Perché può essere utile o meno sfruttare questo mezzo di allenamento con gli adulti e coi ragazzi del settore giovanile.

In molti campi da calcio capita di trovare una pista di atletica adiacente al terreno di gioco, con una o due buche di salto in lungo contenenti sabbia; alcune volte, purtroppo, in stato di abbandono. In realtà, queste potrebbero essere un’ottima opportunità per agire dal punto di vista fisico con l’intenzione di alternare gli stimoli allenanti.

Tale metodica (proporre una diversità di stimoli) può, in fase adolescenziale, far crescere le competenze motorie dei ragazzi, mentre per i giocatori già evoluti evitare la monotonia. Dal punto di vista del carico di allenamento, per evitare la “noia” e quindi situazioni di stallo, si dovrebbe imparare a:
• variare il sistema del carico, applicando il principio dell’aumento progressivo col progredire dell’allenamento;
• modificare gli stimoli motori e le tipologie di contrazione;
• cambiare la velocità di esecuzione delle esercitazioni proposte;
• variare le attrezzature, i metodi e i mezzi;
• alternare nelle differenti fasi della seduta l’enfasi sulle finalità che si intendono perseguire.

VANTAGGI E SVANTAGGI
Per quanto concerne l’utilizzo della sabbia, è importante sottolineare che come tutte le esercitazioni che si intendono utilizzare è unicamente un mezzo di lavoro, dunque non deve essere considerato migliore o peggiore rispetto ad altri. Infatti, presenta vantaggi e svantaggi ed è opportuno comprenderli per sfruttarli al meglio. La sabbia è un ottimo strumento multifunzionale, ad esempio, per:
l’esecuzione dei test di salto in lungo;
l’allenamento propriocettivo e la prevenzione degli infortuni;
la rieducazione motoria post-infortunio;
il potenziamento muscolare;
il miglioramento della tecnica di corsa.

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Allenamento fisico
Il distretto degli hamstring è quello più soggetto a infortuni di tipo indiretto. Cosa dice la scienza e le soluzioni in termini di prevenzione.

La congestione dei calendari agonistici a livello nazionale e internazionale, così come l’incremento delle intensità di gioco e le conoscenze sui modelli prestativi riferiti agli sport di squadra, richiedono alla preparazione atletica una rinnovata attenzione, non solo ai fattori che determinano l’incremento o il mantenimento della performance, ma anche a quelli che garantiscono la prevenzione dagli infortuni, o che perlomeno tentano di ridurne il rischio. Gli studi epidemiologici (quelli relativi alla distribuzione e alla frequenza delle malattie) sottolineano come lo sport di vertice (e non solo) presenti un trend preoccupante dal punto di vista traumatologico, con particolare riferimento alle lesioni muscolari. L’attenzione nei riguardi degli aspetti preventivi non è però unicamente appannaggio del calcio d’élite; gli aspetti legati alla tutela della salute tanto dello sportivo dilettante quanto del giovane praticante o del professionista sono temi che caratterizzano sempre di più la congressistica specifica e, di conseguenza, la ricerca.

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Prima parte
Si tratta di uno strumento per studiare la propria squadra e gli avversari ormai imprescindibile a qualsiasi livello. In questo articolo, spiegheremo come effettuare una ripresa ottimale. L’importanza della telecamera, del cavalletto e le tipologie di riprese video.

Negli ultimi anni, la match analysis, strumento indispensabile tra i professionisti, è diventata un elemento essenziale anche nel calcio dilettantistico. Grazie ai vari corsi dedicati presenti sul territorio, allenatori e collaboratori tecnici hanno potuto approfondire la materia, comprendendo la sua importanza a qualsiasi livello. Tra il mondo professionistico e quello dilettantistico esistono, chiaramente, delle differenze sostanziali sulle modalità di applicazione della mach analysis stessa come strumento di lavoro: parliamo di budget, di tecnologie utilizzate, di figure qualificate messe a disposizione degli staff. In questo articolo e nel prossimo, vista l’esperienza maturata in questi anni, ormai più di 9, da video-analista, cercherò di mostrare in che modo può essere effettuata la match analysis anche tra i dilettanti e quali sono le soluzioni migliori per risparmiare tempo e denaro. Mantenendo un’alta professionalità.

