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Gli speciali de Il Nuovo Calcio - Master Prime Squadre

La relazione in aula dell’allenatore del Lecce, che ha ottenuto dopo 6 anni di Serie C l’agognata promozione in B. Le varie casistiche in fase di non possesso legate alla difesa individuale e collettiva.


Da calciatore ha calcato i campi della Serie A mostrando giocate di elevata caratura tecnica, da allenatore si sta affermando e, nonostante la finora breve carriera, ha già guidato numerose compagini: è partito dalle giovanili del Genoa fino ad arrivare alla prima squadra, ha avuto un’esperienza all’estero con il Leyton Orient, poi è tornato in Italia, dove ha condotto alla salvezza la Ternana e, l’anno scorso, ha riportato il Lecce in Serie B, dopo sei anni. Si sviluppa in particolare da quest’ultima esperienza la relazione che Fabio Liverani ha portato al Master della nostra rivista.

La difesa a 4
Il tecnico del Lecce ha optato per la scelta della difesa a 4, in quanto ritiene che lo schieramento con tre difensori permetta di avere superiorità in fase di non possesso, ma comporta un deficit nella fase offensiva. L’allenatore romano ha quindi spiegato come il suo schieramento preferito richieda una determinata organizzazione che concretizzi azioni e comportamenti adatti alla modalità di gioco. Inoltre, deve possedere e affinare tutti i meccanismi fondamentali che consentono un atteggiamento tattico globale funzionale: attacco della palla, copertura della stessa, capacità di eseguire l’elastico su palloni che, alternativamente, diventano aperti e chiusi, scegliere se adoperare strategie di marcamento o di anticipo e l’abilità di difendere sui cross che provengono dalle zone più centrali e laterali.

La peculiarità della linea difensiva a 4 è rappresentata dall’importanza del duello ed è proprio per questo che Liverani ritiene sia fondamentale partire dall’individuale, che rappresenta la base, per poi giungere al lavoro collettivo, più complesso. L’impostazione è basata sugli 1>1 nella fase di non possesso. Questo concetto è incentrato su una linea guida, che però deve essere modificata mediante accorgimenti adottati in relazione all’avversario: ad esempio, secondo la qualità dei singoli giocatori, le caratteristiche della squadra e il modulo adottato possono variare alcuni particolari.

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