Attività di base
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Le basi della tattica… e non solo: questo rappresenta la situazione di 2>2, nella quale a partire dai bambini dell’attività di base si possono insegnare importanti princìpi nelle due fasi di gioco.

Nel percorso formativo dei giovani calciatori esiste una correlazione che non dovremmo mai perdere di vista, ovvero la necessità di sviluppare un pensiero tattico congiuntamente al miglioramento delle abilità. Nei primi anni di attività questo “collegamento” risulta ancora sbilanciato, in quanto nelle sedute dovrà essere ancora preponderante la parte dedicata alle esercitazioni analitiche volte al perfezionamento della destrezza fine dei singoli gesti, mentre lo sviluppo tattico si appoggia in maniera quasi totale sui duelli 1>1. Come già detto in precedenti articoli, personalmente ritengo più opportuno non scindere il fondamentale tecnico dal pensiero tattico, piuttosto conviene cercare proposte formative nelle quali il “gioco” (con tutte le sue “indivisibili” proprietà) sia centrale e le gestualità trovino al loro interno un’espressione funzionale ad alto valore formativo.

L’unita funzionale di base
La situazione che racchiude tutti gli elementi di applicazione dei princìpi di tattica collettiva nelle due fasi e che sarà in futuro il cardine della costruzione di un gioco di squadra è il 2>2. Rappresenta quella “più piccola” che comprende tutte le variabili di sviluppo di un’azione. L’obiettivo principale è la risoluzione di problemi di tattica collettiva tramite il riconoscimento di diversi contesti di gioco, la raccolta di informazioni e l’elaborazione di rapide soluzioni. La risoluzione delle sfide 2>2 è ovviamente valida e allenante a tutte le età, ma in particolare per i bambini dell’attività di base (dai Pulcini in su), in quanto include tutte le variabili calcistiche, ma con un minor numero di protagonisti. Riconoscere, pre- vedere, intuire, sperimentare e gestire più sviluppi possibili è essenziale per avvicinarsi all’11>11.

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