Allenamento fisico
Un’azione motoria, spesso dimenticata, e un divertente gioco per i più piccoli, dai notevoli riscontri coordinativi e anche condizionali. La progressione didattica per insegnarla al meglio

Capita spesso di associare l’immagine di qualcuno che salta la corda al pugilato, ma i benefici che può portare l’esercizio con questo economico strumento sono a 360°. In questo e in un prossimo articolo spiegheremo come il salto con la corda può essere utile per tutte le categorie, dall’attività di base alla prima squadra, e saranno suggeriti alcuni esercizi da inserire nei vostri allenamenti. La parola “salto” è di per sé affascinante poiché fin da bambini sperimentiamo il “volo”; vivere l’esperienza di rimanere sospesi nell’aria, anche solo per pochi secondi, è entusiasmante, emozionante. E richiede coraggio.

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Terza parte
La terza serie di esercizi da utilizzare per il “suspension training” in progressione per agire al meglio in termini di performance e prevenzione degli infortuni.

In quest’ultimo articolo sull’allenamento in sospensione entreremo nei dettagli del terzo livello di sviluppo della metodica. Rivedendo i vari step, è corretto far notare come nel primo “gradino” l’attenzione era focalizzata sul rinforzo delle strutture muscolari che erano la base portante di tutti i movimenti, puntando in particolare sul controllo del core e del corpo in regime statico e attivando così quella che viene definita la muscolatura profonda di stabilità.
Nel secondo step si è potuto aumentare la difficoltà del controllo dei movimenti, inserendo azioni sempre più specifiche e complesse a livello lineare, ma con l’utilizzo di un regime di instabilità più complicato, ma comunque lineare.
Il terzo momento prevede l’inserimento di movimenti rotatori e l’utilizzo di attrezzature (mezze-palle, palle mediche, tavolette propriocettive), che creano sovraccarico e maggiore disequilibro durante l’esecuzione dei movimenti.

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Quanto conta la corretta tecnica di corsa per il calciatore moderno. Le proposte pratiche legate alle diverse gestualità e gli esercizi per sollecitare condizione e coordinazione.

Arrivando da un’esperienza decennale da tecnico nell’atletica leggera, il mondo del calcio mi è sembrato sin dall’inizio assai diverso, ma pur ricco di analogie. Se da un lato (nell’atletica) si dà grande risalto alla tecnica individuale delle varie specialità, nel calcio prevale la tattica o la strategia di squadra. In entrambe le discipline sportive, però, c’è bisogno di una programmazione mirata e accurata per migliorare il più possibile la prestazione fisica. La preparazione fisica calcistica, a mio avviso, possiede ancora importanti margini di miglioramento. In particolare, c’è un aspetto che viene in parte trascurato: mi riferisco al miglioramento della tecnica e della meccanica di corsa come modalità per sfruttare al meglio il potenziale fisico del giocatore. Il tutto per elevare la sua performance durante la stagione agonistica.

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Il funzionamento e l’utilizzo di questa strumentazione utile per valutare e controllare diversi parametri dell’allenamento.

L’applicazione della tecnologia GPS ha apportato un contributo notevole alla misurazione e all’analisi degli eventi che si realizzano durante le attività di gioco. Negli ultimi trent’anni abbiamo assistito a una serie di sforzi considerevoli da parte di tecnici e sport scientists per strutturare delle procedure oggettive che consentissero di ottenere delle informazioni rilevanti per l’allenamento e il miglioramento delle prestazioni. Secondo la nostra esperienza, proprio la trasformazione dei dati rilevati in informazioni utili per la gestione del lavoro sul campo rappresenta il momento decisivo di tutto il sistema. Ma su questo ritorneremo in seguito. Tra tutti gli strumenti disponibili, i GPS rappresentano una buona soluzione in virtù della precisione dell’analisi a costi relativamente contenuti e della loro facilità di utilizzo. Grazie a queste caratteristiche, i GPS hanno avuto una diffusione notevole presso moltissime squadre di diverso livello.

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Seconda parte
L’importanza di attivare i glutei e come allenare il core posteriore. Il tutto per prevenire gli infortuni e restare in forma.
Questa seconda parte legata all’allenamento del core è incentrata sull’attivazione di muscoli che spesso risultano meno sollecitati e che non sono reclutati correttamente, aumentando così il rischio di infortuni muscolari (lesioni). Insisteremo, infatti, in particolar modo sull’utilizzo della forza di tipo neurale (che riguarda gli adattamenti del sistema nervoso centrale e periferico) piuttosto che su quelli contrattili (legati alle caratteristiche del muscolo

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