come utilizzare i movimenti di rotazione con una palla zavorrata per stimolare al meglio il core. Innanzitutto va considerato come tramite il core training, il controllo e l’utilizzo del corpo siano più efficaci. Per questo, dedicare parte dell’allenamento a questo aspetto non è una perdita di tempo.

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Perché è importante lavorare su questi movimenti in forma “fondamentale” e specifica, con e senza palla.

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Uno studio sulla capacità di ripetere sprint nel mondo del calcio femminile. La ricerca scientifica conferma l’importanza di allenare in modo corretto questa capacità con le donne.

Il calcio femminile è un movimento che sta crescendo sempre più in termine di numeri e attenzione del pubblico e dei media in generale. Uno studio della UEFA (2017) ha evidenziato un incremento del 34% dal 2000 ad oggi del numero delle giocatrici, con 6 paesi (Inghilterra, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia) che hanno più di 100.000 atlete.

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Lo scritto di Manuel Gallelli che ha indicato le modalità operative per il traino con la slitta in base all’obiettivo dell’allenamento.

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TERZA PARTE
Quali possono essere i valori di riferimento di un settore giovanile professionistico ottenuti grazie all’utilizzo dei GPS. L’analisi portata avanti dalla Juventus.

Concludiamo con questo terzo articolo la spiegazione del metodo sviluppato alla Juventus riguardo il monitoraggio dei carichi di lavoro, iniziata con l’analisi di affidabilità e precisione dei sistemi GPS (scritto apparso sul numero di giugno, pagina 68) e continuata a luglio (numero 305 de Il Nuovo Calcio, pagina 92) con la proposta del nostro modus operandi in termini di parametri e di livelli di analisi da utilizzare. In questa terza parte riportiamo i valori medi di riferimento delle nostre categorie del settore giovanile e della prima squadra femminile (PSQF), laureatasi Campione d’Italia alla sua prima partecipazione nella Serie A.

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Approfondimento precampionato
L’utilizzo di questo attrezzo nel pre e post-allenamento porta sicuramente dei benefici alla prestazione. Le proposte pratiche.

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Il mese di agosto è quello giusto per incominciare a riflettere su ciò che si può proporre nel periodo iniziale della stagione: da qui parte lo scritto di Luca Bignami, incentrato sull’importanza del tecnico di prepararsi al meglio in vista della stagione alle porte. Gli obiettivi da ricercare con tale categoria e diverse proposte pratiche da trasferire dal taccuino al campo.

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Speciale precampionato
La pianificazione dell’allenamento fisico durante la preparazione. Le proposte per il training aerobico, di forza, la prevenzione, l’agility e la rapidità.

Il periodo preparatorio al campionato è sempre stato immaginato come un momento di grande sforzo fisico da parte dei giocatori, con volumi di lavoro importanti, doppie sedute e pochissimi giorni di recupero, al fine di trovarsi avvantaggiati durante l’arco della stagione. Ma è realmente così? Molti sono ancora convinti di questo, nonostante gli schemi e le dinamiche che ruotano intorno al calcio siano in continua evoluzione.

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Attivazione dei glutei e dei rotatori dell’anca

Preparazione Atletica

Speciale precampionato
Diverse proposte pratiche per attivare questa parte del corpo, fondamentale in quanto coinvolta in tutti i principali movimenti tipici del calcio. I consigli e le attenzioni da avere.

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La seconda parte dello scritto di Antonio Gualtieri relativo all’utilizzo di tale strumento nel nostro sport. L’importanza del monitoraggio dei carichi di lavoro durante l’intera stagione, tenendo sotto controllo sia il carico interno che quello esterno. I parametri da considerare, basandosi sugli indicatori misurati direttamente dal dispositivo, non tenendo in considerazione i valori stimati o frutto di combinazioni diverse. Inoltre, è fondamentale stilare un report giornaliero del lavoro svolto e monitorare sempre il rapporto tra carico acuto e cronico. Infine, il rapporto con lo staff tecnico, per poter lavorare al meglio e limitare al minimo gli errori, considerando che ogni calciatori ha un’esigenza diversa da un altro.

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Medicina & alimentazione
Come provare a prevenire questo fastidio “inconveniente” che colpisce i calciatori in gara o allenamento. Le cause e gli accorgimenti utili da avere.

