Psicocinetica e allenamento cognitivo

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Psicocinetica e allenamento cognitivo: quali proposte utilizzare. Cosa dice la teoria dei neuroni specchio.

Sono anni ormai che nel calcio sentiamo parlare dell’aspetto cognitivo e, in particolar modo, della psicocinetica. Con questo termine, di solito, si indica la capacità di un giocatore di sapersi adattare velocemente e con effetto immediato a situazioni in corso di svolgimento attraverso ragionamenti e movimenti “istintivi”. In tal senso una delle scoperte più decisive e rivoluzionarie degli ultimi anni è stata fatta da Giacomo Rizzolatti, un neuroscienziato italiano, che con il suo team ha scoperto, studiato e condiviso l’esistenza e le straordinarie capacità dei neuroni specchio. Lo studio di questi neuroni è in costante divenire e in futuro potrebbero esserci ulteriori novità che sicuramente condizioneranno la metodologia dall’allenamento. Precursori come José Mourinho, Claudio Ranieri, Riccardo Capanna (preparatore atletico ex Juventus, Roma e Inter) e molti altri, comunque, già da diverse stagioni si sono occupati dell’importanza degli aspetti cognitivi nel calcio.

I NEURONI SPECCHIO

Questi particolari neuroni, riassumendo e semplificando i concetti, sono specializzati nel ricevere e raccogliere informazioni sensoriali e nel trasmettere in maniera immediata il riconoscimento e le caratteristiche del movimento da impiegare in una particolare circostanza. Hanno inoltre la capacità di attivarsi sia quando si esegue un’azione sia quando si osserva la medesima, confermando così la teoria secondo cui l’uomo apprende anche per imitazione. I neuroni specchio sono correlati ad azioni finalizzate a uno scopo, codificano l’organizzazione temporale dei movimenti e i tempi di scansione delle contrazioni, senza far ricorso ad alcun ragionamento. Questo avviene perché, fin dalla nascita, il cervello elabora un “vocabolario motorio” composto da atti semplici che poi è in grado automaticamente di “rievocare” in base alle necessità. Un esempio molto semplice potrebbe essere la chiusura “istintiva” della palpebra nel momento in cui un insetto o un oggetto si stanno dirigendo verso l’occhio.

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