Fra i giocatori di calcio sono piuttosto frequenti i crampi muscolari, ossia contrazioni involontarie e dolorose di un muscolo o di una sua parte. I crampi insorgono improvvisamente, solo a volte sono preceduti da sensazioni che ne fanno temere la comparsa. Tendono a cessare spontaneamente nel giro di poche decine di secondi o di pochi minuti dopo che finisce l’attività che lo ha determinato o in tempi più brevi se il muscolo che va incontro al crampo viene stirato passivamente. Esistono crampi legati a patologie di vario tipo, ma nel nostro caso faremo riferimento a quelli che avvengono nel corso dell’attività fisica o entro poche ore dal suo termine e che sono indicati con EAMC, vale a dire Exercise-Associated Muscolar Cramps (crampi muscolari associati all'esercizio). Si manifestano molto più facilmente nelle discipline sportive la cui durata è per lo meno di alcune decine di minuti, dunque anche nei giochi di squadra, calcio compreso. In quest’ultimo, interessano più di frequente i muscoli del polpaccio, ma anche quelli del piede, dei flessori della coscia e del quadricipite.

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High Intensity Training prevede l’esecuzione di corse veloci organizzate in base a diverse variabili che modificano gli obiettivi. Pasquale D’Antonio ci porta alla scoperta di questa metodologia d’allenamento, indicando quali siano i parametri da tenere presenti durante le sedute nelle quali si svolge un training ad alta intensità. Nell’articolo sono presenti le diverse possibilità di utilizzo e le proposte pratiche per la corsa su intervalli lunghi, quella su intervalli brevi, lo sprint interval training e il repeated sprint training.

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Simone Lorieri pone l’attenzione su questa metodologia nuova, sempre più usata dagli sportivi. Il Crossfit è un allenamento funzionale che mira al miglioramento delle qualità fisiche in termini di agilità, forza e resistenza.

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Una metodologia di lavoro che prevede la combinazioni di lavori di forza e di tipo aerobico nella stessa seduta o in due sessioni contigue.

Nel calcio ci si è sempre chiesti come ottimizzare il tempo a disposizione e, contemporaneamente, in che modo migliorare la performance, poiché l’elevato numero di partite settimanali ha portato a una riduzione delle sedute disponibili. La parte atletica, talvolta trascurata, è fondamentale per il calciatore per riuscire a soddisfare al meglio le richieste dell’allenatore.

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Un articolo incentrato sui mezzi e metodi per allenare la capacità di accelerazione. Simone Lorieri, per prima cosa, indica come sia fondamentale imparare la tecnica corretta di corsa, prerogativa indispensabile per migliorare la velocità. Il primo step per essere agili in campo è il training inerente alla mobilità e flessibilità; così facendo ne gioveranno postura e attivazione muscolare.

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Una metodologia di lavoro che prevede la combinazioni di lavori di forza e di tipo aerobico nella stessa seduta o in due sessioni contigue.

Nel calcio ci si è sempre chiesti come ottimizzare il tempo a disposizione e, contemporaneamente, in che modo migliorare la performance, poiché l’elevato numero di partite settimanali ha portato a una riduzione delle sedute disponibili.

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Il miglioramento, sul campo e in palestra, della forza esplosiva. Come intervenire a corpo libero e coi piccoli attrezzi. E non perdete il video sul nostro sito (online qui).

La continua ricerca della maggior quantità di forza da esprimere nel minor tempo possibile è sicuramente un tema “caldo” per quanto riguarda l’allenamento fisico nel calcio.

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Un articolo che pone l’attenzione su un aspetto poco trattato: il training del core effettuato in movimento, in sintonia con la respirazione. Giulia Simonetti ha evidenziato come allenare in modo funzionale per il calciatore questa abilità, esplicando il metodo da lei sviluppato, il BodyFit®. Questo metodo prevede di allenare il calciatore a corpo libero tramite esercizi funzionali al gesto specifico, in situazioni il più vicine possibile alla realtà di gioco.

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L’utilizzo della pliometria per allenare al meglio la forza esplosivo-elastica. Questo è il focus dello scritto di Simone Lorieri, che spiega in modo dettagliato di cosa si tratta e quali precauzioni utilizzare per evitare infortuni dovuti alla poca conoscenza della materia.

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Una nuova iniziativa seguita dall’autore dell’articolo che proporrà contemporaneamente all’uscita della rivista un video in cui dimostrerà gli esercizi oggetto dello scritto. Per allenare il giocatore in forma interattiva e… funzionale. In questo numero i concetti di propriocezione, equilibrio e destabilizzazione.

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Il programma di allenamento funzionale HUBit® come base per la costruzione della performance. L’importanza dell’esecuzione corretta di movimenti fondamentali in sequenza.

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Gli speciali de’ Il Nuovo Calcio - L’allenamento della forza
Come e perché utilizzare questo strumento da campo per migliorare in primis la forza, ma anche la coordinazione e la mobilità.

Tra le capacità fondamentali per un giocatore di calcio la forza occupa un posto di primo piano, sia in termini prestativi sia per limitare le possibilità di infortunio. Ma quale tipo di forza è opportuno allenare per il calciatore?

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